Sorelle d’Italia

E finalmente, il dibattito!

Nel caso in cui vi fosse sfuggito, su Macchianera siamo arrivati finalmente a discutere di un argomento per noi molto importante. Ci siamo arrivati tramite un attacco frontale di Gianluca Neri alla sottoscritta, che io ho raccolto: del resto, come il maccherone, l’avevo provocato ed era normale che tentasse di addentarmi, per quanto, va detto, in maniera marcatamente civile.

Tra i vari commenti, nel complesso abbastanza prevedibili, ne spicca uno di LockOne che cito integralmente:

a costo di spezzarti il cuore, te lo dico: non mi hai convinto.
il fatto e’ che questa e’ solo sessuofobia. il fatto e’ che io sono un atroce sfigato che, senza un po’ di pussy virtuale, non ne vedrei mai nemmeno col binocolo. e quelli che la pensano come te mi vogliono togliere pure questo.
se fossi cattivo, ti augurerei di rinascere maschio e brutto come io sono, e forse capiresti.

 Potrei dire a LockOne che in compenso so cosa significhi essere femmina e brutta, anche se poi la natura mi ha aiutata sollevandomi fuori da un’adolescenza sgraziata. Non è questo il punto. Il punto è, secondo LockOne, che il fatto di non trovare gradevole una certa marca di sessualità maschile, quella che pretende l’oggetto-femmina e ritiene l’utilizzo dell’oggetto-femmina a scopo pipparolo un diritto inalienabile a prescindere, fa di me una sessuofoba. Cioè: io ho paura del sesso perché mi urta i nervi che le mie simili (e quindi io stessa, per estensione) vengano ridotte al minimo comune denominatore della figa.

Voglio dire, mi dispiace per LockOne, ma in altri tempi si faceva lo stesso ragionamento per i casini: dove altro potevano andare gli uomini a sfogarsi?

L’uso della donna a scopi di intrattenimento sessuale (l’uso, si badi bene: il rapporto sessuale consenziente è ben altra cosa) non è certo antico come il mondo, come si vorrebbe far credere. L’utilizzo ricreativo delle donne, rinchiuse in appositi locali (bordelli, distretti a luci rosse, pagine web dedicate ai servizi di escort) oppure esposte sulle strade, è un’invenzione patriarcale. Alcune donne approfittano liberamente di questa sessualità cavernicola e inibita, perché incapace di darsi veramente all’altro, e diventano prostitute. Altre, la maggioranza, vi sono costrette dalla necessità e dalla povertà, oppure costrette con l’inganno. Nemmeno a queste mancano mai i clienti: all’uomo che deve sfogarsi non importa che le signorine infreddolite sulla Colombo siano lì perché altrimenti vengono ammazzate di botte. La sua visione è utilitaristica.

Mutatis mutandis, chi rivendica il diritto alla figa 2.0 lo fa senza porsi il problema delle sue implicazioni. Non si domanda come mai tante ragazze siano disposte ad esibirsi avendo in cambio (nel caso delle Diecine, ad esempio) solo il privilegio di esibirsi ulteriormente. Non si domanda da dove venga questo desiderio di esibizione, se provenga da un vero piacere personale o da un’ambizione di successo che sembra l’unica opzione possibile. Non si domanda se ci sia effettivamente un problema sociale e culturale dietro e intorno a questo trionfo della donna come "figa", nient’altro che figa, tette e culo, essere impotente, imbelle e passivo, dotata di un unico potere, quello della sessualità. Labile, transitorio, caduco come le tette: svanito quello, nada mas. Non si domanda come mai tante donne, sempre più donne facciano ricorso alla chirurgia plastica fino a trasformarsi in totem senza espressione o vita, nel tentativo di mantenere una parvenza di giovinezza e di appeal.

Non se lo domanda no: lui vuole farsi una pippa, mica disquisire di poltica e società. Allora lo facciamo noi per lui, perché? Che cosa non va? Questo sistema funziona, o va cambiato? E se va cambiato, come cambiarlo in modo che tutti possano avere la loro parte di felicità senza uscirne danneggiati?

