Sorelle d’Italia

Non sia mai

Mia nonna era friulana, e molto saggia, come quasi tutte le nonne. Spesso si comportava in maniera apparentemente bizzarra, per esempio quando fuori splendeva il sole e lei si portava appresso l’ombrello, alle nostre domande un po’ irridenti rispondeva: "Non sia mai piove…", e non c’era verso di farle cambiare idea, appellandosi alle previsioni del tempo che davano sole per tutta la settimana, al cielo azzurrissimo sopra di noi…niente. Lei era contenta così, e quando si tornava a casa lei diceva, immancabilmente: "Avete visto? Non è piovuto perchè io ho portato l’ombrello. Se non l’avessi portato sai che diluvio!".

Ho ripensato a mia nonna, e alle sue fissazioni innocenti, quando ho letto sui giornali di ieri la notizia che una donna di 33 anni, americana, sanissima, si è fatta asportare il seno perchè venuta a conoscenza, tramite un sofisticato test genetico, della probabilità, maggiore per lei che per la maggioranza delle altre donne, di ammalarsi un giorno di cancro. Sette ore e mezzo di intervento per asportare il suo seno, (ripeto: sanissimo) e farselo ricostruire con delle protesi. Una volta uscita dalla sala operatoria le sue probabilità di essere colpita dal cancro al seno erano ridiventate le stesse della maggioranza delle donne, cioè il 10 per cento. Prima dell’intervento i medici avevano stimato che il suo rischio fosse del 50 per cento.

Ora, che probabilità c’è che chiunque di noi, uscendo oggi dal lavoro e tornando a casa in macchina resti vittima di un incidente? O che camminando per la strada mettiamo il piede sulla famosa buccia di banana e cadendo ci rompiamo l’osso del collo? O che il nostro compagno ci lasci, il capufficio ci licenzi e il padrone di casa ci sfratti e noi ci tiriamo un colpo in testa? Piuttosto alte, dopotutto, ammettiamolo. Alte perchè la vita è imprevedibile, è piena zeppa di sorprese, belle e brutte, la vita di ognuno è permeata da un quid di imponderabilità sul quale nessuno può influire, e tentare di farlo è, secondo me, una perdita di tempo, nella migliore delle ipotesi, o una specie di peccato di hubris, secondo la mitologia. Sono convinta che Deborah, la donna che somiglia tanto a mia nonna, viva oggi la sua imprevidibile vita con maggiore tranquillità, sentendosi al riparo dal pericolo di perderla per un cancro al seno, ma per il resto, come farà? Si farà togliere anche utero e ovaie, non sia mai dovessero ammalarsi; si chiuderà in casa per il resto dei suoi giorni, non sia mai dovesse scivolare sulla già citata buccia di banana; non amerà mai nessuno, non sia mai dovesse venire abbandonata?

L’aumento esponenziale, nella nostra società, dei check-up medici, delle serie infinite di analisi preventive, dell’uso dei farmaci ci parlano oggi di un timore diffuso tra la gente di ammalarsi, di soffrire, di morire. Timore giustificato, certo, in un mondo come il nostro pieno di veleni ovunque, dal cibo all’aria che respiriamo, ma che testimonia anche un’ inquietante paura di vivere. Un detto apparentemente banale recita: "non basta respirare per essere vivi". Vivere vuol dire correre dei rischi ma guardare avanti, pensare alle cose belle che possono accadere, sentirsi sereni il più possibile nei limiti di quanto le circostanze lo consentono, e se qualcosa di brutto ci accadrà, proprio la nostra serenità ci renderà forti per affrontarla. Non voglio dire, con questo, che non ci si debba preoccupare della prevenzione, o che si debba vivere a cento all’ora costantemente in maniera sventata, ma passare la vita a premunirsi, nella convinzione di riuscire così a tenere sotto controllo il futuro, non è soltanto un’illusione, ma è il modo migliore per lasciar passare, senza viverli, attimi di preziosa felicità. Ed è la felicità l’unico vero spauracchio del dolore.

 

 

18 Settembre 2007
09:39, Martedì
tatalla
Filed under : Salute, Società
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Blog reactions Commenti :
 
11 commenti

(#) Quello che disse sariti

Martedì 18 Settembre 2007 alle 12:13

1

proprio ieri discutevo con i miei colleghi di lavoro di questa scelta e le mie conclusioni erano identiche alle tue

(#) Quello che disse marilde

Martedì 18 Settembre 2007 alle 18:48

2

Non sia mai che arrivi il giorno in cui dovremo morire. Piuttosto che metterlo in conto, pensarci, farci su due riflessioni, molto meglio esasperare prevenzioni e tagliuzzarci per ogni dove. Ho un interrogativo da un po’ di tempo, da quando va per la maggiore rifarsi gli zigomi (lo so- è un interrogativo stupido, ma portate pazienza). Chissà se chi si rifà gli zigomi può ancora dormire con la faccia appoggiata sul cuscino o passa il resto della vita a dormire con la nuca ben ferma tipo baccalà?

