…ma non li sentiamo più…
Chi è donna sa.
Sa cosa significa camminare per strada, senza alcuna intenzione di sedurre, ed essere oggetto di sguardi, commenti, canzoncine e, a volte, palpate maschili. Sa che il 99% delle volte il mittente degli apprezzamenti non ha i connotati per essere a sua volta apprezzato e sa che, troppo spesso, chi davvero vorremmo ci facesse oggetto delle sue attenzioni ci ignora come un leone ignora un’insalata di cetrioli. Una donna sa che se sta in compagnia di un uomo questo non le succede mai, anche se lei vorrebbe tanto, giusto per dimostrare al suo compagno, amico o marito che lei è ancora in grado di sedurre e affascinare; e invece non capita mai. Una donna sa che è bersaglio degli uomini solo quando si ritrova sola, perchè chiaramente per gli uomini è più facile.
Una donna sa che non esiste un abbigliamento preciso per sedurre, che gli uomini trovano inviti laddove non ci sono, che il clichè "basta che respiri" sia un luogo comune basato sulla realtà, che non importa se indossi i pantaloni di fustagno o la minigonna di velluto o le all star o i tacchi a spillo, sempre ti ritroverai attaccati addosso gli occhi e le parole degli uomini. Una donna sa che, per quanto lo specchio la deluda, troverà sempre chi l’apprezza, spesso non con i modi più gentili, spesso con invadenza, spesso con maleducazione, spesso con violenza. Solo una donna conosce il fastidio e l’irritazione causati dagli apprezzamenti pesanti, dagli sguardi che penetrano quanto un pene di 25cm, dagli ammiccamenti. Tutte le donne, in quei momenti, pensano "Ma ti ho forse dato l’autorizzazione? Ti ho forse fatto capire che ci sto? No perchè se no non si spiega" e qualcuna reagisce in modo violento, ma non riesco a criticarla. Perchè gli uomini si sentono autorizzati, loro possono guardare, palpare e molestare senza rischiare nulla, se non la dignità di chi si sente rifiutato. Ma gli uomini che elargiscono apprezzamenti per la strada non hanno paura di essere rifiutati, perchè il loro scopo non è portarsi a letto le donne che incrociano, ma è dimostrare la loro superiorità: loro possono, loro devono dimostrare di non essere gli elementi deboli del branco. Soprattutto loro, a differenza delle donne, non vengono chiamati "troie" o "puttane" perchè la società ha convinto gli uomini (anche certe donne) che l’uomo è fatto così, che non si può fare niente per cambiarlo. La donna, invece, non è fatta così e chi lo fa è un pezzo rotto del sistema, è un marchingegno guasto da cambiare immediatamente.
Questo una donna lo sa.
Mah, a me giustificare chi risponde con la violenza viene comunque difficile. Per quanto volgari possano essere stati gli apprezzamenti. Questo vale nel traffico, allo stadio, ovunque e indipendentemente dal genere (o dal colore della pelle o dagli orientamenti sessuali o dalle idee politiche) di chi insulta e di chi è insultato.
Lei non avrebbe dovuto prenderlo a bottigliate, perché in questo modo ha dato al cretino la possibilità di denunciarla. Il cretino comunque è sempre lui.
Io ne ho talmente due palle di questa storia che non posso uscire di casa da sola senza essere importunata che li tratto malissimo. Tutti. Soprattutto quelli che commentano a mezza bocca, facendo in modo che tu li senta benissimo, ma senza nemmeno il fegato di guardarti negli occhi. Laidi e merde.
Anch’io ho il “vaffanculo” sempre pronto sulla punta della lingua (soprattutto ora che, Cassazione docet, non è più reato). Quello che mi turba è che conosco parecchie donne a cui l’apprezzamento, anche pesante, ricevuto per strada fa piacere, e parecchio. Each to their own, naturalmente; ma stento davvero a capirle. Un po’ le invidio, perché la cosa non le turba, rispondono con un sorriso e non si rovinano la giornata, mentre io borbotto insulti e accelero il passo.
Quando cerco di indagare le ragioni, mi rispondono che “fa bene all’autostima”, “è comunque un complimento”, eccetera. Ora, mi domando: sarò io ad avere l’autostima alta, o sono loro ad averla troppo bassa? Bisogno di rassicurazione?
La reazione della ragazza in questione è stata senz’altro eccessiva, ma non riesco a non pensare che sarei stata tentata di fare lo stesso.
Ilaria, quelle a cui fa piacere vivono nell’ossessione di essere considerate le più belle del reame. Segretamente sognano di fare un calendario sexy, vincere Miss Muretto ed essere portate in trionfo come Topa Suprema
:D:D
(Credo, eh. A me ha sempre fatto schifo.)
