Sorelle d’Italia

Il bromuro di Berlino

Lo ammetto: mi sfugge il motivo per cui un’insegnante debba perdere il lavoro in Italia se fuori servizio a Berlino fa del suo corpo un uso libero che in Germania non viola nessuna legge, e quindi è legittimo.
Sarò io che ho un problema con il moralismo perbenista, ma se fossi un insegnante mi verrebbe spontaneo chiedermi: 
e se mi beccano con un videofonino mentre entro in un cinema per adulti e mi sbattono su YouTube, perderò il posto perchè "guardare i filmacci non è educativo"? 
E se qualcuno mi sorprende a far l’amore in macchina e mi scatta foto che sbatte a mia insaputa su Flick, perderò il posto perchè "fare le cosacce non è educativo"?
E se mi filmano mentre faccio spese in un sexy shop e finisco sui cellulari dei miei studenti mentre compro un camice da infermierina, mi licenzieranno per questo? Potrò permettermi il topless in spiaggia, o di frequentare lidi per nudisti autorizzati, nella speranza di non essere ripresa mentre mi faccio baciare le terga dal sole?
E succederebbe la stessa cosa se anzichè ripresa in comportamenti che prevedono l’utilizzo del corpo in ottica sensuale venissi beccata, che so, alticcia, a fumare sigarette, senza casco in moto o a fare bungee jumping, che sono tutti comportamenti gravi, pericolosi e diseducativi? O solo l’uso del corpo in chiave sensuale è "diseducativo"?
E siamo sicuri che se partecipassi a miss italia dove un mariotto qualunque mi chiedesse di girarmi per valutarmi dal culo, perderei il posto perchè non è educativo (partecipare a miss italia, far vedere il culo, obbedire a mariotto, le tre cose insieme)?

Ma soprattutto: fino a che punto è legittimo che la mia professione sia messa a rischio da comportamenti privati che non violano alcuna legge, se non quella della privacy, e oltrettutto a mio danno?

23 Novembre 2007
01:59, Venerdì
Michela
Filed under : Società
Tags: , ,
Related: Blog reactions Commenti :
 
25 commenti

(#) Quello che disse Giulia

Venerdì 23 Novembre 2007 alle 10:21

1

Ho pensato più o meno la stessa cosa, ma ho anche pensato: San Vito al Tagliamento. Io ci ho fatto la patente. Le strade sono perpendicolari una all’altra. Le case sono tutte uguali. La gente è tutta uguale. Il sabato pomeriggio si fanno le vasche in un centro storico lungo cinquecento metri.

E’ la cosa più eccitante che sia mai successa in quel paese da sempre, te lo dico io. Se la ricorderanno a vita.

Il punto, per tornare a noi, è che lei non viola alcuna legge, ma non serve spiegare che, secondo l’equazione sesso=peccato=reato, non ci sarà giudice disposto a reintegrarla. L’insegnante dovrebbe essere un modello, non dico aspirazionale, ma almeno comportamentale, e una che fa del porno amatoriale nel tempo libero non viene considerata all’altezza del ruolo che ricopre. La scuola, alla quale viene delegata buona parte dell’educazione dei ragazzini, è attualmente sotto accusa per la sua apparente degenerazione.

Quale miglior capro espiatorio di questa signora dalla doppia vita, insegnante qua pornoattrice di là?

(#) Quello che disse Michela

Venerdì 23 Novembre 2007 alle 11:07

2

Discuto il ruolo educativo della scuola in senso morale, perchè di codici morali ce ne sono tanti, e bisognerebbe accordarsi su a quale di questi la scuola dovrebbe fare riferimento nel suo presunto compito di educazione. L’unico codice di norme condiviso e condivisibile in questo senso sono le leggi scritte, ed è giustissimo che relativamente al loro ambito la scuola eserciti una formazione alla legalità e al senso di amicizia civica che favorisce la serena convivenza sociale. Ma basta là; la morale poi spetta alla famiglia. Gli insegnanti non sono nemmeno pagati abbastanza per quel che fanno, figuriamoci se dovessero anche occuparsi di formare la coscienza etica degli studenti. E oltretutto adesso si scopre anche che è la loro coscienza etica quella sotto accusa, perchè - pure se non violano nessuna legge - possono essere sospesi per atti contro la morale (di chi?).
Personalmente sarei molto più preoccupata del peso esercitato sulla formazione di mio figlio da un prof che nelle ore libere va a dibattere dei massimi sistemi a casa Pound, che non da una prof che in ferie va a Berlino a far vedere il seno in tram.

