Sorelle d’Italia

Di gravidanza e cavalleria

pregnantSugli immigrati si dice tutto e il contrario di tutto. Risorsa, male necessario, minaccia alla sicurezza nazionale. Per cui non pretendo certo di dire qualcosa di nuovo io. Però una piccola cosa l’ho notata.
Da quando sono incinta, diciamo vistosamente incinta, da quando cioè la mia pancia non può più essere scambiata per un piatto di paccheri troppo abbondante, gli unici uomini che si offrono di darmi una mano - al supermercato, con le buste della spesa, aprendomi una porta - sono immigrati. Sorridenti ragazzi albanesi mi sistemano la spesa sul carrello. Latinoamericani si affannano a cedermi il passo. Ragazzi dell’est mi sorridono e si scostano se mi incontrano sul marciapiede. Per il resto, il nulla. Anzi; decine di uomini italiani e donne largamente in menopausa che occupano trionfanti la fila della cassa "Priorità gestanti" facendo finta di non vedermi. L’ultima, una gentile signora, ieri: "Scusi, questa cassa è a priorità gestanti" le dico mentre, dopo avermi ignorato sgomitando, stava per sistemare sul nastro un carrello che avrebbe sfamato un villaggio indiano. Mi guarda con sufficienza: "Cosa ha paura, di partorire mentre è in fila?".
Non che io mi aspetti niente, eh, anzi. Mi affanno a dire che ce la faccio da sola, che non sono malata, che posso fare tutto. Ma questa divergenza di comportamento mi ha colpito. E’ come se per gli immigrati una donna incinta avesse ancora diritto a qualche attenzione in più. Come se la maternità fosse ancora un valore da tutelare. Mentre nella nostra società sempre più rabbiosa e sempre più di corsa, in questo stato io sono un peso morto. Da ignorare, possibilmente.
So di cosa parlo; per anni ho pensato che le madri con le carrozzine che occupavano le strade e i loro bambini ululanti che mi trovavo tra i piedi ovunque fossero una piaga sociale. Ora, come accade quando cambia all’improvviso la prospettiva, capisco che la pensano così in tanti. Forse troppi.
(La foto della Pregnant Warrior che pratica la danza delle spade a 8 mesi è sul Flickr di dizznbonn).

11 Ottobre 2007
14:12, Giovedì
Blimunda
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9 commenti

(#) Quello che disse Black cat

Giovedì 11 Ottobre 2007 alle 15:27

1

Blimunda, io se mi passano davanti dove HO la priorità divento davvero scortese. Tu alla sciura non hai risposto nulla?

(#) Quello che disse Blimunda

Giovedì 11 Ottobre 2007 alle 15:57

2

Ma sai che c’è, quando vengo aggredita senza motivo io mi gelo e non riesco mai a formulare una risposta a tono. E così è stato anche questa volta.

(#) Quello che disse betta

Giovedì 11 Ottobre 2007 alle 20:51

3

Un supermercato con cassa a priorità gestanti???
Beh, questo ha del miracoloso, una cosa del genere mon l’ho mai vista, nemmeno nei miei anni in Inghilterra (dove ho anche trascorso la mia gravidanza). Hai di che consolarti!

(#) Quello che disse Blimunda

Giovedì 11 Ottobre 2007 alle 22:22

4

Beh, anche nell’ospedale dove vado per esami e visite c’è la priorità gestanti. E’ così strano? Mi tocca rivalutare i servizi di Milano, quindi?

(#) Quello che disse lallalalli

Venerdì 12 Ottobre 2007 alle 09:16

5

Sono dell’idea che forse abbiamo (non io per carità, ma in generale “noi donne”) insistito troppo con la storia che una donna incinta è come le altre, non ha difficoltà, non ha bisogno di niente e così via. Questo messaggio è chiaramente stato accolto con entusiasmo da una società come la nostra, in cui il tempo è sempre poco, la fretta sempre tanta e il disinteresse per l’altro è la regola. In questo modo abbiamo dato la licenza (niente affatto poetica!) di essere ignorate, noi e la nostra pesante pancia, nell’indifferenza di una coda al supermercato. E ad ignorare non è la “legge” (perché la cassa prevede la priorità alle donne incinta) ma la “gente”… ed è questo che dovrebbe farci riflettere. Personalmente, la mia gravidanza, per quanto meravigliosa è stata quasi… “invalidante”, ma qui il problema è tutto mio. Sta di fatto, comunque, che una donna in gravidanza NON è come tutte le altre e qualche disagio PER FORZA lo avverte, prima o poi.

(#) Quello che disse fraffra

Venerdì 12 Ottobre 2007 alle 12:50

6

Mi unisco alla sorpresa della cassa priorità gestanti, mai nemmeno immaginata dalle mie parti (genova). E aggiungo: nelle difficoltà della gravidanza e di andare in giro con bambini piccoli (tipo su e giù da un treno con passeggino o simili) ho incontrato in genere solo la solidarietà di altre donne, quasi sempre altre mamme, le uniche in grado di immedesimarsi, come dicevi tu. la cosa buffa è che invece se sei incinta tutti si sentono in diritto di dirti che cosa devi e non devi fare, di commentare la forma della tua pancia o il colorito del tuo neonato ecc ecc. La maternità è un valore a parole, in strada così come tra i politici.

(#) Quello che disse tatalla

Venerdì 12 Ottobre 2007 alle 15:00

7

Concordo, Lallalalli: siamo state noi stesse a fregarci da sole, quando abbiamo cominciato a dire che potevamo fare tutto quello che facevano gli uomini, che quando eravamo incinte potevamo fare lo stesso qualsiasi cosa…non gli è sembrato vero, ai maschi, di darci ragione! Qua bisogna smetterla con questa stupidaggine del vedere le donne come uomini con le gonne, donne e uomini sono profondamente diversi, geneticamente diversi, prima che culturalmente, e mi sembra sia venuto il momento di tornare agli anni settanta, e al caro vecchio “elogio della differenza”!!

(#) Quello che disse Gaia Giordani

Venerdì 12 Ottobre 2007 alle 18:00

(#) Quello che disse Anna Buba

Venerdì 16 Maggio 2008 alle 12:53

9

Io ho trovato vecchiacci scontrosi seccati perchè col pancione avevo la priorità all’ambulatorio prelievi, scocciati perchè osavo salire sul pulmann col passeggino e non facevo “come ai suoi tempi” (della vecchiaccia di turno) e non tenevo la bimba in un braccio (che avrei dovuto svegliare e che pesava come una vitellina) e il passeggino chiuso nell’altro (che sono wonderwoman?) con coro di altri vecchiacci “fanno tutto quello che vogliono”, scene che costantemente continuo a vedere sui pulman verso le mamme che viaggiano coi passeggini. Per arrivare infine al vecchiaccio seduto al bar col giornale che vedendo mia figlia semplicemente muoversi invece che stare impalata come un soprammobile mi ha detto “tenga a bada suo figlio neh!” al che sono sbottata “guardi che non morde mica!”.
Scusate se ho parlato di “vecchiacci” (si spera non troppo male)visto che comunque prima o poi invecchiamo tutti, ma ne siamo letteralmente circondati! e hanno sempre una fretta maledetta! Al che gli si può chiedere “ma avete paura di crepare mentre state in coda?”

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