La guerra che non c’era
Tutte noi abbiamo vicino degli uomini. Fidanzati, mariti, amanti, amici, papà, fratelli, gente che conosciamo poco. Della maggior parte di loro non diremmo mai che sono maschi stupratori sciovinisti, gente che non comprende le istanze dell’essere donna - a parte quando si tratta di dividersi le pulizie di casa o star dietro al Mini-Me di casa: a quel punto le capiscono benissimo - e ci guardiamo dall’aggredirli con generalizzazioni sulle mancanze del loro sesso. Perché ci infastidisce, eccome se ci infastidisce, quando qualcuno dice che "le donne così" e "le donne cosà". Mica siamo tutte uguali.
Questo post non è un caso. Questo post è un’aperta dissociazione, signore. Mi dissocio - qui, ora, e in futuro - dalle accuse generalizzate nei confronti del genere maschile. Dai talebanesimi e dai "ci vorrebbe la castrazione". Dai separatismi e dagli isterismi. Sono stanca, lo dico: questa modalità di lotta non mi appartiene. Il muro-contro-muro poteva funzionare quando la cultura maschile era ancora monolitica, e un uomo con lo straccio in mano o un pupo in braccio non si era ancora visto. Adesso lo abbiamo visto: sappiamo che esiste. E’ da lì, da quell’uomo lì, che si ricomincia per costruire una società più giusta e più equa.
Non voglio nascondermi dietro un dito e fare finta che il sessismo, la violenza contro le donne e il disprezzo per tutto ciò che attiene all’universo femminile non siano una realtà. Ci mancherebbe. Mi ci rompo la testa da anni, litigando con amici, fidanzati, padri eccetera. Perché certe trappole del pensiero unico maschile/femminile rimangono, e vanno smontate con cautela e pazienza, agendo sul quotidiano. Ma non voglio nemmeno più sentire storie anacronistiche riconducibili al vecchio ritornello "gli uomini sono tutti uguali". Non lo sono. E non è per questo che io sono qui, su Sorelle d’Italia. Che per inciso, è stato messo insieme da un uomo. Capito: un uomo ha avuto l’intuizione di radunarci. E non per vedere di nascosto l’effetto che fa, o contare quanti post avremmo scritto su scarpe e rossetti.
Lo stupro e l’aggressione delle donne sono una realtà. Ed è una realtà che esistano sacche di delinquenza ed inciviltà in un paese non prospero quanto si crede, governato da una mentalità antica, dove il mercato del lavoro fa ampio uso di schiavi importati clandestinamente e a prezzi accessibili, e si tende a lasciare le cose come stanno, finché non è più possibile evitare di affrontare l’argomento. Mettiamoci nell’ottica di idee che, in linea di massima, una donna che viene stuprata è ancora un problema sociale minore. Una corresponsabile del suo martirio. Se l’è cercata. Non si esce da sole di notte. Con quella minigonna, poi. Attenuanti: come se il problema delle aggressioni si risolvesse limitando la libertà di chi le subisce. Si muoveranno per noi solo se gli stupri cominceranno ad avvenire in piazza in pieno giorno, sotto l’ingresso di Palazzo Chigi. Si occuperanno di noi quando lo stupro sarà un problema di ordine pubblico, e non una ferita privata, inferta quotidianamente fra le mura domestiche o all’improvviso al riparo di una baracca in viale Tor di Quinto.
Ora, dato tutto questo, vi sembra il caso di eliminare la distinzione fra chi aggredisce e chi sostiene? Fra chi, con le sue imperfezioni e i suoi difetti, è comunque un essere umano decente che non si sognerebbe mai di aggredire la sua compagna o le donne che conosce, e chi invece è troppo animale dentro per considerare umani gli altri? Non voglio più sentire urlare al maschio stupratore come non voglio più sentire urlare alla femmina mignotta. Non siamo tutte mignotte, non vogliamo essere considerate tali: usiamo agli uomini la cortesia di guardarli come persone, e non come rappresentanti di categoria.
O meglio, se intendete urlare al maschio stupratore, sappiate fin d’ora che lo fate senza il mio appoggio.
Sono d’accordo, Giulia. Sono d’accordo a causa del mio passato di femminista e militante e del mio presente, perchè femminista lo sono ancora. E sono persuasa che la generalizzazione, il valutare per categorie, l’incapacità di distinguere e capire sia -se non la madre- almeno la zia di mostri orribili.
