Sorelle d’Italia

Essere donna non ti salverà

Essere donna non ti risparmierà di essere cretina, sciocca, violenta, insensibile. Essere donna non ti impedirà di prendere decisioni dannose per gli altri. Essere donna non ti rende automaticamente superiore a nessuno. Essere donna non ti consente di salire su alcun piedistallo morale. Essere donna non fa di te automaticamente una persona in grado di fare del bene agli altri. Essere donna non fa di te una buona madre, una buona compagna, una buona figlia, una buona cuoca, una buona massaia. Essere donna non è un passaporto automatico per la santità. Essere donna non ti risparmierà di prenderti la giusta rata di insulti quando, da giudice, fai assolvere un gruppo di uomini che ha violentato una ragazzina aborigena di dieci anni, sostenendo che la ragazzina probabilmente ha acconsentito ad avere rapporti con tutti e nove gli uomini in questione.

10 Dicembre 2007
21:13, Lunedì
Giulia
Filed under : Cronaca
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21 commenti

(#) Quello che disse FikaSicula

Lunedì 10 Dicembre 2007 alle 23:41

1

Che faccenda terribile!
brava giulia.
essere donna non significa essere migliori. è solo un luogo comune…
e per migliorare bisogna che prima impariamo a vederci per quello che siamo. assolutamente imperfette.

(#) Quello che disse Tatalla

Martedì 11 Dicembre 2007 alle 00:12

2

“Assolutamente imperfette”, proprio come tutti gli esseri umani. Verissimo, purtroppo.

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Martedì 11 Dicembre 2007 alle 02:09

3

Degli aborigeni non interessa nulla a nessuno; tant’è vero che le violenze sessuali tra quegli australopitechi sono all’ordine del giorno (si prendono con forza e violenza, proprio come fanno le tigri o le scimmie); le leggi dei civili non possono stare a legiferare su tutti i crimini che avvengono in quelle comunità perché sono comunità, appunto, aborigene. Probabilmente non sarà questo il caso della povera bambina primitiva, ma a noi non è dato sapere, quindi nessuno può esprimere certezze in tal senso. E che le leggi possono poco o nulla contro le comunità di australopitechi è un dato di fatto: nessuno mette in carcere i genitori primitivi dei bambini primitivi perché colpevoli -i genitori- di non mandare i pargoli a scuola (cosa che, nel mondo civilizzato, corrisponde a reato; nell’aboriginal land, invece, no, perché sono impegnati a contemplare Uluru sgranocchiando termiti e mosche battendo i piedi su un pezzo di eucalipto).

(#) Quello che disse Giulia

Martedì 11 Dicembre 2007 alle 08:55

4

Quanto tempo hai ancora intenzione ad andare avanti con queste sciocche sgradevolezze?
Il tuo commento è la cosa più inutile di questa mattinata, batte perfino la programmazione di RaiUno.

(#) Quello che disse pigliapost

Martedì 11 Dicembre 2007 alle 10:49

5

Non so se fa più spavento leggere l’articolo linkato, oppure certi commenti… Forse la signora franzoni ritiene che se sei un australopiteca puoi essere violentata perchè fa parte delle tue aspettative di vita comuni (viva l’etologia) e che comunque non rappresenti un reato.

Mah, vorrei sapere poi cosa passava per la testa del giudice in questione, uomo o donna che sia poco importa…

(#) Quello che disse Giulia

Martedì 11 Dicembre 2007 alle 11:58

6

(Don’t feed the troll)

(#) Quello che disse carmen

Martedì 11 Dicembre 2007 alle 12:04

7

Non è possibile…..anzi è possibile perchè tanto in Australia si sa che l’aborigeno vale meno della cacca di un cane per la grande popolozione elletta bianca (non c’è da meravigliarsi, era una colonia dove venivano portati i detenuti dellea peggior specie, le prostritute e altri tristi personaggi) ce lo hanno nel DNA cosa ne sanno di giustizia…….sono triste perchè queste cose succedono anche da noi e dapertutto……povere noi donne.

(#) Quello che disse hama kitama

Martedì 11 Dicembre 2007 alle 12:43

8

la signora franzoni è un pozzo di spunti significativi sul senso comune. che sia seria, quando dice certe cose, o solo provocatoria è comunque interessante da leggere, perché riporta l’opinione dell’ignorante medi* su qualunque cosa. anche sull’etologia.

