Sorelle d'Italia

Ti mozzico… cazzo!

Ecco una donna che ha capito come comportarsi con un animale inferocito che tenta di stuprarla. Ha capito che le lacrime non servono. E non servono le suppliche. Non serve impietrirsi e non serve lasciare che lui faccia quel cazzo che vuole col nostro corpo nella sola speranza che finisca presto.  Serve difendersi, invece. Con tutte le proprie forze. Serve lasciare il segno, perché poi ci sarà il processo e molto probabilmente sarà di nuovo “stupro”. Questa donna si è forse risparmiata un interrogatorio di fango e insulti – quello che in genere le donne  vittime di violenza sessuale devono subire in Italia prima di ottenere giustizia  – e non è poco, direi. E’ stata brava. Forse è riuscita a convincere tutti della sua "innocenza" prima ancora di entrare in tribunale, perché si è procurata delle prove inconfutabili…

(Fonte: Corriere della Sera) Lui chiede favori sessuali e lei glielo morde. Titolare di una ditta di pulizie voleva abusare della sua dipendente che lo ha punito. La donna poi ha sporto denuncia.

 

MILANO - Lui, titolare di un’impresa di pulizie, ha cercato di violentarla e lei, sua dipendente, si è difesa mordendolo nella zona genitale. Il fatto è accaduto la sera del 24 luglio scorso all’interno del municipio di San Giorgio su Legnano (Milano). Adesso l’uomo, 54 anni, è stato arrestato dai carabinieri di Busto Garolfo (Milano) con l’accusa di violenza sessuale nei confronti della sua dipendente, 39 anni. Tutto sarebbe iniziato «con apprezzamenti lascivi e con esplicite proposte sessuali, accompagnate da proposte di migliori condizioni di lavoro», come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano Marina Zelante. Dopo le parole il datore di lavoro sarebbe passato ai fatti. «Muoviti, apri la bocca», le avrebbe intimato dopo averla presa per il collo e per un braccio, con i pantaloni abbassati. La donna avrebbe ceduto, data l’inferiorità fisica, ma avrebbe anche reagito sferrando un morso alle parti intime, tanto da lasciargli evidenti segni di denti, provocandogli anche «lesioni epiteliali-vascolari con immediate perdite di sangue».

 

LA DENUNCIA – L’aspirante «Lorena Bobbit», dopo aver lasciato l’uomo dolorante, il giorno dopo ha sporto denuncia, convinta da una collega con cui si era confidata, e dando così avvio all’inchiesta del PM di Milano Edi Pinatto. A provare la dinamica del fatto, secondo gli inquirenti e il gip Marina Zelante che ha firmato la misura degli arresti domiciliari (il PM aveva chiesto il carcere), ci sono proprio quei segni inequivoci lasciati dai denti della donna sul pene dell’uomo. L’indagato ha dichiarato, agli ufficiali di polizia giudiziaria che l’hanno arrestato, che la sua ditta ha circa 150 dipendenti, di cui circa 120 donne. Gli inquirenti ora si aspettano che qualche altra impiegata della ditta possa sporgere denuncia.

 

6 agosto 2007
19:20, lunedì
Hagar
Filed under : Cronaca, Gender, Società
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Commenti : 42
 
42 commenti

(#) Quello che disse Nemo

lunedì 6 agosto 2007 alle 21:03

1

Troppi pochi dettagli e manca la dichiarazione della controparte. Sono dalla vostra e contro animali come questo, pero non perdiamo l’equilibrio, la faziosita rende incredibili.

(#) Quello che disse Hagar

martedì 7 agosto 2007 alle 01:31

2

Mannaggia! Vuoi dire, Nemo, che neanche i segni dentali sull’organo sessuale di lui bastano a fare di lei una donna stuprata o che ha subito un tentativo di stupro? Che c’è sempre la possibilità che in fondo a lei piacesse? E perché no che in realtà glielo abbia chiesto lei di farsi fare un pompino e poi, presa dalla foga del momento, glielo abbia addentato. Così, per passione.

(#) Quello che disse Giulia

martedì 7 agosto 2007 alle 13:31

3

Effettivamente, se una te lo addenta, tanto contenta non deve essere.
Poi oh, lei potrebbe anche essere una squilibrata. Ma questo si vedrà ad indagini avvenute, sempre che i magistrati siano equilibrati. Ultimamente non tira una bella aria per le donne che subiscono violenza.

(#) Quello che disse Nemo

martedì 7 agosto 2007 alle 21:04

4

Rispondo ad Hagar : no, assolutamente,sono sicuro che questo è uno dei tanti stronzi che approfittano delle loro dipendenti; però devo fare una premessa e poi un spiegazione:
Sono capitato in questo sito per caso, digitando “donne polacche” (poi magari spiego)
ed ho scoperto un bel sito dove le donne (ma non solo; parlano di donne e spero anche di uomini.
Spero tanto di non trovare faziosità, perché secondo me l’errore piu grande che si possa fare volendo uscire da una posizione di sottovalutazione, è essere arroganti, presuntuosi ed estranei al confronto con la controparte.
Adoro le donne e vorrei che un giorno ci fosse DAVVERO parità, su tutto.
Ma detesto le donne che “corrono coi lupi”, mangiarsi i maschi della propria specie non serve a niente e a nessuno.

(#) Quello che disse Giulia

martedì 7 agosto 2007 alle 22:25

5

Nemo: nessuna di noi (beh, parlo per me ma penso anche per le altre) ce l’ha con gli uomini in quanto uomini o categoria umana. Quello che ci irrita in massa non sono gli uomini, ma una certa cultura maschile, portata avanti da uomini e donne allo stesso modo. Quella che fa sì che esistano tanti stronzi che approfittano delle proprie dipendenti e poi vadano a dire che erano consenzienti.

E in assenza di una legge sulla violenza degna di questo nome, ci sta che una donna molestata azzanni il molestatore. In assenza di alternative. Cosa doveva fare, finire il lavoro e poi denunciarlo? Non le avrebbero creduto. Il morso, quantomeno, è inequivocabile.

