Sorelle d’Italia

Quello che fu a Roma il 24 novembre

Arriviamo a Roma in treno. Donne e uomini. Gli uomini sono pochi e motivati e partecipano all’assemblea organizzata da "Maschile Plurale". Poi ci raggiungono. Tra loro un signore bravo, che assume posizioni radicali, un filosofo che molte conoscono e apprezzano. Ha ottantanni e in treno ci dice che è un maschio depotenziato. Ridiamo perchè senza saperlo ha inventato lo slogan degli uomini che vorranno mostrare di non voler esercitare mai alcun potere sulle donne. Il sabato prima era stato a Genova a marciare con molti altri e molte altre compagne/i. Il corteo è bellissimo. Straordinario. Enorme. Noi restiamo indietro e lo vediamo sfilare per rispettare la volontà delle organizzatrici che dal camion dicono che i gruppi misti devono stare tra i partiti e sindacati. Non sarebbe la nostra collocazione naturale ma non c’e’ problema.

Il blocco misto è davvero misto e quindi non si capisce davvero dove stanno le sigle e dove i soggetti genericamente non separatisti. Molte donne e uomini. Lo spezzone misto è enorme. Tanto grande che alcune donne che ne vengono sommerse (perchè sono rimaste indietro) urlano ad alcuni uomini di andare via. Lo dicono al compagno di ottantanni che viene difeso dalle altre donne. E non è bello che gli uomini, definiti carnefici, finiscano per apparire vittime (non è un bel messaggio da mandare). Un’altro assalto all’uomo avviene più giù perchè c’e’ un piccolo gruppo che s’e’ perso e nella confusione neppure quello ha capito che noi stavamo nel posto giusto. Erano loro ad aver perso il loro spezzone ridotto alla testa del corteo. Lo si spiega e tutto continua bene.

La manifestazione è davvero bella ed è un piacere sfilare e chiacchierare con tante amiche e amici incontrati con sorpresa. Incontro tante belle compagne anche romane che di separatismo non ne vogliono proprio parlare. "Quasi bisogna vergognarsi di dire che qualcuna è e vuole restare etero!" mi dice una di loro. L’altra mi porta ad abbracciare lo "spezzone multiplo" con il quale sta sfilando. Sono belle e belli. Mi dicono di essere sorprese che le compagne romane hanno preso questa strada. "Pare che il sesso normativo da scelta individuale sia diventato metodo applicato alle pratiche collettive. I gruppi lesbici sono duri, puri e incazzati e pensa che guardano con sospetto pure le bisex…" - mi dice un’altra compagna. Certo non è bello pensare che il mondo da eteronormato possa trasformarsi in lesbonormato. Specie dopo che abbiamo fatto tanta fatica per capire che cosa vuol dire la teoria Queer. Però non tutte le lesbiche sono separatiste e non tutte le etero sono non-separatiste, niente generalizzazioni. Poi parliamo delle disavventure genovesi e delle ferrovie dello stato che hanno boicottato la manifestazione in solidarietà con i 25 processati. Della storia del separatismo con tranquillità non se ne parla piu’. Anzi ci si scherza sopra. Quando vedono arrivare un tipo, le betty del Sexyshock esclamano "Uh, un uomo, un uomo! :)

Lo vediamo da noi che la folla è mista anche quando arriviamo alla testa del corteo (percorriamo lo spazio lungo i marciapiedi ma dentro molti spezzoni c’e’ più di un uomo). Ci perdiamo la Prestigiacomo per un soffio e ci dicono che l’hanno cacciata. Qualcuna dice che i toni potevano essere meno aggressivi, molte si dissociano, altre dicono che se per genova si è fatto il pink block forse sarebbe il caso di inventare un pink pink block al quadrato per gestire i conflitti in maniera meno machista anche tra i cortei femminili. La forzitaliota comunque se l’e’ voluta. L’ha fatto apposta. Sapeva che non sarebbe stata ben accolta. Le abbiamo regalato una settimana di risalto mediatico gratis. Ha distrutto in un attimo l’immagine di donna che si sa difendere da sola e che non chiede assistenza e protezione facendola apparire - come da istruzioni del mondo patriarcale cui si ispira - isterica e violenta. Ma al di la’ di tutte le valutazioni fatte col senno di poi mi rendo conto di provare un gusto infinito immaginando la bellona presa ed "espulsa" dal territorio di quelle donne che non si è ricordata di difendere quando ha appoggiato la legge sulla procreazione medicalmente assistita o quando ha aderito al family day.