(#) Quello che disse Thumper

Martedì 11 Dicembre 2007 alle 16:22

9

Ahimé, Giulia, essere donna non è certificazione di qualità… :’(

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Martedì 11 Dicembre 2007 alle 21:30

10

[nota per Giulia: la parte seconda parte è per te ed è scevra da ironia]
Hama Kitama è un pozzo di spunti significativi perché riporta l’opinione di chi potrebbe tranquillamente riposare i polpastrelli quando non ha nulla da scrivere? Liberissimo/a di non apprezzare certe provocazioni, ma almeno evita di salire sul piedistallo, suvvia; non è il caso, ha poco senso. E la conferma in tal senso viene dal fatto che non hai scritto nulla riguardo il commento imbecille che ha preceduto il tuo, ma forse “conosci” l’autrice, quindi sorvoli per quieto vivere.
A Giulia: forse mi confondi con qualcun altro, di solito nei tuoi scritti non intervengo proprio, in questo caso non è andata così perché l’Australia la conosco da vicino e come le mie tasche -non potevo proprio esimermi. Detto questo, se oggi e per altri 4/5 giorni ti mancherà il senso dell’umorismo: tranquilla, passerà. Riguardo i post, comunque, un po’ di precisione: ‘ragazzi’, ‘ragazzini’, non ‘uomini’.
Infine, intervengo in favore di Giulia, per far luce su qualcosa che forse si ignora: hai ben presente cosa sia il Queensland e cosa siano/come vivino gli aborigeni occidentalizzati, vero? Nell’articolo linkato non è stato scritto in che luogo è stato commesso questo reato gravissimo (di gruppo, per giunta), ma questo particolare non è da poco (se si vuole analizzare correttamente la questione, liberi da schemi mentali puerili ‘ce l’hanno nel DNA’ e via cantando). Tu non hai puntato l’attenzione su questo particolare perché evidentemente dall’articolo cercavi un altro spunto (cosa per altro lecita, condivisibile) perché volevi risaltare dell’altro, però bisognerebbe far presente (col fine di evitare di fomentare il partito del “forcone”, come mi piace chiamarlo, de ‘ce l’hanno nel DNA!!!’) che il Queensland non è tutto uguale, non stai parlando della Liguria, stai parlando di uno stato grande più o meno come 1/5 dell’Europa, popolato da moltissime sfaccettature di persone: si passa tranquillamente dalla metropoli del terzo millennio alla comunità aborigena primitiva che è rimasta a 3000 anni fa. Questo vuol dire che quando sentiamo parlare di stupro dovremmo pensare “alt” e, prima di saltare a conclusioni, bisognerebbe sapere DOVE è stato commesso il reato. Entro nel dettaglio: nel Queensland ci sono città costituite dall’85% di italiani (o discendenti) che hanno “Piazza Duce”, “Via Fascio Littorio”, busti del beatissimo testa a biliardo in piazza: quando fai una sosta in quelle cittadine ti vengono i brividi solo a chiedere le sigarette (”oddio, mi prenderanno a manganellate? dovrò togliere i piercing, coprire i tatoo e indossare una confortante camicia nera per andare a chiedere delle bubble-gum? se sanno che voto Verdi mi prenderanno a manganellate, colpevole d’essere di ESTREMA SINISTRA???”); così come ci sono cittadine con bambini SCALZI che girano per giornate intere nelle strade ed interrompono la noia andando all’oceano a lanciare sassi nel mare/prendere tarantole dalle dune e mostrarle alle ragazzine amiche loro, con l’intento di spaventarle. Il Queensland è anche questo; al tempo stesso è terzo millennio (su moltissime cose sono più “avanti” di noi) e un’era preistorica a caso (e non mi riferisco solo agli aborigeni: chiunque ha visto un parco giochi o comunque tutti i bambini dei paesini sa a cosa mi riferisco). Il Giudice queste cose le conosce e forse (forse) ha tenuto conto di queste verità in cui è difficile calarsi. Bada bene: non ne ho la certezza, così a naso propendo per toglierle la toga e mandarla a lavorare in miniera, ma non essendo al corrente dei fatti e conoscendo la zona preferisco evitare di attardarmi in pensieri tipo “ce l’hanno nel DNA”.

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Martedì 11 Dicembre 2007 alle 21:31

11

Correzione: “…il commento imbecille che ha preceduto il tuo *predecessore*, ma forse “conosci” l’autrice, quindi sorvoli per quieto vivere.”

(#) Quello che disse Giulia

Martedì 11 Dicembre 2007 alle 21:37

12

Trovo interessante che per tirarti fuori un commento articolato e chiaro ci sia voluto così poco.
Non sono d’accordo con molto di quello che dici, ma almeno adesso è argomentato e c’è poco spazio per l’equivoco.

(#) Quello che disse Domiziano Galia

Mercoledì 12 Dicembre 2007 alle 00:02

13

Tra l’altro sul Corriere riferivano che la bambina avesse un deficit mentale dovuto al fatto che la madre fosse alcolizzata cronica.