(#) Quello che disse terra

mercoledì 8 agosto 2007 alle 11:27

6

nemo, le donne che corrono coi lupi non sono feroci azzannatrici. sono donne che si sono guadagnate la loro libertà, a proprio vantaggio e non a discapito di qualcuno. donne che portano cicatrici e sono state capaci di guarire. non farti trarre in inganno da un titolo che si può fraintendere. piuttosto, comprati la pinkola estés: è una lettura interessante e istruttiva, che spiega in che modo si può essere forti senza schiacciare nessuno. ciao

(#) Quello che disse vi

mercoledì 8 agosto 2007 alle 12:13

7

concordo con i commenti di Giulia e con l’ultimo.
Inoltre credo che infine a molti non vada proprio giù che una donna si ribelli, anche fisicamente, che si appropri, per difendersi, di quella violenza che spesso (troppo spesso) è costretta a subire.
Sulle donne stuprate, maltrattate sono tutti pronti (i maschi) a spendere qualche lacrimuccia, ma quando poi una donna dimostra di essere capace di difendersi da sola!
L’altra sera ho visto l’ultimo film di Tarantino, bistrattato dalla critica. Mi chiedo: uno dei motivi è forse (sotto-sotto) la messa in scena di queste belle donne toste, vendicatrici, per niente accomodanti?

(#) Quello che disse Hagar

mercoledì 8 agosto 2007 alle 12:31

8

Autorizzo Giulia a parlare anche per me perché è esattamente quello che volevo dire con questo post.

Stupenda l’espressione di “terra”, quando parla delle donne che corrono coi lupi non come azzannatrici ma come donne che si sono conquistate la loro libertà. Stupenda davvero.

Concordo anche con “vi”, perché è verissimo che ad una donna che reagisce “come un uomo” sono subito pronti ad andargli tutti addosso. Se invece si fosse fatta stuprare… beh, allora tutti pronti a compiangerla… Ma doveva farsi stuprare, però… Non reagire!

(#) Quello che disse terra

mercoledì 8 agosto 2007 alle 12:35

9

hagar, ho trovato sulla mia strada quel libro proprio nel momento in cui mi poteva dare le conferme che cercavo. gli sono affezionata.

(#) Quello che disse Nemo

mercoledì 8 agosto 2007 alle 18:37

10

Per Terra: Ciao, sono Paolo, mi presento perchè non ci conosciamo e non vorrei, per questo, essere preso per chi non sono; dicendomi di non farmi ingannare da un titolo presumi una mia ” maschile superficialità “, mentre quel libro io l’ho letto. Per 4/5, perche ad un certo punto non ce l’ho più fatta e sono salito in auto per andare a scagliarlo in mare !!! Avevo chiesto alla mia compagna di regalarmelo per la voglia che ho sempre avuto, fin da bambino, di conoscere, almeno provare il mondo femminile.
Quel libro è un inno alla violenza, è la rivolta degli schiavi negri contro i tiranni bianchi e credimi, sono un uomo cresciuto in una famiglia matriarcale (padre perduto abbastanza presto, no fratelli, no zii, no cugini).
Umilmente chiedo scusa se urto la sensibilità di qualcuna di voi, so di non avere gli “strumenti” x comprendere l’universo delle donne, anche per questo sono felice di essere “ruzzolato” dentro questo sito, però mi devo ripetere: la faziosità, unita ad una arrogante ottusità, non può portare al giusto. Mai! Ne qui ne all’estero, ne oggi ne domani, ne l’uomo ne la donna.

(#) Quello che disse Nemo

mercoledì 8 agosto 2007 alle 18:49

11

Per Hagar: “….stupenda l’espressione……” hai letto quel libro ?

Bene, tra il mio pensiero e quello di Pinkola Estes esiste la stessa differenza che c’era tra M.L.King e Malcolm X. Tra il mahatma Ghandi e l’impero inglese. La Pinkola dipinge un mondo esclusivamente al femminile dove il maschio è un puro fornitore di seme. E nemmeno tanto indispensabile. Se non è questa faziosità…

(#) Quello che disse Hagar

mercoledì 8 agosto 2007 alle 20:54

12

Per fortuna per definire un’espressione come “stupenda” non c’è bisogno di leggere interi libri, altrimenti sarei rovinata. Per me va bene anche se è stata scartata dai Baci Perugina quell’espressione, sai? Detto questo, io non capisco te quando parli di “faziosità e arrogante ottusità”. Che c’entra la faziosità e l’arrogante ottusità con questo post e i commenti saggi e niente affatto ottusi che sono stati lasciati?
Sul discorso poi del seme… consentimi di risponderti così:
Una volta mi è capitato fra le mani un libro molto religioso (credo una bibbia musulmana) dove si parlava della donna come di un appezzamento di terra privo di senso fino a che non arriva un seme maschile a creare la vita. La religione musulmana è la più diffusa al mondo, il che significa che c’è una valanga di gente che ritiene che la vita sia creata dallo spermatozoo. Ebbene, scienza insegna che il DNA di una persona è per il 50% dato dall’ovulo della donna e per il restante 50% dallo spermatozoo dell’uomo. Madre Natura è stata così equa che non ha concesso agli uomini nemmeno un 1% in più rispetto alla donna, eppure nulla vieta a milioni e milioni di persone di andare in giro dicendo che il creatore della vita su questa terra è l’uomo.
Ora, se c’è un libro (qualunque esso sia) che parla di uomini come inseminator… in tutta franchezza mi sembra ci stia solo bene nello scenario che ti ho descritto, quanto meno per equilibrare un po’ le cose, non trovi? Se un intero popolo di credenti da dell’appezzamento di terra alla donna – e nessuno si scandalizza – perché mai mi dovrei scandalizzare io nel sapere che c’è qualcun’altro che da del semino all’uomo!? E infatti non mi scandalizzo per niente.
Onde evitare, però, altre polemichi “sterili”, ti dico che io seguo Madre SCIENZA, perciò sono per il 50 e 50, ovviamente.

(#) Quello che disse terra

giovedì 9 agosto 2007 alle 09:55

13

nemo, mi sembra superfluo dire che non sono d’accordo sul giudizio che dai della pinkola estés, e non per questo mi sento faziosa. anzi, non vorrei che ti fossi accostato a quel libro armato di un certo pregiudizio, più o meno conscio, ma la mia è una timida ipotesi. il tuo tono è pacato, anche se le convinzioni sono forti, e non sarebbe da me accusare a vanvera uno sconosciuto (tale sei, anche se so il tuo nome). ad ogni modo, non ho mai considerato gli uomini meri fornitori di seme ed è un insulto alla mia intelligenza e alla mia sensibilità anche solo pensarlo. nemmeno sono molto d’accordo con hagar sul diritto a una par condicio nella svalutazione dell’altro: se nessuno se ne tira fuori per primo, non se ne esce mai.
detto questo, oso darti un consiglio: se ti interessa la gente che scrive qui, non stare di vedetta per cogliere il minimo segno di faziosità. rilassati. sarà piu facile per tutti. ciao.

