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	<title>Commenti a: Lo Stato Interessante</title>
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	<description>Girls on Politics</description>
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		<title>Di: Marylain</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/01/11/lo-stato-interessante/comment-page-2/#comment-5521</link>
		<dc:creator>Marylain</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 09:58:47 +0000</pubDate>
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		<description>E qui mi sembra di sentire parlare renato... sarà mica lo stesso utente che si è cambiato nome giusto per fare?
Ripeto: quanto vorrei che gli uomini potessero rimanere incinti... ci sarebbe davvero da divertirsi e il mondo forse si libererebbe un po&#039; di tanta ipocrisia...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E qui mi sembra di sentire parlare renato&#8230; sarà mica lo stesso utente che si è cambiato nome giusto per fare?<br />
Ripeto: quanto vorrei che gli uomini potessero rimanere incinti&#8230; ci sarebbe davvero da divertirsi e il mondo forse si libererebbe un po&#8217; di tanta ipocrisia&#8230;</p>
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		<title>Di: Michele</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/01/11/lo-stato-interessante/comment-page-2/#comment-5167</link>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2008 23:40:34 +0000</pubDate>
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		<description>Scusatemi se vi interrompo con la mia ignoranza ma da povero maschio chiedo semplicemente (fatto salvo il diritto della donna) di poter crescere mio figlio senza che sia considerato un semplice errore.
Anche se lei non lo vuole, visto che fino ha prova contraria ha fare i figli si è in due.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusatemi se vi interrompo con la mia ignoranza ma da povero maschio chiedo semplicemente (fatto salvo il diritto della donna) di poter crescere mio figlio senza che sia considerato un semplice errore.<br />
Anche se lei non lo vuole, visto che fino ha prova contraria ha fare i figli si è in due.</p>
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		<title>Di: Gabri</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/01/11/lo-stato-interessante/comment-page-2/#comment-3118</link>
		<dc:creator>Gabri</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2008 18:15:43 +0000</pubDate>
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		<description>Ci sono delle cose che mi spaventano. Mi spaventa l&#039;&quot;informazione&quot; di cui parla Michela, quella su cui bisognerebbe puntare, quella per cui le donne incinte che si rivolgono ad una struttura pubblica per abortire potrebbero invece fare un&#039;altra scelta. Essere accompagnate nella gestazione per evitare che le loro nevrosi uccidano il bambino che non avrebbero voluto e che subito dopo il parto verrà dato ad una coppia che lo accoglierà felicemente. Questa sarebbe la soluzione del problema aborto secondo tutti i miei amici credenti. Grazie a Maria Sung, a Giulia, a Viscontessa, a FikaSicula e a tutte voi bimbe che non mi fate sentire un&#039;aliena.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono delle cose che mi spaventano. Mi spaventa l&#8217;&#8221;informazione&#8221; di cui parla Michela, quella su cui bisognerebbe puntare, quella per cui le donne incinte che si rivolgono ad una struttura pubblica per abortire potrebbero invece fare un&#8217;altra scelta. Essere accompagnate nella gestazione per evitare che le loro nevrosi uccidano il bambino che non avrebbero voluto e che subito dopo il parto verrà dato ad una coppia che lo accoglierà felicemente. Questa sarebbe la soluzione del problema aborto secondo tutti i miei amici credenti. Grazie a Maria Sung, a Giulia, a Viscontessa, a FikaSicula e a tutte voi bimbe che non mi fate sentire un&#8217;aliena.</p>
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		<title>Di: Maria Sung</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/01/11/lo-stato-interessante/comment-page-2/#comment-3046</link>
		<dc:creator>Maria Sung</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 09:29:39 +0000</pubDate>
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		<description>Michela, ripeto, il feto non è solo dipendente dalla madre, ma finché sta lì, in un certo senso &lt;i&gt;è&lt;/i&gt; la madre: carne, sangue, cordone. Diritti o no, non è solo nel corpo di qualcun altro, ma &lt;i&gt;è&lt;/i&gt; il corpo di qualcun altro. Parlare dei suoi diritti vuol dire parlare dei diritti di chi sta vivendo la gravidanza. Non è altro. Diventa altro, ma perché c&#039;è una donna a volere che sia così. Non è un caso che ogni donna incinta possa raccontarti il momento preciso in cui si è davvero resa conto che dentro c&#039;era qualcun altro. Il passaggio da &quot;sono incinta&quot; a &quot;siamo in due&quot;. Per molte è il primo calcio, per altre sentire il battito cardiaco nell&#039;ecografia, per qualcuna è subito (la mia ex insegnante di yoga sostiene di averlo sentito il primo giorno). 

