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	<title>Commenti a: A scuola di sessualità?</title>
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	<description>Girls on Politics</description>
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		<title>Di: Monja Ciceri</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/01/13/a-scuola-di-sessualita/comment-page-1/#comment-3012</link>
		<dc:creator>Monja Ciceri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 09:43:40 +0000</pubDate>
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		<description>Viscontessa ha ragione, c&#039;è bisogno di un tipo di educazione totalmente diverso, come dice lei  &lt;b&gt;&quot;Giovani uomini allevati nel rispetto della donna e giovani donne che non affidino alla propria sessualità emergente, tutte le loro speranze per il futuro.*&quot;&lt;/b&gt; e di conseguenza dovrebbe essere la famiglia a fare questo tipo di educazione.
Peccato che non tutte le famiglie siano così &quot;illuminate&quot;: sono una su quante le madri che parlano apertamente di sesso con le figlie? i padri che fanno altrettanto quanti sono? Io sono stata molto fortunata: mia madre ha sempre chiamato le cose con il loro nome (quindi niente pisellini e farfalline); a 11 anni mi ha spiegato cos&#039;erano le malattie veneree e l&#039;importanza del preservativo; mi ha detto cos&#039;è la masturbazione, cosa sia il sesso e come evitare che un ragazzo, magari più grande, ti obbligasse a farlo (ricordo la sua frase &quot;se dopo il NO lui continua, c&#039;è un solo modo per fermarlo: prendilo per i testicoli!&quot;... vi giuro che funziona!). Mentre io ero superinformata sul sesso, mentre io avevo visto un uomo e una donna nudi, sapevo cosa fare e cosa non fare, sapevo che sono solo io la padrona del mio corpo, il mio ex fidanzato (a 18 anni) non sapeva nulla, se non quello che dicevano i suoi amici; sua madre e suo padre non gli avevano mai parlato della sessualità, nemmeno quando avevano scoperto che si masturbava; tutto era passato sotto silenzio e sono stata io la prima a dirgli &quot;sono io a decidere se fare o meno l&#039;amore con te, non tu!&quot; o &quot;i seni non sono delle manopole del gas o bottoni del citofono, ma cose molto molto delicate&quot;.
Alla fine quindi bisognerebbe educare anche i genitori, spiegargli che parlare del sesso ai propri figli non è un peccatto, ma anzi, un modo per prepararli al futuro. 

*mi scuso se non faccio la citazione nei corretti tag, ma ammetto di non esserne capace.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Viscontessa ha ragione, c&#8217;è bisogno di un tipo di educazione totalmente diverso, come dice lei  <b>&#8220;Giovani uomini allevati nel rispetto della donna e giovani donne che non affidino alla propria sessualità emergente, tutte le loro speranze per il futuro.*&#8221;</b> e di conseguenza dovrebbe essere la famiglia a fare questo tipo di educazione.<br />
Peccato che non tutte le famiglie siano così &#8220;illuminate&#8221;: sono una su quante le madri che parlano apertamente di sesso con le figlie? i padri che fanno altrettanto quanti sono? Io sono stata molto fortunata: mia madre ha sempre chiamato le cose con il loro nome (quindi niente pisellini e farfalline); a 11 anni mi ha spiegato cos&#8217;erano le malattie veneree e l&#8217;importanza del preservativo; mi ha detto cos&#8217;è la masturbazione, cosa sia il sesso e come evitare che un ragazzo, magari più grande, ti obbligasse a farlo (ricordo la sua frase &#8220;se dopo il NO lui continua, c&#8217;è un solo modo per fermarlo: prendilo per i testicoli!&#8221;&#8230; vi giuro che funziona!). Mentre io ero superinformata sul sesso, mentre io avevo visto un uomo e una donna nudi, sapevo cosa fare e cosa non fare, sapevo che sono solo io la padrona del mio corpo, il mio ex fidanzato (a 18 anni) non sapeva nulla, se non quello che dicevano i suoi amici; sua madre e suo padre non gli avevano mai parlato della sessualità, nemmeno quando avevano scoperto che si masturbava; tutto era passato sotto silenzio e sono stata io la prima a dirgli &#8220;sono io a decidere se fare o meno l&#8217;amore con te, non tu!&#8221; o &#8220;i seni non sono delle manopole del gas o bottoni del citofono, ma cose molto molto delicate&#8221;.<br />
Alla fine quindi bisognerebbe educare anche i genitori, spiegargli che parlare del sesso ai propri figli non è un peccatto, ma anzi, un modo per prepararli al futuro. </p>
<p>*mi scuso se non faccio la citazione nei corretti tag, ma ammetto di non esserne capace.</p>
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		<title>Di: viscontessa</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/01/13/a-scuola-di-sessualita/comment-page-1/#comment-2954</link>
		<dc:creator>viscontessa</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 18:12:27 +0000</pubDate>
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		<description>Siamo tutte grandi e conosciamo bene quali siano i risvolti, anche più dolorosi, pericolosi, noiosi e fastidiosi della sessualità, ma se adesso, consapevoli di tutti gli aspetti che la riguardano, possiamo parlarne serenamente, sappiamo anche bene, o dovremmo ricordarlo, di quanto questa consapevolezza la si sia raggiunta anche grazie al lato più misterioso e istintivo del sesso.