(#) Quello che disse Piero Andretti

Venerdì 23 Novembre 2007 alle 18:06

3

Son cose che succedono quando si pensa che la scuola abbia qualche responsabilità morale nei confronti dei ragazzi e dei loro genitori.
Cose da pazzi nel 2007!
Bisognerebbe dirlo a quelle persone, quelle mosche bianche, in modo forte e chiaro che la scuola non è lì per i ragazzi. E’ lì per dare posti di lavoro.

(#) Quello che disse lia

Venerdì 23 Novembre 2007 alle 18:15

4

Da prof, sono ovviamente del tutto d’accordo con Michela e, per giunta, sono preoccupata. E parecchio, anche.

Premetto che sono assolutamente certa che la scuola, e i singoli prof, debbano avere una funzione che è anche educativa. Siamo dei ‘tecnici’, ovvero degli specialisti delle nostre discipline, ma siamo anche dei testimoni, dei modelli e, molto semplicemente, degli adulti che accompagnano i ragazzi lungo un percorso fondamentale della loro vita. Dire che non siamo educatori sarebbe irrealistico, ancora prima che deresponsabilizzante.
E, tuttavia, la nostra funzione di educatori si svolge a scuola ed è LI’ che dobbiamo essere valutati. Per quello che facciamo nell’esercizio delle nostre funzioni.
Istituire forme di controllo sulle nostre attività extrascolastiche e decidere la nostra licenziabilità in base a quelle è persino anticostituzionale, credo, e comunque rappresenta un precedente oltre il quale diventa difficile fermarsi. Oggi si diventa licenziabili per ciò che si fa col proprio corpo fuori da scuola, domani lo si potrebbe diventare per le proprie idee politiche, per il proprio orientamento sessuale, per la propria religione e quant’altro.
Per quanto il caso di questa prof sia eclatante e certamente insolito, quindi, bene ha fatto la collega a sollevarlo. Così ci chiariamo, perlomeno.

Esiste, in questo paese democraticamente immaturo che è l’Italia, una diffusa voglia di censura, e i prof (che sono i più deboli e declassati tra coloro che svolgono funzioni intellettuali) si prestano bene a fare da punching ball per questo tipo di pulsioni.
Io vengo “ricattata” sul mio mestiere da quando ho il blog, e il “come puoi insegnare se la pensi così e cosà, bisognerebbe allertare il tuo preside etc.” me lo sarò sentito dire cento volte e più.
C’è chi ha diffuso il mio nome e cognome pensando di penalizzarmi professionalmente, chi si è chiesto se la mia foto in bikini su Flickr fosse legale per una prof (giuro!), chi ogni tanto mi dice di stare attenta a questo o a quell’altro.
Ed io continuo a pensare che dietro questa mentalità di paura e ricatto ci sia un’incultura civica spaventosa.

Il nostro compito consiste nell’essere preparate, aggiornate, oneste con la scuola e con i ragazzi, trasparenti nel nostro lavoro e, anche, capaci di ascolto, empatia, serenità di giudizio e quant’altro.
Ma nessuno, davvero nessuno, dovrebbe potere sindacare sulle nostre scelte personali, sui nostri valori, sul nostro modo di gestire il corpo e il cervello fuori dal lavoro.
E nessuno dovrebbe nemmeno auspicare una società di docenti tutti uguali, tutti con gli stessi comportamenti e con lo stesso sistema valoriale, tutti con la medesima idea di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
E’ spaventoso anche solo pensarlo.

Quel che rimane della nostra libertà è, forse, l’unico motivo per cui vale ancora la pena di farlo bene, il nostro mestiere. Nonostante i 1300 euro per 13 mensilità in busta paga e le mille difficoltà e frustrazioni.
Ci manca solo di sentirci messe in collegio, santo cielo, uniche educande - e per legge - del paese tutto, sotto lo sguardo occhialuto di chi potrebbe frugare nella tua vita per spaventarti e ricattarti. Magari con un “Promuovi mio figlio altrimenti dirò di quella volta che…”
Ci manca solo questo, davvero.