(#) Quello che disse Hagar

giovedì 9 agosto 2007 alle 11:58

14

Certo Terra che mi tiro fuori dall’essere una svalutatrice di chiunque, figurarsi di mezza umanità (gli uomini rappresentano mezza umanità per me, come anche le donne…) e infatti l’ho anche detto a chiusura del mio commento.
Mi piace però pensare che in questo mondo ci sia spazio per tutti e che gli estremisti esistano (tutti gli estremisti, quindi anche appezzamenti di terra e semini vari) solo per arricchire la mente e l’anima di tutti gli altri, i più, che stanno in mezzo fra quei due estremi, e che coltivano valori grandi dentro di loro, come la Libertà, l’Uguaglianza fra tutti gli esseri umani, le Pari Opportunità per tutti, la Giustizia e persino la Carità, che niente ha a che fare con la Chiesa, predicatrice di semi e appezzamenti di terra (musulmana) o di un terzo millennio concepito come viaggio alla riscoperta “del limite dei sessi” (cristiana), ma che pur sempre resta la chiave magica per aprire tutte le porte della convivenza fra uomini e donne (tutti) all’insegna dell’accoglienza reciproca (non… tolleranza, che è un’altra cosa e nulla di bello ha, a mio avviso).
Un abbraccio circolare a te e Nemo (fra un po’ però vado a vedere nell’altro post cos’ha da protestare tanto contro le donne polacche…)

(#) Quello che disse vi

giovedì 9 agosto 2007 alle 11:59

15

E’ purtroppo sempre lo stesso meccanismo: se una donna si ribella poichè sfugge a quella che è la “regola” (imposta) tutti pronti a gridare allo scandalo (o peggio); se una donna (ma non ho letto il libro di P.E) ribalta in senso critico quello che per secoli è stato un certo discorso degli uomini sulle donne, idem.
Non penso che sia un meccanismo meramente “psicologico”, piuttosto credo che tutto queso (scusami Nemo, ma mi sembra anche il tuo atteggiamento) denoti un cronica difficoltà a mettersi realmente in discussione, a vedere fino in fondo il ruolo che storicamente l’uomo ha avuto nell’oppressione della donna, ed infine accettare il fatto che è arrivato il momento di rinunciare a certi “privilegi” di cui per secoli una parte dell’umanità ha beneficiato per il solo fatto di appartenere al genere maschile.
Mi sembra che in questo blog queste questioni vengano affrontate in maniera piuttosto “saggia”, poco faziosa (e comunque, permettetemi di dirlo, un poco di “faziosità” possiamo concedercela, anche solo per una questione meramente strategica).

PS: Appena ho un briciolo di tempo inserirò Sorelle d’Itali nel mio sito

(#) Quello che disse terra

giovedì 9 agosto 2007 alle 12:17

16

hagar, abbi pazienza, non ce l’avevo affatto con te. comunque grazie per il chiarimento: anch’io ho una certa simpatia per gli estremismi, visto che spesso trovo i moderatismi un po’ noiosi e troppo prudenti.
vi, secondo me non si tratta tanto di essere faziose quanto magari un po’ arrabbiate, questo sì – e dateci torto.

(#) Quello che disse Hagar

giovedì 9 agosto 2007 alle 12:35

17

Concordo pienamente con “vi” sul concetto che la società, quella per bene e che è sempre pronta a compiangere gli altri ma non a sostenere concretamente chi subisce un torto infinitamente grande come lo stupro è (Santa Madre Chiesa ha inculcato per secoli questa mentalità agli italiani: uomo violento e sempre perdonabile e da proteggere… donna che deve subire in silenzio)
che ho pure trovato una canzoncina ad hoc che rappresenta bene il concetto. Ne riporto solo un pezzetto, dove la rima finale sintetizza benissimo il concetto a mio avviso.

GIAN PIERETTI – PIETRE

Tu sei buono e ti tirano le pietre.
Sei cattivo e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai,
sempre pietre in faccia prenderai.
Tu sei ricco e ti tirano le pietre
Non sei ricco e ti tirano le pietre
Al mondo non c’è mai qualcosa che gli va
e pietre prenderai senza pietà!
Sarà così
finché vivrai
Sarà così
Se lavori, ti tirano le pietre.
Non fai niente e ti tirano le pietre.
Qualunque cosa fai, capire tu non puoi
se è bene o male quello che tu fai.
Tu sei bello e ti tirano le pietre.
Tu sei brutto e ti tirano le pietre.
E il giorno che vorrai difenderti vedrai
che tante pietre in faccia prenderai!

(#) Quello che disse Silvia

giovedì 9 agosto 2007 alle 13:16

18

Mi allineo alla timida ipotesi di terra sul possibile pregiudizio inconscio sul libro della Estés.
L’ho letto due volte, a distanza di 5 anni, per cogliere le differenze nel mio approccio nell’arco di un’evoluzione di un quinquennio.
È un libro scritto per stimolare attraverso il mito le donne a prendere coscienza di sé, della loro essenza, della loro forza e debolezza, della loro capacità a costituire sorellanza nel momento in cui superano pregiudizi e paure, un libro per slegare la mente da lacci imposti da vetero-culture sovente di tipo religioso-patriarcale.
Ma il libro non è minimamente contro gli uomini, mai pone questi stimoli evolutivi in contrapposizione al genere maschile, mai insegna a “liberarsi” combattendo gli uomini, il suo scopo è dare una spinta ad essere menti femminili libere e consapevoli di sé e del proprio genere.
È semplicemente un libro scritto per le donne, non è nei suoi obiettivi trattare il genere maschile.

(#) Quello che disse Nemo

giovedì 9 agosto 2007 alle 21:50

19

OK, ho letto qualcos’altro.

