State a casa!
Anno 2007.
Nell’ultima settimana, due rappresentanti del genere maschile hanno dato il loro contributo al capitolo “state a casa”, rivolto al genere femminile.
Il primo è stato un sorvegliante del museo del Prado, a Madrid, che ha allontanato Cindy Piccard, colpevole di allattare il suo bambino mentre guardava un quadro, il secondo è stato Vincenzo Mirone, presidente della società italiana di urologia, che spiega in un’intervista perché gli uomini non gradirebbero una donna specializzata in urologia.
La presenza femminile dentro le case: a pulire, cucinare, crescere i figli e accudire gli anziani non ha mai creato preoccupazione né imbarazzo agli uomini e mi risulta che negli ospedali schiere di uomini non battano ciglio se una donna cambia le lenzuola o medica una ferita.
Anni 1841- 1895.
Berthe Morisot: pittrice vissuta in quel periodo, dipinse per tutta la vita interni e scene domestiche in quanto era disdicevole per una donna dipingere in luoghi pubblici. (Era già più che disdicevole dipingere).
Quando
Cindy Piccard ha organizzato un sit-in di madri, una ventina tutte insieme ad allattare i rispettivi pargoli al museo. Deve essersi arrabbiata un bel po’, deve aver pensato “col cavolo che sto a casa” e ha dato un segnale forte che non è passato inosservato.
Dobbiamo ricordarcene e parlare, scrivere, organizzarci insieme perché in tante si fa più rumore. Se non vogliamo che sul nostro certificato di morte venga scritta la professione che decidono per noi i troppi uomini che sono in vergognosa maggioranza nei luoghi di potere.
Ai tempi della Morisot, il pittore Auguste Renoir diceva che le donne avvocato, le scrittrici, e quelle che si occupavano di politica, erano dei mostri o delle gran seccatrici, e che le donne artiste erano semplicemente ridicole, ma considerava con favore le ballerine per la loro capacità di distrarlo dai troppi pensieri. (Oggi le ballerine lo seccherebbero comunque- la danza richiede impegno e costanza-, sarebbe favorevole alle veline).
Pochi uomini- attualmente- oserebbero dire ad alta voce le stesse cose che diceva Renoir, ma molti ancora le pensano e si comportano di conseguenza.
Pensano: state a casa, specie quando siete madri, allattate al chiuso, (che non vi venga in mente di prendere un treno, andare in un bar, o in un museo). E se proprio volete lavorare, (perché in fondo smettere di mantenervi tutto il giorno a casa a fare niente non è una brutta idea), non siate ambiziose, perché le donne ambiziose sono tanto aggressive.
il sorvegliante del museo ha allontanato cindy perche’ in un museo aveva il seno scoperto, non perche’ deve stare a casa a fare la calza. portare avanti la tesi di un fantomatico complotto, o di una volonta’ a tenere la donna ai margini della societa’ e’ utile come contare le gocce d’acqua nel mare. non stanno mettendo in croce in piazza le donne, non le stanno incatenando ad un muro per finirle a sassate ne’ stanno praticando infibulazione: hanno allontanato una donna che, all’interno di un museo, aveva il seno in bella mostra. il concetto portato avanti dai piu’: la maja desnuda puo’ avere il seno scoperto ED IO NO??? e’ un concetto idiota che non ha senso.
mi viene da ridere, perche’ l’autrice di questo post e’ la prima ad avere dei seri problemi con la parita’ dei sessi: non c’e’ nulla anomalo in una donna specializzata in urologia: benissimo, nulla in contrario. per avere piu’ credibilita’, pero’, bisognerebbe essere disposte a farsi perquisire da poliziotti maschi, senza gridare all’orco che ha molestato, se questi palpa le parti intime per i motivi che ritiene piu’ opportuni. il non riuscire a mettersi nei panni degli altri, il non riuscire a farlo fino in fondo, bensi’ solo superficialmente, e’ una cosa che sto notando troppo spesso, ultimamente, in questi lidi. che mestizia.
Pensa tu! Finisco di risponderti al post del 24 settembre - Lui è mia madre- e ti ritrovo di qua con lo stesso tono.