Di corsa e, finalmente, in ferie, in pausa anche dal blog e da Internet. Ma questo post è decisamente interessante e quindi…
Francamente, ben consapevole del comune pensare secondo cui la violenza non si combatte con la violenza e blablabla, non solo non biasimo la ragazza ma sono pienamente convita che abbia fatto bene. Giustamente scrivi che “certi apprezzamenti” arrivano quando una donna è sola. Questo non per il suo essere “da” sola (quindi inferiorità fisico/numerica), giacché, avrai notato anche tu, che tali “apprezzamenti” non si risparmiano neppure a un gruppo di ragazze/donne. Se la donna, invece, sta con un uomo, non accade. Gli uomini si rispettano fra di loro e rifrangono questo rispetto sulla donna che li accompagna (la prescelta, la salvata, l’educata). A questo aggiungi che vi è una storia di scazzottate e conquiste maschili che rievocano una reazione di forza e di violenza. L’uomo che insulta l’uomo, può darle ma può anche prenderle, perciò ci pensa due volte prima di agire; l’uomo che insulta la donna è sempre convinto di poterle solo dare. Il tipo in questione farà tutte le denunce che vuole, ma si è reso vittima della sua stessa ignoranza e non si toglierà più di dosso, fra le risatine sarcastiche, l’essere stato “atterrato” da una donna di diciotto anni. Forse diventerà più “cattivo” con le donne, ma quanto sarà deriso dai “suoi pari”!
No, francamente, non me la sento di dire che la ragazza ha sbagliato. E con questo me ne vado in vacanza. Saluti e complimenti per questo blog che leggo con una certa frequenza.
a.a.
ero sul treno vicenza-roma, dopo la manifestazione (bellissima ma stancante) dei no-dal-molin.
il treno era sovraffollato e non si trovava posto, io ero stanca e confusa e soprattutto agognavo una poltrona o anche un pezzo di pavimento su cui poggiare le mie stanche membra. indossavo una gonna lunga (nel mio caso, per chi mi conosce fisicamente, lunghissima, oltre il tallone) e un tizio davanti a me mi fa “bella questa gonnellina, te la alzerei piano piano per vedere cosa c’è sotto”. io allora gli sorrido e lo raggiungo lentamente, come se mi avesse fatto piacere. quando gli sono accanto, sorriso sempre ben in vista, gli mollo una gomitata fra le costole che lo fa piegare in due, fra le risate dei suoi compagni e l’indifferenza del mio, di compagno, che in queste circostanze fa finta di non vedere e non sentire. ma siccome sono forte, sebbene piccola, posso cavarmela benissimo da sola.
è quella volta che ho schiaffeggiato un energumeno sull’aereo roma-cagliari? è una storia lunga, ve la racconterò un’altra volta. ma certi uomini meritano punizioni, punizioni fisiche.
x ASSU:
ma se io, in quanto motociclista, all’ennesima precedenza non rispettata, mi mettessi a distribuire colpi di chiave inglese in testa agli automobilisti, diresti le stesse cose?
E se il tifoso della squadra X insultasse pessantemente un tifoso della squadra Y, rivale storica, e quest’ultimo rispondesse a bottigliate? E tra gay e omosessuali? Bianchi e neri? Fascisti e comunisti?
Cioè, le bottigliate in testa sono giustificate solo nell’eterna lotta tra uomini e donne o anche tra altre categorie? E quali categorie e per quali motivi?
O magari si può provare a giudicare un episodio per quello che è (un cretino che insulta, una cretina che risponde a bottigliate), senza metterci in mezzo tutta questa retorica?
Se il complimento è schifoso… come minimo prima di riproporlo a un’altra donna ci penserà dieci volte, perché lo lascio secco.
Se il complimento è carino me lo tengo francamente, perché mifa piacere. Se è una via di mezzo fra il bello e l’indecente, invece, rispondo con una battuta di ghiaccio, di quelle che io mi porto venti metri avanti e lui è ancora lì che riflette sulle mie parole. E in questi casi non mi pongo davvero limiti nel rispondere: Si cucca quello che mi esce di bocca in quel momento e cazzi suoi.
In tutti gli altri casi non mi creo problemi a sconcicare anch’io qualcuno che mi piace, e con discreto successo devo dire.
Con successo perché una frase mezza poetica è sempre ben accetta, perché un sorriso e un occhiolino strizzato con semi-ingenuità sprigiona sempre una risata stupenda in chi lo riceve, così come una frase amorosa alla Baci Perugina sfoderata di fronte ad una vestrina stuzzica inevitabilmente l’eros in chi la ascolta più di mille parole erotiche messe insieme e che in certe circostanze non vogliono dire nulla. Insomma, per me il corteggiamento è una cosa bellissima e che io stessa pratico con infinito piacere, ma alla Hagar, e cioè senza dimenticare mai che cortaggiare significa prima di tutto evocare il piacere nell’altro e non il proprio. Men che mai significa farsi una sega in pubblico, che è ciò che sembrano fare certi uomini nel momento in cui dicono certe frasi sporche alle donne per strada. Ecco, che molti uomini non sappiano praticare per strada l’arte del corteggiamento, confondendola goffamente con la moda segaiola delle parole sporche dette a destra e a manca… è un vero peccato. Per loro, intendo. Perché quel tipo di uomini non potranno mai render felice nessuna donna, e men che mai soddisfarla a letto, dove valgono ancora i principi sani del “buon corteggiamento da strada con una sconosciuta”. Parola di Hagar!