Chiedo ancora scusa, spero almeno di riuscire a trasmettere la mia buonafede.
Ripeto che, con tutte le premesse precedenti, sono orgoglioso di essere considerato “speciale” dalle mie amiche, ma non per narcisismo, ma per quella soddisfazione intrinseca che accompagna la (seppure parziale)comprensione di quello che non siamo e di percezioni, sentimenti, esperienze che non possono appartenerci per la scelta di madre natura.
Rispetto all’argomento iniziale (er mozzico) ho sicuramente deragliato, ma non credo che questo sia sempre un male, se può, come credo,farci conoscere agli altri membri (hooops!) del sito.
Ripeto ancora: sono sicuro che quello là è un porco bastardo e bene a fatto lei, anzi troppo poco.
L’ Islam ? lasciamo perdere ……
Vorrei vedere uomini e donne che camminano insieme, INSIEME ! Invece la sensazione che ho, è mi addolora, è che dopo millenni di soprusi e sofferenze alcune adottino una filosofia del tipo: “ora tocca a noi, mo’ vé facciamo véde

PS: ( per Terra: parliamo di vivere spingendosi agli estremi del vivibile oppure di teorie estremistiche ??? Ciao, P.)

(#) Quello che disse Nemo

giovedì 9 agosto 2007 alle 21:54

20

……. scusate dimenticavo, per tutti: la Clarissa non spinge a combattere gli uomini, li reputa semplicemente inutili …….. teoria islamica (+ o -) al contrario !

(#) Quello che disse Silvia

giovedì 9 agosto 2007 alle 23:15

21

Nemo, scusa tanto, sai perché io non ti conosco, ma quel che leggo tra le tue righe mi fa sorgere un paio di domande spontanee: ti rode così tanto che un libro non prenda in considerazione gli uomini? Non è che a stare tanto e troppo nei matriarcati un tantino di rivalsa inconscia di genere tu la abbia per davvero?
No, perché il fatto che un libro parli della psiche delle donne alle donne ignorando un argomento per cui non è stato scritto (gli uomini) mi sembra nella più totale normalità di un qualsiasi testo con un obiettivo ed un argomento precisi. Non è che Hemingway odiasse la montagna solo perché ha scritto il vecchio e il mare…
Prendi la vita con più montana! :-D

(#) Quello che disse Pietro

venerdì 10 agosto 2007 alle 05:40

22

Silvia, ma tu di un testo del genere che parla solo degli uomini, ignorando completamente le donne (sicuramente ce ne sono), cosa pensi?
Io penso che sia una fesseria. Magari è un tantino meglio un libro che si rivolge alle persone?
Anche perchè che significa “psiche delle donne”? Quali donne? Davvero pensate che esista una psiche di tutte le donne? E che sia possibile prendere l’umanità, dividerla a metà e dire questa metà è così, quest’altra cosà? Anzi, quest’altra neanche la trattiamo. Parlare di donne e uomini è solo retorica (e sulle donne se ne fa davvero tanta), serve solo a creare nuovi pregiudizi, nuovi luoghi comuni.
Nessuna ha letto che il ministero delle pari opportunità norvegese ha creato una commissione per affrontare il problema della discriminazione maschile?

(#) Quello che disse Giulia

venerdì 10 agosto 2007 alle 09:23

23

Pietro, le donne (in Italia, ma anche nella maggior parte del mondo) sono marginalizzate. Sono “Il secondo sesso”, per citare un libro fondamentale sull’argomento. Non mi sembra strano che esistano libri che tendono a formarne la coscienza. Anche Sorelle d’Italia nasce con un obiettivo simile: parlare di noi, alle altre donne e agli uomini. Al di là delle retoriche di genere, parlare di noi come persone e come appartenenti a una cultura: per questo continuiamo ad allargare il novero delle autrici. Perché non potremo fare scrivere trenta milioni di persone, ma allargare il campionario sicuramente sì.

In questo senso, gli uomini possono approfittare di questi libri per cercare di capirci qualcosa di più dell’altra metà del mondo, quella che non crea la cultura in cui vive, ma bene o male la subisce e ci si adegua.

Quanto alla Norvegia, la discriminazione non è mai giusta, né per le donne né per gli uomini. Dovrei capirne qualcosa di più, però, perché detta così sembra che la Norvegia sia popolata da donne incazzate, cosa che mi sembra alquanto inverosimile.

(#) Quello che disse Silvia

venerdì 10 agosto 2007 alle 09:31

24

Pietro, ti sembrerà strano, ma di un libro che parla di psicologia maschile ignorando le donne non penso niente di male, come non penso niente di male di un testo che tratta di psicologia dell’età puberale tralasciando completamente l’infanzia e l’età adulta.
Per quanto riguarda i concetti di archetipo e psiche, ti rimando a Jung: una lettura de “l’uomo e i suoi simboli” è assai istruttiva, sebbene impegnativa.
Affermare che le donne in generale abbiano percorsi mentali come gli uomini e che non ci siano differenze di genere nella psicologia vuole dire per lo meno ignorare completamente la biochimica, ovvero gli effetti degli ormoni e dei neuromediatori sul processo cerebrale.

Per quanto riguarda la Norvegia, ho letto la notizia ed anche il fatto che sia stata una donna a costituire la commissione per analizzare quello che pare essere diventato realmente un problema.

Pis&Lav Pietro! ;-)

(#) Quello che disse terra

venerdì 10 agosto 2007 alle 10:01

25

pietro, libri che parlano della psiche maschile ce ne sono eccome: sul comodino ho proprio ora un “uomini altrove” di gianna schelotto, guarda un po’. e non mi aspetto che parli di donne…
nemo, mi spiace: non ho capito la domanda, ma temo sia perché sono poco portata alle discussioni filosofiche. “terra” è concreta, tangibile, molto pancia e poco testa, la riga nera sotto le unghie.
infine, sulla norvegia rimando chi può alla colonna dell’altro ieri scritta da lidia ravera su l’unità. in sostanza, la norvegia non è l’italia.