Ti riscrivo l’ultima riga:al proposito potresti rileggerti- con calma- i tuoi commenti?
Complimenti comunque per la velocità con la quale acquisisci certezze su come sono le persone e loro eventuali problemi ( Giulia e la sottoscritta in questo caso). Di solito io impiego un sacco di tempo in più!
fa parte del mio lavoro, ognuno ha le sue doti. finita una pratica torno di la’. tra te e giulia, comunque, c’e’ un abisso; la mestizia non nasce dalla stessa causa.
Gli articoli che hanno parlato di Cindy Piccard non hanno scritto di “un seno in bella mostra” ma di una donna che mentre guardava un quadro allattava suo figlio. Immagino anch’io che il sorvegliante non avesse deciso che Cindy dovesse direttamente tornare a casa a fare la calza, ma credo che il suo gesto sia uno di quelli significativi a sottolineare che le donne- madri o non- è meglio non si discostano molto dall’immaginario maschile sul mondo femminile. Inoltre se, secondo te, noi donne dobbiamo protestare soltanto quando si tratta di sassate, infibulazione o ci crocifiggono, temo siamo su posizioni davvero distanti. Vorrei ricordarti però l’aumento della violenza nei confronti delle donne (leggi pure omicidi, a sassate o coltellate) e che quel che accade sull’infibulazione dentro i muri delle case sta venendo fuori poco per volta ( anche in Italia, sì, anche in Italia, ).
I segnali di regressione sulla condizione femminile sono forti e significativi. Valutarli goccia a goccia è certo faticoso ma non inutile.
Mi stupisce sempre molto scoprire quanto una donna che allatta in pubblico generi imbarazzo, fastidio, addirittura scalpore. Un seno nudo che nutre un figlio non ha nulla di impudico, di sensuale, di vergognoso. Forse un gesto di questo tipo va a toccare qualche particolare tasto in chi osserva e allora il problema non è nel seno nudo in sè….
Parlare con un tono così irriverente di infibulazione, lapidazioni e altre violenze ai danni delle donne mi pare quantomeno indelicato considerando il fatto che si tratta di pratiche quotidianamente inferte alle donne. Cos’è? Dobbiamo forse essere riconoscenti ai nostri uomini perchè a noi vengono risparmiate? Ogni giorno assistiamo a violenze, abusi, ingiustizie più o meno gravi che hanno come vittime le donne e come protagonisti gli uomini. Negarlo significa adottare un atteggiamento miope. Magari si trattasse solo di essere visionari e preoccupati di complotti!
Mi pare che la parola “superficiale” sia molto abusata in molte risposte che ho letto però devo usarla anch’io a proposito di un paragone davvero poco calzante che è stato fatto tra donne medici di pazienti uomini e donne perquisite con insistenza da uomini poliziotto. La differenza sta nell’ abuso del ruolo e del potere che si rivestono. Un medico è un medico a prescindere dal suo sesso, un poliziotto che palpeggia le parti intime di una donna allo scopo di perquisirla è un uomo che cerca di esercitare su di lei potere, violenza e controllo. Infine anche io sono pervasa da un senso di mestizia… pensavo che certe opinioni maschiliste e retrograde appartenessero solo all’univarso maschile.
Da donna, da madre, vi confesserò che le donne che allattano i figli in pubblico mi mettono in imbarazzo. Sarà che quando ho provato ad allattare io mio figlio ho capito subito che non faceva per me, mi sentivo una mucca col vitellino, una specie di regressione all’età della pietra, io con gli istinti non ci vado troppo d’accordo, a volte. So che è un mio limite, e anche se proprio non mi riesce di invidiare le neomamme estasiate dall’esperienza “fusionale” del nutrire il figlio col proprio corpo, non mi sono comunque mai azzardata a criticare donne che lo facessero in pubblico. Io non volevo proprio ad allattare, e non so se in caso contrario l’avrei fatto senza problemi davanti a tutti, ma giusto o non giusto è sempre una scena che mi imbarazza, mi fa sentire a disagio, come se quel seno che anche al mare ci premuriamo di nascondere (almeno la maggioranza di noi) diventasse improvvisamente, per diritto naturale, non più un oggetto di seduzione ma uno strumento. Per la donna che lo sta “usando” certamente, ma per le altre e gli altri resta un seno, e ostentarne la nudità dietro alla bandiera del “sto nutrendo mio figlio” continuerà comunque a darmi fastidio, sempre.