Pietro, ero ben consapevole – come ho anticipato – che le risposte avrebbero preso la piega de “la violenza non si combatte con la violenza”, ma se fosse vero presumibilmente non ci sarebbero guerre e io sarei convinta di sbagliare pensando che la pace è solo utopia e serve se non c’è, ché pure quella è diventata un business.
Per una volta – non si riesce mai, a quanto sembra – mi piacerebbe che la questione “donne” non fosse deviata verso altre questioni: Amato ne ha fatto una questione fra nord e sud, deviando dalle reali ragioni storico-religiose che, se fosse stato corretto e coraggioso (come qualcuno ha scritto) avrebbe citato; troppo genericamente se ne fa una discussione di violenza, di buoni costumi, di buoni sentimenti, di lealtà, eccetera.
Alla tua domanda, sempre con la consapevolezza delle controbattute di cui oramai sono stanca, senza troppi fronzoli rispondo: no, non vale per il motociclista, per il tifoso caloroso, per quello a cui hanno rubato il posto nella fila, per il condomino del piano di sopra… vale solo in questo caso singolo e in casi in cui sia possibile dimostrare che ci siamo rotte di atteggiamenti variamente coloriti. Sia chiaro una volta per tutte: non ci piacciono questi apprezzamenti, non ci piacciono certi modus pensandi. E, francamente, qualche bottigliata su qualche testa sarei disposta a darla se servisse a farvelo entrare in zucca.
Hagar: Il corteggiamento è bello se lo si fa in due; non se io cammino a testa china per la mia strada, diretta alle Poste per pagare le bollette, e un perfetto sconosciuto pensa bene di comunicarmi che “sono carina”.
Costui non evoca il mio piacere, non pratica la nobile arte del corteggiamento, non stuzzica l’eros: costui mi rompe le scatole, invade il mio spazio personale, mi rende partecipe di sue opinioni che io non ci tengo particolarmente a sapere. Mi fa persino sorgere il sospetto di essermi vestita in modo troppo appariscente oggi, o di aver – dio non voglia – alzato gli occhi per guardare un uomo, mettendogli così strane idee in testa. Insomma, l’eros me lo azzera, altroché.
C’è un tempo e un luogo adatto per il corteggiamento, e secondo me non è la pubblica via. Secondo me.
Assu,
ah, ok, quindi vale solo per le cose di cui ti sei rotta tu. In quanto donna, ovviamente. Non sia mai che la questione “donne” venga deviata, ché magari pensando le cose diversamente si riesce a cambiarle davvero e poi come facciamo?
Un conto è essere guardata, anche in maniera evidente. Un altro è il commento, e soprattutto il commento “pesante”.
Quando stavo facendo la chemioterapia, e avevo bisogno di essere rassicurata sul fatto che anche con un fisico da top model (49kg, 174cm) non ero un mostro, andare a seguire un po’ di lezioni in Politecnico in mezzo agli ingegneri meccanici (400 studenti, 4 donne) era un toccasana: la mia femminilità si ringalluzziva a vista d’occhio – a occhio dei detti 400 studenti, appunto. E ho pure imparato qualcosa sui computer.
Se qualcuno si volta mentre passo per strada, beh, non posso dire nulla: anche io ogni tanto finisco a voltarmi per le belle fanciulle di passaggio. Magari cerco di non squadrare, di essere discreta. Ma a volte lo sguardo va in giro da sé.
Il commento, però, è quasi sempre una cafonata. E nel caso del commento pesante (di cui, con una 4a di petto, sono esperta) proprio non ci sono scusanti: è come uno che allunga le mani, un’invasione dello spazio personale, dell’intimità. Una violenza.
E sto rivalutando ogni anno di più l’autodifesa.
Un ricordo. Avevo 14 anni, ero in una stradina a Milano. Mi trovo a dover passare accanto a un tale, che allunga le mani, pesantemente. Io ero (sono) imbranata, fisicamente non proprio forte, con una coordinazione scarsa. Non so come, quindi, il tale si sia trovato l’ombrello che avevo in mano a cinque centimetri dalla tempia. Il ricordo del suo sguardo spaventato, del suo “scusa, scusa”, mi danno ancora oggi una certa sicurezza quando vado in giro da sola.
(E l’altroieri ho avuto il mio primo commento per strada in un anno di Inghilterra: “love the hair, ginger”. Wow. Ho capito un altro motivo grazie al quale le londinesi vanno in giro con quella sicurezza meravigliosa, che le rende pure più belle, a prescindere da centimetri di pelle scoperta e tasso alcolico.)
@ Melissa sul treno: Qui anche il marito ha commentato “così si fa”.
@ Ilaria “Mi fa persino sorgere il sospetto di essermi vestita in modo troppo appariscente oggi”: Ecco, appunto. Non sei tu, è lui. Lo ripeto? Non sei tu, è lui. Non “te la vai a cercare”. Lui è uno stronzo. Punto. Così semplice? Sì. Non sei tu, è lui.