(#) Quello che disse Hagar

venerdì 10 agosto 2007 alle 12:30

26

Pensatela come volete… ma io in Norvegia ci vivrei eccome!
Pietro, forse come uomo questa cosa non la puoi capire, perché per gli uomini è talmente naturale in Italia avere cose che per le donne sono solo delle ardue conquiste (spesso ridotte ad inutili lotte) che non si riesce a capire dove stia il problema semplicemente perché sulla propria pelle non lo si è mai vissuto, contro donne invece (io ne sono un brillante esempio, ti assicuro) che hanno dovuto strappare a morsi il diritto a fare qual cazzo che volevano (leggi: scelte di vita e professionali).
Perciò prendi una donna italiana che si è rotta e strarotta i coglioni di fare la musulmana europea in minigonna… L’Italia è ultima in Europa per PARITA’ di diritti Uomo-Donna, e questa cosa da sola dice più di un miliardo di post “pro-donna” aperti in un miliardo di forum, perché per stilare le classifiche ne considerano di cose, eccome! Considerano tutto e ti dirò di più: Ci rifilano ogni anno milioni e milioni di euro di multe da pagare per il fatto che non ci siamo allineati ancora agli standard europei, ma noi (Governi di Centro-destra e di Centro-sinistra) paghiamo in silenzio, senza dire niente a nessuno, tutti gli anni pur di continuare a fare come abbiamo sempre fatto.
Chiudo il discorso: Quando una donna italiana si strarompe i coglioni di combattere (non contro gli uomini ma contro un sistema che davvero considera i due sessi… uno di serie A e l’altro di serie B, proprio come dice Giulia) allora, se permetti, una ventina di anni in Norvegia io me li farei. Sarebbe come fare un profumato bagno di acqua calda dopo una sfilza interminabile di docce gelate, tutto qui.
E non dimenticare, però, che in Norvegia vivono da dio, contro un’Italia che sfoggia un politico siciliano (per me vergogna della mia terra tutta) che si alza in Parlamento, urla che le donne non ci devono scassare la minchia (quote rosa) e tutti impazziscono eccitati, politici di centro, di destra e di sinistra, si alzano in piedi e festosi lo acclamano a suon di applausi che mai come allora li aveva visti tutti così uniti.
Capito cosa vuol dire avercela con “gli uomini”? Uomini intesi come cultura maschilista che IMPERA in Italia, ti assicuro che impera, e che impererà sempre di più finchè avremo un Vaticano con un Papa come quello che c’è e che è conficcato nelle costole dell’Italia a impedirci pure di respirare fra un po’.

(#) Quello che disse Pietro

venerdì 10 agosto 2007 alle 17:46

27

rispondo ad Hagar, ma indirettamente un po’ a tutti (provo, almeno).

Intanto, in Norvegia ci andrei anch’io, nonostante la discriminazione degli uomini, probabilmente starei comunque molto meglio lì che qui :-) (tra parentesi, è vero, è stata una donna ad istituire la commissione, ma ha fatto l’errore di convocare soltanto uomini).

Riguardo al non poter capire, no, non ci sto. C’è una gag in una sitcom in cui ad un certo punto ci si chiede se fanno più male le contrazioni o un calcio nei coglioni. Boh, nessuno lo saprà mai.
Ma è una gag, appunto. Perché non c’è bisogno di essere di colore per essere antirazzisti. Se ragionassimo sempre in questo modo, il razzismo sarebbe ancora un problema tra bianchi e neri e non tra razzisti e antirazzisti. Ed è vero che né io né te possiamo capire fino in fondo cosa significa essere vittime del razzismo nei confronti dei neri o degli ebrei, ma questo ci rende meno antirazzisti o in qualche modo assimilabili ai razzisti?
Basta essere delle persone ed avere un cuore per provare compassione (non pietà) nei confronti di chi è vittima di discriminazioni e violenze. E comunque tutti, in un modo o nell’altro, lo siamo stati, solo perché diversi da come gli altri si aspettavano che fossimo o perché appartenenti ad una certa categoria, che sia quella delle donne, dei non credenti, dei meridionali, degli omosessuali, dei precari, e anche degli uomini, in certi contesti, eccetera .
E cosa credi, che una persona, sol perché uomo, non ha dovuto lottare per essere ciò che voleva essere e non ciò che gli altri si aspettavano fosse? Lo sai cosa significa vivere in una società “maschilista” senza essere preso per “frocio” o per “femminuccia” o per poter piangere o aver paura senza senza essere giudicati, eccetera eccetera? Credi che sia tanto più facile essere uomini? E che ne sai? E’ come un calcio che nei coglioni.

Ci sono persone che non hanno problemi a soddisfare le aspettative altrui, che siano della società, della comunità cui appartengono, dei loro genitori, del gruppo dei pari: neanche si pongono il problema. E queste persone – uomini e donne – sono quelli che consentono ad una cultura sessista di continuare ad esistere. Uomini e donne, perché quei parlamentari, cui facevi riferimento, chi li ha votati (tralasciamo l’attuale vergognosa legge elettorale, ché è cosa solo di queste ultime elezioni)?

E poi ci sono altre persone che invece hanno dovuto lottare per conquistarsi il diritto di diventare ciò che volevano diventare. E essere uomini o donne non credo cambia granché: che certi comportamenti o valori siano ritenuti socialmente desiderabili per una certa categoria di persone, non cambia il fatto che, se tu non condividi quei comportamenti e quei valori, dovrai lottare per toglierteli di dosso e affermare i tuoi. E allora? Vogliamo fare a gara a chi a preso più schiaffi? A chi ha dovuto dare più morsi?

Perché questa è la storia di ognuno di noi e a me non importa se la maggior parte di persone del mio stesso sesso sono state privilegiate e la maggior parte del tuo sesso hanno dovuto subire pregiudizi, perché per me la lotta è tra coloro che nei pregiudizi ci sguazzano (o anche soltanto non se ne rendono conto) e coloro che invece contro i pregiudizi lottano. E io e te siamo dalla stessa parte e siamo molto più simili l’uno con l’altra che non rispetto al Gentilini di turno. E io non sono un’eccezione, perché la maggior parte di uomini che conosco la pensano esattamente nello stesso modo.

Capisci allora perché io ce l’ho con tutta questa retorica di genere? La cultura delle donne, il paese degli uomini, ecc.? E i libri, in un senso e nell’altro, che a questa retorica danno lustro?
Perché io sono convinto che il problema non è quale sesso sia considerato di serie A e quale di Serie B, ma il fatto che un sesso possa essere considerato di Serie A e un altro di Serie B: perché ciò significa attribuire, sulla base dell’appartenenza ad uno dei due sessi, aspettative, valori, comportamenti, ruoli. Perpetrare questa logica, pur nella comprensibile rabbia della rivalsa, significa che tutti gli schiaffi che abbiamo preso e i morsi che abbiamo dovuto dare non sono serviti a niente, significa farsi la guerra per scambiarsi i posti a tavola e non per rovesciare il tavolo. Forse a voi può andar bene così, perché i vostri schiaffi sono stati più sonori. Ma i miei non sono stati meno dolorosi, e quindi non ci sto.