Riguardo alla legge sul fumo e alla gravidanza: perché non vietiamo alle donne incinte il fumo? Non mi risulta che ci siano leggi che impediscano alle donne incinte di fumare. Ci sono delle campagne per aiutarle a smettere, campagne di sensibilizzazione.  
Non è nei diritti del feto quello di non subire il fumo passivo? Boh, ragionando così si arriva ad un controllo totale sulla corpo altrui. 

Sul restringere il dibattito sono d&#039;accordo con te, non possono parlare solo le donne: però sarebbe bello se chi interviene da &lt;i&gt;esterno&lt;/i&gt; facesse un passo indietro, quello che serve per informarsi o chiedere a chi è coinvolto cosa prova e cosa ne pensa. Un po&#039; come quelli che si riempiono la bocca della FAMIGLIA 
per negare i diritti alle coppie di fatto. Ecco, venite a conoscere quella coppia di miei amici (maschi) che stanno insieme da 12 anni, convivono da 3, hanno il conto corrente insieme, e provate a spiegare loro che &lt;i&gt;però la famiglia è un&#039;altra cosa&lt;/i&gt;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Michela, ripeto, il feto non è solo dipendente dalla madre, ma finché sta lì, in un certo senso <i>è</i> la madre: carne, sangue, cordone. Diritti o no, non è solo nel corpo di qualcun altro, ma <i>è</i> il corpo di qualcun altro. Parlare dei suoi diritti vuol dire parlare dei diritti di chi sta vivendo la gravidanza. Non è altro. Diventa altro, ma perché c&#8217;è una donna a volere che sia così. Non è un caso che ogni donna incinta possa raccontarti il momento preciso in cui si è davvero resa conto che dentro c&#8217;era qualcun altro. Il passaggio da &#8220;sono incinta&#8221; a &#8220;siamo in due&#8221;. Per molte è il primo calcio, per altre sentire il battito cardiaco nell&#8217;ecografia, per qualcuna è subito (la mia ex insegnante di yoga sostiene di averlo sentito il primo giorno). </p>
<p>Riguardo alla legge sul fumo e alla gravidanza: perché non vietiamo alle donne incinte il fumo? Non mi risulta che ci siano leggi che impediscano alle donne incinte di fumare. Ci sono delle campagne per aiutarle a smettere, campagne di sensibilizzazione.<br />
Non è nei diritti del feto quello di non subire il fumo passivo? Boh, ragionando così si arriva ad un controllo totale sulla corpo altrui. </p>
<p>Sul restringere il dibattito sono d&#8217;accordo con te, non possono parlare solo le donne: però sarebbe bello se chi interviene da <i>esterno</i> facesse un passo indietro, quello che serve per informarsi o chiedere a chi è coinvolto cosa prova e cosa ne pensa. Un po&#8217; come quelli che si riempiono la bocca della FAMIGLIA<br />
per negare i diritti alle coppie di fatto. Ecco, venite a conoscere quella coppia di miei amici (maschi) che stanno insieme da 12 anni, convivono da 3, hanno il conto corrente insieme, e provate a spiegare loro che <i>però la famiglia è un&#8217;altra cosa</i>.</p>
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		<title>Di: Giulia</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/01/11/lo-stato-interessante/comment-page-2/#comment-3042</link>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 18:10:42 +0000</pubDate>
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		<description>Um, di solito &quot;aspetto un bambino&quot; lo dice chi il bambino lo aspetta davvero.