Pieno appoggio alla riappropriazione della piazza e dei luoghi di discussione della politica e complimenti alle organizzatrici perchè comunque hanno portato in piazza un’infinita quantità di individue e individui. "Che gli uomini stiano in casa a mettersi in gioco nelle loro relazioni!" - affermano. Ma quei ragazzi e uomini che sono arrivati in piazza sono proprio quelli che in gioco si sono già messi parecchio e stanno già in fase di riflessione collettiva.

Ci sono slogan potenti che ricordano i contenuti. Nessun provvedimento di stampo securitario. Il pacchetto sicurezza non serve a niente, perchè l’assassino ha le chiavi di casa e se la violenza è dentro casa non serve avere più polizia e a nulla serve la legge sulla violenza che la ministra sponsorizza e promuove perchè continua a insistere in termini repressivi piuttosto che agire per dare più risorse e autonomia economica alle case antiviolenza o risorse e autonomia economica alle donne che vogliono liberarsi. C’e’ quel "Chi ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia lu bastuni e tira fora li renti!" (da mala razza di roy pacy: Che ti lamenti ma che ti lamenti, prendi un bastone e tira fuori i denti!) che fa da colonna sonora e restituisce alle donne l’immagine combattiva che contrasta quella della vittima così paternalisticamente osannata da governanti e cattolici. C’erano delle donne giovani Rom che "stavano con Emilia la donna Rom che ha denunciato l’assassino di Giovanna". C’erano, appunto, le bellissime betty del Sexyshock con le loro tenute da burlesque, più miste che mai…

C’erano slogan vetero vetero tipo "non lo puoi usare solo per pisciare?". Ma a certe ragazze, etero, non fa proprio piacere immaginare che lo strumento possa essere dedicato solo ad un tal uso. E’ che ad alcune non serve ma ad altre si! A guidare il camion separatista c’e’ un uomo e un cartello con su scritto che il maschio serve solo come camionista. Lo fotografo. Mi sorride. Da uomini che non servono a uomini che servono solo per funzioni controllate. Che messaggione! Andiamo bene. Ripenso che devo continuare una novella lasciata in sospeso dal titolo "Ovularia" dove immagino una società controllata da donne che sfruttano l’uomo persino per pigliargli il seme ed autoinseminarsi in un disegno di controllo delle nascite al contrario. Non mi piacerebbe proprio una società così. Ma proprio per niente.

La manifestazione è antirazzista, antisessista, antifascista. Vedo arrivare la Turco con le donne dell’Udi e tutte a sorriderle. Ma lei socializza facile come dimostra la sua antica adesione al Branco Rosa, quella alleanza tra donne di potere (la Santanche’, la Mussolini che a quei tempi usava accomodarsi spesso sulle ginocchia della Turco) per ottenere più potere. Fa una cosa poco furba, sale sul palco di La7 per concedere una intervista. Spalle girate alla piazza. Con lei c’e’ la Melandri. Nel giro di pochi minuti alcune compagne salgono sul palco e interrompono la trasmissione. Le ministre sono già scese e La7 interrompe offesa la diretta. Noi ci troviamo nel retropalchetto. Gridiamo "brave" alle donne e già che ci siamo ci concediamo un paio di frasi quiete con le ministre. Col senno di poi penso, ed è compito troppo facile lo capisco, che forse bisognava prevedere che la tivvù prendesse lo spazio comunicativo che non le spettava.

E fa rabbia che tutto lo sforzo fatto finisca in due battute della Prestigiacomo e in altre due delle ministre. Donne che hanno volutamente stravolto il senso della manifestazione e che, si sapeva, non avrebbero mai lasciato primeggiare i collettivi e i centri sociali nella comunicazione relativa un argomento così centrale e d’attualità in questo momento. Piena solidarietà alle ragazze. E qualche considerazione.