24 Luglio 2007
13:34, Martedì
Giulia
Filed under : Gender, Mass Media, Segnalazioni, Società
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19 commenti

(#) Quello che disse viscontessa

Martedì 24 Luglio 2007 alle 14:06

1

Fino a quando gli uomini riterrano che il sesso per loro sia un diritto inalienabile sarà difficile cambiare le cose. Sono ancora molti coloro che pensano che una prostituta che si prostituisce per libera scelta, (e anche su questo si potrebbero scrivere pagine intere) permette anche agli uomini meno fortunati di esercitare il loro diritto alla gnocca.

(#) Quello che disse FikaSicula

Martedì 24 Luglio 2007 alle 16:11

2

io penso che se finalmente si fosse meno pudici e costretti dalla cultura patriarcale si farebbe a meno di orpelli immaginifici e cura degli accessori. i moralismi eccessivi al maschile (quelli che ti chiamano suora perchè chiedi che ti venga richiesto il permesso per entrare nei tuoi buchi) sono giustificazione per il perseguimento dei loro obiettivi. e la loro spinta è certamente l’egoismo, il loro bene, il loro piacere…
penso che noi dovremmo abituarci di più a perseguire il nostro di piacere mostrando anche che ci sono più modi per essere sessuofobi e moralisti. come quando un uomo si oppone alla realizzazione dei desideri di qualcun@, o quando si stizzisce se scopre che la propria donna ha un ottimo rapporto con un vibratore…
chiediamoci quante fantasie di donne vengono negate in nome del fatto che non va mai offeso l’orgoglio maschile e vediamo poi chi e perchè ha bisogno di donne oggetto dal buco spalancato senza esigenze…
la cosa bella è che a queste donne gli uomini chiedono sospiri e orgasmi dimostrativi giusto perchè così loro non si sentono consumatori ma si illudono che hanno fatto moltissimo per quelle donne…
chissà chi ha problemi di sessuofobia quindi :)
sulle sex workers volontarie io invece invito a leggere un mio vecchio post sull’argomento… perchè le donne la pensano diversamente e alcune scelgono in quella direzione “liberamente”…
forse è lo stesso “liberamente” che costringe ciascuna di noi a fare scelte obbligate (lavoro, cura, figli, casa, persona, vita) di ogni tipo…
io non sono certa di essere più libera di chi decide di fare quel mestiere…
le vie della prostituzione sono tante e certamente io ne ho percorsa qualcun@ per una retribuzione anche assai inferiore (niente). si vende la testa, il culo, il cervello, lo spazio, il tempo…
non so cosa sia più nobile. anzi penso non ci sia da ricercare una nobiltà…

(#) Quello che disse viscontessa

Martedì 24 Luglio 2007 alle 16:45

3

FikaSicula, solo poche ore fa ho scritto sul mio blog un post che parla proprio di quanto ognuno di noi, alla fine, sia costretto a vendersi:-)

(#) Quello che disse FikaSicula

Martedì 24 Luglio 2007 alle 16:58

4

Letto :)
se le sex workers potessero fissare prezzi, essere regolarizzate forse la loro libertà nel gestire la professione sarebbe maggiore no?
per me si tratta sempre (come per la legge 40 o la 194) di spazi di autodeterminazione dove non ci sia posto per la morale cattolica o per la critica di qualunque genere. se le sew workers non fossero più criminalizzate ne’ “assistite” a scopo di redenzione, io penso che anche i nostri costumi sessuali ne trarrebbero giovamento :)

(#) Quello che disse Giulia

Martedì 24 Luglio 2007 alle 17:54

5

Se gli uomini e le donne fossero davvero liberi di esprimere la loro sessualità, ci sarebbero le sex worker?
O non si tratta piuttosto di persone che hanno trovato una nicchia di bisogno?