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Giovedì 13 Dicembre 2007 alle 15:33

14

Esatto, solo che il nesso tra ‘genitori alcolizzati’ = ‘figli con deficit mentale’, andrebbe spiegato.
Tutti gli aborigeni “civilizzati” sono alcolisti poiché a nessuno di loro è consentito lavorare nelle città. Prendono il sussidio di disoccupazione (oppure quello di “barboni”: per fare il barbone ci vuole la licenza e, quindi, conseguente pensione) e bivaccano tutto il giorno infastidendo i civili, bevendo alcolici e sniffando benzina fino a stordirsi. Quando si risvegliano iniziano di nuovo.

(#) Quello che disse Giulia

Giovedì 13 Dicembre 2007 alle 15:36

15

Io farei un bel po’ di attenzione con questo “tutti”.
Altrove dicono che gli italiani sono “tutti” mafiosi, esattamente con lo stesso fondamento. Che fra gli aborigeni australiani esista un fortissimo malessere sociale è cosa ben nota. Da lì a trattarli tutti, a tappeto, come “alcolizzati e barboni” direi che ci passa solo molto razzismo.
Peraltro, non vedo come questo giustifichi lo stupro di una bambina.

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Giovedì 13 Dicembre 2007 alle 18:19

16

Forse (forse?) chi deve fare attenzione sei tu. In questo caso farei attenzione ai lemmi usati: “Tutti gli aborigeni ***civilizzati***”. Che abbia lo stesso fondamento con “Italiani tutti mafiosi” lo asserisci solo tu e non a caso non hai alcun riscontro. Per capire che quello di cui ti ho messo al corrente ha fondamento (non con il luogo comune sugli Italiani) è necessaria la semplice ricerca di un lavoro in Australia e il conseguente riempimento di un questionario per poter accedere ad un colloquio: viene chiesto (’a titolo informativo’, secondo loro, ma tu vedi alla voce ‘politically correct’) “Sei un aborigeno o hai discendenze aborigene?”. Se rispondi “sì”, non accedi al colloquio (la cosidetta “Interwiew”). In Australia, in tutte le grandi città (Sydney, Melbourne, Perth, Brisbane e Adelaide) non c’è UN aborigeno che lavora. Non ti parlo dei “colletti bianchi”, o comunque di posti dirigenziali: alludo ai lavapiatti, ai commessi, agli spazzini, agli addetti al recupero carrelli della spesa sparsi nel parcheggio del K-Mart, fino all’addetto della pompa di benzina: niente, zero, non lavora nessun aborigeno. Ho usato “civilizzati” ed ho portato l’esempio delle grandi città non a caso: per incontrare degli aborigeni (più o meno) integrati ho dovuto visitare l’Aboriginal Land (è nello stato del Queensland: proprio quello dov’è accaduto lo stupro), lì l’aborigeno vive e prospera. Coltiva la terra, guida il trattore, svuota l’eucalipto e lo vende (dipinto) ai turisti, si fa fotografare con un boomerang in bocca (o scalzo mentre finge di ficcarti una lancia nel petto, come una preda cacciata). Altrove non ho mai visto un aborigeno lavorare -e sì che nelle città pocanzi elencate c’ho vissuto, prosperato e lavorato per parecchio tempo.
Detto questo, dopo un po’ m’è venuta voglia di chiedere “Perché accade questo agli aborigeni?”, dato che volevo capirne di più e col tempo la risposta è arrivata, ma evito di dilungarmi oltre perché il post è (troppo) lungo già di suo e, soprattutto, l’intento era informare te e far(ti) presente che da queste parti tutto si è fuorché razzisti e giustifica-stupri.

(#) Quello che disse Giulia

Giovedì 13 Dicembre 2007 alle 18:39

17

Degli aborigeni non interessa nulla a nessuno; tant’è vero che le violenze sessuali tra quegli australopitechi sono all’ordine del giorno (si prendono con forza e violenza, proprio come fanno le tigri o le scimmie); le leggi dei civili non possono stare a legiferare su tutti i crimini che avvengono in quelle comunità perché sono comunità, appunto, aborigene. Probabilmente non sarà questo il caso della povera bambina primitiva, ma a noi non è dato sapere, quindi nessuno può esprimere certezze in tal senso. E che le leggi possono poco o nulla contro le comunità di australopitechi è un dato di fatto: nessuno mette in carcere i genitori primitivi dei bambini primitivi perché colpevoli -i genitori- di non mandare i pargoli a scuola (cosa che, nel mondo civilizzato, corrisponde a reato; nell’aboriginal land, invece, no, perché sono impegnati a contemplare Uluru sgranocchiando termiti e mosche battendo i piedi su un pezzo di eucalipto).

l’intento era informare te e far(ti) presente che da queste parti tutto si è fuorché razzisti e giustifica-stupri.