Avvilente.

(#) Quello che disse lia

Venerdì 23 Novembre 2007 alle 19:23

5

Aggiornamento: ho appena visto il video incriminato e mi sto rotolando dal ridere. Fermo restando tutto quello che ho detto prima, rimane da aggiungere che, santo cielo, se non sono matte non le vogliamo… :D

(#) Quello che disse Michela

Venerdì 23 Novembre 2007 alle 20:02

6

Piero, l’ironia è fuori luogo, dato che credo di aver spiegato a sufficienza che la scuola, oltre a dare l’istruzione, deve educare alla legalità e al senso di amicizia civica che favorisce la serena convivenza sociale. Non confondiamo l’etica con il moralismo.
Resta infatti la domanda: in che modo quello che la professoressa fa fuori dalle ore di lavoro contravviene a questo compito? A me sembra in niente. Ma magari a te sembra invece legittimo che uno perda il posto perchè il dirigente scolastico non trova “educativo” questo o quel comportamento, anche se non contravviene a nessuna legge.
Credo che Lia abbia espresso, da insegnante, molto esaustivamente il panorama possibile. Lo svilimento della scuola non c’entra nulla, casomai c’entra il bigottismo e il prurito.

(#) Quello che disse roberta sg

Venerdì 23 Novembre 2007 alle 21:09

7

trovo avvilente che con tutte le problematiche terribili esistenti all’interno della scuola si dia tanto peso a quel che fa un’insegnante nelle ore in cui non è a lavoro. Lia ha ragione su tutta la linea e così Michela. Insomma, fuori dal luogo di lavoro, penso che tutti dovrebbero avere il diritto di fare quel che cavolo gli pare, insegnanti compresi.

(#) Quello che disse pigliapost

Venerdì 23 Novembre 2007 alle 22:54

8

“Insomma, fuori dal luogo di lavoro, penso che tutti dovrebbero avere il diritto di fare quel che cavolo gli pare, insegnanti compresi….”

Certo. Perfettamente d’accordo. Tranne nel caso in cui si tratta di parlamentari anche di infimo ordine, per i quali farsi trovare con due prostitute di cui una in overdose equivale invece a proporre un’aumento di stipendio per l’avvicinamento delle famiglie…

(#) Quello che disse restodelmondo

Sabato 24 Novembre 2007 alle 12:34

9

Lia: So di una maestra in un paesino dell’Italia di fine Ottocento che venne licenziata e spinta al suicidio per delle voci su una sua relazione con un uomo sposato (lei era nubile, carina, vagamente socialista). Si arrivò a farne un esame ginecologico per “verificarne l’onore”.

Da figlia di una professoressa, non posso che applaudire la tua visione del professore come “tecnico” e non come “vocazione soprannaturale” - ricordo che avevi scritto uno splendido post sul uo blog qualche anno fa al proposito - idea che si ritorce quasi sempre contro le donne che “fanno le professoresse perché naturalmente amano i ragazzi con il loro istinto materno (che sarebbe quasi un insulto pagare, quindi evitiamo di dar loro uno stipendio decente)”.

(Gran bel post, Michela.)

Pigliapost: se i parlamentari in questione hanno costruito la propria carriera sulla “difesa della Famiglia Tradizionale e Mononucleare” - capirai che un po’ di ipocrisia (o almeno incoerenza) parrebbe di intravederla. E l’uso di cocaina resta un reato per le leggi italiane, e infrangere le leggi credo sia un po’ più sconveniente per un pubblico ufficiale che per un altro cittadino.

(#) Quello che disse Michela

Sabato 24 Novembre 2007 alle 13:49

10

@ Pigliapost:
Anche a me l’esempio del parlamentare sembra inadatto al caso, e non solo perchè si tratta di un reato contro una cosa che reato non è.