(#) Quello che disse viscontessa

Martedì 24 Luglio 2007 alle 18:02

6

FikaSicula, tanto per cambiare sono d’accordo con te solo in parte. Hai ragione quando dici che regolarizzare la professione consentirebbe a chi decide di prostituirsi di farlo in maniera più civile, ma io continuo a dubitare che una donna si prostituisca per libera scelta e non mi riferisco allo scegliere liberamente di fare la prostituta piuttosto che andare a lavorare in un call center.
E’ pieno di prostitute che pur senza alcuna forma di regolarizzazione si vendono bene e lo fanno perché rende molto più di una vita in fabbrica ma nessuno sceglie, sogna o spera da grande di diventare un addetto ad un call center o un un addetto ad una catena di montaggio come non sogna, sceglie o spera di diventare una prostituta.
Ci vendiamo tutti, come dicevo nel mio post, perché siamo costretti a farlo e non per scelta, vendiamo il nostro tempo, il nostro cervello, le nostre idee, i nostri ideali e il nostro sesso, perché non ci sono alternative e ritenere che nella tutela di questi contratti di compravendita si esaurisca il nostro dovere di cercare di creare una civiltà migliore, è riduttivo.
Ben venga la tutela della prostituzione perché questo significa mettere dei paletti e delle regole ad un fenomeno che sfugge ad ogni controllo e che spesso coinvolge donne che sono costrette a farlo per motivi molto più seri di un facile guadagno, ma ben venga soprattutto un’educazione, una coscienza sociale, un sensibilizzazione che stabilisca finalmente che il sesso non è una merce, non è un diritto per gli uomini e un dovere per le donne così come un tempo si è stabilito che la schiavitù non è un diritto dei bianchi e un dovere dei neri.

(#) Quello che disse Domiziano Galia

Martedì 24 Luglio 2007 alle 19:30

7

Mi sbaglierò, ma sono convinto del contrario circa il punto di vista di LockOne, anche se capisco ciò che intende.
E’ che, secondo me, è proprio la sovraesposizione mediatica del sesso, direttamente o meno (dal porno alla moda, tanto per intendersi) che va ad ingrossare le fila dei pipparoli: è ovvio che se i “riferimenti” diventano la Jolie e Pitt uno si frustra.

(#) Quello che disse seralf

Mercoledì 25 Luglio 2007 alle 05:12

8

sintetizzando: a me pare il problema dell’uovo e della gallina.
altra cosa è prendere atto di una situazione con realismo senza cercare di spingerla un po’ verso ciò che vorremmo che fosse: se c’è una cosa da imputare al Neri credo che sia la mancanza di un segnale evidente, in una direzione che sia al di là da queste acque stagnanti fatte di tette consapevoli o meno, di diventare o meno ciechi. Io credo che lui abbia risposto in maniera del tutto lucida a Giulia evidenziando una cosa in parte forse anche vera - cioè una tua spiccata suscettibilità su alcuni temi Giulia, non me ne volere. Il problema è che però tutto questo suo realismo lucido e sereno non è al servizio di un equilibrio che ci piacerebbe vedere su macchianera come altrove, come diceva sia Giulia in testa, che altri. Io mi sento di riproporre come un disco rotto una suggestione sulla cooperazione: a me da maschio in teoria dovrebbe andar bene tutto ciò, e non dico che mi debba necessariamente dispiacere buttare l’occhio su un bel paio di tette, ma il piacere che ne ricavo dura forse mezzo secondo e certo meno del piacere che posso avere nel riuscire a chiaccherare (fosse anche su un tema come questo) con “quel paio di tette”. E inoltre non credo francamente che due tette più o meno conduicano realmente più gente su macchianera: anche qualora ciò avvenisse non credo che i nuovi utenti possano essere poi così attivi nel sostenere le conversazioni che sono il sale di quello e di altri siti, se sono davvero così impegnati nel rovinarsi la vista! ;-)
saluti

(#) Quello che disse seralf

Mercoledì 25 Luglio 2007 alle 05:15

9

e poi ripensandoci, soprattutto: al di là delle valutazioni è anche una idea trita e ritrita, perchè ritirarla fuori?
boh
(io piuttosto avrei preferito resuscitasse davvero cuore, ad esempio offrendo asilo a caviglia e company orfani anche del naufragato progetto di “par condicio”)

(#) Quello che disse Giulia

Mercoledì 25 Luglio 2007 alle 08:09

10

seralf, tu fai lo stesso errore di Gianluca, cioè di pensare che sia tutto un problema mio. Il fatto che io lo denunci a voce più alta delle altre non significa che io sia l’unica a percepirlo: significa solo che è più facile usarmi come capro espiatorio. Gianluca ha tentato di usare la mia (peraltro legittima, non nascondiamoci dietro un dito: no, non avete il DIRITTO inalienabile alla gnocca for sale, come già detto) protesta per dire, ecco, guardate ’ste femministe che vi vogliono levare il sacrosanto diritto alla sega. Che palle, che noia, perché non ci lasciano in pace?

