In attesa
Caro Babbo Natale,
Scusa se ti scrivo con le occhiaie (so benissimo che puoi vederle, altrimenti come faresti a sapere se sono stata buona o cattiva?). E’ che stamattina alle tre meno dieci è suonato il telefono di casa, e io non l’ho sentito ma Emiliano sì, ed è andato a prendere la chiamata e l’ho sentito dire "Ah, OK. Ma tu come stai? Tutto bene?"
Ho cominciato a strillare - in realtà mi uscivano solo sibili tipo scorreggia di zombie - "E’ in travaglio? E’ in travaglio?" E lui: "No, ha perso le acque, ma era tranquilla: ti ha chiamato lei, infatti, stava andando in ospedale."
Mi sono alzata barcollando dal letto, ho raggiunto il telefono, digitato il numero di casa dei miei, e sempre con la voce da golem ho detto una cosa tipo: "Domani salto sul primo treno e arrivo."
Per il resto della notte non ho dormito quasi niente, e ho avuto degli incubi orrendi che avevano tutti a che vedere con il fatto che in realtà non stavo dormendo. Stamattina, appena mi è stato umanamente possibile, mi sono alzata. Dopo quindici secondi mi sono rimessa a letto, bofonchiando "Noncelafaccio noncelafaccio". Si vede che non era così umanamente possibile.
Al telefono mi hanno rassicurata: "Tranquilla, fai in tempo, puoi venire anche domani." All’una meno dieci ero sul treno, perché il primo nipote non ti nasce esattamente tutti i giorni. Ho guardato il finale di Heroes (una cagata) e proiettato vari film mentali sul momento della nascita di Prosciuttino, come ho deciso di chiamarlo da adesso fino a che non esce e vedo che faccia ha, e soprattutto ho conferme sul sesso. Ho finito Man Walks into a Room di Nicole Krauss (così-così). Ho cambiato treno a Mestre e fatto un pezzo di viaggio davanti a una coppia padre-figlia di triestini, che mi hanno ricordato tutti i motivi per cui ho lasciato Trieste. E alla fine di tutto questo, con una pipì poco degna di un golem e al fianco di un papà-quasi-nonno visibilmente emozionato, sono andata al Policlinico, dove mia sorella sta per partorire, forse, sì, quasi, non si capisce.
Le ho tenuto la mano per due interminabili minuti di contrazione, io da una parte, suo marito dall’altra, e a vederla soffrire in quel modo mi veniva da piangere. Non sono fatta per i parti altrui. Probabilmente non sono fatta neanche per il mio ("Fate a tutte l’epidurale!") Dentro la stanza eravamo già in cinque: lei, il marito, le due sorelle (di lui e di lei) e Prosciuttino, il cui battito cardiaco rimbombava come il galoppo di una mandria di bufali.
Papà-quasi-nonno e io siamo tornati a casa, in attesa. Anche perché mamma-quasi-nonna ci ha praticamente cacciati via, sostenendo che eravamo in troppi. Ho protestato: se non mi chiamano quando sta per nascere, mi arrabbio. Voglio esserci, quando lo porteranno fuori, in tutta la sua gloria di personcina miniaturizzata.
Caro Babbo Natale, quest’anno sono stata abbastanza buona. Ho sopportato molte porcate gratuite e tenuto duro in momenti difficili. Se decidi di portarmi qualcosa, va bene tutto.
Basta che quando entri dal camino non svegli Prosciuttino.
Che cara…tutte vorremmo avere una sorella come te! Auguri al Prosciuttino (soprattutto di avere un nome un po’ più normale, anche se alle zie, si sa, è tutto consentito)!
Tutte tranne mia sorella, temo: ha minacciato di prendermi a calci perché mi sono commossa quando ho visto Leonardo ciucciare ![]()
Un po’ sono invidiosa del rapporto che hai con tua sorella…
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Io NON ho un rapporto con mia sorella ![]()
Però sono il tipo di persona che schizza appena la chiami.
Allora è migliore del mio.
Io ho un non_rapporto con mia sorella e NON schizzo appena mi chiama(no).
Potenza dell’età
Posso correggere il commento precedente con questo:
“Un po’ sono invidiosa del rapporto che hai con tuo nipote…” (che io la mia quasi la odio?) ![]()
gli zombie, però, non emettono peti.
passo rapida a lasciarvi un augurio, sorelle sempre in forma, anche a Natale! Passatelo meglio che potete, in serenita’:) a presto
Dimenticavo: l’augurio piu’ grande e dolce va a Prosciuttino ( che ha una zia in gamba!)
Auguri Giulia, tvb! rob










2008