Infine, per rispondere anche ad altre questioni, è chiaro che biologicamente ci sono differenze tra uomini e donne, così come i differenti mediatori influenzano in modo diverso il cervello maschile e femminile, ma il cervello dell’Homo Sapiens Sapiens è un monumento alla flessibilità e alla plasticità e assume la sua forma nel corso di un lungo periodo neotenico, durante il quale gli elementi e i fattori costitutivi della nostra mente sono principalmente culturali e in quanto tali possono essere cambiate.
Ora, lo so che è molto comodo pensare che le differenze sono biologiche, ma no, mi dispiace, siamo noi i responsabili di ciò che pensiamo e siamo e di ciò che penseranno e saranno i nostri figli. E comunque, le differenze – quale che sia la loro origine – che esistono tra uomini e donne, hanno un senso quando si parla di grandi numeri, ma la variabilità all’interno dell’uno e dell’altro gruppo è tale che nella vita quotidiana i concetti di uomini e donne sono del tutto inutili, anzi, non fanno altro che mantenere e nutrire quella logica di pregiudizi cui facevo riferimento prima.

Come dice Silvia, Pis & (tanto tanto) Lav.

(#) Quello che disse Hagar

venerdì 10 agosto 2007 alle 18:26

28

Un Paese che corre ai ripari nel momento stesso in cui si accorge che la bilancia sociale non è più in equilibrio, pendendo a favore di una delle due metà che compongono l’umanità (le donne norvegesi in questo caso) non è un Paese razzista, per definizione… oserei dire. Detto questo, caro Pietro sappi che per i discorsi che fai sei decisamente un uomo da sposare!
Peccato che non solo tu rappresenti un mezza eccezione ma che io abbia conosciuto (anche all’interno dei miei affetti più cari) uomini che a destra e a manca blateravano le cose più belle di questo mondo in favore delle donne e poi, nei fatti, erano i più squallidi maschilisti che io abbia mai conosciuto.
Tu non lo sarai di certo (te lo dico in tutta onestà), ma ti assicuro che è così. In Italia ci stiamo sommergendo tutti di belle parole a favore delle donne, ma i fatti restano che io constato un forte regresso invece su pari opportunità. E tu dirai: Coma mai “regresso”?
Regresso perché poiché tutto è relativo a questo mondo, e cioè ha senso solo se contestualizzato dentro un ben preciso sistema di riferimento, ecco che io analizzo cosa fa l’Italia rispetto al resto del mondo. E l’Italia sta andando in direzione opposta rispetto al resto del mondo, perciò il divario fra le donne italiane e le altre non è grande. E’ enorme! E quando diventa enorme non ha più senso perdersi dietro il concetto (irribaltabile, ovviamente) che gli uomini non sono tutti uguali. Certo che non sono tutti uguali. Certo che presi singolarmente saranno anche tutti dei santi, ma certoè anche che in branco hanno creato un sistema sociale assolutamente iniquo.
Parli di fatica di vivere anche per te? Bene, ti addolcisco il malumore se posso. Gli uomini italiani sono il 45% della popolazione, più o meno. Le donne il 55%, va da sè. Ebbene, amico mio, tu hai al meridione l’83% dei posti di lavoro a tua disposizione, lo sai? Contro quel 55% di popolazione femminile che si deve scannare per il restante 17% dei posti, subendo condizioni di precariato triple se non quadruple rispetto ai colleghi maschi. Potrei continuare per ore ma non lo faccio. Era solo per dirti che a me basterebbe già sapere questo (solo perché maschio) per affrontare la mia vita molto… ma molto più serenamente di quanto debba fare qualsiasi donna, che magari di sposarsi e farsi mantenere dal marito non ne vuol nemmeno sentir parlare.
Un abbraccione (sincero)

(#) Quello che disse Silvia

venerdì 10 agosto 2007 alle 21:34

29

Vedi Pietro, io è poco che bazzico da queste parti e ci sono capitata quasi per caso, inseguendo la classica fila di briciole virtuali lasciata da una vecchia conoscenza (in termini di rete… che non si offenda! ;-) ), ma mi sembra che che tu sia piuttosto presente. Il fatto stesso che tu sia qui, che ti accalori nella discussione ed insisti a portare avanti il tuo punto di vista, che partecipi, è segno inconfutabile che il confronto con le donne ti interessa davvero e che quasi sicuramente predichi bene e razzoli altrettanto (come dice Hagar sei da sposare); altrettanto probabilmente, poiché le cerchie di amici condividono almeno in linea di massima opinioni generali, il tuo éntourage di conoscenze è, passami il termine, “illuminato”. Ti dirò che vale anche per me; ho un compagno che non ha mai avuto il benché minimo pregiudizio sessista: inquadra le persone guardandole negli occhi, non nelle tette o nel pacco; ho pochi grandi amici e alcuni sono uomini, uomini speciali. Ma se buttiamo l’occhio di là dalla staccionata del nostro bel prato verde il panorama è disarmante, a cominciare dalla politica e da quel branco di incapaci che abbiamo a governarci e che, tra gli altri difetti, continuano a fare muro di gomma alla presenza femminile nei ruoli di potere pubblico.
A proposito e legato a quanto detto da Hagar: a Nord la percentuale per i posti di lavoro è un pochino più favorevole per le donne, ma se fai un lavoro come il mio che di solito è regno maschile e quindi non ti presenti ai colloqui per fare la segretaria ove giocoforza sono costretti ad assumere donne, passi ancora oggi attraverso l’umiliazione sia di essere pagata circa il 15/20% in meno di un collega maschio a pari competenze, sia di sentirti chiedere in maniera più o meno velata se hai intenzione di avere figli … poi però c’è un intero mondo sociale politico economico culturale che si domanda perché le donne in Italia non fanno figli e quindi con cosa pagheranno le loro laute pensioni tra poco … e ovviamente nessuno fa nulla per creare infrastrutture per l’infanzia, per rendere flessibile il lavoro, etc. Ma questa è un’altra storia.