Una volta tanto in Italia il femminismo si è mosso dietro appello, convocazione di gruppi autorganizzati e autogestiti. Per organizzare una manifestazione senza leader, ne’ cappelli politici e istituzionali. Poteva essere una buona occasione ed è un grandissimo passo avanti. Questo è il passaggio meravigliosamente fondamentale di questa manifestazione. Le donne prendono lo spazio che nessuno restituisce loro. Lo rivendicano e dicono che non ne possono proprio più. Ecco il perchè della scelta di non fare un palco centrale perchè ogni donna in quella piazza era protagonista. Alcune donne però non hanno gradito quello che è successo con la Prestigiacomo e con La7 e quindi forse, a causa di questa ragione, la prossima volta verrà data meno fiducia ai gruppi autogestiti sulla organizzazione di eventi come questo.

Quello che io spero è che le donne sappiano ragionare. Che capiscano che quando la politica non da risposte devono essere le stesse donne a far politica. Gli obiettivi della manifestazione erano espressi più che chiaramente in ogni luogo e soprattutto nel sito principale del gruppo organizzativo. Le ministre avrebbero dovuto astenersi dal rappresentare mediaticamente una piazza che aveva detto chiaramente di volersi autorappresentare in altro modo. Avrebbero dovuto astenersi soprattutto perchè era anche la loro politica ad essere contestata e se stavano lì per dialogare allora dialogo tra le parti vuol dire qualcosa di diverso che uno scippo di rappresentanza.  E’ necessario che si faccia una vera e propria rivoluzione culturale a partire dal concetto di rappresentanze femminili nelle istituzioni. Donne di potere che finiscono per non essere mai vicine alle altre donne. Come infatti vedremo nel racconto che segue.

La piazza è piena e in un angolo c’e’ la Pollastrini che concede una intervista. L’ennesima. Afferriamo un paio di parole tra le sue dichiarazioni. Ci avviciniamo e assieme ad altre donne le parliamo. Diciamo al giornalista che ascolti anche il nostro punto di vista. Ma ai giornali non conviene. Hanno ordini precisi. I giornalisti sono per la maggior parte ex addetti stampa di partito. Cresciuti nelle stanze del potere. Di autonomia ne hanno zero. Capacità di sviluppare una notizia ancora meno di zero. Venduti. Perchè li difenda la federazione nazionale della stampa italiana non si sa dato che lo sanno pure loro vecchie volpi di che pasta è fatto una gran parte del giornalismo italiano oggi. Quelli hanno una linea e la seguono.

Così, come "per caso", hanno di sicuro filmato la scena "della aggressione" provocata dalla Prestigiacomo e di certo avranno commentato l’altra "aggressione" ai professionisti de La7 che sul palco non volevano le donne che hanno faticato nell’organizzare tutto ma invitavano quelle in tayeur che di fatica non ne hanno fatta neppure un pochino. Il giornalista se ne va. Diciamo alla Pollastrini che il suo disegno di legge non ci piace. Che la manifestazione chiede altre cose, altri provvedimenti e che di sicuro non ha mai voluto un pacchetto sicurezza che applica deportazioni naziste con l’alibi dell’aggressione dello straniero. Lei incassa. Ascolta. Non interloquisce. Ma noi non urliamo e quindi nessuna televisione si ferma e nessun giornalista fa foto. Ieri abbiamo letto che lei ha dichiarato che le donne evidentemente non vogliono che si faccia niente contro la violenza alle donne. Come può chiamarsi una parlamentare così? Trovate una espressione e di sicuro quella sintetizzerà anche il mio pensiero.

Forse non bisognava accettare l’adesione delle ministre. Non bisognava accettare l’adesione di tutta quella parte politica che aveva spalleggiato e legittimato il family day. E se è stato meraviglioso sentire dal camion dell’organizzazione che la piazza era nostra e non delle ministre non lo è altrettanto sapere che di tutto questo nelle fonti di informazione ufficiale non è passata neppure una riga (o quasi). E’ andata e fa rabbia sentirsi impotenti. Ieri ho letto i giornali. Hanno scritto di antipolitica e di incapacità di dialogo con le istituzioni. Eppure signora Pollastrini sabato noi parlavamo proprio. Non muovevamo soltanto la bocca. Il problema è che non ci ascoltava. Il problema è che non ascoltate mai e che fate esattamente quello che volete voi rispondendo ad esigenze che non somigliano neppure lontanamente a quelle espresse dalle donne. Noi facciamo politica. Voi ministre e onorevoli siete l’antipolitica perchè la politica è quella bella cosa che accade anche (ma non solo perchè fare rivendicazioni in piazza è già alta politica) quando ministre e onorevoli realizzano le istanze che vengono dai propri elettori e dalle proprie elettrici. Potete in tutta sincerità dire che questo avviene? Io direi proprio di no. Non solo. Non volete lasciarci neppure la piazza.