>Sa che il 99% delle volte il mittente degli apprezzamenti non ha > i connotati per essere a sua volta apprezzato
ma spera sempre di stare nell’altro 1%
>e sa che, troppo spesso, chi davvero vorremmo ci facesse oggetto >delle sue attenzioni ci ignora come un leone ignora un’insalata >di cetrioli.
Vi chiedete mai il perche’?
>Una donna sa che se sta in compagnia di un uomo questo non le >succede mai.
Falso. Vero per gli apprezzamenti verbali. Ma sguardi, spesso ricambiati, a quintali. Mi è appena successo un’ora fa.
> Una donna sa che non esiste un abbigliamento preciso per
> sedurre
Falso, e lo sapete bene.
>che gli uomini trovano inviti laddove non ci sono, che
>il clichè “basta che respiri” sia un luogo comune basato sulla
>realtà, che non importa se indossi i pantaloni di fustagno o la
>minigonna di velluto o le all star o i tacchi a spillo, sempre ti >ritroverai attaccati addosso gli occhi e le parole degli uomini.
Prova ad entrare in un bar con un gambaletto color carne. Vediamo quanti si avvicinano.
>”Ma ti ho forse dato l’autorizzazione? Ti ho forse fatto capire >che ci sto? No perchè se no non si spiega”
“voi donne non capite il territorio, perchè voi siete il territorio”: stava in un film (che non ricordo). E’ qualcosa che si puo’ capire solo essendo maschi.
>Questo una donna lo sa.
Purtroppo non sapete molto di chi sta dall’altra parte.
Mai stati additati da altri uomini perchè sembra che se non commentate la prima che passa allora avete problemi? “Sarai mica frocio?”(e anche se fosse, direi, ma sono in pochi a dirlo, per gli altri è un’onta da lavare).
Mai pensato che se la donna sulla sdraio d’avanti si aggiusta il perizoma e non ti tira, cominci a preoccuparti delle tue capacità? Mai pensato che se tutta la “figa” che gira in tv lascia insensibile te, ma tutti gli altri no, forse qualcosa non va?
Ne avete mai parlato con i “vostri” maschi? Mai sorpreso papà a commentare “quanto è bbona questa”, a guardare la donna altrui? O fratelli, amici. Per non dire di mariti o fidanzati. E’ vero o non è vero che quando ci si ritrova a cena a coppie e gli ometti cominciano a dare segni di coglionaggine maschile, spesso finisce che ci si ride su tutti assieme? Perchè anche quando siete in parità numerica non fate partire un bel “segaioli che non siete altro” e vediamo come proseguono i galletti? Lo sapete, per esempio, che quando un uomo è da solo contro più donne, è facilmente attaccabile? Provate a chiedere ai maschietti di cui sopra.
Scherzi e provocazioni a parte: non sarebbe ora di finirla sul chiedersi il perchè di certi comportamenti ordinando il tutto sulla classificazione maschio/femmina e iniziare a catalogare il mondo su intelligente/coglione, cosa che trascende i sessi? Ce ne stanno di qui e di lì.
Io non sopporto la violenza, in generale e verso i “deboli” in particolare. Verso i bambini, donne, anziani. La violenza del gruppo verso i singoli.
Forse hai ragione, la probabilità di trovare uno o più deficienti quando hai davanti un gruppo dai due maschi in su è più alta. La deficienza femminile è invariante al numero. Ci sono donne intelligenti e non intelligenti. Basta imparare a distinguere e non è cosa impossibile, se si finisce di chiedersi perchè è così.
Le donne non sono deboli. Le donne sono stufe.
Basta una bottigliata in testa per far tremare lo scettro sotto il culo e cercare, con la solita tiritera del “basta parlare di uomini/donne” parliamo di “intelligenti/coglioni”. Bè, a parte il fatto che, personalmente preferirei parlare di persone, personalmente sono abbastanza stufa di parlare di aria fritta. Questo, è tempo che le donne lo capiscano. E gli uomini ingoino il rospo.
Quanto all’abbigliamento, guarda, oggi è il mio primo giorno di ferie e non ho voglia di scrivere, quindi, se ti va leggiti quello che ho già scritto qui, e qui, per esempio.
@Ilaria: Autorizzo TUTTI a dirmi che sono carina quando sto per entrare alla Posta carica di bollette da pagare, perché non potrà che farmi piacere, molto di più dell’impiegata che mi guarderà dritta negli occhi tutta seria e mi chiederà di sganciarle 200 euro e coccia. E sul corteggiamento “in due” devo dire che sì, è vero, si fa in due… ma se uno dei due non parte per primo… si fa in zero, ti assicuro. Ecco, volevo solo dire che io, sebbene donna, mi sono autorizzata da tempo, a poter avviare per prima quella cosa stupenda che è il corteggiamento. Certo, meglio se ad una festa, abbracciati mentre va una canzone mielosissima, ancora meglio in spiaggia, al chiaro di luna e con un venticello caldo che ci provoca entrambi… ma perché no in strada, dinanzi alla vetrina di una pasticceria siciliana piena di cannoli e cassate.