(#) Quello che disse Nemo

venerdì 10 agosto 2007 alle 21:45

30

Silvia per favore rileggiti i post fin dall’inizio: io non ce l’ho con il libro ce l’ho con le donne che considerano gli uomini inutili (sintetizzo volutamente) esprimendo quindi una teoria islamica al contrario.
Io ho usato il titolo di quel libro per dire che , a mio modestissimo avviso, la donna “ideale” è quella che accede a tutte le opportunità, diritti e doveri (incluso mettere mano al portafogli al ristorante, ahhaha !) di un uomo, ma mantiene intatta la sua femminilità che la rende unica e meravigliosa. Se in questo concetto trovi un’ombra di voglia di rivalsa verso il matriarcato o cosa …. beh, mi di spiace x te ! Ciao , Paolo

PS: … e poi qualcuna di voi mi spiega perché siete cosi bellicose ????

(#) Quello che disse Giulia

sabato 11 agosto 2007 alle 10:49

31

Scusate, in alto le mani: qualcuna qui dentro considera gli uomini “inutili”? No, ecco, vorrei vedere le mani bene in alto.

Vorrei capire, a questo punto:
1) cosa c’entra la femminilità con il fatto di riuscire a vivere benissimo anche senza un uomo (non conosco molte donne che siano diventate “non donne” perché non erano accoppiate)
2) cosa c’entra la femminilità con questa minchiata della “grazia”

Nemo, non è che siamo bellicose, è che l’ottusità ci attizza. E’ come il sangue per gli squali: se ci capita per i denti qualcuno che pensa di aver capito tutto e vuole spiegarci come dovremmo essere per diventare “donne ideali”, troviamo supremamente godurioso azzannargli le chiappette (in senso metaforico, per carità, ché non si sa mai cosa capisci…)

(#) Quello che disse Silvia

sabato 11 agosto 2007 alle 11:00

32

Giulia hai colpito esattamente nel segno! Provocare un autoproclamato Magister Vitae mi diverte assai!

P.s. Stai sereno, Nemo: ho fatto l’antirabbica.

(#) Quello che disse Hagar

sabato 11 agosto 2007 alle 12:10

33

Ma com’è che quando una donna non è Claudia Koll le si da della “non femminile” (per non dire racchia) e quando un uomo è brutto si dice che è “interessante”? Pensi forse, Nemo mio, che tu possa permetterti di andare a letto portandoti appresso le tue belle maniglie dell’amore e non suscitare in lei la fantasia sessuale di avere sopra Richard Gere anziché te? Pensi di poterti presentare in canotta ascellare e boxer calati sotto la pancia e non destarle la voglia di dirti: “Stasera, caro, ho mal di testa”?
E allora, senti a me, non ti avventurare troppo sul discorso della femminilità delle donne perché se solo sapessi quanto le donne hanno da ridire sulla non femminilità degli uomini ci rimarresti sorpreso come minimo. “Femminilità” intesa proprio come la intendi tu, e cioè di quella che attizza!
Ma per me femminilità che attizza è una cosa che riguarda parimenti uomini e donne se la si pensa come “bellezza” in tutte le sue forme espressive. E perciò non riguarda le donne soltanto. Niente affatto. Bellezza intesa non come due tette bomba e un culo perfetto, ma bellezza intesa come parole, melodie da sussurrare all’orecchio. Come sguardi maliziosi e intriganti. Movimenti suadenti, silenzi mozzafiato. Bellezza come profondità d’animo, che fa impazzire di desiderio per l’altro (a), e poesia nei pensieri, nei gesti e nelle attenzioni per lui/lei.
Vedi, perciò, che inquadrata bene cos’è la bellezza (femminilità), si scopre subito che tu ci sei dentro fino al collo proprio come noi. Quando è passione vera non esiste il girovita e non esiste niente. Esiste solo l’incontro di due vite, con le loro storie che si incastrano troppo bene, e due concentrati di emozioni che esplodono solo a vedersi. Altro che poppe e maniglie dell’amore, culi all’insù e pancioni all’ingiù! Non esiste niente. E quello è il vero eros.
Detto questo, ti informo che neanche in Sicilia gli uomini offrono più la cena alle donne, perciò rilassati su questo punto. Sebbene io trovi assolutamente “brutto” (e come vedi torna a bomba il concetto della bellezza intesa in tutte le sue forme) che un uomo non proponga quantomeno di farlo.

(#) Quello che disse Nemo

domenica 12 agosto 2007 alle 16:48

34

X Giulia:

E’ tipico dell’essere umano più insignificante diventare offensivo nel momento in cui, per qualsivoglia motivo, si sente colpito nella sua miseria.
Non reputo nessuno ottuso qui dentro, tantomeno credo di esserlo io anche se questo è palese agli occhi di chi legge senza essere fazioso.
La voglia di “vendetta” di alcune voi donne vi rende cieche e sorde anche di fronte a chi cerca un comfronto magari provocatorio ma basato su un presupposto di apertura e non di ottusità.
Ha molte di voi non basta che esistano molti, ripeto molti uomini che da sempre hanno un concetto paritario, non vi basta che molti, molti uomini si associno a voi nel condannare delinquenti come quel porco del titolare dell’impresa di pulizie.
Il solo chiedervi di essere moderate e cercare di essere equilibrate vi fa sì schizzare il sangue agli occhi e questo mi dispiace ma purtroppo credo che dobbiate rivolgervi a qualcuno veramente bravo.
Solitamente il più delle volte il vostro essere “squali” è pura velleitario, poi con i vostri lui vivete le solite condizioni di “mi porti qui… mi compri questo….” ed andate a postare le vostre frustazioni.

Questo anche x quella dopo che non ricordo il nome: mi sono avvicinato a questo sito con la speranza di capire qualcosa di più non certo x insegnare (”Magister Vitae?”) ma nessuno ma, ne qui ne in un sito nazi-maschilista, può obbligarmi non esprimere le mie idee sempre con rispetto e determinazione.
Ma voi donne siete così varie e diverse e, a questo punto, mi addolora dire che qui c’è ben poco da imparare, se non rabbia, livore e tanto complesso di inferiorità.

X chiudere: Le maniglie dell’amore ce le avrà il tuo uomo,io non le ho e comunque anche se le avessi non è certo di questo che parlavo.
Purtroppo la natura ci ha fatto belli/e e meno belli/e. Come mai le donne bruttine parlano sempre con acidità e mordono (credono) come squali ?????