Difficile pensare che degli adolescenti possano comprendere il nostro linguaggio, per maturare una sessualità serena e consapevole, bisogna sperimentare, provare, aver paura o lasciarsi andare, bisogna insomma assecondare il proprio istinto anche perchè il sesso è e resta sempre e soltanto una questione d&#039;istinto.
Il che non significa che sia contro all&#039;educazione sessuale come materia scolastica, ma io ho il sospetto che il problema stia a monte e che l&#039;educazione dovrebbe riguarda più genericamente quella dell&#039;essere umano e non soltanto della sua sessualità senza niente togliere al necessario apporto di informazioni sul sesso di cui i giovani hanno bisogno.
Giovani uomini allevati nel rispetto della donna e giovani donne che non affidino alla propria sessualità emergente, tutte le loro speranze per il futuro. Generazioni di maschi che non siano costretti a crescere tra le tette e i culi della pubblicità, della televisione e dei giornali e giovani donne per le quali quelle tette e quei culi rappresentino l&#039;unica chance  per il futuro. E infine un istinto, quello sessuale, che quando compare con il vigore, l&#039;urgenza e l&#039;inesperienza dell&#039;età adolescenziale, trovi il suo sfogo con le modalità previste da un&#039;educazione al rispetto dell&#039;altro come persona.
E&#039; inutile sperare che i giovani possano presentarsi ad un sportello di un consultorio per chiedere informazioni sul sesso, non lo faranno mai perchè ciò significherebbe affrontare la vita con la maturità di un adulto, ma si può fare in modo da fargli comprendere che il sesso si fa in due, l&#039;un per l&#039;altro e non l&#039;uno contro l&#039;altro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo tutte grandi e conosciamo bene quali siano i risvolti, anche più dolorosi, pericolosi, noiosi e fastidiosi della sessualità, ma se adesso, consapevoli di tutti gli aspetti che la riguardano, possiamo parlarne serenamente, sappiamo anche bene, o dovremmo ricordarlo, di quanto questa consapevolezza la si sia raggiunta anche grazie al lato più misterioso e istintivo del sesso.<br />
Difficile pensare che degli adolescenti possano comprendere il nostro linguaggio, per maturare una sessualità serena e consapevole, bisogna sperimentare, provare, aver paura o lasciarsi andare, bisogna insomma assecondare il proprio istinto anche perchè il sesso è e resta sempre e soltanto una questione d&#8217;istinto.<br />
Il che non significa che sia contro all&#8217;educazione sessuale come materia scolastica, ma io ho il sospetto che il problema stia a monte e che l&#8217;educazione dovrebbe riguarda più genericamente quella dell&#8217;essere umano e non soltanto della sua sessualità senza niente togliere al necessario apporto di informazioni sul sesso di cui i giovani hanno bisogno.<br />
Giovani uomini allevati nel rispetto della donna e giovani donne che non affidino alla propria sessualità emergente, tutte le loro speranze per il futuro. Generazioni di maschi che non siano costretti a crescere tra le tette e i culi della pubblicità, della televisione e dei giornali e giovani donne per le quali quelle tette e quei culi rappresentino l&#8217;unica chance  per il futuro. E infine un istinto, quello sessuale, che quando compare con il vigore, l&#8217;urgenza e l&#8217;inesperienza dell&#8217;età adolescenziale, trovi il suo sfogo con le modalità previste da un&#8217;educazione al rispetto dell&#8217;altro come persona.<br />
E&#8217; inutile sperare che i giovani possano presentarsi ad un sportello di un consultorio per chiedere informazioni sul sesso, non lo faranno mai perchè ciò significherebbe affrontare la vita con la maturità di un adulto, ma si può fare in modo da fargli comprendere che il sesso si fa in due, l&#8217;un per l&#8217;altro e non l&#8217;uno contro l&#8217;altro.</p>
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		<title>Di: Kiki la strega</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/01/13/a-scuola-di-sessualita/comment-page-1/#comment-2950</link>
		<dc:creator>Kiki la strega</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 15:55:01 +0000</pubDate>
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		<description>Aggiungerei anche un po&#039; di educazione sessuale agli insegnanti...