Vi prendete lo spazio televisivo. Inventate stratagemmi per stare sui giornali un’altro po’. Per promuovere la vostra faccia e per spacciare come utile la vostra funzione. E non riconoscerete mai che una piazza come quella di ieri vi ha lasciate delegittimate, prive di una funzione, completamente sprovviste dell’alibi che usate per dichiarare che rappresentate le cittadine. Il corteo è passato. Se non sei funzionale al potere, il potere - rappresentato anche dalle "donne" di potere  - ti toglie spazio pubblico e ti condanna all’invisibilità. I numeri e le polemiche passano in terzultima pagina. Ieri un lutto, una celebrazione del patriarcato sommerge tutto quanto. In Afghanistan un militare in "missione di pace" esplode e muore. Che volete che gliene freghi a tutt* oramai delle donne che subiscono violenze? Perciò impediamo che si taccia su questo. Andiamo avanti, presto, possibilmente insieme.

—>>> Le foto della giornata stanno  QUI.

 
18 commenti

(#) Quello che disse antonella

Martedì 27 Novembre 2007 alle 13:25

1

Grazie, grazie, grazie.
Hai descritto per-fet-ta-men-te quello che è stata la manifestazione di sabato, quello che molti e moltE anche ORA non vogliono sentire - tutt* col ditino alzato a dire ‘Meno male che non c’ero!’

(#) Quello che disse FikaSicula

Martedì 27 Novembre 2007 alle 13:54

2

:)
grazie a te antonella.
infatti è andata proprio così e chi c’era invece ha proprio detto che bello che mi trovo qui. è inimmaginabile quante e quanti eravamo. e chi ha strumentalizzato la giornata davvero non ha nessuna onestà intellettuale ne dignità politica.

(#) Quello che disse seralf

Martedì 27 Novembre 2007 alle 13:55

3

La mia ragazza ha partecipato: io la avrei accompagnata volentieri ma ho preferito di no, date alcune posizioni separatiste: se fossi venuto conoscendomi non avrei saputo trattenermi dall’entrare in polemica diretta con certe posizioni che sotto slogan anti-razzisti e sciovinisti ne facevano poi le veci in pratica.
Sono contento che la manifestazione si sia fatta perchè sarebbe ora che in Italia la gente si lasciasse di nuovo coinvolgere su tematiche essenziali, come questa. Sono un po’ meno contento che gli incidenti di percorso siano esattamente quelli che si potevano prevedere (e che tutti difatti avevano già previsto).
Una manifestazione dal basso che si preclude uno spazio televisivo mi pare grottesca: semmai aveva senso prevedere che ci sarebbero stati cartelli politici e preparare domande concrete (e “imbarazzanti”) per metterle fuori gioco. O in ogni caso si sarebbero potuti mandare messaggi differenti: mi resta la sensazione che in questa fase politica in piazza ci si vada sempre e solo con la volontà di difendere le proprie bandierine da circolo di quartiere, senza la voglia di creare movimenti (che rappresentano realtà eterogenee, inevitabilmente). Spero si torni a vivere la piazza in maniera più sana di così, altrimenti si continuerà a generare un sacco di milioni di combinazioni di chiacchere, ma ben poche azioni concrete ne seguiranno.
Speriamo per la prossima volta va, resto sintonizzato.

(#) Quello che disse FikaSicula

Martedì 27 Novembre 2007 alle 14:09

4

seralf ma non c’erano bandiere :)
sulla prevedibilità sono d’accordo con te e forse si può parlare di ingenuità politica ma questo non toglie che le ministre avrebbero dovuto dire “no grazie, intervistate le organizzatrici!”