In via teorica un parlamentare viene eletto sulla base delle sue idee, elemento che nell’assunzione di un insegnante non conta assolutamente nulla, o non dovrebbe. Del primo si valutano le proposte (basate sulle sui idee) e la coerenza con cui durante il suo mandato ha cercato di realizzarle in forma di programma. Dell’altro in linea teorica si valutano le competenze a svolgere il suo mestiere, che sono comunque titoli “tecnici”, non ideologici.

Per cui chiedere le dimissioni nel caso del parlamentare mi sembra del tutto congruente con l’iter che lo portato in parlamento, specialmente quando il tizio beccato con le braghe calate a tirarsi su la pista del Sestriere con due amichette appartiene al partito più sguaiato nel sostenere la famiglia del mulino bianco come l’unica possibile.

(#) Quello che disse Piero Andretti

Sabato 24 Novembre 2007 alle 15:46

11

Michela, secondo te un individuo può essere accettato come educatore se non dà la sensazione di essere moralmente credibile?
Chi considera l’insegnamento alla stregua di qualsiasi altra attività può aver ragione nel dire che “sono solo fatti suoi” ma se siamo tutti d’accordo nell’esistenza di una funzione educatrice viene da sé che la valutazione non possa limitarsi alle ore in classe.
O sei un educatore credibile o non lo sei. Non esiste la credibilità partime.
Non hanno sbagliato a licenziarla, hanno sbagliato ad assumerla.

(#) Quello che disse Michela

Sabato 24 Novembre 2007 alle 16:10

12

Piero, è il concetto di “moralmente credibile” che mi suona un po’ sfuggente. La credibilità va valutata in base a quale morale? Per me un insegnante delle scuole elementari che nella pausa di ricreazione esce in giardino con i bambini e si fuma una sigaretta fa un danno morale incalcolabile, molto più grave di quello che farebbe se nel tempo libero gli piacesse frequentare club di scambisti.
Il punto è che ho l’impressione, ma magari mi sbaglio, che la morale di riferimento sia quella cattolica, e che attenga prettamente ad aspetti sessuali. A questo punto ti chiedo cosa intendi tu per credibilità morale.

(#) Quello che disse Michela

Sabato 24 Novembre 2007 alle 16:27

13

Poi scusa, trovo inquietante la tua frase finale. Cioè secondo te per essere assunti bisogna fare un test di morale? Ed esattamente in che termini? Chiedendo di te a chi ti conosce oppure facendoti compilare un questionario con una serie di domande dirette tipo:
fa sesso alla missionaria o contro natura?
partecipa a orge?
le piacerebbe fare scambio partner?
legge libri erotici?
ritiene di avere sufficiente senso del pudore?
va a vedere film vietati ai minori?
porta gli slip sotto la gonna?
va a messa la domenica?
Sì, lo so che niente di questo è illegale, ma è fondamentale per noi per capire il suo livello morale.
E’ un paradosso, chiaro. Però l’orizzonte che prospetti somiglia.

(#) Quello che disse Nautilus

Sabato 24 Novembre 2007 alle 18:20

14

Mettiamo che la nostra eroina fosse un chirurgo. Molto abile e competente. Se a un paziente in attesa di operazione si chiedesse se ne preferirebbe uno meno preparato ma dal comportamento irreprensibile, non vi sono dubbi che il paziente sceglierebbe la signora-scandalo che però gli garantisce meglio la guarigione, di quel che fa fuori dell’ospedale se ne infischierebbe.
Quindi quel che è in ballo non è la morale ma se la signora in questione può svolgere efficacemente il suo lavoro di educatrice, se non è in grado è meglio che se ne vada, se sì non si vedono le ragioni della sospensione.
Decidere in un senso o nell’altro come al solito è difficilissimo quando si tratta d’insegnanti, la domanda dovrebbe essere: riesce a essere credibile IN CLASSE ? Può svolgere il programma ? I suoi allievi imparano ?
Ripeto, è difficile accertare questi requisiti per qualunque insegnante, ve ne sono molti che non rispondono a questi criteri e non vengono licenziati (purtroppo).
Se esistessero metodi di valutazione (che non ci sono) la signora in questione andrebbe vagliata con scrupolo perchè obiettivamente il suo hobby le rende più difficile avere un rapporto educativo, se nonostante ciò vi riesce bene, perchè dovrebbe smettere ?
PS.
Ho visto la performance berlinese, quel che mi ha ORRIPILATO davvero è che nel parlarne sul suo sito la signora in questione ha scritto “.., MA PERTANTO”, se dovessi giudicarla come insegnante d’italiano come mi pare che sia, la licenzierei piuttosto per questo.