La locuzione suonerebbe strana, in bocca a una donna che vuole abortire. Ma è vero: le parole sono armi spuntate, in questo caso.

E&#039; anche vero che quando sentiamo di una donna incinta uccisa in stato avanzato di gravidanza, pensiamo anche al bambino che aveva in grembo. Ne è morta una di recente, vent&#039;anni, militare nell&#039;esercito americano. Era stata stuprata (non dal padre del piccolo) e avrebbe dovuto testimoniare nel processo contro il suo stupratore. Che ha pensato bene di ammazzarla e seppellirla nel giardino di casa.
Dentro quella pancia c&#039;era un feto di nove mesi. Un bambino a termine, morto con la sua mamma. Una cosa che fa veramente orrore: e come si fa a non considerarlo persona? Io non ci riesco.

Tuttavia, come dice barynia giustamente, in un certo senso &quot;vita&quot; non è un termine assoluto. E io continuo a pensare che una donna possa decidere se far diventare vita quello che nel momento del concepimento è una possibilità. Possibilità che, se accolta, può diventare proprio quello che tutti guardiamo con gli occhi da cartoon giapponese: un bambino. Una nuova persona.

Non è una sciocchezza, fare una nuova persona. Non tutte possono. Non tutte vogliono.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Um, di solito &#8220;aspetto un bambino&#8221; lo dice chi il bambino lo aspetta davvero.<br />
La locuzione suonerebbe strana, in bocca a una donna che vuole abortire. Ma è vero: le parole sono armi spuntate, in questo caso.</p>
<p>E&#8217; anche vero che quando sentiamo di una donna incinta uccisa in stato avanzato di gravidanza, pensiamo anche al bambino che aveva in grembo. Ne è morta una di recente, vent&#8217;anni, militare nell&#8217;esercito americano. Era stata stuprata (non dal padre del piccolo) e avrebbe dovuto testimoniare nel processo contro il suo stupratore. Che ha pensato bene di ammazzarla e seppellirla nel giardino di casa.<br />
Dentro quella pancia c&#8217;era un feto di nove mesi. Un bambino a termine, morto con la sua mamma. Una cosa che fa veramente orrore: e come si fa a non considerarlo persona? Io non ci riesco.</p>
<p>Tuttavia, come dice barynia giustamente, in un certo senso &#8220;vita&#8221; non è un termine assoluto. E io continuo a pensare che una donna possa decidere se far diventare vita quello che nel momento del concepimento è una possibilità. Possibilità che, se accolta, può diventare proprio quello che tutti guardiamo con gli occhi da cartoon giapponese: un bambino. Una nuova persona.</p>
<p>Non è una sciocchezza, fare una nuova persona. Non tutte possono. Non tutte vogliono.</p>
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		<title>Di: Michela</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/01/11/lo-stato-interessante/comment-page-2/#comment-3041</link>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 16:14:44 +0000</pubDate>
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		<description>Il fatto è che la tua definizione di vita esclude un sacco di stati di esistenza che non riguardano solo il concepito, ma anche per esempio chi nasce vivo e incapace in tutto o in parte di esprimere volontà; inoltre rischia di sposarsi anche troppo bene con il parere più estremista di quelli che vorrebbero riconoscere lo status di vita umana solo a quella consapevole e sana/autonoma, sollevando questioni etiche intorno a un sacco di altri argomenti spinosissimi, non ultima l&#039;eutanasia senza consenso dell&#039;interessato. E&#039; un ginepraio. 
