Né leggi, né cultura
Funziona con la presunzione d’innocenza, immagino: e pertanto, finché l’ultimo grado dell’iter processuale non avrà condannato Davide Schiavone, 21 anni, per aver picchiato e ferito la fidanzata quindicenne (per giunta incinta), è giusto che continuiamo a considerarlo una persona a posto. Come lo era l’assassino di Maria Antonia Multari, a piede libero nonostante fosse il principale indiziato per l’omicidio di un’altra ex fidanzata. I magistrati non potevano fare molto di più, è vero: applicare la legge è tutto quello che un magistrato può fare. E’ la legge ad essere inefficiente, non la giustizia.
In Italia, lo stupro è diventato reato contro la persona solo nel 1996. Prima di allora, era reato contro la morale e non era soggetto a una disciplina specifica. Fino al 1981, un omicida poteva usufruire dell’attenuante dell’ "onore". Mancano del tutto leggi specifiche sulla violenza domestica e sulle molestie, il cosiddetto "stalking": l’82% delle perseguitate sono donne. Chi picchia, chi stupra, chi uccide oggi è figlio di questa mentalità antica, in cui la donna non è veramente persona, ma preda, oggetto, possesso.
Per sovvertire questa cultura sono necessari provvedimenti forti. Una rappresentanza femminile adeguata in Parlamento è assolutamente necessaria, se non altro per spezzare il clima di solidarietà omertosa che si crea fra i politici maschi, quelli che davano le pacche sulle spalle all’onorevole Mele dopo che si era fatto beccare in albergo con una prostituta drogata fino ai capelli, mentre a casa la moglie aspettava di dare alla luce la sua ultimogenita. E una rappresentanza femminile adeguata non si raggiungerà naturalmente: il muro di gomma del predominio maschile non cederà nemmeno davanti all’evidenza della propria inadeguatezza. Servono modelli positivi, gente in grado di farsi ascoltare anche senza esibire le autoreggenti e lanciare polemicucce da portinaia.
Servono leggi specifiche per proteggere le potenziali vittime, certo. Ma serve anche un lavoro più ampio di innalzamento culturale del paese, al momento precipitato in massa all’interno di un B-movie degli anni ‘70. Di quelli con l’amante bona, il marito furbo, la moglie racchia e l’amico scemo.
sono d’accordo su tutta la linea.
il paese è come fosse ripiombato in pieni anni ‘50 con in più un’onnipresenza di media rimbecillenti, internet incluso.
abbiamo bisogno di uno sforzo corale che rimetta al centro della questione i doveri e i diritti come strumenti per il raggiungimento della “felicità” come collettività e non più, come ci propalano quotidianamente gli imbonitori pubblicitari, in quanto individui, ché il rischio ormai concreto è che la felicità del singolo passi attraverso l’annientamento di chiunque altro, a partire dal più debole…
Sì, ma quanto tempo ci vuole per un’ipotetica sterzata sui costumi e sui valori del paese? Quanto perché i bambini di oggi, educati da madri che insegnino loro a non trattare le donne come oggetti, crescano e instaurino relazioni paritarie? Ci vogliono nuove leggi ora, immediatamente, per arginare l’emergenza che stiamo vivendo in questi giorni.
Ci vogliono leggi “oggi” per arginare un fenomeno che forse rispetto a ieri è solo più evidente.
Ma ci vuole soprattutto un’educazione diversa che non insegni ai piccoli uomini di domani che le donne sono quegli splendidi “oggetti” che oggi si usano per addobbare cartelloni pubblicitari, trasmissioni televisive, copertine di settimanali e riviste o piattaforme per blog.
Viss, ci vuole un’educazione diversa anche per molte piccole donne che crescono volendo fare le veline e che sono in questo appoggiate da madri ottuse.
Ha centrato in pieno Giulia col paragone del B-movie; siamo in un regresso culturale agghiacciante ove per la massa personaggi caricaturali sono diventati obiettivo a cui tendere.
certo ke da come vengono rappresentate le donne nei edia altro ke rivoluzione culturale….
Le donne vengono viste come oggetti, in tv, nei giornali e perfino nei cartelloni publbicitari di compagnie telefoniche…..
Io correlo questo fenomeno “il velinismo” al fenomeno dell’aumentare degli stupri…..
e se avete fatto caso e in aumento tra giovanisismi dove hanno solo ricevuto dai media quell’immagine di donna: la donna oggetto….
io penso ke quello ke fanno della donna i mass media siano in qualche modo messaggi pro-stupro…. cioè c’è da stupirsi che cosa sento dai giovani ragazzi di oggi sulle donne…..parlano di donne come se fossero un trofeo di guerra….si basano solo sulla loro avvenenza….molti ragazzi si stupiscono ke le donne abbiano un cervello…del resto x fare la valletta in tv il cervello è un optional (gregoraci docet)…io penso che la rivoluzione culturale deve partire dai mass media visto ke la tv ha sostituito la famiglia..avete mai visto una famiglia cenare a tv spenta? e la rappresentazione della donna è in peggioramento proporzionale (coincidenza) al numero dell’aumento degli stupri….specie tra giovani…adirittura casi di ragazzini under 10 stupratori…
bisogna impartire in famiglia e attraverso i nuovi mezzi ke la donna è un esser eumano e nn un articolo da sexy shop con scadenza tre anni (veline ndr)







2012