(#) Quello che disse lia

Sabato 24 Novembre 2007 alle 19:39

15

Sapete che c’è?
C’è che la scuola ha i suoi anticorpi, i suoi metodi di sopravvivenza, il suo modo di rendersi utile nonostante tutto: e si chiama “buon senso”, questo modo.

Il buon senso ha fatto sì che, in tempi non sospetti, questa collega venisse dirottata al serale a fare lezione (bene, ché come prof ha un’ottima reputazione testimoniata da colleghi e alunni) agli adulti.
Il che vuol dire che, a Pordenone, c’è una dirigente del Provveditorato che, quando ha capito la storia, ha preso il meglio della prof in questione, ovvero la bravura professionale, e l’ha dirottato sugli alunni giusti nonché privi di controindicazioni: gli adulti delle 150 ore, appunto.

Morale: lasciateci stare, lasciateci fare. E’ una vita, che lavoriamo “nonostante”. Nonostante i ministri, nonostante le mode, nonostante l’opinione pubblica, nonostante gli stipendi, nonostante le condizioni oggettive, nonostante tutto.
Funzioniamo, in qualche modo.
E (peccato ammetterlo) funzioniamo perché ci piace.

Visto che non fa nulla per noi, la cosiddetta “società civile”, che almeno si astenga dall’agire contro di noi.

Lasciateci stare, ché sappiamo ciò che facciamo.
Noi, e i nostri 1300 euro al mese, che quando hai pagato l’affitto hai finito i soldi, vorrei ricordare.

(#) Quello che disse Matteo

Sabato 24 Novembre 2007 alle 20:44

16

Riflessioni sparse, anche attinte dalla mia esperienza personale come alunno:

-Frequento il terzo anno di lingue orientali, ho una passione smisurata per le lingue straniere, ho fatto il liceo linguistico e ho avuto a che fare con una professoressa di inglese assolutamente non all’altezza del ruolo ricoperto, cosa che molto bastardamente ho più volte smascherato durante le lezioni, ottenendo il risultato di essere osteggiato in sede d’esame di maturità con conseguente abbassamento del voto finale in Inglese (dopo un soggiorno negli Stati Uniti di un anno durante il quarto anno…). Per fare un repulisti scolastico, sarebbe molto più facile basarsi su quanto questi fanno in classe, piuttosto che fuori.

-In linea teorica sono con te Michela, la professoressa avrebbe tutto il diritto di insegnare; solo, mantenendo una dovuta aderenza alla realtà, considero perlomeno poco premuroso rischiare che tramite internet i propri alunni, arrapati come ogni liceale di questa terra, si imbattano in fimati hard con protagonista la loro professoressa.
Assunto che la passione per il porno non è fuorilegge, ci sono purtroppo delle leggi non scritte sbagliatissime alle quali tutti noi dobbiamo sottostare in vari ambiti della nostra vita e con vari gradi di rigidezza se vogliamo continuare a vivere bene, chiamiamoli anche compromessi, lascito della nostra storia; il perbenismo è una di queste…pretendere che una società come la nostra sia pronta alla piena accettazione di alcune figure normali (omosessuali, attrici porno, transessuali, rasta, tatuati, piercing….) è un’illusione, non un’utopia. Ci arriveremo.

-Vado sulla pagina di corrieretv, prendendo nota dei video più visti:
1- Heidi Klum “gioca” col seno.
2- Chuck Norris per la casa Bianca
3- Katrina Vitrova, Rumors.it (calendario)

stessa cosa per RepubblicaTv, la top 3 del mese:
1- Il calendario delle prof: Stanno diventando le insegnanti più famose di internet: sono le ragazze inglesi che posano per il calendario Real Teachers 2008
2- Perù, Miss Bikini: Oltre sessanta modelle latinoamericane sfilano sulla suggestiva passerella allestita nel centro storico della capitale Lima
3- Video shock della Thompson: L’attrice è protagonista di uno spot contro il traffico sessuale nel Regno Unito. Appare come una prostituta che va anche con 40 uomini al giorno

Credo che la statistica parli da sola…

-Sarebbe interessante sentire una difesa della professoressa dopo questo pseudo-linciaggio mediatico tentato.