Perché non dire, fissando i cannoli dritti davanti a noi: “Stasera al posto della cassata mi mangerei te, bello (bella) per come sei”. Non è malaccio come approccio, dai. Sai, dipende tantissimo non solo da cosa si dice ma anche da come lo si dice, non trovi? Più che corteggiamento la mia è credo meridionalità e quel gusto di voler sempre vivere la vita con leggerezza e giocosità.
Detto questo, superata la soglia delle buone maniere e del divertimento che non crea imbarazzo, sono d’accordo su tutta la linea circa il fatto che si debba rompere una bottiglia in testa (se ho capito bene) o in qualche altro posto a chi non tiene a freno la lingua e dice volgarità. Ma l’ho anche detto, mi sembra.
Assu, sei tu che parli di uomini/donne, ossia di quell’aria fritta che tanto ti stanca. Io ho solo chiesto se davvero è possibile giudicare un comportamento diversamente da quanto si farebbe in qualsiasi altra condizione solo perché ha a che fare con quell’aria fritta e il luogo comune della contrapposizione tra donne e uomini. Per te e per altre, sì. Per me, no.
Parlare di persone, io lo faccio da una vita. Ciao.
Sì, vabbé, ma tra una bottigliata e un vaffanculo c’è la sua bella differenza, no? Come c’è differenza tra uno che comunque ti dice “sei carina” (nonostante la cosa faccia incazzare Ilaria) e uno che ti fa apprezzamenti pesanti o insistiti o ti guarda con gli occhi appiccicosi di una lumaca! A me è capitato una volta di fare una parte di merda a un signore che alla stessa vetrina davanti a cui mi trovavo stava praticamente sbavando accanto a una ragazza che non aveva nemmeno il coraggio di voltarsi per dirgli di andare a farsi fottere. Penso che si sia vergognato così tanto che difficilmente gli tornerà la voglia di comportarsi in quel modo: non credo invece che spaccandogli la testa con una bottigliata avrei fatto una cosa migliore.
Sono d’accordo con te, Orazio, ovviamente. Se però uno allunga una mano quando sono sull’autobus… devo dirti che un calcione negli stinchi glielo mollo, eccome. E gli faccio pure fare una figura di merda, per come merita. Detto questo, trovo bellissimo leggere di un uomo (tu, in questo caso) che difende una donna per strada, anche da un’avance bavosa. Lo trovo bello perché non è affatto detto che ciò accada, anzi, ritengo che sia molto raro che accada. E come in tutte le cose… il tacito consenso da parte degli altri non fa che rafforzare il desiderio di ripetere certi comportamenti. Alias: Dipende dalle donne far sì che simili cose non accadano più, ma dipende moltissimo anche dagli uomini. Dagli altri uomini, quelli che certe cose non le fanno ma troppo spesso stanno a guardare in silenzio chi le fa.
Calcione più che legittimo in quel caso! Ma pure una serie di schiaffi, unghiate e borsate!
> > Una donna sa che non esiste un abbigliamento preciso per sedurre
> Falso, e lo sapete bene.
Siamo al “dì che ti piace, puttana, eh”? Evidentemente.
> “voi donne non capite il territorio, perchè voi siete il territorio”: stava in un film (che non ricordo). E’ qualcosa che si puo’ capire solo essendo maschi.
Certo, noi donne siamo come una casa, un campo. Lì, ferme, pronte per essere scambiate da voi maschi; e solo l’appartenere a voi ci dà senso, perché solo voi capite che l’appartenere a voi è il senso della nostra esistenza.
Sei così stupido, con la tua certezza di essere profondo, che non riesco nemmeno ad offendermi del tuo maschilismo da quattro lire (lire del Regno d’Italia, s’intende).
““voi donne non capite il territorio, perchè voi siete il territorio””
No, veramente siamo delle persone. E’ una cosa che proprio vi sfugge. Non ce la fate, voi del territorio.
una volta ho rimproverato in pieno centro un tizio che mi avevo toccato tra le cosce mentre attraversavamo la strada. gli ho fatto volare il cellulare e l’ho spintonato. è stata una reazione incontrollabile, quasi come non mi appartenesse. una reazione di difesa che normalmente non mi appartiene.
per il resto, uomini così mi fanno solo pena. che altro sentimento potrei provare?
Schifo, tipo.
Hai fatto benissimo.
Quoto lo schifo, è quello che ho provato io quando mi hanno molestato sull’autobus. Io però poi sono scappato terrorizzato, altro che reagire! Sarà stata la mancanza di allenamento
Per il resto sono d’accordo con chi ha scritto che la responsabilità è anche di chi a queste cose assiste senza parlare. A parte il solito bla bla su uomini e donne, perché per me riguarda sempre le persone, anzi, forse in questo caso i cittadini.
Infine, davvero divertente il commento di restodelmondo: come leggere un post con gli occhiali del pregiudizio e non capirne assolutamente niente. Ma vuoi mettere fare un po’ di retorica femminista?