Quello che mi spaventa è che una definizione così importante per tutti sia affidata di volta in volta all&#039;arbitrio completo e totale di un singolo, che attribuisce all&#039;embrione della sua stessa forma di vita tutta la dignità possibile, o nessuna dignità, a seconda di fattori che con la dignità non c&#039;entrano proprio nulla, come il conto in banca in rosso o il pettegolezzo della vicina bigotta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il fatto è che la tua definizione di vita esclude un sacco di stati di esistenza che non riguardano solo il concepito, ma anche per esempio chi nasce vivo e incapace in tutto o in parte di esprimere volontà; inoltre rischia di sposarsi anche troppo bene con il parere più estremista di quelli che vorrebbero riconoscere lo status di vita umana solo a quella consapevole e sana/autonoma, sollevando questioni etiche intorno a un sacco di altri argomenti spinosissimi, non ultima l&#8217;eutanasia senza consenso dell&#8217;interessato. E&#8217; un ginepraio.<br />
Quello che mi spaventa è che una definizione così importante per tutti sia affidata di volta in volta all&#8217;arbitrio completo e totale di un singolo, che attribuisce all&#8217;embrione della sua stessa forma di vita tutta la dignità possibile, o nessuna dignità, a seconda di fattori che con la dignità non c&#8217;entrano proprio nulla, come il conto in banca in rosso o il pettegolezzo della vicina bigotta.</p>
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	<item>
		<title>Di: barynia</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/01/11/lo-stato-interessante/comment-page-2/#comment-3040</link>
		<dc:creator>barynia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 16:02:06 +0000</pubDate>
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		<description>Non mi sento in guerra, Michela, sul resto del mio commento mi farebbe piacere una tua replica, invece.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non mi sento in guerra, Michela, sul resto del mio commento mi farebbe piacere una tua replica, invece.</p>
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		<title>Di: Michela</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/01/11/lo-stato-interessante/comment-page-2/#comment-3039</link>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 15:57:04 +0000</pubDate>
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		<description>Se la faccenda terminologica diventa argomento, allora chiediamoci perchè quando si resta incinte si dice: aspetto un bambino, e non aspetto un feto, o aspetto un embrione. 
;) sono armi spuntate i modi di dire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se la faccenda terminologica diventa argomento, allora chiediamoci perchè quando si resta incinte si dice: aspetto un bambino, e non aspetto un feto, o aspetto un embrione.<br />
 <img src='http://www.sorelleditalia.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  sono armi spuntate i modi di dire.</p>
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		<title>Di: barynia</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/01/11/lo-stato-interessante/comment-page-2/#comment-3038</link>
		<dc:creator>barynia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 15:26:51 +0000</pubDate>
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		<description>Aldilà del civile discorrere e della volontà di confrontarsi a un certo punto non se ne esce: c&#039;è chi a un agglomerato di cellule attribuisce vita e chi no. Verrebbe anche da chiedersi cosa sia vita. Per me è azione, reazione, interazione col mondo tangibile - la terra - di un essere provvisto di volontà documentabile presente o passata, di una storia personale della durata di anche solo un secondo. Non metterei mai sullo stesso piano un qualsiasi individuo di qualsiasi età colpito da menomazione o da incapacità di intendere e volere e un embrione, perché il primo o ha vissuto fino a quel momento o dispone comunque dei mezzi (un corpo, anche gravemente offeso) per esprimere una volontà o ha avuto la possibilità di farlo prima di allora. Per me è uno stato superiore dove vi è o vi è stata coscienza; quando leggerò di analisi scientifiche che comprovino inequivocabilmente lo stato di coscienza di un