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	<title>Commenti a: Burqa, bufera politica che parte da Treviso</title>
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	<description>Girls on Politics</description>
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		<title>Di: seralf</title>
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		<dc:creator>seralf</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Oct 2007 18:57:27 +0000</pubDate>
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		<description>il provvedimento fa riflettere ed è un tentativo di ragionare su una cosa su cui si ragiona poco. Se davvero una donna non è letteralmente costretta ad indossare un burqa ma la costrizione arriva in forma più subdole (come è probabile), più legate ad un intero e sottile stato di cose, è oggettivamente improbabile pensare di risolvere la cosa con una legge. Nè puoi obbligare una intera frazione di una comunità ad adeguarsi, a meno che tu non abbia modo di trovare dentro di essa le tracce di un manifesto malcontento. E mi pare da qui si apra un circolo vizioso, quindi il problema va preso da un&#039;altra parte: ad esempio non conosco la realtà proposta da restodelmondo, nè credo sia definitivamente risolutiva, ma forse (chi lo sa, lo dico con un reale punto di domanda) può aprire a metamorfosi lente ma ben più significative di quelle di una legge.

Sul fatto che le donne debbano legiferare per le donne mi sembra un problema di lana caprina: è come dire che dovrebbe legiferare sui preti un prete, e mi pare ci sia stato ultimamente vasto consenso nel senso opposto :-) provocazioni a parte (cercavo di sdrammatizzare, non me ne vogliate) il punto è che qui sollevi un problema grosso, relativo a quanto funziona la rappresentatività ed il senso di responsabilità (sempre molto citato a sproposito) della nostra politica. Io sarei d&#039;accordo a quello che tu dici, perchè no... ma siamo sicuri che funzionerebbe? io ho paura che darebbe ancora maggiori alibi alla cultura dell&#039;incomprensione, e preferirei mille volte fare in modo che chicchessia che legifera fosse capace di fare sue le necessità delle donne.
Stessa cosa sulla faccenda burqa: non ho idea della soluzione, ma sono convinto che posa passare anche per tentativi del genere, a prescindere che li condivida nella pratica o meno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il provvedimento fa riflettere ed è un tentativo di ragionare su una cosa su cui si ragiona poco. Se davvero una donna non è letteralmente costretta ad indossare un burqa ma la costrizione arriva in forma più subdole (come è probabile), più legate ad un intero e sottile stato di cose, è oggettivamente improbabile pensare di risolvere la cosa con una legge. Nè puoi obbligare una intera frazione di una comunità ad adeguarsi, a meno che tu non abbia modo di trovare dentro di essa le tracce di un manifesto malcontento. E mi pare da qui si apra un circolo vizioso, quindi il problema va preso da un&#8217;altra parte: ad esempio non conosco la realtà proposta da restodelmondo, nè credo sia definitivamente risolutiva, ma forse (chi lo sa, lo dico con un reale punto di domanda) può aprire a metamorfosi lente ma ben più significative di quelle di una legge.</p>
<p>Sul fatto che le donne debbano legiferare per le donne mi sembra un problema di lana caprina: è come dire che dovrebbe legiferare sui preti un prete, e mi pare ci sia stato ultimamente vasto consenso nel senso opposto <img src='http://www.sorelleditalia.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  provocazioni a parte (cercavo di sdrammatizzare, non me ne vogliate) il punto è che qui sollevi un problema grosso, relativo a quanto funziona la rappresentatività ed il senso di responsabilità (sempre molto citato a sproposito) della nostra politica. Io sarei d&#8217;accordo a quello che tu dici, perchè no&#8230; ma siamo sicuri che funzionerebbe? io ho paura che darebbe ancora maggiori alibi alla cultura dell&#8217;incomprensione, e preferirei mille volte fare in modo che chicchessia che legifera fosse capace di fare sue le necessità delle donne.<br />
Stessa cosa sulla faccenda burqa: non ho idea della soluzione, ma sono convinto che posa passare anche per tentativi del genere, a prescindere che li condivida nella pratica o meno.</p>
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		<title>Di: vi</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/10/11/burqa-bufera-politica-che-parte-da-treviso/comment-page-1/#comment-2328</link>
		<dc:creator>vi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Oct 2007 16:17:13 +0000</pubDate>
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		<description>Una nota a margineche non aggiunge nulla alla discussione ma è la prima cosa che ho pensato: fermo restando che anche il dibattito francese sul &quot;velo islamico&quot; (e che poi ha portato alla legge sulla proibizione dei segni religiosi nelle scuole pubbliche) ha rivelato in tutto il suo spessore il profondo razzismo della società francese, guardate che differenza: lì si vieta in nome della laicità qui per &quot;motivi di ordine pubblico&quot; ....
(nel caso di Prodi&amp;Co andrebbe fatto un altro discorso)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una nota a margineche non aggiunge nulla alla discussione ma è la prima cosa che ho pensato: fermo restando che anche il dibattito francese sul &#8220;velo islamico&#8221; (e che poi ha portato alla legge sulla proibizione dei segni religiosi nelle scuole pubbliche) ha rivelato in tutto il suo spessore il profondo razzismo della società francese, guardate che differenza: lì si vieta in nome della laicità qui per &#8220;motivi di ordine pubblico&#8221; &#8230;.<br />
(nel caso di Prodi&amp;Co andrebbe fatto un altro discorso)</p>
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		<title>Di: Stregatta</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/10/11/burqa-bufera-politica-che-parte-da-treviso/comment-page-1/#comment-2320</link>
		<dc:creator>Stregatta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Oct 2007 08:02:47 +0000</pubDate>
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		<description>@Marcus: sono due violenze diverse che vanno affrontate nel modo giusto. Il modo giusto, almeno secondo la mia opinione, non è proibire qualcosa, ma istruire alla percezione del perchè sia sbagliata. Questa sarebbe una vera evoluzione, non il vietare qualcosa che poi verrebbe comunque fatto nell&#039;ombra. Una donna che venisse privata del burqa, sarebbe automaticamente libera? Non credo proprio. Il progresso culturale si conquista lavorando sulle mentalità, sulla cultura, sui diritti e non sui doveri e sugli obblighi imposti, perchè di questo si tratta e non di tutele.