Per non parlare poi dell’evocazione di leggi del taglione assortite. Castrazione e pena di morte sono due concetti che non hanno neppure diritto di essere nominati in uno Stato (in una civiltà) etico.Ecco, il concetto di stato etico…. è veramente da parecchio che non ne sento parlare….
d’accordo su tutta la linea, giuli. ![]()
messaggio anzi cazziatone raccolto. non lo condivido. non perchè non condivido la tua opinione circa gli esseri umani al di la’ della dimensione biologica. non lo condivido perchè il tuo messaggio, che esprime la tua opinione, finisce per censurare e banalizzare le posizioni di molte altre donne anche loro con capacità di opinioni pari a chiunque altro e con dirtto di esprimerla.
perchè tu ti senta accostata ad opinioni che non condividi io questo non lo so dato che mi pareva chiaro che questo blog collettivo è nato proprio sottolineando la ricchezza delle diversità.
percio’ forse ciascuno può dire quello che pensa senza dissociarsi da niente e da nessuno e senza condannare senza appello la opinione delle altre.
io ne ho una. tatalla ne ha espresso un’altra. ha scritto una cosa di pancia, di quelle che vengono a molte e tra i commenti se ne stava discutendo.
c’e’ di mezzo la percezione sbagliata e distorta che i media trasmettono e quella tutta personale fatta di paure e istinto di sopravvivenza.
io lo vedo più come un umore da leggere con comprensione. così con la stessa comprensione leggo il tuo commento che dice che la pensi in maniera diversa.
il termine isterismi mi lascia assai perplessa per la accezione negativa, come il termine talebanismi (sui separatismi invece è ok perchè è una legittima posizione diversa dalla tua) per lo stesso motivo.
amiamo le cose complesse e sappiamo distinguere, cara giulia. sappiamo di uomini meravigliosi. il fatto che ci sia ancora bisogno di queste alzate di scudi per difenderli mi fa pero’ un po’ temere, perchè dovrebbe essere passato quel tempo e gli uomini non dovrebbero sentirsi colpiti uniformemente quando si parla di maschilismo e patriarcato. ne’ le donne dovrebbero essere così premurose nel difenderli.
le donne e gli uomini sono tante e tali che non c’e’ proprio modo di fare generalizzazioni ma non scadere ti prego nella voglia di linciaggio e di processo sommario alle intenzioni giusto per schierarti (perchè in qualche modo lo fai).
nessuno ha posto qui un out out o con me o contro di me. nessun@ dice che bisogna stare con le donne e contro gli uomini.
è una guerra culturale e chi ne riconosce i termini e i contorni si sentirà coinvolto nel farla. se invece ti lasci attirare dai particolari in rilievo il rischio è che l’unica guerra la fai tu contro chi dovrebbe forse piacerti avere a fianco.
Enza, mi avete con voi finché usate il cervello e non la pancia. Quando un uomo pensa col pisello, a me girano. E allo stesso modo mi girano quando una donna perde la testa e si lancia in isterismi da leghista. Robe non solo fuori tempo massimo, ma che non rendono onore all’intelligenza che ci contraddistingue.
Non è maschi-contro-femmine. Non voglio che lo sia e non mi interessa partecipare a una guerra. Mi piace molto di più cercare di capire, tutti insieme, maschi e femmine, come renderci la vita migliore. L’aggressività 24 ore mi sa di “abbasso il cazzo”, e scusa, ma io non ci sto. Non voglio combattere come donna. Voglio combattere come persona, con le altre persone, maschi femmine e indecisi.
Non sono io che scado nella voglia di linciaggio: non ho certo gridato alla messa al bando delle femministe “zoccolo duro”. Ma ho sentito di dover prendere una posizione precisa, perché in quanto membro attivo del blog ci sono opinioni con cui dissento, e alle quali non mi sento di essere accomunata.
Detto questo, ognuna fa come crede e si prende fischi e applausi in proporzione: io sono pronta agli uni e agli altri. La squadra del blog non cambia, e la libertà di dire la propria rimane invariata. Ma non potevo fare a meno di far notare che c’è modo e modo di portare avanti una lotta, e che io non approvo (io come persona, non come co-fondatrice) la violenza verbale di certe affermazioni. Non la comprendo, non ritengo di doverla comprendere, e mi farebbe schifo se praticata da un uomo.
dici:
“Voglio combattere come persona, con le altre persone, maschi femmine e indecisi.”
idem
“Ma ho sentito di dover prendere una posizione precisa, perché in quanto membro attivo del blog ci sono opinioni con cui dissento, e alle quali non mi sento di essere accomunata.”
come ti ho già detto ne hai tutto il diritto e ci mancherebbe ![]()
semplicemente mi sarebbe piaciuto di più il tuo tono ironico/sarcastico/leggero/pungente/intelligente che io adoro. avresti detto le stesse cose senza rischiare di ferire nessuna.