individuo dentro alla pancia della mamma alla settimana x, allora rimetterò in discussione le mie idee. Fino ad allora chiediamoci anche - è solo una faccenda terminologica, certo, però - perché le espressioni mettere al mondo e dare la vita siano sinonimi di far nascere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aldilà del civile discorrere e della volontà di confrontarsi a un certo punto non se ne esce: c&#8217;è chi a un agglomerato di cellule attribuisce vita e chi no. Verrebbe anche da chiedersi cosa sia vita. Per me è azione, reazione, interazione col mondo tangibile &#8211; la terra &#8211; di un essere provvisto di volontà documentabile presente o passata, di una storia personale della durata di anche solo un secondo. Non metterei mai sullo stesso piano un qualsiasi individuo di qualsiasi età colpito da menomazione o da incapacità di intendere e volere e un embrione, perché il primo o ha vissuto fino a quel momento o dispone comunque dei mezzi (un corpo, anche gravemente offeso) per esprimere una volontà o ha avuto la possibilità di farlo prima di allora. Per me è uno stato superiore dove vi è o vi è stata coscienza; quando leggerò di analisi scientifiche che comprovino inequivocabilmente lo stato di coscienza di un individuo dentro alla pancia della mamma alla settimana x, allora rimetterò in discussione le mie idee. Fino ad allora chiediamoci anche &#8211; è solo una faccenda terminologica, certo, però &#8211; perché le espressioni mettere al mondo e dare la vita siano sinonimi di far nascere.</p>
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	<item>
		<title>Di: Michela</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2008/01/11/lo-stato-interessante/comment-page-2/#comment-3037</link>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 14:41:54 +0000</pubDate>
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		<description>Ju, non credo possa essere l&#039;utero la discriminante in un dialogo, altrimenti se ne trovi abbastanza come la Binetti stiamo fresche. Le donne hanno idee, volontà e formazione, ed è in virtù di quello che voglio sperare si esprimano sul tema e debbano essere ascoltate, non di una mera casualità biologica che le vuole capaci di procreare. La concezione dell&#039;utero come assoluto ci si rivolta contro nel momento in cui vogliamo essere prese in considerazione come persone, e non come portatrici di utero. Per questo subordinare la partecipazione al discorso al fatto di essere donne è un infelice atto di autolesionismo.

Barynia, questa è una domanda a cui onestamente non so rispondere, ma provo solo a rifletterci su.

L&#039;embrione non ha volontà, è vero. Ma la volontà non può essere in nessun caso un parametro per l&#039;attribuzione di dignità all&#039;uomo: per legge a un bambino nato si attribuisce volontà autonoma, e non risponde dei suoi atti fino a una determinata età, ma nessuno si sogna di dire che non sia un essere umano. Del resto anche un adulto che per una fatalità restasse cerebroleso o menomato in qualunque altro modo nella capacità di intendere e volere non per questo perderebbe lo status di essere umano. La gradualità fa parte integrante dell&#039;essere umano fin dal momento in cui si costituisce il suo immutabile patrimonio genetico; è un dato ontologico, non esiste un momento in cui l&#039;uomo &quot;è finito&quot;, finchè campa è sempre in divenire, non sempre lo è in maniera qualitativamente progressiva, e non sempre lo è in maniera autonoma. Affermare che ci sia uno stadio di questo continuo sviluppo in cui la dignità di essere umano non c&#039;è è un arbitrio, o se vogliamo essere più neutri, è una convenzione subordinata a interessi superiori. Ci sono molte piccole leggi e leggine in Italia che contraddicono, messe insieme, il fatto che chi è dentro la pancia non abbia nessun diritto. Prova solo a pensare, senza scomodare il diritto di famiglia, alla legge sul fumo, che prevede sanzioni più gravi per chi viola i divieti in presenza di donne incinte, perchè il fumo passivo potrebbe causare un danno al feto. Sulla base dell&#039;inconsistenza dei diritti del non-ancora-nato come persona, qualunque fumatore potrebbe pretendere di non pagare alcuna multa aggiuntiva per chi tecnicamente ancora non c&#039;è. 

