Tutti obiettori con la salute degli altri
"E perché dovrei mettermi in rotta col mio primario che di aborti proprio non vuol sentirne parlare e rovinarmi la carriera per un lavoro umiliante che nessuno mi obbliga a fare?". F.T. è così convinto delle sue ragioni prima di tutto perché ha i numeri dalla sua parte. Come dicono i dati dell’Istituto superiore di Sanità, quasi il 60 per cento dei ginecologi del servizio pubblico ha fatto la stessa scelta. E se indubbiamente una parte di questi medici ha obiettato per ragioni di coscienza, come prevede la legge 194, c’è una maggioranza silenziosa che condivide quasi alla lettera le motivazioni di F.T.
Chiara Valentini racconta lo scandalo delle obiezioni ossequiose.
Particolarmente agghiacciante questo passaggio:
- in Veneto si abortisce meno che nel resto d’Italia. In compenso si va diffondendo fra le immigrate e fra le ragazze più giovani, le due categorie maggiormente a rischio, l’uso del Cytotec, un farmaco per l’ulcera che in dosi forti può provocare l’aborto ma anche emorragie violente e persino la morte. -
Credo necessariamente che un medico che lavori per lo stato e sia stipendiato con i soldi pubblici debba obbligatoriamente praticare l’aborto senza possibilità di sottrarvisi.
Dovrebbe essere un’imposizione.
Infondo nessuno ha obbligato questi medici a studiare medicina (ne tantomeno a specializzarsi in ginecologia.
E’ come se uno che si arruola volontariamente nell’esercito decide di non usare le armi… è assurdo.
I medici obiettori che vadano a lavorare in ospedali privati.
Se dovesse succedermi di aver bisogno di abortire e di trovare intoppi giuro che li ammazzo tutti sti imbecilli!
Questi scherzano con l’esistenza degli altri, anzi delle donne!
Io sto male quando sento/leggo queste cose… inquanto donna immagino la situazione in cui potrei trovarmi e mi assale no sconforto assurdo, che non vi so spiegare…







2012