(#) Quello che disse flavia

Martedì 27 Novembre 2007 alle 19:44

5

In genere condivido le cose che scrivi. Stavolta mi sento attaccata e quindi devo rispondere. Sono giornalista, ho seguito il corteo delle donne per lavoro. Non sono un’ex addetto-stampa di partito. Non sono cresciuti nelle stanze del potere (per carità!). Di autonomia ne ho molta, anche troppa secondo i miei capi. Capacità di sviluppare una notizia quanto basta per trovarle. Venduta nemmeno un po’.
Precisato questo, devo dirti che è stato meraviglioso anche per me sentire dal camion dell’organizzazione che la piazza era nostra e non delle ministre. Ti assicuro che quella sera ho fatto i salti mortali per scriverlo e mi hanno detto molte donne organizzatrici che ci sono anche riuscita. L’ho fatto anche il giorno successivo sul mio blog e giuro di non aver mai parlato di ‘antipolitica e di incapacità di dialogo con le istituzioni’.
Ho letto molti giornali la domenica e non mi sembra di aver trovato nulla di quello che dici nelle cronache.

Qualche problema nel racconto della manifestazione c’è stato da parte delle tv, ma quello è un altro mondo….

Sul resto sono pienamente d’accordo. Seguo i cortei per lavoro. Più o meno ogni quindici giorni me ne capita uno. Ma un corteo così bello, così forte e allegro, scanzonato e deciso, coinvolgente e rivoluzionario non l’avevo mai visto.

Il problema ora sarà riuscire a mantenere unite le donne.

Speriamo bene!
Un abbraccio

(#) Quello che disse FikaSicula

Mercoledì 28 Novembre 2007 alle 01:06

6

Flavia io non so dove scrivi e quindi non so neppure che giornali frequenti.In tutta sincerità tu puoi dirmi che tra i tuoi colleghi non conosci gente come quella che ho descritto? Io ne ho conosciuta tanta e le notizie che ho letto (ma forse non leggiamo le stesse fonti stampa e ovviamente non parlavo di testate “amiche”) erano tutte protese a registrare l’indignazione dell’una o dell’altra ministra. sono sicura che anche online troverai cose di questo tipo. non me le sono inventate, anzi non ce le siamo inventate perchè le abbiamo lette in tanti.
se invece dici che faccio generalizzazioni sulla categoria e ci tieni a distaccarti dalla traccia che ho dato va benissimo.
però davvero: secondo te la7 si è comportata bene?
è vero: i giornalisti informano e lo scrivo anch’io, c’e’ un errore nella contrattazione e qualche altro errore di ingenuità politica ma il fatto che faccia gridare allo scandalo che delle ragazze che si sono fatte un culo così (e non sono neppure invitate a parlare)possano essersi incazzate perchè delle ministre impropriamente le volevano rappresentare e perchè i giornalisti hanno ritenuto più naturale intervistare loro piuttosto che le organizzatrici la dice lunga su quale “normalità” siamo abituati a viverci rispetto al rapporto con l’informazione. vuoi dirmi che non esiste stampa asservita al potere? che non ci sono giornaliste, anche grandi firme, che oscillano tra bruno vespa e emilio fede? come fai a dire questo?
fatti i dovuti distinguo che in questo pezzo politically s-correct non ho fatto, è vero, io ne vedo tanta di stampa così persino in zone insospettabili.
comunque mi spiace di avere ferito te
ricambio l’abbraccio

(#) Quello che disse flavia

Mercoledì 28 Novembre 2007 alle 01:35

7

Scrivo per La Stampa, un quotidiano nazionale abbastanza grande. Conosco chi scrive per il Corriere e per Repubblica e non penso che siano gli addetti stampa di nessuno.
Sulla 7 non penso assolutamente che si sia comportata bene e mi è parso che anche gli altri servizi televisivi fossero troppo squilibrati dal punto di vista istituzionale, troppe voci di ministre e nessuna informazione sul perché si era scesi in piazza. Forse solo il tg3 è stato più completo.