Raffrontando il tuo primo commento e questa tua ultima affermazione, mi pare che l’equivoco fosse pienamente giustificato. Hai usato termini offensivi e sì, hai anche suggerito che lo stupro fra gli aborigeni possa non essere sanzionato perché endemico.
Che poi in Australia esista una forma di razzismo radicato contro i nativi è un discorso che si evince chiaramente dalla sentenza emanata dal giudice: il rapporto è stato dichiarato “consensuale”. Ora, io non so se in Australia esista o meno un’età del consenso, ma direi che una bambina di quell’età dovrebbe essere protetta, se non dalla sua comunità, almeno dalla giustizia.
Cosa che, a quanto pare, non succede.

(#) Quello che disse anna maria franzoni

Giovedì 13 Dicembre 2007 alle 18:56

18

E dai, su. Tra il primo (provocatorio) commento e quell’affermazione c’è stato dell’altro. Precisamente questo: “libero di non apprezzare certe provocazioni”. Nondimeno: nell’ultima parte del secondo intervento(fiume) ho praticamente deriso i fascisti esiliati in Australia. Io non so a che tipo di braccia strappate all’agricoltura siete abituate da queste parti, ma il primo intervento era CHIARAMENTE una provocazione scherzosa (tra l’altro le stesse frasi sull’aborigeno mangia termiti e svuota eucalipti le dicevo spesso ai miei amici aborigeni -è uno spasso prenderli in giro perché stanno sempre al gioco e rispondono al vetriolo puro).
Sul presunto razzismo del giudice, invece, io c’andrei con i piedi di piombo perché non è detto. Di primo acchito mi verrebbe facile mandarla in miniera per il resto della vita, ma non lo so, dovrei conoscere entrambe le parti. Rimango col dubbio e non sparo sul giudice perché oggi l’Australia vive un periodo storico in cui non fa altro che farsi “perdonare” dagli Aborigeni, per questo la decisione del giudice stride un po’. E’ bene tenere a mente che gli aborigeni sono capacissimi di arrivare ad inscenare uno stupro pur di vincere una causa (causa = soldi = droga). Hanno talmente tanto livore per quello che hanno passato che arrivano a far di tutto.

(#) Quello che disse Giulia

Giovedì 13 Dicembre 2007 alle 19:07

19

OK, ma stiamo parlando di una bambina. Una bambina che è andata a chiedere preservativi e un test di gravidanza dopo la violenza (perché nove uomini a me sa di violenza, mi sa di abuso, mi sa di uomini che andavano messi dentro per aver fatto sesso con una minorenne) ed è stata visitata. Aveva la gonorrea.
E’ stata stuprata a sette anni. Era stata affidata a una famiglia non aborigena, dove stava bene, e quindi riportata a vivere fra gli aborigeni, dove “doveva stare” secondo i servizi sociali.
C’è molto che non quadra, ma soprattutto: ha senso non sanzionare affatto il sesso con un bambino? Quanti pedofili potrebbero cavarsela dicendo che si trattava di sesso consensuale?

(#) Quello che disse Kiki la strega

Venerdì 14 Dicembre 2007 alle 12:51

20

Ovviamente la sentenza sembra agghiacciante. Ma, in realtà, non sappiamo niente di giurisprudenza australiana. Se l’articolo del Guardian è corretto, il giudice ha assolto i violentatori perchè convinta che il rapporto fosse consensuale. Questo in Italia è semplicemente impensabile, perchè per legge un rapporto sessuale a quell’età è considerato sempre stupro e condannato, il giudice non ha libertà di fare altro. Ma in Austrialia? Non sappiamo se c’è una normativa analoga. Magari è reato lo stupro “classico” ma non un rapporto sessuale consenziente (?) con un minore. Se fosse così, il vero criminale non sarebbe il giudice, che deve limitarsi ad applicare la legge, ma il legislatore, che ha provocato un vuoto legislativo terribile.

(#) Quello che disse Giulia

Venerdì 14 Dicembre 2007 alle 12:56

21

Ho controllato.
http://www.avert.org/aofconsent.htm

Anche in Australia esiste un’”età del consenso”, fissata a un minimo di sedici anni. L’età del consenso, per capirci, è l’età minima che si può avere perché i rapporti sessuali consenzienti possano essere ritenuti tali.
L’età del consenso esiste anche nel Queensland. E non è di dieci anni.
Pertanto gli aggressori erano, per legge, condannabili.

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