Il problema è che (come è emerso dai commenti sia al suo post che al mio) non si tratta di un’isteria personale isolata, dettata da chissà quale nevrosi povera stella. E’ un fastidio generalizzato. Delle altre donne come me, e anche di certi uomini.

(#) Quello che disse sarah

Mercoledì 25 Luglio 2007 alle 10:36

11

Guarda seralf, a me il post di Gianluca Neri ha infastidito perchè mi è sembrato totalmente fuori dalla realtà, quindi “sentirtelo” definire lucido e realista mi lascia abbastanza perplessa…a te sembra realistico dire che è solo lo 0,01% della popolazione a pensare che alcuni atteggiamenti femminili giustifichino le molestie? Già dimenticate le discussioni su pantalone sottile vs jeans, o quelle su stuprata vergine vs stuprata non vergine? Poi, alla luce di questo post, e tenendo presente che lo sfruttamento della prostituzione è un fenomeno quasi esclusivamente maschile, ti sembra realistico scrivere (come fa Neri in chiusura) che il problema è solo “nostro” e che non riguarda i maschi in quanto categoria? E davvero pensi che l’abitudine maschile di porsi in un certo modo verso le donne (e ti prego cerca di capire quello che intendo, ovvio che non sto parlando di come te, o i tuoi amici vi rapportate con le vostre colleghe-amiche-sorelle, partiamo dal presupposto che qui siamo tutte persone civili) e il fatto che nella nostra società le femmine siano OGGETTIVAMENTGE svantaggiate, siano fenomeni separati? E poi basta dire che è un discorso vecchio e “uffa, che noia quelli che lo ritirano fuori…”, perchè anche se se ne parla da taaaanto-troppo tempo non si è ancora risolto un benemerito cazzo.
Per quanto riguarda lockone, io non lo conosco e magari mi faccio anche un po’ prendere dalla discussione, ma scommetterei un braccio che fra tutti i suoi problemi quello della bruttezza è l’ultimissimo.
Alla fine il punto è che se non ci fosse un mercato maschile che ricerca SOLO la pussy, non ci sarebbero tante donne che puntano solo sull’esibizione della fisicità. Che male c’è? Semplice, che è oggettivamente e statisticamente svantaggioso per le donne.

(#) Quello che disse Michela

Mercoledì 25 Luglio 2007 alle 12:02

12

Ho scelto di sostenere una candidatura alle primarie.
Il candidato l’ha reso noto alle agenzie.
Qualcuno - su un sito che ha migliaia di click giornalieri e ha velleità di luogo di dibattito impegnato - ha commentato che, non essendo io abbastanza nota da poter dare garanzie sulle mie credenziali culturali, è probabile che il candidato mi abbia scelta per una politica di tette e culo.
La mia domanda è: se anzichè una scrittrice poco nota fossi stato uno scrittore poco noto, si sarebbero chiesti la stessa cosa o gli avrebbero concesso il beneficio dell’intelligenza?

Neri è in malafede (oltre che in conflitto di interesse, visto che lo pagano per vendere figa) quando dice che queste concezioni riguardano lo 0,001 dei maschi. Sa perfettamente che è vero il contrario.

(#) Quello che disse Maria Sung

Mercoledì 25 Luglio 2007 alle 12:16

13

Attacco non solo frontale ma anche personale: tu sei fissata (Se si comincia a estrapolare le frasi quando si ha a che fare con persone che si conoscono bene, è un brutto segno: perché non ha estrapolato tutte le volte in cui parlavi in termini entusiasti della bellezza femminile e di Dita Von Teese?) e pure sessuofoba.
Proseguendo su questa linea si arriva al “sei pure un po’ invidiosa, perché se fossi come loro non faresti questi discorsi”. Come se la massima aspirazione di una donna fosse, appunto, spogliarsi (o essere apprezzzata per l’aspetto fisico) e il resto (tutto il resto) un ripiego.