(#) Quello che disse Michela

Sabato 24 Novembre 2007 alle 23:06

17

Teo, il fatto che la società delle leggi non scritte non sia ancora pronta ad accettare la libertà altrui fino in fondo non significa che dobbiamo tendere al ribasso e correrle appresso nei suoi bigottismi. Io stessa ammetto serenamente di doverne superare diversi:
di recente a un festival letterario ho incontrato di persona l’incaricato regionale che fino a quel momento si era occupato della mia sistemazione logistica, ragazzo per telefono gentilissimo ed efficiente come mai mi era capitato in nessuna delle mie partecipazioni precedenti a festival di ogni dove.
Vedendolo live ho invece avuto uno shock, perchè non ero preparata all’aspetto di un punk estremo, senza nemmeno un angolo della faccia che non fosse perforato da un piercing metallico. Ne avrà avuti almeno 40 tra viso e orecchie. Aggiungici i capelli in parte rasati e in parte lunghi e le sopracciglia depilate interamente e dimmi se la descrizione corrisponde all’immaginario comune sui funzionari regionali. Eppure lo era, segno che il pregiudizio sulle scelte estetiche (e quelle eticamente correlate) può serenamente venir meno davanti alle competenze professionali, che nel suo caso erano evidenti. Vorrei vedere chi dicesse che non può occuparsi di quello che fa solo perchè gli piace portare in faccia un chilo di acciaio chirurgico sottopelle.

Ma (legittimo domandarselo) alle stesse condizioni potrebbe anche insegnare?

(#) Quello che disse Viscontessa

Domenica 25 Novembre 2007 alle 01:39

18

Matteo, nel primo punto del tuo commento ci racconti con orgoglio di essere andato contro la legge non scritta, la convenzione o l’usanza che impone agli alunni il rispetto per un professore anche quando questo risulti essere del tutto incompetente.
Nella seconda parli nuovamente di leggi non scritte e di compromessi ai quali dobbiamo attenerci in attesa che la nostra società sia pronta a recepire il cambiamento.
Se il tuo intervento non era in totale difesa della professoressa-scandalo, mi pare che il tuo intervento sia proprio una evidentissima contraddizione.

(#) Quello che disse pigliapost

Domenica 25 Novembre 2007 alle 13:11

19

Scusate, per il commento sopra volevo essere ironico senza esserci riuscito.

Volevo appunto dire che in Italia esistono categorie alle quali si assegna un valore morale inesistente, violato il quale scatta la scomunica (prendi ad esempio le insegnanti) mentre invece se un politico (appunto il dis-onorevole) viene scoperto in flagranza, non solo non lo si caccia a calci in culo, ma viene addirittura proposto un aumento di stipendio…

La coerenza è una dote che certamente scarseggia nel belpaese.

Mi dispiace non essere riuscito a dirlo in due parole.

(#) Quello che disse Matteo

Domenica 25 Novembre 2007 alle 13:38

20

@Michela
Ricordo bene anche la foto dell’addetto alla logistica e, se pensiamo che 20 anni fa in Italia uno così non sarebbe stato nemmeno in condizione di uscire di casa, mentre oggi può ricoprire un ruolo del genere, è segno che la società, al suo ritmo, si sta evolvendo. Insomma, tendo a vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto; idem per la professoressa…a lei va il merito di aver fatto quello che le andava di fare senza piegarsi al bigottismo della società, ma probabilmente sarà stata conscia del “rischio” a cui andava incontro e se l’è preso. Lo scandalo, agli occhi della maggior parte di noi, è stata la sua sospensione, ma se proviamo a pensare con la mentalità della Maggioranza con la M maiuscola, lo scandalo è stato la sua assunzione.
Ora, si è innescata una discussione/riflessione sulla faccenda, e se ne dovranno innescare altre per permettere un cambiamento culturale…chissà quante. Se non altro, è un inizio.