Il seno che allatta non è più uno strumento di seduzione, non può esserlo, poichè diventa- almeno per un pò di tempo- il veicolo di nutrimento, di amore, di affetto verso un figlio, non verso un uomo. Le donne che hanno allattato questo lo sanno bene. Tutti gli altri certamente possono rimanerne turbati ed infastiditi per i motivi più vari, ma basta voltare il capo da un’ altra parte, non c’è bisogno di cacciare nessuno da nessuna parte. Quello che proprio non capisco è quel volere insistere sul concetto di ostentazione. Se mi trovo in un museo e se per caso mio figlio ha fame e si mette ad urlare cosa posso fare se non allattarlo? Certo porei nascondermi in bagno, decidere di farlo strillare come un pazzo oppure al museo non andarci per niente….
a marilde: “Gli articoli che hanno parlato di Cindy Piccard non hanno scritto di “un seno in bella mostra” ma di una donna che mentre guardava un quadro allattava suo figlio.”
perdonami, ma qui stai giocando sui lemmi. fai come ti pare (ci mancherebbe altro), pero’, ne va della tua credibilita’. credibilita’ (ah, aggiungile tu le virgolette) che non puo’ non scendere se non riesci ad essere super partes ed osservatrice attenta. rigiri a tuo piacimento le frasi e le estrapoli dal contesto, l’hai fatto con la notizia di cindy, l’hai fatto con me. non ho scritto da nessuna parte che si ha diritto di lamentarsi solo se si viene lapidati in piazza, bensi’ ho fatto presente che organizzare una protesta in cui DECINE di donne vanno al museo CON IL SENO SCOPERTO dicendo “se la maja desnuda puo’ avere il seno scoperto, lo posso avere anche io!!!” e’ qualcosa che offende la mia intelligenza. se dev’esser questa la risposta ad un sorvegliante che non ha fatto altro cio’ che era giusto fare, allora preferisco che nessuna donna rappresenti mai nessuno. vedi, quella donna stava allattando un bambino, molto probabilmente il sorvegliante, tenendo conto del fatto che era una mamma che stava allattando il figlio, avra’ tentato con il massimo rispetto di scortare la donna in un punto dove non c’era gente attorno perche’ (al di la’ di qualsiasi punto di vista sull’argomento) allattare un bambino non e’ bere un bicchier d’acqua, e’ un fatto riservato, privato. ora, questa cindy ha strumentalizzato la cosa parlando di mashilismo, sessismo e via cantando, organizzando quel tipo di protesta (”se sui quadri le donne possono avere il seno scoperto, allora lo posso avere anche ioo!!!”). tu ti senti di dire che il sorvegliante l’ha allontanata perche’ e’ il solito maschio con la solita, stantia immagine della donna, io penso che cindy abbia cavalcato l’onda e organizzato una protesta che si commenta da sola. sei liberissima di stare dalla parte di cindy, per la carita’. il fatto e’ che da parte tua ho notato tutto tranne che “valutare goccia a goccia” la questione: sei partita in quarta e ti sei schierata dalla parte di una persona che, per un fatto del genere, ha deciso di tornare in quel museo con decine di donne a seno scoperto. ne prendo atto.
se vuoi la mia, ti dico cosa ne penso: non trovo assolutamente nulla di male in un’altra donna che allatta il proprio bambino all’aperto: se mi capita d’osservare un qualcosa del genere io provo tenerezza, non altro. so, altresi’, che e’ non e’ permesso avere il seno scoperto in museo. penso che forse (forse) latita il buon senso se si allatta il proprio figlio in giro per un museo, piuttosto che altrove. penso che forse (forse) cindy non aspettava altro, se ha organizzato cio’ che ha organizzato.