@stefansia: corretto, grazie della segnalazione...;-)


@restodelmondo: forse ha ragione il mio compagno a volersi trasferire nella capitale londinese....;-P</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Marcus: sono due violenze diverse che vanno affrontate nel modo giusto. Il modo giusto, almeno secondo la mia opinione, non è proibire qualcosa, ma istruire alla percezione del perchè sia sbagliata. Questa sarebbe una vera evoluzione, non il vietare qualcosa che poi verrebbe comunque fatto nell&#8217;ombra. Una donna che venisse privata del burqa, sarebbe automaticamente libera? Non credo proprio. Il progresso culturale si conquista lavorando sulle mentalità, sulla cultura, sui diritti e non sui doveri e sugli obblighi imposti, perchè di questo si tratta e non di tutele.</p>
<p>@stefansia: corretto, grazie della segnalazione&#8230;;-)</p>
<p>@restodelmondo: forse ha ragione il mio compagno a volersi trasferire nella capitale londinese&#8230;.;-P</p>
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		<title>Di: restodelmondo</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/10/11/burqa-bufera-politica-che-parte-da-treviso/comment-page-1/#comment-2317</link>
		<dc:creator>restodelmondo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 19:40:34 +0000</pubDate>
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		<description>Credo si debbano anche considerare le conseguenze: proibendo a una donna che &quot;deve&quot; (perché vuole, perché fin da piccola o un marito le han fatto un lavaggio del cervello...) di portare il burqa la si chiude in casa, punto. Un burqa molto peggiore di quello di stoffa. Permettendole di uscire, di sentirsi un po&#039; più parte della comunità, le si aprono porte - e se non le si aprono a lei le si aprono già di più a sua figlia.

Le mutilazioni genitali, essendo irreversibili e toccando il corpo in senso stretto, sono un&#039;altra faccenda. Ma anche lì: se si vogliono combattere davvero si devono anche trovare alleati interni alle comunità in cui si praticano.

A margine, aneddoti di vita londinese.
1) Le famigliole musulmane al parco: mamma ha un velo nero che copre molto, una figlia un velo nero tutto pizzo acconciato in maniera estremamente sexy, un&#039;altra figlia un velo semplice ma colorato (e i jeans piuttosto attillati, come peraltro sua sorella), la bimba ha un fazzolettino con gli orsacchiotti rosa.
2) Davanti a tutte le stazioni di polizia, i cartelli che invitano a denunciare i mariti maneschi e i tentativi di mutilazione genitale. In inglese, francese, arabo e - altre lingue che non riconosco.
3) Tutte le &quot;household&quot; (famiglie, di fatto e non) con figli ricevono un assegno mensile. Sul conto della madre, il padre quei soldi non li può toccare.
4) Sabato 20 è l&#039;Eid el Fitr, la fine del Ramadan. Festa in Trafalgar Sq. promossa dal comune, con canti islamici tradizionali e duo di hip hop femminile. La settimana dopo, Diwali: festa delle luci indiana.