(#) Quello che disse prosaica

Martedì 18 Settembre 2007 alle 19:02

3

Le donne col gene difettoso si beccano molti più tumori, ma MOLTI MOLTI di più; li prendono più giovani, e sono di un tipo più aggressivo, che non si sa trattare bene.
Al suo posto avrei passato un bel po’ di tempo a studiare le statistiche, ma poi un intervento l’avrei fatto: sarebbe stata solo questione di scegliere quale e quando farlo esattamente.
Tutti dobbiamo morire, ma io vorrei arrivare almeno a vedere i miei figli adulti.

(#) Quello che disse FrAnCy

Mercoledì 19 Settembre 2007 alle 23:13

4

io posso solo dire ke in quanto nipote mi piacerebbe ricevere una lettera cosi da una zia.. non lasciarla sul pc.. stampala e dagliela.. bimbo o bimba ke sia, da grande potrebbe provare un piacere immenso nel leggerla.

(#) Quello che disse FrAnCy

Mercoledì 19 Settembre 2007 alle 23:13

5

ops.. ho sbagliato.. il commento di prima andava nel post IN ARRIVO … scusami :(

(#) Quello che disse restodelmondo

Giovedì 20 Settembre 2007 alle 11:18

6

Concordo con Prosaica: da quanto ho capito la donna non solo era pressoché certa di avere un (relativamente curabile) tumore al seno, ma aveva un’alta probabilità di sviluppare un tumore alle ovaie quasi sempre mortale.

Pensatela come una malattia, e la mastectomia come un intervento per evitarne i danni peggiori.

(#) Quello che disse Tatalla

Giovedì 20 Settembre 2007 alle 13:31

7

Restodelmondo: perdonami se insisto, ma la donna non aveva alcun tumore, da nessuna parte. Solo una probabilità più alta delle altre donne di svilupparlo in seguito. E togliere il seno per prevenire il tumore alle ovaie è un assurdo, da quel che mi risulta…Comunque voglio precisare che approvo la scelta di Deborah, se le consente di vivere più serena, ma quel che volevo sottolineare è il preoccupante aumento dell’ansia relativa alle possibili malattie che possono colpirci, ansia che spesso ci toglie la gioia di vivere.

(#) Quello che disse Piero Andretti

Sabato 22 Settembre 2007 alle 09:37

8

La paura fa 90 ma in questo caso ha fatto 1200 :-)
E’ come se uno andasse a farsi amputare la gamba perché così, a prima vista, gli sembra di avere un’unghia incarnita.
L’ipocondria non si cura dal chirurgo, si cura dallo psicologo.

(#) Quello che disse restodelmondo

Sabato 22 Settembre 2007 alle 11:53

9

Tatalla: Lo so che non aveva alcun tumore, ma aveva un’altissima probabilità (quasi 90%) di svilupparlo - e la correlazione tra i due tumori, con quel marker genetico, parrebbe provata. (Non sono un medico, ho solo letto l’articolo del NYT: quindi non conosco i dettagli. Se volete posso chiedere a un’amica che penso lavori in quel campo.)

Piero: Non è ipocondria, sono dati scientifici - raccolti su un campione e un tempo statisticamente significativo, che individuano un marker genetico preciso e “unico”. Ed è cancro, non un’unghia incarnita: tendenzialmente mortale (e non una morte carina), e anche quando sopravvivi le cure sono abbastanza toste da lasciarti almeno un disturbo da stress post-traumatico (quello dei reduci di guerra: appena avuto la conferma da un oncologo di questo ameno fatto).

E comunque: il corpo è suo, lo gestisce lei. Sempre. ;-)

(#) Quello che disse prosaica

Sabato 22 Settembre 2007 alle 20:18

10

Tatalla: dire una probabilità più alta, senza dire quanto più alta, non significa niente. In questo caso la probabilità è molto, molto alta.
Togliere il seno non aiuta contro il tumore alle ovaie; è solo che togliere le ovaie ha conseguenze negative sulla salute, mentre togliere il seno no, oltre che affrontare una menopausa improvvisa e anticipata non è un bicchier d’acqua. Quindi le donne col gene difettoso devono bilanciare le scelte, e informarsi bene su costi/benefici.

Rdm: Sante parole. Specie l’ultima frase.

(#) Quello che disse tatalla

Domenica 23 Settembre 2007 alle 22:39

11

Care Prosaica e Restodelmondo: sul fatto che il corpo è suo e lo gestisce lei, niente da dire. Sul resto…mi sa che non saremo mai della stessa opinione. Ma sai che noia se tutte la pensassimo allo stesso modo?
Un abbraccio, e al prossimo confronto!

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