Dopo aver letto il post e qualche commento (specie Ilaria e Giulia) ho impugnato il mouse con la mia solita aria polemica dicendo a me stessa: “no, qua devo dire la mia!”. Poi ho continuato a scorrere i commenti, ho trovato quello di Hagar, e ho capito che lei aveva già detto tutto. Hagar, tu sì che sei una certezza!
Pietro, in realtà il commento si capiva benissimo.
E’ che siamo talmente imbevuti di maschilismo che quanto detto da Mauro può sembrare “normale”. Credimi, non è né piacevole né normale vivere con la sensazione di essere “territorio”, roba da guardare, al limite da toccare, ma mai persone. Ed è anche desolante rendersi conto che alcuni uomini, chiamati ad affrontare le storture con cui sono stati cresciuti, non riescono a fare altro che stringersi nelle spalle e dire “siamo fatti così, che ci volete fare?”
Capisco che crescere con l’ansia dell’impotenza sia pesante, ma a un certo punto uno si deve anche prendere la responsabilità di se stesso.
Giulia, secondo me era una citazione, fatta per spiegare un certo modo di pensare proprio di alcune persone (non maschi, ci sono anche femmine che lo pensano) e dalla quale l’autore ha comunque preso le distanze, dicendo che aldilà delle provocazioni ecc. Comunque a me aveva fatto ridere di più la prima affermazione.
Ad ogni modo, io credo che continuare a pensare in termini di uomini e donne sia la vera stortura, perché il problema non è biologico, ma culturale e la cultura è un fatto collettivo, di comunità. Questi uomini sono cresciuti in famiglie e ambienti che gli hanno insegnato che le donne sono territorio da conquistare, ma anche da proteggere. Famiglie in cui ci sono madri e sorelle che la pensano nello stesso modo, che si aspettano di essere conquistate e protette. Il che non vuol certo dire che la colpa è delle donne in quanto educatrici. Ma di tutti. Di tutti i membri di una comunità che deve cambiare.
Per me, uomini e donne non esistono, sono solo costellazioni di pregiudizi. Ci sono differenze sui grandi numeri, ma la variabilità all’interno dell’una e dell’altra categoria è tale che nei contesti quotidiani ci si trova di fronte sempre a persone o, al massimo, a esponenti di determinati gruppi sociali/culturali.
Bisogna andare oltre, perché la conflittualità associata a questa contrapposizione è tale che soltanto mettendo da parte la contrapposizione stessa si può sperare di cambiare. Bisogna far fallire la collusione che esistano gli “uomini” e le “donne” e che siano in guerra, che vivano in qualche modo separati e tramino gli uni contro le altre per poi scendere in strada a molestarsi e “bottigliarsi” reciprocamente.
Giustificare (non comprendere, giustificare) una reazione violenta perché commessa da una femmina nei confronti dell’ennesimo maschio molestatore, che non capisce e si permette di, significa utilizzare una logica inversa rispetto a quella di chi giustifica il maschio ritenendolo solo una specie di provolone e non capendo quanto il commento pesante non richiesto sia violento e possa suscitare una reazione altrettanto violenta.
Il fatto che oggi (almeno ad un livello superificiale o soltanto in certi ambienti) sia il punto di vista femminile ad essere socialmente accettato, non toglie che la logica sia la stessa e sia quella ha creato questa situazione.
Se ad un insulto o ad un apprezzamento volgare gli dai una bottigliata in testa, ad uno spintone che fai? Lo uccidi?
Certa gente dovrebbe andare di corsa dallo psichiatra.
Pietro, il problema è che siamo sature di aggressioni. Dire che “uomini e donne non esistono” significa ignorare una realtà elementare: cioè che le portatrici di utero, al momento, non vedono riconosciute le loro necessità. La maternità non è tutelata adeguatamente, non si sa dove lasciare il bambino quando si va a lavorare (e quindi, spesso, non si torna a lavorare dopo la gravidanza); non esiste una legge adeguata sulle molestie e la violenza domestica; l’unico vantaggio competitivo ce l’hanno le giovani e belle. In più, esci per strada e ti becchi due, tre, quattro stronzi che ti importunano convinti che tu sia “territorio”.
Se a un certo punto ti gira male e ne malmeni uno, credo si possa anche capire. Almeno, io lo capisco benissimo.
Certo, se fossero gli uomini a beccarsi una martellata in testa x non aver saputo stirare una camicia, o accoltellati per avere osato lasciare la compagna, o stuprati da un branco di coglioni (eufemisticamente parlando) per provare al gruppo che il cazzo gli funziona (ergo: non siamo froci/ricchioni/checche)o molestati perchè, come biascicano i loro neuroni, tanto “le donne sotto sotto sono tutte un po’/tanto mignotte – tranne mia sorella e mia mamma -,dicono no invece è sì, amano una dolce violenza” probabilmente l’anima bella di Pietro non direbbe che donne e uomini sono solo frutto di “una costellazione di pregiudizi”, ma ci vedrebbe come siamo, che arranchiamo tutti i giorni in uno slalom tra lavoro, casa, cure parentali, sostegno ai nostri compagni frustrati e/o stressati (invece noi….)e, dulcis in fundo, la rottura di coglioni causata da maschi repressi e segaioli.