Sui quotidiani, come ti dicevo, Corriere, Repubblica e La Stampa mi sono parsi abbastanza corretti nell’informare. Il Corriere addirittura il giorno seguente (la domenica, quindi articolo uscito il lunedì) ha pubblicato ancora un articolo solo sulle organizzatrici per dar modo di spiegare bene quello che era successo. Io nell’articolo scritto dopo la manifestazione ho tentato di raccontare la protesta contro le ministre e di far capire che non era solo il frutto di due ragazzine come sia la Turco che la Pollastrini tentavano di sostenere ma la conseguenza di una serie di principi su cui si basava l’intera manifestazione.

Il giorno dopo ho lasciato il mio blog (sul sito de La Stampa) a disposizione dei lettori e si è discusso un bel po’. Insomma, ognuno di noi ha provato a fare quello che poteva e, a parte le tv, penso che alcuni di noi ci sono anche riusciti. Ci tenevo a dirtelo perché probabilmente non avevi un quadro completo di quello che era uscito.

Poi che esistano giornaliste sul genere Bruno Vespa e Emilio Fede, quello è indubbio, ma non sono quelle che vengono mandate a correre dietro alla manifestazione di sabato. La differenza fra le giornaliste come me e quelle di cui parli tu è più o meno la stessa che passava al corteo tra una manifestante media e Stefania Prestigiacomo…..

(#) Quello che disse FikaSicula

Mercoledì 28 Novembre 2007 alle 04:43

8

la stampa non l’ho letta.:(
ho letto il corriere, repubblica, vari giornali di destra e poi manifesto, liberazione e unità.
ho trovato l’informazione di repubblica “bilanciata” e alcuni titoli “sbilanciati”. mi è sembrato che in nome di una par condicio necessaria si sia comunque dato troppo spazio alle agenzie con le battute delle ministre e ai disappunti degli uomini giornalisti cacciati dal corteo. in qualche dichiarazione si parla di antipolitica. il corriere fa lo stesso gioco di equilibrio, un po’ qua e un po’ la’. poi ci sono i giornali di destra. io che sono un po’ sospettosa “sospetto” che abbiano dato voce anche (e male) alle manifestanti per “aiutare” chi vuole buttare giù il governo. Perciò un uso strumentale spinto da interessi di parte io ce lo vedo pure nella carta stampata.
manifesto e liberazione vabbe’…
l’unità e stata meravigliosamente di parte e hanno parlato di antipolitica.
proprio non gli è andata giù che le ministre non rappresentano nessuno se non il partito in quanto struttura obsoleta e non rappresentativa oramai di alcunchè.
effettivamente fede e vespa non rappresentano la categoria. su questo hai assolutamente ragione. e i giornalisti che vengono mandati a lavorare il sabato sotto la pioggia non saranno certo tra i privilegiati dei giornali per cui lavorano.
però ho letto di tutti gli uomini mandati a lavorare che lamentavano (paternalisticamente) di essere stati cacciati (ed è un fatto registrato in vari quotidiani che hanno ripreso la questione non so per quale motivo: solidarietà di corpo? dove stava la notizia? io non ce la vedo proprio :P) e io per prima dico che poteva essere fatto in maniera differente o magari non fatto ma essersi resi parte della “notizia” per stigmatizzare l’atteggiamento definito violento io lo trovo abbastanza brutto. vuoi o non vuoi questo legittima la opinione di chi pensa alle donne in piazza come pazze fanatiche e tu sai che non è così e che la piazza non è stata questo. se questi giornalisti non sono ex addetti stampa di