Sorelle d’Italia

La 194

Non si tocca. 
Non si tocca un diritto acquisito che permette a migliaia di donne di uscire da un incubo, sebbene attraverso un altro, nessuno lo nega.
Non si tocca il diritto della donna a decidere di suo corpo senza chi è al potere predica cose che non ha mai neanche lontanamente capito o provato. BINETTI VERGOGNATI E DIMETTITI.
Non si tocca il diritto di decidere senza dover sottoporsi ai diktat di una terrificante finzione-perversione che con orrenda prepotenza vorrebbe uniformarci, controllarci, lobotomizzarci nel nome di un codice morale creato in epoca mediovale.

UNA QUALSIASI FEDE CHE SI BASA SU DOGMA INAPELLABILI NON PUO’ ESSERE IL MORALE DI DEFAULT DI UNA SOCIETA’ MODERNA, CIVILE E LIBERA.  

Chi vuole la 194 vuole la vita, ma non a qualsiasi costo. Come non vuole vedere un esercito di Welby a marcire in angoscia, così non desidera più sentire le storie allucinanti raccontate a una Bhuidhe (Jane) adolescente da sua madre ostetrica che ha lavorato nei slums di Glasgow (si partoriva per terra e si serviva il tè in barattoli della marmellata) e tra gli immigrati poveri dell’Australia (si moriva, ricordo la giovane greca morta tra le braccia di mia madre mentre suo marito piangeva crollato per terra: difficile non sostenere una legge come la 194 dopo un’esperienza del genere). Chi vuole la 194 ama i propri bambini più della sua stessa vita, ama la vita dei propri bambini, è a favore dei bambini. Ma non ad ogni costo.
 
Chi ama la 194 vuole ospedali puliti e accessibili dove si può avere assistenza senza moralismo, consultori senza i volontari per il movimento per la vita che girano e a prescindere di chi sei, di qual è la tua storia ti condannano e ti dicono che hai sbagliato, stai sbagliando e sbaglierai.

FUORI I VOLONTARI RELIGIOSI E POLITICI DI QUALSIASI TIPO DAI CONSULTORI: DENTRO ESCLUSIVAMENTE MEDICI E PSICOLOGI PROFESSIONALI. NELLE SCUOLE EDUCATORI SANITARI CHE INSEGNINO AI NOSTRI GIOVANI CHE SENZA PROTEZIONE SI RIMANE INCINTE E SI RISCHIA LE MALATTIE GRAVI. NON SI PUO’ DELEGARE L’EDUCAZIONE SESSUALE ALLA COMUNITA’ DEI SANTI E NON SI PUO’ PRETENDERE LA NON-SESSUALITA’ DA UN ORGANISMO ASESSUATO E SESSUALE.

Amo la vita, amo i miei bambini, amo essere madre, e sostengo la 194.
7 Gennaio 2008
10:22, Lunedì
Jane
Filed under : Gender, Politica, Proposte, Religione, Società
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8 commenti

(#) Quello che disse barynia

Lunedì 7 Gennaio 2008 alle 13:12

1

Sottoscrivo anche gli spazi tra i capoversi. Preoccupata dallo spazio quotidiano in primo piano riservato dal Corriere della Sera alle parole di Ratzinger e Bagnasco: un organo di stampa ce l’avrebbero già.

(#) Quello che disse Giulia

Lunedì 7 Gennaio 2008 alle 13:43

2

Anche io sono preoccupata dalle aperture dei giornali, con i proclami del Papa su una legge dello Stato italiano.
Un cattolico ha il diritto di scegliere come comportarsi, non quello di imporre la sua morale a un paese intero.

(#) Quello che disse alberto masala

Martedì 8 Gennaio 2008 alle 01:40

3

vi ho linkate qui
un abbraccio
con affetto
a.

(#) Quello che disse alberto masala

Martedì 8 Gennaio 2008 alle 01:45

4

nel messaggio precedente non è apparso il link…

insomma: in quello che appare ADESSO cliccando sul mio nome
(nell’altro messaggio è solo il mio sito e me l’ha masso in automatico il computer)
scusate se sono invadente…
riabbracci
a.

(#) Quello che disse seralf

Martedì 8 Gennaio 2008 alle 08:42

5

per la cronaca c’è un bell’intervento proprio in questo momento su omnibus, la7, di claudia saraceno, nel corso di un dibattito

(#) Quello che disse seralf

Martedì 8 Gennaio 2008 alle 08:49

6

( pardon: chiara saraceno)

(#) Quello che disse pigliapost

Martedì 8 Gennaio 2008 alle 15:56

7

come non essere d’accordo con tutto quanto è stato detto sopra.

Cosa può saperne sulla famiglia uno che di fatto non ha mai vissuto la propria, senza parlare dei figli poi!

(#) Quello che disse prosaica

Giovedì 10 Gennaio 2008 alle 22:37

8

Io in genere disapprovo il tutto maiuscole. Ma quando ci vuole, ci vuole.
Brava, bene così.

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