“Ma non potevo fare a meno di far notare che c’è modo e modo di portare avanti una lotta, e che io non approvo (io come persona, non come co-fondatrice) la violenza verbale di certe affermazioni. Non la comprendo, non ritengo di doverla comprendere, e mi farebbe schifo se praticata da un uomo.”
se ti riferisci a tatalla io credo che sia stato uno sfogo condiviso, solo questo. io non credo di aver fatto affermazioni verbalmente violente.
ma ho capito. sei proprio arrabbiata. sono convinta che sia di pancia anche il tuo intervento. a freddo io penso che lo vedrai da sola. ti capisco, eccome se ti capisco. hai fatto bene a dire quello che pensi.
ti abbraccio forte :*
scusate, esco un attimo dal merito del post per chiedervi se avete visto l’apertura del TG1 sulla donna aggredita e pestata ieri a roma.
la giornalista laura mambelli, in collegamento dalla strada sterrata dove è avvenuta l’aggressione, dice: “è un posto più che insicuro, insicurissimo. stupisce che una donna possa avere il coraggio di incamminarsi di notte in una strada come questa”.
me lo sono sognato?
è stata un’allucinazione?
mancava la chiosa se l’è cercata.
IO RIVENDICO IL DIRITTO DI ANDARE SOLA, IN LUOGHI BUI E ISOLATI, IN ORARI CRITICI, NUDA SE MI VA SENZA ESSERE ASSALITA, VIOLENTATA O AMMAZZATA.
hama kitama io ho la sensazione che ci sia l’intento di speculare sulla questione da destra anche per dire a veltroni che ha lasciato pezzi di città periferica senza illuminazione etc etc.
ha fatto la stessa cosa anche il tg di italia 1
in generale quello che sto ascoltando parla di una donna che scende alla stazione - in zona non sicura perchè chi ha amministrato ha lasciato lì tutti quei rom (lamentele tipo è da un anno che chiediamo che si faccia qualcosa)- e che stava poverina tornando a casa per l’unica strada percorribile.
ieri notte da vespa poi hanno veramente dato il meglio del meglio…
non solo era colpa di veltroni, del buio, dei rom e dei ministri che non hanno adottato la linea dura fino ad ora ma - come al solito - era anche colpa della sinistra che difende i diritti degli immigrati.
e la roma fascista ha fatto tombola.
Scusa, Giulia, ma di che guerra parli? E di quali accuse generalizzate contro il genere maschile? Chi ha mai detto di avercela con gli uomini? Ci sono uomini straordinari e donne straordinarie, così come uomini indegni e donne indegne e mi sembra addirittura pleonastico sottolinearlo, anche perchè mi sembra di averlo affermato spesso. Io mi sono sfogata contro certi uomini, non perchè uomini, ma perchè violentatori, stupratori, convinti che la loro forza li autorizzi ad aggredire e ridurre in fin di vita una donna solo perchè è da sola e fisicamente inferiore, almeno nella maggior parte dei casi. Non mi riconosco in alcuno dei tuoi “ismi” e riguardo alla castrazione credevo fosse lampante che la mia era una provocazione, lontana da ogni riferimento politico di bassa Lega…Calmiamoci tutte e due, eh? Amiche come prima?
Un bellissimo post. Un condivisibilissimo punto di vista. Grazie a Giulia.
a tatalla: si’, in effetti e’ un po’ sfigato risponderti con un post che (volenti o meno) ti fa apparire come una povera pazza con le forbici in mano e la bava alla bocca, pero’ quando parli di LEGGI che obblighino ai corsi di difesa personale, be’, sembra che faccia tutto tranne che provocare. non e’ che viviamo a new york nei primi ‘70, eh. “Calmiamoci tutte e due, eh? Amiche come prima?” e’ divertente.
sul post precedente: “…sembra che TU faccia…”
Infatti, Riccardino, a proposito della difesa personale…dicevo sul serio! ![]()
Tutti noi abbiamo reazioni emotive ed istintive ma la consapevolezza e la ragione ci permettono di valutare quali esternare e quali tenere a freno. A maggior ragione se le conseguenze delle nostre azioni possono recare danno ad altri ma buon senso vorrebbe che anche quando si parla in pubblico, quando ci si esprime di fronte agli altri, si valutasse con attenzione ciò che stiamo per dire.