A vanessa proia: Tu dici che io gioco sui lemmi, io penso di dare un significato preciso alle parole. Guardare un quadro mentre si allatta un figlio è per me diverso che dire come hai detto tu nel primo messaggio “ aveva un seno in bella mostra”. Nel primo caso il significato principale è quello di allattare in contemporanea all’osservazione del quadro, nel secondo caso il significato principale è mostrare, far vedere, mettere in mostra il seno. E andiamo avanti di questo passo su tutto il resto, quindi non solo abbiamo posizioni distanti, ma anche un modo diverso di usare le parole e la lingua italiana.
L’allattamento in pubblico suscita reazioni diverse sia in chi allatta che in chi osserva. E vanno dalla tenerezza, all’indifferenza, al fastidio ecc…I commenti di Tatalla e Alida descrivono queste differenze. Tuttavia, rimane a discrezione delle donne decidere in merito, perché anche se tu scrivi che non è permesso avere il seno scoperto in un museo ( e su questo siamo tutti d’accordo, ma chi è che gioca con i lemmi?) è però permesso allattare.
E mi pare che di allattamento stiamo parlando e non di mostrare il seno.
ad onor del vero, nel primo caso il significato e’ spostare l’attenzione sull’allattare per creare questo: “una madre CACCIATA da un museo perche’ ALLATTA!!!”. 1.estrapoli (punti l’attenzione sulla madre che allatta, non sul seno scoperto), 2.giudichi (il sorvegliante E’ COLPEVOLE d’avere “la solita immagine della donna”), 3.strumentalizzi (parallelismo con Berthe Morisot). saresti stata piu’ credibile se nel post avessi scritto che cindy (come chiunque altro) NON puo’ avere il seno scoperto in un museo, che il sorvegliante ha fatto semplicemente il suo lavoro e che tornare nel museo con DECINE di altre donne a seno scoperto e’ controproducente. “E mi pare che di allattamento stiamo parlando e non di mostrare il seno.”, affatto. tu parli d’allattamento perche’ ti torna utile. una donna e’ stata allontanata perche’ aveva il seno scoperto mentre girava per il museo allattando. io, tu, chiunque (chiunque) puo’ allattare mediante biberon dovunque vuole. tu, questo, lo sai benissimo, pero’ fai finta di niente, non lo scrivi, strumentalizzi la questione a tuo piacimento (parallelismo), giochi sui lemmi (allattare/mostrare il seno), e giudichi (il sorvegliante e’ colpevole).
il miglior modo per conquistare/riconquistare qualcosa e’ avere integrita’, essere serie ed oneste. analizzare e porre sul banco degli ‘imputati’ noi stessi, non qualcun altro. non ha senso trovare un ‘nemico’ laddove non c’e', si inizia un gioco che e’ controproducente (estrapolare/giudicare/strumentalizzare). liberissima di non tenerne conto e continuare a pensare che il sorvegliante sia un maschilista e che siano stati calpestati i diritti di cindy, ci mancherebbe altro.
Il modo migliore per conquistare qualcosa è possedere una visione il più possibile ampia dei fatti che accadono e non fermarsi alla superficie delle cose. Nella fattispecie credo sarebbe opportuno andare oltre il semplice rilevare diritti e doveri del sorvegliante e della donna che allatta e provare a chiedersi il perchè un fatto del genere sia accaduto. Il vero perchè. Credo che Marilde si sia posta questa domanda e abbia provato a darsi una risposta ( tra l’altro molto credibile). Tutto ciò non ha niente a che vedere con tentativi di strumentalizzare o giudicare.
Certamente si può anche decidere nella vita di non chiedersi mai nulla e di arrabbiarsi con le risposte intelligenti di chi le domande invece se le pone.
Vanessa proia: certo che punto l’attenzione sull’allattamento, perché se Cindy avesse preteso di girare per il museo con il bambino che dormiva tranquillo nel passeggino mentre lei guardava i quadri a seno scoperto, avrei scritto un altro post, e avrei dato ragione al sorvegliante che la invitava ad uscire. Ma lei stava allattando. Inoltre non scrivo che chiunque può dare il biberon ovunque non perché strumentalizzo, ma perché il biberon non è il punto su cui stiamo discutendo. Nel dubbio comunque lo scrivo: chiunque può dare il biberon ovunque e aggiungo : l’allattamento pubblico è vietato in Arabia Saudita, è invece possibile per le donne esercitare il diritto, se e quando lo desiderano, in Giordania, in Israele, Olanda, Germania, Stati Uniti. In Gran Bretagna era proibito fino al 2005, poi un movimento di opinione ha costretto il Parlamento a cambiare la norma. In Italia non esiste una legge specifica, ma la poppata in pubblico non è “ atto contrario alla pubblica decenza”, e in Spagna non c’è una legge che lo impedisca. Dunque Cindy ha esercitato un suo diritto.