p.s. @probabili obiezioni maschili: non ho le mestruazioni, non sono in menopausa, non sono zitella, non sono lesbica separatista, ho un compagno e mi piace scopare
)
ecco, vedi? voi uomini vivete e vi nutrite di speranze folli e inutili. vi umiliate e vi rendete schiavi della fica sperando che “questa volta sia la volta buona”. ma non vivete male?
sedurre
Falso, e lo sapete bene.”>
certi uomini non si lasciano tanto incantare da quello che indossi, te lo assicuro. io parlo per me, naturalmente, ma mai in vita mia ho pensato “questo me lo metto per rimorchiare, questo no”. non esiste un abbigliamento da “rimorchio”, perchè ci sono diverse categorie di uomini e ad ogni uomo piace una cosa diversa (per esempio il mio compagno odia i tacchi a spillo e gli stivali, preferendo le ballerina)
magari quelli a cui piacciono le calze color carne…ti assicuro che ne trovi di tutte le specie, non tutti hanno i tuoi gusti (un mio amico, per esempio, adora i gambaletti color carne, gli ricordano sua madre).
Giulia, no, significa credere che la contrapposizione non è tra uomini e donne ma tra uomini e donne che credono che non debbano esserci discriminazioni e pregiudizi basati sul sesso (e su gli orientamenti sessuali, colore della pelle, età, ecc.) e uomini e donne che invece discriminano e hanno pregiudizi. Poi, per carità, non pretendo di farti cambiare idea. Anche perché la prima opzione è sicuramente quella più facile. Ciao
Giovanna: sì, hai ragione, gli uomini sono tutti violenti, assassini, stupratori, repressi e segaioli. Vivono sulle montagne – senza aver avuto madri, sorelle, amiche: solo maschi! – e si riunisco tutti insieme in gran segreto per decidere come infliggere il maggior male possibile alle donne. Ora scusa se non mi dilungo, ma sono di turno ai giardini pubblici, devo molestare le femmine sole che fanno jogging. Ciao.
Pietro, la violenza in risposta è a livello razionale sbagliata.
Il problema è la continua reiterazione dell’aggressione verbale, che ad un certo punto può fare reagire in malo modo anche la più calma e menefreghista delle donne. Mi rendo conto che sia difficilissimo per un uomo capirlo, proprio perché non la subisce se non in sporadiche occasioni.
Io per esempio sono bionda; bene, è da quando avevo 12 o 13 anni che sento la canzoncina “ehi bionda beato chi ti sfonda…” qualche volta dai ragazzi più grandi a scuola, altre dai muratori su di un’impalcatura, altre da un camionista, etc etc etc, a qualsiasi ora del giorno, senza che l’abbigliamento, l’espressione, l’atteggiamento avessero la benché minima incidenza sull’evento. Da ragazzina si diventa rosse e ci si vergogna o si reagisce con troppa aggressività verbale, da più grandi si impara a fregarsene almeno nella maggior parte delle occasioni e si reagisce solo se capita in una giornata già storta o se l’apprezzamento va veramente oltre i limiti (ad esempio se diventa fisico e non solo verbale).
Però, perché devo essere io ad aver imparato a fregarmene perché per un deficiente che si ravvede ne sono nati altri 10?!?
diversi esponenti del sesso maschile se potessero alzerebbero la gambetta per marcare alberi e donne, anzi posso testimoniare di averne visti svariati farlo e pure in piena città e in pieno giorno (solo su alberi per ora, ma non mi stupirei se qualcuno ve la facesse addosso in mezzo alla strada, giacchè siete “territorio”, a qunto pare). Questo mi pare che la dica già lunga: come fai a dialogare di argomenti del genere con gente che trova magari normale prendere e farla in mezzo alla strada?
in ogni caso siamo lontani anni luce dal “progresso”, e dalla “civiltà”: i pappagalli sono sempre esistiti, ma esisteva prima persino un tempo forse più ingenuo in cui si potevano fare anche complicementi di tipo “buono” alle ragazze, magari ad una carina che ti aveva sorriso sui mezzi, cose così. Un modo come un altro di fare casualmente nuove conoscenze. Oggi l’esplosione sconsiderata di questi supermachi verbali ha tagliato fuori questa possibilità, reso ovviamente più diffidenti e prevenute le donne, e più ipocriti o cafoni i maschi medi.
sarebbe carino riuscire a sputtanarli sti tipi, vedresti come smetterebbero
Silvia, la reazione è comprensibilissima. Io però la giudico come giudicherei qualunque altra reazione comprensibile ma eccessiva dovuta ad una situazione esasperante. Dico solo che giudicarla differentemente perché gli attori sono un uomo e una donna significa continuare ad utilizzare la stessa logica che autorizza alcune persone ad importunarne e discriminarne altre. E per me il cambiamento non è l’inversione dei pregiudizi e delle discriminazioni, ma il superamento di tale logica. Non mi sembra di non averlo spiegato abbastanza chiaramente.