Quando facevo il liceo (anni &#039;90, non &#039;30) la scuola si è sentita in dovere di organizzare degli incontri di educazione sessuale. Era il liceo figo di sinistra, quindi bisognava proprio farlo.

Beh, non ho idea su dove sia stato recuperato quello spaventapasseri che doveva fare l&#039;esperto. So solo che ha dichiarato, davanti a 100 quindicenni, che fare l&#039;amore con il profilattico era come mangiare un panino con la carta intorno. Per fortuna qualche quindicenne è instorto e ha fatto lui un appello al buon senso e al rispetto della propria salute.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungerei anche un po&#8217; di educazione sessuale agli insegnanti&#8230;</p>
<p>Quando facevo il liceo (anni &#8216;90, non &#8216;30) la scuola si è sentita in dovere di organizzare degli incontri di educazione sessuale. Era il liceo figo di sinistra, quindi bisognava proprio farlo.</p>
<p>Beh, non ho idea su dove sia stato recuperato quello spaventapasseri che doveva fare l&#8217;esperto. So solo che ha dichiarato, davanti a 100 quindicenni, che fare l&#8217;amore con il profilattico era come mangiare un panino con la carta intorno. Per fortuna qualche quindicenne è instorto e ha fatto lui un appello al buon senso e al rispetto della propria salute.</p>
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		<title>Di: Giulia</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/01/13/a-scuola-di-sessualita/comment-page-1/#comment-2947</link>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 14:21:33 +0000</pubDate>
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		<description>In realtà tutti i tuoi punti sono validi, e vanno tenuti in considerazione. Il problema degli &quot;sportelli&quot; è che non colpiscono tutti i ragazzini contemporaneamente, in massa, ma solo quelli che ci vogliono andare. E per quello ci sono già i consultori.
L&#039;educazione sessuale a scuola non è necessariamente un momento di confronto. Durante le lezioni di biologia si prendono appunti e si viene interrogati, idem durante latino, storia e italiano. 
Trattare l&#039;educazione sessuale come una materia di studio (con interrogazioni, verifiche e quant&#039;altro) certo, può contribuire alla dissociazione scuola/vita di cui parli. Ma è anche vero che qualcosa, qua e là, passa. E anche chi finge di non ascoltare o si bulla di non farlo, alla fine può trovare un&#039;utilità in un&#039;educazione che sia prima di tutto meccanica: cosa va dove, cosa si usa come, cosa succede quando.

Contemporaneamente è possibile passare all&#039;attivazione di sportelli a cui rivolgersi individualmente, dove però non dovrebbero esserci adulti oltre i ventincinque anni. Chi va allo sportello deve sentire di parlare con un fratello o una sorella maggiore, qualcuno a cui dare del tu, che non lo giudichi e gli dia informazioni corrette senza essere impositivo, comprendendo i suoi desideri e i suoi dubbi perché se li ricorda ancora.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà tutti i tuoi punti sono validi, e vanno tenuti in considerazione. Il problema degli &#8220;sportelli&#8221; è che non colpiscono tutti i ragazzini contemporaneamente, in massa, ma solo quelli che ci vogliono andare. E per quello ci sono già i consultori.<br />
L&#8217;educazione sessuale a scuola non è necessariamente un momento di confronto. Durante le lezioni di biologia si prendono appunti e si viene interrogati, idem durante latino, storia e italiano.<br />
Trattare l&#8217;educazione sessuale come una materia di studio (con interrogazioni, verifiche e quant&#8217;altro) certo, può contribuire alla dissociazione scuola/vita di cui parli. Ma è anche vero che qualcosa, qua e là, passa. E anche chi finge di non ascoltare o si bulla di non farlo, alla fine può trovare un&#8217;utilità in un&#8217;educazione che sia prima di tutto meccanica: cosa va dove, cosa si usa come, cosa succede quando.</p>
<p>Contemporaneamente è possibile passare all&#8217;attivazione di sportelli a cui rivolgersi individualmente, dove però non dovrebbero esserci adulti oltre i ventincinque anni. Chi va allo sportello deve sentire di parlare con un fratello o una sorella maggiore, qualcuno a cui dare del tu, che non lo giudichi e gli dia informazioni corrette senza essere impositivo, comprendendo i suoi desideri e i suoi dubbi perché se li ricorda ancora.</p>
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