La scusa della reazione emotiva del singolo, solo perché esternata in un blog, non è accettabile. Nessuna sarebbe disposta ad accettare la scusa del “è solo un blog posso esternare le mie reazioni istintive” se l’autore sostenesse “io le donne violenterei tutte”.
Ed è troppo facile sostenere poi che la nostra era solo una provocazione non avete capito o scherzavo non mi avete capito. Anche perché a parte reazioni di dissenso, mi sfugge cos’altro avrebbe potuto provocare la già abusata idea-provocazione della castrazione.
Ho valutato con attenzione ciò che stavo per dire, e sono convinta di non aver offeso nessuno, tranne uno strano spirito corporativo, mi sembra. Ho espresso un’opinione, cosa che credo sia legittimo fare, ovunque. Si può essere d’accordo o meno, ma il diritto di chi la esprime deve essere salvo. Qual era la provocazione? Questa: scoprire se qualcuno ha ancora il coraggio di indignarsi, ma capisco che di questi tempi la sana indignazione non è più di moda. E se per queste parole mi si accuserà di appoggiare l’una o l’altra delle fazioni politiche che si contendono le poltrone in questo nostro paese non più democratico, fate pure.
“Non è maschi-contro-femmine”
grazie di averlo detto Giulia
alimentare il separatismo è come pretendere che le manifestazioni contro la fame nel mondo se la faccia da solo chi muore di fame.
a me ricorda il punto di vista di chi leggendo Marx si è fermato alla “dittatura del proletariato”, saltando a piè pari le fasi successive dello sviluppo di una società fino ad arrivare a privare di senso il termine “proletariato”.
Ecco se mi passate la metafora, a me pare che se non ci impegniamo tutti e tutte insieme per privare di senso la parola “maschilismo” (o altre analoghe) qualsiasi battaglia separatista serva soltanto a rinnovarne il senso.
Basta che tu ti decida Tatalla, la tua era un’opinione o una provocazione?
(la differenza è enorme e saperlo ci eviterebbe di parlare di opinioni per sentirsi dire che era una provocazione e di provocazione per sentirci rispondere che era un’opinione)
Comunque sbagli nel ritenere che non esista più l’indignazione, il tuo esperimento è perfettamente riuscito: se la tua proposta di castrazione (perchè è di questo che stiamo parlando) voleva provocare indignazione ci sei perfettamente riuscita.
tatalla bella
fino a che il tuo è uno sfogo scritto di pancia lo capisco. non lo condivido proprio ma lo capisco. ma se parli di opinione e addirittura di esperimento per vedere se ci sono reazioni di sana indignazione allora mi associo a giulia e a viscontessa. questo blog è pieno di prove di sana indignazione. con differenze di opinione ma c’e’ tanta di quella passione e intelligenza che ci puoi campare di rendita per secoli. non c’era proprio bisogno di un “esperimento” del genere…
se parli di opinione allora è contestabilissima. perchè è la stessa opinione che in termini culturali raggruppa la deriva destrista e fascista che esiste in italia (ma non solo qui).
io non la condivido proprio e non perchè è un tabu’ (di inibitori sociali e rincoglionitori/normalizzatori modello psicofarmaci cara hama kitama non abbiamo proprio bisogno) della sinistra. ma proprio perchè non lo condivido in todo. non condivido il ragionamento che sta alla base, la valutazione di tipo culturale e non condivido neppure l’impostazione che come dice giulia effettivamente non tiene conto che gli esseri umani crescono insieme e si contaminano e le corresponsabilità sono tante e tali che non si può fare un ragionamento così povero e per niente complesso.
contesto - senza volerti processare perchè qui stiamo parlando di una idea grave e pesante - l’esperimento e l’opinione. mi resta plausibilmente comprensibile lo sfogo. solo quello.
Grazie per averlo scritto anche da parte mia. Pensare in termini di contrapposizione (violenta: castrazione, autodifesa, ecc.) tra uomini e donne significa non riuscire ad affrancarsi dallo stesso modo di pensare dei violenti. E, alla fine, fare quasi il loro gioco. Alimentare la guerra, appunto.
Invece dobbiamo lottare per cambiare questo modo di pensare. Non si tratta di scegliere da che parte stare, ma di rifiutare una logica della separazione, della contrapposizione, della sopraffazione.