Ovviamente non è il Paradiso in terra. Ma funziona abbastanza bene, a quanto vedo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo si debbano anche considerare le conseguenze: proibendo a una donna che &#8220;deve&#8221; (perché vuole, perché fin da piccola o un marito le han fatto un lavaggio del cervello&#8230;) di portare il burqa la si chiude in casa, punto. Un burqa molto peggiore di quello di stoffa. Permettendole di uscire, di sentirsi un po&#8217; più parte della comunità, le si aprono porte &#8211; e se non le si aprono a lei le si aprono già di più a sua figlia.</p>
<p>Le mutilazioni genitali, essendo irreversibili e toccando il corpo in senso stretto, sono un&#8217;altra faccenda. Ma anche lì: se si vogliono combattere davvero si devono anche trovare alleati interni alle comunità in cui si praticano.</p>
<p>A margine, aneddoti di vita londinese.<br />
1) Le famigliole musulmane al parco: mamma ha un velo nero che copre molto, una figlia un velo nero tutto pizzo acconciato in maniera estremamente sexy, un&#8217;altra figlia un velo semplice ma colorato (e i jeans piuttosto attillati, come peraltro sua sorella), la bimba ha un fazzolettino con gli orsacchiotti rosa.<br />
2) Davanti a tutte le stazioni di polizia, i cartelli che invitano a denunciare i mariti maneschi e i tentativi di mutilazione genitale. In inglese, francese, arabo e &#8211; altre lingue che non riconosco.<br />
3) Tutte le &#8220;household&#8221; (famiglie, di fatto e non) con figli ricevono un assegno mensile. Sul conto della madre, il padre quei soldi non li può toccare.<br />
4) Sabato 20 è l&#8217;Eid el Fitr, la fine del Ramadan. Festa in Trafalgar Sq. promossa dal comune, con canti islamici tradizionali e duo di hip hop femminile. La settimana dopo, Diwali: festa delle luci indiana.</p>
<p>Ovviamente non è il Paradiso in terra. Ma funziona abbastanza bene, a quanto vedo.</p>
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		<title>Di: stefansia</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/10/11/burqa-bufera-politica-che-parte-da-treviso/comment-page-1/#comment-2316</link>
		<dc:creator>stefansia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 19:14:49 +0000</pubDate>
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		<description>due piccole precisazioni, qui non si scende al livello di repubblica ;-)
Nella frase:
&lt;i&gt;Secondo alcuni illegittimamente a causa della norma dell’articolo 5 della legge 152 del 1975 dell’allora sindaco leghista Giancarlo Gentilini, che vieta di fare uso in luogo pubblico, salvo giustificato motivo, di caschi o (...) e che implica l’arresto delle donne con il burqa. &lt;/i&gt;
1. Sembra che la legge sia stata promulgata dal sindaco 
2. Gentilini e&#039; stato sindaco dal 1994 al 1998 e poi da 1998 al 2003.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>due piccole precisazioni, qui non si scende al livello di repubblica <img src='http://www.sorelleditalia.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
Nella frase:<br />
<i>Secondo alcuni illegittimamente a causa della norma dell’articolo 5 della legge 152 del 1975 dell’allora sindaco leghista Giancarlo Gentilini, che vieta di fare uso in luogo pubblico, salvo giustificato motivo, di caschi o (&#8230;) e che implica l’arresto delle donne con il burqa. </i><br />
1. Sembra che la legge sia stata promulgata dal sindaco<br />
2. Gentilini e&#8217; stato sindaco dal 1994 al 1998 e poi da 1998 al 2003.</p>
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		<title>Di: Marcus</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/10/11/burqa-bufera-politica-che-parte-da-treviso/comment-page-1/#comment-2314</link>
		<dc:creator>Marcus</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 16:49:42 +0000</pubDate>
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		<description>Non lo so. 
Di primo acchito sarei d&#039;accordo con te, ma mi chiedo: e l&#039;infibulazione ad esempio? Anche in questo caso una donna dovrebbe aver diritto a mantenere la sua identità culturale e religiosa?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non lo so.<br />
Di primo acchito sarei d&#8217;accordo con te, ma mi chiedo: e l&#8217;infibulazione ad esempio? Anche in questo caso una donna dovrebbe aver diritto a mantenere la sua identità culturale e religiosa?</p>
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