Ora vi saluto e scendo in piazza a fare pipì. Ciao!
Vabbe’, ci torno su, perche’ la discussione è interessante e per un certo senso di colpa, non mi va di passare per un provocatore e basta. Era una provocazione, la mia, è non credo sia un caso che qui sia stata colta solo da un altro maschietto. Ma non è questo il punto.
Vorrei potervi dire, a voi donne, vi capisco. Ma sarebbe una balla. Non perchè non ce la faccio a comprendere cosa vi dia fastidio e perchè. Ma solo perchè non riusciremo mai a comprendere, profondamente, come vi sentite. Non lo capiamo in generale, il piu’ delle volte, tantomento quello che possa passarvi “dentro” quando qualcuno vi infastidisce, che sia con una battuta pesante o peggio. Forse qualcuno di noi maschi puo’ andarci vicino, ma mai raggiungere la stessa identica sensazione. Avete mai creduto ad un uomo che durante il ciclo vi abbia detto “mi dispiace, capisco”? Non capisce una mazza, non sa di cosa parla. Può farvi piacere sentirlo vicino, ma è e resta una balla.
E allo stesso modo, è una inutile pretesa che voi cerchiate di capire noi, tentare di comprendere cosa scatta in un uomo quando fa partire quel commento che vi offende.
Ho usato quel riferimento alla battuta sul “territorio”, insopportabile dalle reazioni, perchè, per quanto non mi ci riconosca, so che fa parte di un modo di vedere maschile. E vi assicuro, è qualcosa che “sta dentro” in ogni uomo, anche in quello che non si sognerebbe mai e poi mai di commentare le vostre curve o allungare una mano. E’ istintivo quel senso di “conquista”, di volonta’ di affermazione di se’. Poi ci sono i filtri, prevalentemente culturali per cui esistono uomini che vi apostrofano come mignotte dall’impalcatura del cantiere, per le quali siete solo buone per una cosa e altri che sono in grado di trasformare il “territorio” in persone in carne ed ossa, pensieri e sentimenti. Per i quali oggi avervi visto passare è stato qualcosa che gli ha migliorato l’umore della giornata e aggiungere un commento pesante avrebbe rovinato tutto in un attimo. E che gli girano parecchio se lo fa qualcun altro.
Credo sia solo un fatto culturale, di come si viene “tirati su”, di esperienze passate. Di carattere.
Per quanto da quanto riportate sembri un fenomeno diffuso, credo che la maggioranza del mondo maschile sappia ancora vedervi come persone, anche se la deficienza è quella che di palesa e si fa notare. L’intelligenza, ahinoi, è silenziosa.
E’ un fatto di intelligenza, di cultura, di educazione. Si può lavorare solo su questo, ognuno nel suo mondo. Ma portare tutto su uomini contro donne è battaglia persa.
Come diceva J. Jackson un bel po’ di anni fa’
“Kill all the blacks
kill all the reds
And if theres war between the sexes
Then there’ll be no people left”
Mauro: in realtà non è esatto dire che non sappiamo cosa vi passa per la testa quando ci commentate per strada. A differenza di voi, abbiamo una visione abbastanza chiara di quello che passa nella testa di un uomo, a livello elementare. La cultura a cui partecipiamo è informata al vostro modo di pensare ed è plasmata a vostra immagine e somiglianza. Al contrario, gli uomini delle donne non sanno niente perché da secoli le marginalizzano, considerando la cultura femminile un mondo a parte di secondaria importanza. Tanti sforzi si sono fatti per fare in modo che le donne diventassero un po’ più come gli uomini, che adesso lo stanno diventando davvero: e sorpresa, non piace a nessuno.
In generale tendiamo ad apprezzare maggiormente gli uomini che tengono conto dei nostri pensieri e sentimenti: inclusi quelli che – si capisce in una frazione di secondo – ti hanno sbirciata ma rinunciano a commentare per educazione.
……. bimbe ne dovete fare di strada !
x prima cosa depuratevi dal veleno che vi portate dentro, non vi serve, non vi aiuta e vi fa solo stare male.
Confermo, siete incazzate come i palestinesi con gli israeliani ! Non è questa la via per affermare la vostra identità ed avere un mondo migliore. Io nel mio piccolo faccio felice il mio amore trattandola come un essere umano mentre la tratto come una bellissima “arrapantissima” donna!
Nemo, sai, che anch’io ho pensato proprio allo stesso esempio? A leggere certi commenti sembra quasi che uomini e donne crescano separati da un muro, a tramare gli uni contro gli altri. E invece abbiamo gli stessi genitori, gli stessi cugini maggiori, le stesse maestre (ahimè, quasi mai maestri), giochiamo insieme da bambini… Se la cultura della nostra società assegna ruoli, comportamenti, (pre)giudizi sulla base del genere sessuale, per quanto si possa essere giustamente incazzati per essersi trovati dalla parte delle vittime, bisogna cambiare la cultura, non semplicemente invertire le parti. Ed è una cosa che si fa tutti insieme, senza fare distinzioni, o non si fa.







2010