partito quantomeno aspirano a diventare addetti stampa in futuro o comunque aspirano a qualche postazione differente. o se davvero erano indignati per la storia e pensavano che fosse tanto importante da farci battere una agenzia allora davvero “aiuto”, questi sono trogloditi senza neppure la scusante della postazione nelle segreterie di partito e non so se è peggio essere servi di partito o essere maschilisti pur essendo veicolatori di cultura in un giornale. quindi attenzione quando parliamo di giornalisti che fanno solo il proprio “lavoro” perchè non è un lavoro come un altro. non siete salumieri insomma :)) con gran rispetto per i salumieri.
la stessa cosa la dice un soldato mentre uccide un bambino in iraq o un poliziotto mentre picchia a sangue un manifestante a genova. erano tutti lì a lavorare (it’s my job dicono i figli di Eichmann nel libro di Gunther Anders) e di certo se stavano in piazza a farsi travolgere dal fumo e da tutto quel casino (parlando di genova) non dovevano essere tanto tanto potenti (lo sono diventati dopo) ai piani alti delle questure. insomma questa non può essere una giustificazione, credo, per dire che i giornalisti di sabato sotto la pioggia possono fare e dire senza immaginare che questo non abbia delle implicazioni di nessun genere o addirittura senza assunzione di responsabilità (non l’hai detta in questo modo e lo so e anzi ti ringrazio moltissimo per aver stimolato questa riflessione che ne apre moltissime altre ed è fondamentale per le azioni che noi compiamo sui territori e per un ragionamento che riguardi anche quella rivoluzione culturale di cui si parlava sabato al corteo).
poi ci sono bravi giornalisti lo so, gente in gamba e laica. ne conosco e ne stimo ma in questo resoconto che ho scritto non mi hanno aiutato a giudicare meglio la categoria :)
delle televisioni dici bene tu. della federazione nazionale della stampa italiana non capisco il comunicato fatto. mi sorprende persino che l’fnsi abbia potuto schierarsi a favore di “professionisti” dell’informazione che appunto operano una doppia strumentalizzazione: prima perchè scelgono quale zona del potere rappresentare e poi perchè con tono da vittime e da perseguitati politici (manco fossero reporter senza frontiere e stessero in iraq con i militari che li fucilano se fanno uscire una notizia sul loro cattivo operato con i civili) diventano essi stessi notizia. la7 patetica. mezzo tg per dirsi “sconfortata” dell’essere stata cacciata mentre non faceva altro che “il proprio lavoro” per dare - oh gesu’ che generosita’! - anzi spazio alla piazza… ridicoli! davvero ridicoli!
detto questo si puo’ aprire un dibattito fantastico sulla libertà d’informazione, che sostengo, e sulla indipendenza dei giornalisti che sostengo pure. possiamo parlare di linee editoriali più o meno di parte (che non penso ce ne siano di imparziali per davvero) e anche della precarietà in cui versa grossa parte della categoria. e credimi ’ste cose le so :)
ah, l’articolo del lunedì del corriere non l’ho letto. lo andrò a cercare. mi pare bello che lo abbiano fatto. il tuo blog ‘ndo’ sta’? (se si può dire) :)
baci
e grazie di questo scambio di idee
hai avuto ragione a dirmi ’ste cose
ammetto di essere stata frettolosa nello scrivere le frasi generiche sopra. avrei dovuto motivarle e circostanziarle.
ma a dargli troppo spazio mi pareva di toglierlo al corteo che è stato grandioso!!!

