Sorelle d’Italia

Emigrazione femminile

Nella piccola isola  del sud dove vivo è davvero difficile trovare lavoro. Per questo, molte amiche hanno dovuto far la valigia e andare via: a Bologna, a Milano, in qualunque luogo si trovasse la possibilità di lavorare e costruirsi una vita autonoma. Ci sono alcune che sono state ben felici di essere andate via, altre lo hanno fatto per necessità.

Ho accompagnato una di queste mie amiche alla nave: era di ritorno. Ha guardato il mare, i gabbiani, i colori. Nella busta, oltre la valigia, ci sono pomodori, mozzarelle, melenzane e basilico, La nave ha lanciato gli ormeggi e lei, tra breve, sarebbe partita. Mi ha abbracciato. Quando vedo le alpi e tutto bianco intorno, d’inverno, all’inizio sembrava che il mondo sparisse, dice. Ma tutto quel bianco mi dava l’impressione che potessi immaginare meglio questo mare, la mia scogliera dove passeggiavamo, la mia casa, fa ancora. Sto bene lì, continua, ma la mia casa resta questa. Deve proprio andare. Mi dice che devo andarla a trovare: lei ci conta. Sono sempre in giro per l’Italia ma è raro che le vada a trovare: la nostalgia di quelle che eravamo è forte e la consapevolezza di essere cambiate, indurite, meno sognanti, ci fa sempre un pò male.  

20 Luglio 2007
17:17, Venerdì
Roberta SG
Filed under : Ambiente, Identità, Personale, Senza categoria, Società
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2 commenti

(#) Quello che disse hooverine

Lunedì 23 Luglio 2007 alle 01:37

1

ho lasciato l’isola definitivamente un anno fa, e, almeno psicologicamente, due anni fa esatti esatti. per amore e per sopravvivenza. ma quando il treno passa attraverso l’acese, e impiega mezz’ora per percorrere l’intera lunghezza dell’Etna, io piango, piango come una deficiente.

(#) Quello che disse lasuorica

Martedì 24 Luglio 2007 alle 13:25

2

anche io isolana(sardegna però)mi sono volontariamente trasferita fuori dall’atollo per studiare 5 anni fa.sto bene a perugia,ma non è casa mia,casa mia è l’isola e ci ho messo anni ad accorgermene,forse l’isola è molto più casa mia da quando non ci vivo più,perchè ora tornare mi fa aprezzare meglio le cose che sono migliorate,quelle che sono peggiorate e quelle che restano sempre uguali,cose che vivendoci tutti i giorni si notano di meno e si danno per scontate.
E poi quando l’aereo passa sulle coste dell’ogliastra o quando sorvola la sella del diavolo o il porto bhe finisco anche io con la lacrimuccia.

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