(#) Quello che disse Nemo

domenica 12 agosto 2007 alle 16:58

35

Dimenticavo x Hagar:

Io so per certo di aver suscitato alla mia lei il deiderio di avere Richard Gere ……. MA SOTTO !!!
La tua immagine di averlo sopra la dice lunga sulla strada che ancora VOI dovete fare !
e con questo si spiega molto !!!

BYE,BYE !!!

(#) Quello che disse Giulia

domenica 12 agosto 2007 alle 17:27

36

Nemo, il problema non sono quelli aperti e intelligenti.
Sono quelli come te, che appena alziamo il ditino sono subito lì a darci delle frustrate bruttine bellicose aggressive che si fanno comprare tutto dai fidanzati e poi aprono un blog perché poverine.
A me dispiace ogni volta che ne scopro uno, poi penso che se non ci fossero non saremmo in queste condizioni. E quindi mi sembra normale.
Se ci arrivassero solo commenti intelligenti, probabilmente non avremmo i problemi che abbiamo.

(#) Quello che disse Silvia

domenica 12 agosto 2007 alle 20:56

37

Patetico. Qualche tempo fa un’amica ha così commentato una discussione che ha trasceso tra un uomo e una donna: “spiace notare come un uomo, a corto di argomenti, finisca sempre per cercare di offendere una donna usando il tasto dell’aspetto fisico. Sempre nella convinzione che sia l’unico che preme ad una donna in un diverbio o scambio di vedute. non spiace solo… fa proprio cadere le palle”. Mi permetto di citarla perché è qui azzeccato.
Un piccolo suggerimento Nemo: attendi di essere in grado di gestire lo stress prima di scrivere: per lo meno la grammatica italiana te ne sarà grata.

(#) Quello che disse Hagar

domenica 12 agosto 2007 alle 22:09

38

Va bene: Nemo è finito nello scarico del lavandino e presto troverà la sua strada verso il mare. Buon viaggio amico mio.
Solo per dirti, però, che io non sono affatto bruttina. Perciò cerchiamo di non spargere voci false e tendenziose (non mi hai mai visto tra l’altro) e non rovinarmi la piazza inutilmente. Giulia, poi, è più intelligente di me e non ti ha voluto rispondere su questo punto, ma io ho visto una sua foto e ti assicuro che è una strafiga.

(#) Quello che disse viscontessa

domenica 12 agosto 2007 alle 23:30

39

Io invece sono sempre incuriosita da chi è incuriosito e ha una gran voglia di capire e comprendere le donne…. o i neri, i gay, i diversamente abili, i pelati, i bassi o chiunque venga ritenuto dall’incuriosito di turno una “categoria” di persone.
Io sono una donna ma non ho mai nutrito un interesse particolare per il mondo maschile o quello omosessuale nel senso che posso condividere o contestare un tipo di mentalità che ha origine dall’appartenenza ad una categoria ma non nutro interesse particolare per le persone che vi appartengono proprio perché, molto prima di essere una categoria, sono solo individui.
E provo un’inspiegabile fastidio per chi vuole osservarmi in quanto donna e non in quanto Vis perché ho la sensazione che questo genere di osservazione nasca dall’incapacità di adottare un proprio metro di misura per valutare gli individui.
Per fortuna, e questa è l’unica cosa che mi consola, è che non esistono strumenti per comprendere il “meraviglioso” mondo femminile perché non esiste nessun piccolo mondo a parte ed è proprio questo che molti uomini (cattivi ma soprattutto “buoni”) devono comprendere.

(#) Quello che disse Pietro

mercoledì 15 agosto 2007 alle 12:18

40

(scusate il ritardo nelle risposte)

@Hagar: concordo sul regresso, ma dal mio punto di vista anche questo è almeno in parte imputabile al continuare a pensare per categorie e più in particolare al fatto che nell’immaginario collettivo oggi i valori attribuiti alle donne sono generalmente positivi. Per cui, non puoi parlare male delle donne in pubblico, ma quando entrano in ballo interessi veri e concreti è un’altra cosa e anzi, forse è proprio tutta la retorica che c’è giro ad alzare un fumo che consente a certe persone di affondare i propri colpi come e dove meglio credono. Magari mi sbaglio, non so.
Quanto al lavoro, io sto provando a fare lo psicologo del lavoro a Palermo, ti lascio immaginare.

@Silvia: No, anch’io sono capitato qui per caso e da poco tempo. E’ vero che questi discorsi mi prendono molto, perché li ritengo urgenti. Ho paura quando mi guardo intorno e vedo che stiamo distruggendo tutto. E penso che con una cultura meno centrata sui conflitti tra i gruppi (di qualunque tipo), sulla dominazione, sulla violenza probabilmente non saremmo a questo punto.

ehm, grazie a entrambe per gli apprezzamenti :-)

@Viscontessa: quoto. Quando intervengo in questi discorsi è anche per lo stesso fastidio quanto sento parlare di “uomini” o di “donne”.

ciaociao

(#) Quello che disse Nemo

venerdì 7 settembre 2007 alle 16:20

41

X Silvia:

Stress ?, povera silviam il fatto che io abbia la mano destra amputata non è una giustificazione ma spiega alcuni errori di battitura, e non di grammatica.
X tutte se non foste accecate dalle vostre frustrazioni e dalla vostra rabbia leggerete bene i post e vedrete chi tra noi è stato offensivo.

Ora però mi viene da ridere pensando che mentre io scivolo nel lavandino, qualcuna scende giù nel sanitario che sta poco più in là !!!

Evviva le donne, ma quelle libere, non quelle complessate ed incazzate come voi !!!!! …….. n’avete a fà di strada !!!!!!!!

(#) Quello che disse juanito

martedì 22 aprile 2008 alle 13:30

42

VI ha scritto Mercoledì 8 Agosto 2007 alle 12:13
– L’altra sera ho visto l’ultimo film di Tarantino, bistrattato dalla critica. Mi chiedo: uno dei motivi è forse (sotto-sotto) la messa in scena di queste belle donne toste, vendicatrici, per niente accomodanti? –

Cara VI un film che porta all’ennesima potenza quel ridicolo romanzo che è le ragazze di s.frediano non dovrebbe neanche circolare nei cinema…………..sei una violenta!

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