(#) Quello che disse flavia

Mercoledì 28 Novembre 2007 alle 11:52

9

i giornalisti sono più o meno liberi a seconda delle cose di cui scrivono o delle testate per cui lavorano ma se vuoi una discussione sulla libertà di informazione la continuiamo altrove….

in ogni caso quel che mi preme non è tanto tenere ‘alto’ l’orgoglio della categoria (!!!!) quanto capire che cosa è successo sabato, sentire, ascoltare, parlare con chi c’era, in particolar econ donne come te che la testa ce l’hanno e amano farla funzionare. ho seguito il dibattito sulla separazione, so quali erano le tue posizioni, mi è piaciuto che tu abbia deciso di andare comunque, mi è parsa la scelta migliore, e mi piacerebbe che tutte le donne facessero così: dicessero la propria opinione, ma poi si ritrovassero insieme in qualcosa di grande come la manifestazione di sabato.

perché se sabato è successo quello che è successo è perché i tempi sono maturi, le donne sono stufe. hai visto le passanti romane che applaudivano? sai da quanto tempo non mi capitava di vedere qualcosa di simile? in genere, durante i cortei, i commercianti abbassano le saracinesche e i passanti vanno a fare spese altrove.

(#) Quello che disse Noantri

Mercoledì 28 Novembre 2007 alle 15:15

10

Guardate, donne, fate tutto quello che volete: manifestate, scendete in piazza, urlate, fate striscioni. Davvero: tutto con la massima libertà. Basta che fate tutto entro l’ora di pranzo ché noi vogliamo mangiare.
[Ste]

(#) Quello che disse FikaSicula

Mercoledì 28 Novembre 2007 alle 17:59

11

eccomi, scusate la latitanza :)
Flavia grazie davvero per le cose belle che mi dici. anche con te lo scambio è molto stimolante (e t’ho allisciato anch’io :P così siamo pari. ora sposiamoci e facciamo un paio di figli insieme :))))
Si flavia, applausi non ne ho visti ma ero troppo impegnata a fare il corteo di mio e quindi ero un po’ distratta.
ho visto la gente però, tanta gente che guardava ed era contenta, quello si. qualche uomo ai lati che commentava cose sceme, ma in generale davvero una grande atmosfera. roma deve davvero essersi sentita ferita dalla storia di giovanna. spero che quelle donne non applaudissero il corteo solo perchè pensavano fosse legato alle aggressioni degli immigrati o cose del genere.
ma le donne sono stufe, si. la manifestazione è cascata nel momento giusto e proprio per questo le ministre ci stavano come i cavoli a merenda.
molte di noi sabato erano lì pur non condividendo un sacco di cose che speriamo di chiarire ora, dopo. (tra le prossime puntate ci sono altre riunioni e vedremo come andrà)
però l’obiettivo era ed è comune e ha prevalso la volontà di vedere riuscire una manifestazione per un motivo così importante. questa ragione ha prevalso su tutto.

x noantri: guarda, io in genere preparo il pranzo il giorno prima così se l’omo arriva poi se lo riscalda :)))
(certo se l’omo viene con me è pure meglio!)

baci

(#) Quello che disse flavia

Giovedì 29 Novembre 2007 alle 00:04

12

con il matrimonio ho già dato, e mi è rimasta una certa allergia…
si possono scegliere altre formule, ma ne parliamo altrove insieme alla libertà d’informazione… :))

(#) Quello che disse FikaSicula

Giovedì 29 Novembre 2007 alle 03:25

13

:)
va benissimo flavia
di libertà e informazione e delle due cose insieme sono disponibile a parlare quando vuoi.
famolo presto!
baci

(#) Quello che disse FikaSicula

Giovedì 29 Novembre 2007 alle 13:44

14

ecco, ho ribeccato il pezzo - a parte quelli che avevo già citato prima - con l’intervista a miryam mafai su la repubblica del 25 novembre in cui si parla di antipolitica. Qui ne trovo un altro su repubblica roma online e si parla chiaramente di antipolitica.
così il riferimento è anche più chiaro.
baci

(#) Quello che disse flavia

Giovedì 29 Novembre 2007 alle 18:06

15

sì, ora è chiaro.
che ti devo dire?
era facile pensare all’antipolitica, mettere insieme ‘la casta’, grillo e le donne in un unico calderone. a me non è parso quello. Non ho avuto quest’impressione dalle parole delle organizzatrici, e meno che mai per quello che ho visto. mi è parsa una manifestazione estremamente politica e sono convinta che i professionisti del potere dovranno poi fare i conti con quello che è successo. vedremo alla prossima campagna elettorale quanto varrà la manifestazione. basterà pesare le promesse che verranno lanciate come ciambelle in ogni direzione. ‘Trasversali’, direbbe la Prestigiacomo.

(#) Quello che disse FikaSicula

Giovedì 29 Novembre 2007 alle 18:37

16

esatto flavia. dovranno farci i conti con tutta quella piazza che si aspetta risposte e non maternalistiche bacchettate come fossero state tante bambine discole.
perchè così ci hanno trattate. da bambine disobbedienti che non sanno stare in riga.

(#) Quello che disse flavia

Giovedì 29 Novembre 2007 alle 19:57

17

ed è quello che ha dato più fastidio. da che mondo è mondo sono gli organizzatori a stabilire le regole della manifestazione, non i politici. I politici possono scegliere di aderire e di partecipare ma solo se lo consentono le regole dell’organizzazione. sabato scorso non lo consentivano.

(#) Quello che disse roberta sg

Sabato 1 Dicembre 2007 alle 21:36

18

ciao. Complimenti per il pezzo: ho avuto l’impressione di trovarmi lì. Grazie. Complimenti ancora. roberta.

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