La differenza tra la tetta e la mammella
Pensavo ieri sera, dopo essere incappata in vago sentor di hashish, che la differenza esiste eccome e che questo vago sentor di disagio si colloca perfettamente nel solco tra i seni.
La colpa, me ne rendo conto, è dell’epoca nella quale sono cresciuta o meglio dell’epoca nella quale si è formato quel mio solco tra i seni e ai lati del quale allora non crescevan per lo più tette come oggi, ma giovani mammelle piene di speranze.
Nella spietata lucidità che l’hashish ti mette a disposizione come strumento di riflessione, mi pareva di intravedere un passato privo o quasi di quelle forme di compromesso e di ipocrisia che oggi, nei fiumi inquinati di cocaina, condurrebbero persino un tossico a negare di essersi mai fatti uno spinello. E per quanto sia facile lasciarsi incantare dalla malinconia della propria gioventù giustificando quel languore con la convinzione che la nostra sia stata la gioventù migliore di tutte quelle che ci hanno preceduto o seguito, francamente non riuscivo a trovare nell’orgoglio di posseder la tetta, alcun motivo di consolazione.
Perché la differenza tra una tetta e una mammella è enorme e non rendersene conto è proprio quel tipo di atteggiamento che induce molti a chiedersi che male c’è se nel nostro paese si usano le tette per richiamare l’attenzione su qualsiasi argomento.
La tetta non ha anima, non ha spessore, non ha morbidezza e come un fiore di stagione, conclude il suo ciclo vitale in un tempo brevissimo. La tetta è patinata, siliconata, impertinente, sorretta, ritoccata. La mammella invece è versatile, duttile, disponibile, utile, stanca, morbida e affettuosa. E quando ad esser puttane non ci si nascondeva dietro alla professione di escort, all’ipocrisia del “solo per gioco”, al paravento dell’amore anche se dura solo una notte, la mammella parlava insieme te e nel suo mostrarsi senza pudore, urlava orrore per i valori di quella famiglia tradizionale (che allora si chiamava borghese) dietro alla quale invece adesso (in un assordante silenzio) si nascondono tutte le tette in circolazione.
La mammella, a differenza della tetta, non ha bisogno di avere dietro una mamma da ringraziare perché essa stessa è madre, essa stessa è completa, essa stessa è sesso e amore e famiglia allo stesso tempo ed essa stessa offre conforto e non ne cerca.
Poi mi sono addormentata a pancia in giù e stamattina quando mi sono svegliata, ci ho messo un bel po’ a capire perché avessi una mano su una tetta…..o era una mammella?
certo che hai fatto delle considerazioni interessanti …
… io preferisco la mammella … versatile, duttile, disponibile, utile, stanca, morbida e affettuosa!!!!
Non lo so….a me il termine ‘mammella’ ha sempre fatto venire in mente quelle degli animali.
La Tetta non è per forza di platica. Può essere anche simpatica e ironica…
bel dilemma, Vis. Passami un pò quella cosa, come si chiamava, hashish?
un bacio,r
Rossa naturale è proprio questo il porblema, tutte le tette sono simpatiche ed ironiche e a forza di tette che son simpatiche ed ironiche ormai non si vede altro.
Io non ho abbastanza tette da fare delle mammelle. Però le mie non sono il tipo che fa copertina.
che dire..oserei “bisognerebbe toccare con mano..” ma assolutamente W le tette! piccole, grandi, cadenti, turgide, morbide, sfacciate, timide, appariscenti, innocue, volgari, comode e rassicuranti…
Giulia, ho visto tette che erano mammelle senza saperlo:-)
ed io che credevo che a definirle mammelle qualcuna se la sarebbe presa a male.
Ma come si fa noialtri a capire se abbiamo di fronte le une o le altre? (potrebbero verosimilmente prenderci per il naso)










2008