Spesso ci si rifugia dietro gli eccessi delle generalizzazioni, banalizzando: non tutti gli uomini… non tutte le donne. E invece la cosa più importante è, come dici tu, capire che la differenza non è di genere, ma di cultura.
Poi, certo, vedere il mondo attraverso una sola chiave di lettura e avere un nemico chiaro e identificabile basta guardare in mezzo alle gambe, aiuta molto. Peccato sia inutile.
ciao
Bella questa sfilza di applausi al maschile :)))
Giulia, ti faranno santa! ![]()
mi chiedo, ma è una domanda davvero retorica e non mi serve una risposta: come mai questi maschietti cosi’ intelligenti e pronti a dirci come NOI (donne) dobbiamo lottare contro la violenza sulle donne non organizzano iniziative, conferenze, seminari, riunioni, assemblee e milioni di altre opportunità di confronto culturale per incidere in termini culturali sulla questione?
come mai si aspetta che una donna ne parli per inserirsi passivamente e opporre critiche o applaudire?
perchè a parte l’analisi di maschile plurale (meraviglioso gruppo bolognese) e di uomini non etero a me non pare di aver visto tutti questi sforzi maschili di far maturare una coscienza sul problema ne’ di aver assunto una posizione problematica rispetto alla “mascolinità consapevole” come valore sociale e quindi anche culturale. come mai?
è abbastanza comodo aggregarsi, criticare o applaudire le donne che parlano di se’, di come la pensano, dei modi differenti attraverso i quali si interrogano.
è abbastanza comodo cercare rappresentanza e obiettare alle iniziative altrui. ma gli uomini, in tutta questa analisi, a parte gli interventi paternalisti e forzuti della polizia giustizialista, dove sono? gia’: dove siete?
perchè noi facciamo le iniziative separatiste ma voi potreste organizzare altre belle cose da soli in compagnia, miste, fluorescenti…
come mai questo non avviene?
bacioni ![]()
@FikaSicula: le “cose in compagnia” avvengono e sono già avvenute, in continuazione. Solo che sono “soltanto” gruppi di persone che producono evoluzioni culturali, e fanno meno notizia, un po’ la differenza che corre tra il gay pride e la gente (etero e omo) che fa qualcosa tutti i giorni per superare le discriminazioni. Io credo che ogni tipo di intervento abbia una sua dignità, una sua specificità di intenti e possibilità, e soprattutto un suo tempo “giusto”. Questo è stato negli ultimi anni ad esempio il tempo dei gay pride, a mio avviso già comincia a non esserlo più. Men che mai è il tempo delle donne in piazza da sole, io trovo sia finalmente il tempo non più di stupire e rivendicare, ma di fare.
Peraltro se si sono riuscite a fare leggi ad esempio sul voto femminile -ti ricordo che solo una sessantina di anni fa in Italia le donne non votavano- lo si deve proprio al principio di collaborazione, quindi nn disperare ![]()
Se mi chiedi perchè io ed altri non si organizzino di nostra spontanea volontà manifestazioni mi metto a ridere. Che differenza fa? Cioè se aderisco ad una organizzata da te non le dò forse con il mio consenso maggiore forza? Voglio dire: una manifestazione autogestita da donne, in cui si lasci libertà di aderire simpatizzando da parte maschile, non è di certo un segnale di debolezza (se è autogestita che i maschi ci siano o meno mi pare del tutto indifferente), e forse l’adesione renderebbe giustizia al principio per cui l’indignazione o la volontà di cambiare qualcosa non ha a che fare col genere - cosa questa sulla quale spero vivamente che siamo d’accordo.
Ma poi con una battuta potrei chiederti: e allora perchè non prendi e organizzi tu oggi una manifestazione contro i maltrattamenti agli anziani per dire? sarebbe anche più facile perchè lì non c’è nella nostra società (almeno apparentemente) sciovinismo che tenga in merito. Eppure sono sicuro che se domani qualcuno la organizzasse molto probabilmente metteresti la stessa passione anche su un tema del genere, e parteciperesti. o no? ![]()
Forse non è in corso una guerra uomini vs. donne,
però è certo che negli ultimi venti anni la convivenza non è migliorata come sembrava, come poteva, come doveva.
Mi piace molto il modo di ragionare e di porgere le idee di FikaSicula e questa è una semplice considerazione da lettrice che si fa coinvolgere dai pensieri altrui.
Infine, mi permetto di segnalare un bell’articolo di Dominijanni.
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/06-Novembre-2007/art6.html
Grazie a tutte!










2008