Come se fosse normale gerry scotti grasso, pelato, vestitissimo e di mezza età circondato da ragazzine scosciate, svestite e mute. Fastidioso non alla vista (non ho niente contro gli uomini brutti e uno stacco di coscia non mi turba) ma per l’evidente modello di differenze (discriminanti) tra sessi divulgato in scioltezza.

(#) Quello che disse restodelmondo

Mercoledì 25 Luglio 2007 alle 13:16

14

La tragedia non mi pare sia non che le ***ine si vendano, ma che si svendano via per nulla - convinte di non poter fare altrimenti. Che poi è la differenza tra dignità e sfruttamento, tra lavoro e servitù.

Poi, a margine: io sono favorevole alla legalizzazione della prostituzione. Meno strati di non-detto penso possano solo aiutare l’emancipazione: ma questo è un altro discorso.

(#) Quello che disse Giulia

Mercoledì 25 Luglio 2007 alle 13:23

15

La supposizione di Gianluca (che io si invidiosa perché queste vengono guardate e ammirate e io - pensa lui - no) è balorda quanto lo sarebbe da parte mia dire che lui mette le Diecine su Ten solo perché è grassoccio e quindi non batte chiodo.
Non la prendo nemmeno in considerazione, se non come spia della mentalità di cui parla Maria Sung, appunto: che se non ti spogli, invidi quelle che lo fanno. Perché se non ti spogli è perché non puoi, ovviamente.

(#) Quello che disse V

Mercoledì 25 Luglio 2007 alle 19:08

16

“Un uomo non vede altro”. Non più di tre mesi fa, questa era la pubblicità per FX television, nuovo canale del bouquet di Sky. Una fotografia, e sotto la scritta “Un uomo non vede altro”. Cosa c’era in quella fotografia? Una patata, due meloni (e un pallone, vabbé). All’inizio mi sono incazzato: ma come, TV! Nuova! Digitale! Moderna! ed alla fine dici che in realtà a me interessano tette figa e pallone (beh, il pallone sì)? Per te pubblicitario, io compro solo in quanto possessore di testicolo? E soprattutto: almeno, se vuoi vendere con le tette, FAMMELE VEDERE perdio, non mi interessa l’immagine della metafora in uso per definirle.
Poi ho capito: “un uomo non vede altro” non è un gioco di parole, è la fredda crónaca, con la “o” chiusa. Perché è vero: dovunque mi giri vedo LA FIGA. Su cartelloni 6×3 che mi accompagnano lungo quasi tutto il tragitto per il lavoro, per vendere telefoni o Brancamenta o qualunque altra vaccata, non ci sono femmine, donne, testimonials o quel che si vuol dire: c’è LA FIGA, perfetta, disponibile, accondiscendente e costa solo 99€ al mese tutto compreso. Talmente perfetta che incontrare per caso la Gregoraci in un autogrill dalle parti di Bergamo è stata una delusione: non perché non sia bella (lo è, e meno volgare di quanto appaia) ma perché quella non era più LA FIGA: era una bella ragazza che si ungeva le dita con la margherita di spizzico e andava al bagno. Era uscita per un attimo dal mondo perfetto del pianeta figa per entrare in quello delle donne, questi esseri che si incazzano, rifiutano, negano e a volte sanno anche essere cattive. No, non c’è gara: dovendo scegliere, stravince LA FIGA, anche in trasferta. Tant’è che in campagna acquisti molte fanno a gara per entrare in quella squadra: l’ultimo nome uscito da vivaio è quello delle diecine.