per alida: “Il modo migliore per conquistare qualcosa è possedere una visione il più possibile ampia dei fatti” tacciando il sorvegliante d’esser colpevole d’avere la “solita immagine della donna” ? sull’avere la visione “il piu’ possibile ampia” son d’accordo anche io: ho usato il termine ’super partes’, ma il senso e’ il medesimo. suona strano notare quest’appunto a me e non a chi ha esposto un parere che e’ tutto tranne che una “visione ampia dei fatti”.
“Nella fattispecie credo sarebbe opportuno andare oltre il semplice rilevare diritti e doveri del sorvegliante [...] e provare a chiedersi il perchè un fatto del genere sia accaduto.”,
andare oltre, ovvero: il sorvegliante e’ colpevole e la risposta al perche’ sia accaduta questa cosa, dunque, e’ questa: il sorvegliante ha allontanato cindy perche’ e’ un maschilista con la “solita immagine della donna”, non le ha chiesto gentilmente di andare in un punto dove potesse allattare con riservatezza perche’ girare per il museo allattando in quel preciso momento poteva essere poco discreto, non ha agito con buon senso, ha agito spinto dalla sua “solita immagine della donna”. andando “oltre” e chiedendoci per quale motivo accadono certe cose, arriviamo alla considerazione: “il sorvegliante ha la solita immagine della donna e pensa che le donne debbano custodire la casa”. ne prendo atto.
pensavo…
che figata puppare latte tiepido attaccata al corpo di mamma, che come me, si prende qualche piacere…
Il vostro isterismo e la vostra follia intrinseca sono più che sufficienti ad affrontare una risposta consona al tema. Mi sembra che qui cerchiate non tanto la “parità” bensì cerchiate il superamento. E basta con questa rottura di cazzo che cercate di propinare in relazione al fatto che siate più brave di noi. E’ una minchiata. Siete stupide e alla fine non riuscite a reggere il ritmo nervoso delle varie situazioni che vi interessano( basta guardate come ammazzate i figli……) In secondo luogo nei settori nei quali siete già entrate in massa avete portato lo sfascio ( pubblica amministrazione, scuola) E poi è logico che prendiate voti alti, basti pensare alla merce di scambio che avete in mezzo alle gambe…. E’ logico che dobbiate essere bloccate, perchè siete odiose, monotematiche……. e certi mestieri devono essere di esclusiva pertinenza maschile… care femmine.E’ vero restate a casa a covare le uova..
Intanto, un commento “tennico”: niente seni in bella mostra quando si allatta. Se l’areola si vede, il bebé è attaccato male.
Non tutti i bimbi poppano a orari fissi (specie quelli che sono allattati al seno). Cosa facciamo? Diciamo alle mamme che per sei mesi devono stare tappate in casa? Le facciamo allattare in bagno? Sotto una coperta? Voi mangereste in bagno, o sotto una coperta?
Io i miei figli li ho allattati in pubblico, senza nessuna vergogna. All’aperto e al chiuso, d’estate e d’inverno. Anche due per volta. Anche al lavoro con venti colleghi presenti quando non ho trovato un’alternativa migliore (migliore per i bimbi, intendo).
Non c’è niente di cui vergognarsi, niente da nascondere. Dove una donna ha diritto di essere, ha diritto anche di allattare. O a cosa credete che serva, il seno? A chi resta turbato consiglio uno psicoterapeuta, ne ha bisogno.
PS Io ho finito di allattare, e di seno non ne è rimasto molto.
Dario:La risposta che hai dato è consona al tuo cervello e non al tema, e lo sfascio vero è che hai avuto il coraggio di scriverla. Se hai ancora un neurone galleggiante in quel mare di nulla che sei, smettila di covarlo e di usarlo a offendere noi donne e tutti gli uomini che si sentono offesi dalla tua appartenenza al genere maschile.
