Tette killer!
No, non è il titolo del capolavoro segreto di Russ Meyer. Ma quasi: uno studio condotto in Svezia ha evidenziato come le donne che si sottopongono a mastoplastica additiva per motivi cosmetici si suicidano con una frequenza quattro volte e mezzo maggiore rispetto alle altre fra il decimo e il diciannovesimo anno dall’operazione, e sei volte maggiore dai vent’anni in poi.
Volendo fare un po’ di psicologia spicciola, la connessione fra le tette finte e la depressione (con corollario di alcolismo e dipendenza da droghe, fino alla morte) non è tanto difficile da individuare. Chi si fa impiantare delle palle di silicone nel torace perché ritiene inadeguata (per quanto sanissima) la fornitura originale ha quasi certamente qualche problema di accettazione del corpo. Oppure vuole fare un calendario o un reality, ma quella è un’altra storia. L’incidenza della dismorfia nelle pazienti che richiedono questo genere di interventi cosmetici è notoriamente alta: una volta risolto il problema del seno, eccone un altro che si fa sotto. Il seno è a posto, ma non vanno bene le cosce. Liposucchiate le cosce, ecco che si scorge un po’ di doppio mento. E avanti così.
Nel 2003 mi sono fatta operare al naso. Una frattura vecchia di diciannove anni mi aveva rovinato il setto, ed oltre che antiestetica mi dava anche problemi di salute (avete presente una tonsillite dietro l’altra? Ecco). Il chirurgo, già che c’era, ha detto: sistemiamo tutto. E io ho detto: ottimo. Sistemiamo. Perché da quando avevo undici anni mi aggiravo con un naso che non era il mio originale. Risultato: il naso della Barbie. Quello che avrei avuto se non me lo fossi rotto, per capirci: via la frattura, via il difetto. Una soddisfazione pazzesca. Mi sono comprata dei vestiti nuovi. Mi guardavo allo specchio pensando: ecco, non sono più quella di prima. Tutta nuova.
Poi il mio ex passa per casa mia a recuperare delle cose, mi vede col naso nuovo e dice: "Oh, adesso somigli molto di più a tua sorella."
La morale non so esattamente quale sia. Forse che la chirurgia non risolve i problemi. Forse che un naso ristrutturato o delle tette vulcanizzate non ti cambiano veramente la vita, perché se pensi di essere brutta ti vedrai sempre brutta. Forse che operarsi per essere più normali fa sì che diventiamo tutti uguali. O forse che il mio ex aveva bisogno di una controllatina agli occhi. In ogni caso, il naso mi piace ancora.
Il resto rimane com’è, grazie.
ti dirò…
io mi rifarei un po’ il culo, giusto i cuscinetti. vorrei averlo più piccolo, non è questione di grasso. non ci vedo nulla di male nella chirurgia estetica, se riesce a farti stare meglio.
non c’è niente di male nella chirurgia estetica in sé.
ma è molto triste vedere tante donne, ragazze, bambine, correre sotto i ferri per uniformarsi a un modello imposto dall’esterno, per diventare non come si vedono loro, ma come vorrebbero che gli altri le vedessero.
a me, almeno, intristisce. e molto.
tanto più che poi alla fine si somigliano tutte.
viva il mio culo così com’è.
viva il mio seno piccolo, così com’è.
La Blasi scrive, Melissa P commenta: che lobby trasversale di geni, che trust di cervelli!!!










2008