(#) Quello che disse seralf

Mercoledì 25 Luglio 2007 alle 20:34

17

giulia io non penso affatto che sia un problema tuo: peraltro condivido il senso di fastidio rispetto a cose del genre, come ho più volte sottolineato sul tuo blog e anche qui, a volte riuscendoci, a volte meno. La cosa che dicevo è che Dò ragione al Neri circa il fatto che il tuo esempio sullo stupro fosse in quel contesto un po’ eccessivo, ma non volevo entrare nel merito di ciò che sentivi tu in qunto Giulia, lo avevo ripreso solo come esempio di come mi pare che lui sappia mettere a fuoco se vuole delle cose con lucidità, e d’altrocanto non mi pare sia altrettanto lucido nel rivendicare, come dici te, il diritto alla sega. o forse ci marcia davvero, come dicono altri: non sta a me dirlo e non loso, non conoscendolo personalmente: diciamo che non condivido queste che a me sembrano in tutto e per tutto sue cadute di stile, che vanno solo a innescare ennesimamente dibattiti che mi annoiano a morte. Mi spiace averti a mio modo tirata in mezzo per esprimerti invece assoluta solidarietà con la tua posizione, forse non si era capito granchè bene :-)
Io sarò anormale ma preferisco discutere su temi più interessanti che non tetta-si tetta-no, nè condivido la posizione di chi dà del moralista o dello scarsamente dotato di umorismo chi solleva la questione, mi sembra che in tal senso ormai si sia creato un movimento d’opinione trasversale su internet in difesa del cattivo gusto, spacciandocelo per “scelte personali” e “libertà di espressione”. E ovviamente non parlo manco io di quantità di epidermide, se non ci fossimo capiti. A me dispiace che mi pare di assistere impotente ad una deriva di certi siti che vanno nel maschile o nel femminile un po’ troppo stereotipato a mio avviso, ma forse al solito io non faccio testo. Io spero che tu ed altre non vi facciate passare la voglia di scrivere anche lì, tutto qua.

(#) Quello che disse seralf

Mercoledì 25 Luglio 2007 alle 20:44

18

@sarah: evidentemente sono stato troppo sbrigativo nell’esprimermi e ho dato adito a malintesi. Anche stavolta come diverse altre in passato (almeno lei spero se ne ricordi :-) dò ragione a Giulia su tutta la linea. Apprezzo e condivido quasi sempre quasi tutto quello che dice su cose del genere, proprio perchè non mi pare che di solito parta da posizioni per partito preso ma da fati concreti, e questo caso non fa eccezione.
Il definire Neri lucido era riferito rispetto soltanto al suo avanzare a giulia la critica che il paragone con la violenza fosse un po’ tirato (il che ne l caso specifico condivido, una volta tanto e non vuol dire voler pensare che il problema sia di giulia o non condividere le posizioni più volte da lei espresse sulla violenza). Lo usavo solo come esempio (evidentemente non sono stato chiaro su questo, mi spiace) per dire che se lui sa mettere a fuoco così bene certe sfumature in altri, sia poi un po’ strano che si faccia incartare da operazioni del genere, a mio avviso un po’ di dubbio gusto, e che contribuiscono a mio avviso a creare delle fratture dove la discussione costruttiva si perde e diventa altro.

(#) Quello che disse Giulia

Mercoledì 25 Luglio 2007 alle 21:16

19

In realtà io su Macchianera ho sempre scritto poco. Non è casa mia, ed è diventato un luogo progressivamente ostile; la deriva segaiola dell’ultimo annetto (culminata nella faccenda delle Diecine) non mi fa certo aumentare il desiderio di buttarmi nella mischia.

Non credere che non abbia contemplato l’ipotesi di fare su Macchianera quello che faccio su Sorelle d’Italia, ma ho un fegato solo. E non mi va di farmelo gonfiare dalla stupidità altrui.

La faccenda in questione (il post di Gianluca) non mi ha irritata né colpita. Ho accolto con molto piacere la possibilità di aprire una discussione che su Macchianera sembrava tabù, tanto più che nemmeno su Pink le autrici si sono sentite in diritto (o in dovere) di affontare l’argomento. L’attacco di Gianluca, che tu chiami lucido e io chiamo un tantino scorretto (ma fa niente, ripeto, va bene così: è stata proprio la scorrettezza a giocare contro di lui) mi ha dato un assist notevole.
Certo, aiuta anche il fatto che molte persone, molti uomini, si siano schierati dalla mia parte, e implicitamente dalla parte di tutte quelle che non sono intervenute nel polverone, e che magari non riuscivano ad articolare un certo tipo di disagio.

Insomma, a me pare che si sia fatto qualcosa di utile. La settimana prossima arriverà una nuova Diecina e il mondo andrà avanti come al solito.

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