TU INVECE ISTIRILDE DOVRESTI PENSARE A TUTTI GLI INDIVIDUI CHE SI OFFENDONO PER LA TUA APPARTENENZA AL GENERE UMANO…..
E POI SEI TE CHE OFFENDI ME……… SEMPRE CHE SAPPIA COMPRENDERE IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE CHE SCRIVI….
SICURI CHE QUANDO SCRIVI NON TI SERVI DI UN PROGRAMMA AUTOMATICO….? VISTO CHE NELLE TUE PAROLE C’E’ IL VUOTO PIU’ ASSOLUTO E DEL RESTO CON QUELLA TESTA LOBOTOMIZZATA CHE TI RITROVI NON C’ERA DA ASPETTARSI ALTRO…..
E POI TRANQUILLA I MIEI NEURONI CHE IN ABBONDANZA CARATTERIZZANO L’ATTIVITA’ DEL MIO CERVELLO VENGONO SFRUTTATI AL MEGLIO…..
TE INVECE FORSE PER ANDARE AVANTI VISTA LA TUA NULLITA’ E LA TUA INCOSISTENZA PIU’ ASSOLUTA FORSE TI SERVI DI ALTRO……. QUALCOSA DI PIU’ ANATOMICO E MENO NEUROLOGICO…..
TACI FEMMINA VAI A COVARE LE UOVA….. RENDITI UTILE PER LE RISORSE CHE SPRECHI E SOTTRAI ALL’UMANITA’…
Signore, vi prego, non diamo da mangiare al troll.
Lasciamo che la nostra serena indifferenza lo spinga a portare i suoi bollori altrove.
Marilde, cara, sta tranquilla. Capisco quanto quel tipo (come definirlo?) possa averti agitato, ma non ne vale la pena, credimi. Di gente così è pieno il mondo, e tutte noi abbiamo dovuto subire la loro stupidità, una volta o l’altra. Dice bene Giulia: serena indifferenza. Non c’è cosa che dia loro maggiore fastidio della noncuranza. Non sono persone con cui si possa ragionare, argomentare, discutere, come facciamo sempre noi mantenendo il reciproco rispetto. Con gente di quella risma è solo fiato sprecato. E il tuo fiato lo devi risparmiare, per continuare a dare a noi il tuo pensiero e la tua preziosa opinione. Ricordi come diceva Dante? “Non ti curar di lor, ma guarda e passa” (e compatiscilo, aggiungo io…). Ti abbraccio.
Giulia e Tatalla: grazie, concordo con voi sull’indifferenza, che in queste situazioni è la soluzione migliore. La cosa che devo ancora apprendere è quella di capire al volo quando vale la pena di dare una risposta o quando è meglio evitare anche quella. Imparerò!
Sono un urologo andrologo (maschio). Per curiosità ho letto le dichiarazioni del professor Mirone che conosco e reputo persona intelligente ma certamente grandissimo interprete del politically correct e grande gestore della propria immagine. Dopo i dati sulla percentuale di specialiste donne in urologia egli ha rettificato che il suo pensiero è per una grande apertura al mondo urologico femminile ecc. ecc.ecc..
La mia personale esperienza è che gli uomini non hanno tutta questa soggezione della specialista donna in urologia o andrologia.
Più di 10 anni fà rimasi stupito vedendo in azione (al lavoro) una collega androloga, che supponevo incontrasse grosse difficoltà di…genere. Nulla di più sbagliato! Con la collega siamo poi diventati molto amici e ho riflettuto in seguito che il confronto del paziente uomo con una professionista donna che si occupa dell’apparato genito-urinario non è difficile, anzi: in certi casi può essere più facile raccontare ad una donna le proprie disfunzioni sessuali che non ad un uomo, con il quale possono scattare dei meccanismi inconsci di confronto umilianti per il paziente stesso.
Grazie, Enrico, è confortante avere un parere da parte di un uomo, che esprime in modo pacato le sue opinioni, e la sua testimonianza su altri uomini che badano alla professionalità di chi li cura e non al genere di appartenenza.










2008