La formulazione attuale della 194 è omnicomprensiva di qualunque circostanza e potrebbe benissimo esprimersi in modo più breve così: &quot;l&#039;accesso alle strutture sanitarie pubbliche per farsi praticare un aborto è consentito ogni volta che si vuole&quot;. Onestamente la considero una forbice davvero ampia, se penso che includerci anche le circostanze sociali può significare l&#039;aborto anche semplicemente se una donna teme di essere giudicata male per motivi culturali o religiosi (e ti assicuro che dove vivo io è possibilissimo). Anche non volendo concedere all&#039;embrione lo status pieno di persona, non posso pensare che la sua esistenza valga meno della resistenza a un pregiudizio, se non intervengono altre circostanze più gravi da gestire. C&#039;è da dire che peraltro la formulazione attuale della legge esclude la sola volontà come motivazione, in mancanza di seri impedimenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ju, non credo possa essere l&#8217;utero la discriminante in un dialogo, altrimenti se ne trovi abbastanza come la Binetti stiamo fresche. Le donne hanno idee, volontà e formazione, ed è in virtù di quello che voglio sperare si esprimano sul tema e debbano essere ascoltate, non di una mera casualità biologica che le vuole capaci di procreare. La concezione dell&#8217;utero come assoluto ci si rivolta contro nel momento in cui vogliamo essere prese in considerazione come persone, e non come portatrici di utero. Per questo subordinare la partecipazione al discorso al fatto di essere donne è un infelice atto di autolesionismo.</p>
<p>Barynia, questa è una domanda a cui onestamente non so rispondere, ma provo solo a rifletterci su.</p>
<p>L&#8217;embrione non ha volontà, è vero. Ma la volontà non può essere in nessun caso un parametro per l&#8217;attribuzione di dignità all&#8217;uomo: per legge a un bambino nato si attribuisce volontà autonoma, e non risponde dei suoi atti fino a una determinata età, ma nessuno si sogna di dire che non sia un essere umano. Del resto anche un adulto che per una fatalità restasse cerebroleso o menomato in qualunque altro modo nella capacità di intendere e volere non per questo perderebbe lo status di essere umano. La gradualità fa parte integrante dell&#8217;essere umano fin dal momento in cui si costituisce il suo immutabile patrimonio genetico; è un dato ontologico, non esiste un momento in cui l&#8217;uomo &#8220;è finito&#8221;, finchè campa è sempre in divenire, non sempre lo è in maniera qualitativamente progressiva, e non sempre lo è in maniera autonoma. Affermare che ci sia uno stadio di questo continuo sviluppo in cui la dignità di essere umano non c&#8217;è è un arbitrio, o se vogliamo essere più neutri, è una convenzione subordinata a interessi superiori. Ci sono molte piccole leggi e leggine in Italia che contraddicono, messe insieme, il fatto che chi è dentro la pancia non abbia nessun diritto. Prova solo a pensare, senza scomodare il diritto di famiglia, alla legge sul fumo, che prevede sanzioni più gravi per chi viola i divieti in presenza di donne incinte, perchè il fumo passivo potrebbe causare un danno al feto. Sulla base dell&#8217;inconsistenza dei diritti del non-ancora-nato come persona, qualunque fumatore potrebbe pretendere di non pagare alcuna multa aggiuntiva per chi tecnicamente ancora non c&#8217;è. </p>
<p>La formulazione attuale della 194 è omnicomprensiva di qualunque circostanza e potrebbe benissimo esprimersi in modo più breve così: &#8220;l&#8217;accesso alle strutture sanitarie pubbliche per farsi praticare un aborto è consentito ogni volta che si vuole&#8221;. Onestamente la considero una forbice davvero ampia, se penso che includerci anche le circostanze sociali può significare l&#8217;aborto anche semplicemente se una donna teme di essere giudicata male per motivi culturali o religiosi (e ti assicuro che dove vivo io è possibilissimo). Anche non volendo concedere all&#8217;embrione lo status pieno di persona, non posso pensare che la sua esistenza valga meno della resistenza a un pregiudizio, se non intervengono altre circostanze più gravi da gestire. C&#8217;è da dire che peraltro la formulazione attuale della legge esclude la sola volontà come motivazione, in mancanza di seri impedimenti.</p>
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