@Viscontessa
Mentre andavo contro le leggi non scritte al liceo si che ne ero orgoglioso, poi me lo son preso in quel posto…io non ho avuto quello che volevo, pur avendo ragione, mentre la professoressa si è vendicata in sede d’esame usando il coltello dalla parte del manico e ha avuto ragione su di me: ora, a distanza di anni, c’è poco orgoglio e molta stupidità…Di teste di cazzo ne troverò a valanga in vita mia e ho imparato a pesare il mio orgoglio rispetto agli obiettivi che voglio raggiungere; purtroppo, questa è la società in cui viviamo e scornare sempre contro ciò che noi crediamo sia sbagliato non sempre porta ai frutti sperati nell’imminente, da qui la seconda parte dell’intervento: la gente con cui si ha a che fare pensa in larga maggioranza nel modo che ho spiegato, questi sono i fatti e noi dobbiamo rapportarci ai fatti, non alle utopie. Qual è il modo migliore per ottenere risultati? Comprensione, furbizia e compromessi, secondo me. E la storia è piena di esempi del genere.
Non ci vedo molta contraddizione, probabilmente non sono riuscito a spiegarmi al meglio nel primo post..

(#) Quello che disse viscontessa

Domenica 25 Novembre 2007 alle 15:56

21

In parte Matteo hai ragione sono abbastanza d’accordo sul fatto che il compromesso sia necessario per raggiungere comunque lo scopo. Ciò nonostante, almeno personalmente, non intendo arrendermi alla legge del compromesso rifugiandomi dietro a quel genere di rassegnazione che pare trasparire dalle tue parole. Se dev’essere compromesso che sia ma che sia altrettanto evidente che il mio appunto è un compromesso e che sono costretta ad accettarlo perché non ho i mezzi per competere con chi mi costringe ad accettarlo. Non vorrei mai che un giorno a forza di scordarsi di denunciare che siamo costretti ai compromessi, si ritenesse che anche io faccio parte dell maggior parte della gente che ritiene che il compromesso sia il modo giusto di rapportarsi con gli altri. Un po’ come sembra che alla fine faccia anche tu.

(#) Quello che disse Matteo

Domenica 25 Novembre 2007 alle 16:15

22

La denuncia è importantissima, infatti si spera sia da questo punto di partenza che possa iniziare un cambio culturale a riguardo.
Il compromesso non è il modo giusto per rapportarsi alla maggior parte gente, ma l’unico che realmente porta a dei risultati, seppur graduali. E’ un po’ come paragonare la diplomazia al bombardamento a tappeto, oppure una manifestazione contro la violenza sulle donne ben fatta e la manifestazione di ieri a Roma…ma stiamo divagando off-topic. Bella discussione comunque, sono felice.

23

[...] personale. Nel quale afferma: “Il mio comportamento a scuola è sempre stato estremamente professionale e integerrimo“, ha risposto al collega, sottolineando di non indossare mai abiti provocanti e di mantenere [...]

(#) Quello che disse Marco Bastianello

Giovedì 7 Febbraio 2008 alle 17:55

24

Mah, secondo me la censura, coi minori, ha trovato il cavallo di Troia perfetto. Colla scusa che quelli a cui fa lezione sarebbero (nella visione del censore) poveri cuccioli bagnati tutto è ammesso per “evitargli traumi”. Lasciamo stare che i minori verso cui si dirige questo genere di censura potrebbero essere benissimo anche diciassettenni cinici e scafatissimi, lasciamo stare che la censura, come ogni limitazione di libertà, dovrebbe avere motivi sacrosanti (questo poi non vuol dire che non si sia liberi di fare una critica feroce se si è dall’altra parte della barricata, ma licenziare un bravo professionista o storpiare un’opera dell’ingegno, no grazie). Ah, dimenticavo: chi è convinto che gli insegnanti siano considerati dai giovani scolari dei modelli o addirittura il principale modello di vita alzi la mano…

(#) Quello che disse Astaroth

Mercoledì 9 Aprile 2008 alle 01:20

25

L’idea che ciò che non è illegale non possa che essere moralmente accettabile, il relativismo assoluto… bello, mi piace questo blog, tornerò più spesso… :)

Lascia un commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word

About:

Dietro ad ogni grande blog c'è una grande donna.