Sorelle d’Italia

La sorpresa dentro ad un Kinder

Hai quasi 43 anni, una figlia di dieci, un marito che fa l’avvocato, un lavoro come contabile, qualche amico a quattro zampe, due azalee e un blog.

Ed eccolo lì, è proprio quell’ultima caratteristica che stona nel tuo ritratto di signora borghese in piena crisi di mezza età che corre ad iscriversi in palestra e va dall’estetista almeno una volta alla settimana. Stona perché hai fatto più o meno la ragioniera per tutta la vita con un diploma preso alle serali per accontentare i tuoi genitori e i ricordi del tuo amico Eugenio con cui ascoltavi i Genesis mentre leggevate Frigidaire. Ma poi lui è morto e non sei neanche andata al suo funerale.

Per il resto non hai mai fatto molto altro perché non avevi voglia di studiare e forse non avevi neanche troppo bisogno di lavorare.

Si tira a campare. Se ti raccontano di Cortina ci andavi a sciare a casa di amici quando eri ragazzina e hai quel ritratto di te abbracciata a Corto Maltese e firmato da Hugo Pratt. C’era la Maria la punkabestia del piano di sopra con cui avevi fatto amicizia e la Sardegna che conosci fin da bambina. E poi il Negroni, l’amante ricco, le canne con quei ragazzi del CPA o la cocaina da tenere nei barattoli di zucchero. C’era la sinistra con gli amici di destra, Kafka letto rinchiusa nel reparto psichiatrico a fare la notte ad un’amica, Kundera con il fidanzato anarchico, Cent’anni di solitudine con il bel tenebroso che poi è diventato giornalista o la tesi sulle api di quell’altro fidanzato che adesso è diventato presidente di non ricordo cosa mentre nei pomeriggi d’inverno c’erano i “ragazzi” di San Frediano con cui andavi a rubare nei supermercati per vedere che effetto che fa.

C’era tutto e niente, si tira a campare anche senza una famiglia facoltosa dietro e un genero che fa l’operatore ecologico mentre tu lavori con un contratto a progetto e speri che non ti venga mai il mal di denti perché ancora non hai imparato a mettere da parte i soldi.

E adesso c’è una famiglia da mandare avanti, una figlia di crescere e le rughe da combattere, e ogni mattina, quando da sola a casa ti trovi a stendere il bucato prima di andare in ufficio, provi per quei calzini un misto di piacere e di risentimento perché vorresti che quel calzino che ti piace tanto stendere non fosse associato all’immagine della casalinga da soap opera con l’abbonamento a Gente.

Tanto sei cresciuta e non sei più quella ragazzina ribelle e sempre imbronciata che piaceva tanto agli uomini convinti come sono che una donna si possa domare come un puledro. Sei cresciuta e sei diventata una donna con tutto quel tuo pesante fardello di esperienze così confuse da confondere anche chi ti sta intorno tanto che ormai hai imparato a piazzarti con disinvoltura ovunque, sempre fuori luogo, sempre alla ricerca di una tua dimensione spazio temporale che ormai vivi solo nell’istante nel quale ti trovi.

Ma sto divagando. C’era il blog dicevo, c’era che qualche anno fa senza aver mai nutrito alcuna ambizione letteraria o giornalistica, hai aperto un blog che era un po’ come il tuo fidanzato immaginario di nome Niccolò che ti eri inventata a tredici anni quando tutte le tue amiche facevano a gara a raccontarsi i fidanzati e a te non ti aveva voluto nessuno neanche come rimpiazzo.

C’era un blog che era un po’ come me, un blog di una donna di mezza età che parla di figli e lavatrici, di masturbazione e di politica, di come conquistare un uomo o di come prenderlo per il culo. Un blog senza né capo né coda, a volte ironico, altre terribilmente serio, qualche volta cinico, volgare, imbronciato, affascinante, inutile, malinconico, saggio e incosciente allo stesso tempo.

E c’era quindi questa donna di mezza età abbonata alla Cucina Italiana, con un vero talento per le lavatrici e un marito che non sa neanche dove sta il frigo. Una donna come tante altre che un giorno per via di questo accidenti di blog, decide di prendersi quattro giorni di ferie e da sola con la sua macchinina se ne va in Val d’Aosta ad un incontro tra persone che conosce solo di nome e che parleranno di radio e di blog. E da sola arriva lì, chiama l’unica amica virtuale che conosce, si presenta a tutti con disinvoltura, si intromette in ogni conversazione, si rende perfettamente conto di essere l’unica donna da sola a parte la sua amica che però è stata invitata dal comitato organizzatore, e ascolta, si adegua, si plasma e si colloca ma soprattutto non è lì per cercare niente: non spunti di riflessioni, non visibilità, non un uomo e neanche, tra tutti quegli oratori rigorosamente uomini, l’occasione per dimostrare che le donne emancipate viaggiano anche da sole.

“Ma sei da sola?” mi chiede Daria Bignardi una sera a tavola

“si” rispondo

“e cosa fai nella vita?”

“la contabile”

“ma c’è un motivo per cui sei qui?”

“si, volevo passare qualche giorno in montagna ma nessuno mi ci porta mai e sono ancora troppo giovano per venirci con la gita parrocchiale della terza età”.

“beh, complimenti, cioè ecco non sarebbero tante le donne che lo farebbero”

“non so, mio marito ha la passione della moto e quando va via in moto per qualche giorno nessuno si meraviglia, anche io avevo voglia di una vacanza e così eccomi qua…..”

Voci di corridoio narrano che la mia presenza sia stata oggetto di conversazione.

17 luglio 2007
10:28, martedì
Viscontessa
Filed under : Identità, Personale
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Blog reactions Commenti :
 
26 commenti

(#) Quello che disse Giulia

martedì 17 luglio 2007 alle 10:41

1

Bel-lis-si-mo.

(#) Quello che disse Stregatta

martedì 17 luglio 2007 alle 11:19

2

Quoto…:-)

(#) Quello che disse munchies

martedì 17 luglio 2007 alle 12:34

3

Amen………
Hai fatto benissimo ad andare in gita da sola. Anzi, anche io credo proprio che mi farò una settimana di vacanza da sola.
^_^

(#) Quello che disse anto

martedì 17 luglio 2007 alle 13:04

4

struggente per quanto specchio di molte

(#) Quello che disse Thumper

martedì 17 luglio 2007 alle 15:24

5

E` vero.
Quando sono i mariti (o i loro surrogati) ad andarsene in giro da soli, nessuno si meraviglia.

Brava, hai fatto bene, se era quello che volevi fare.

(#) Quello che disse nenenina

martedì 17 luglio 2007 alle 15:57

6

Tutto pensavo….meno che la Viss fosse contabile!!!

(#) Quello che disse Roberta Sg

martedì 17 luglio 2007 alle 16:05

7

hai dimenticato che hai anche un bellissimo pappagallo verde… bellisiimo pezzo, Vis. Ciao, roberta.

(#) Quello che disse MARMIST

martedì 17 luglio 2007 alle 19:31

8

Mamma mia.

“Di a tuo marito che a cinquant’anni mi prendo dieci anni di adolescenza.”

Orgoglio femminile. Essere negro ed esserne orgoglioso. Quando non hai altro.

(#) Quello che disse Giulia

martedì 17 luglio 2007 alle 19:53

9

Beh, c’è evidentemente anche chi è orgoglioso di essere un cretino, non avendo altro.

(#) Quello che disse phoebe

martedì 17 luglio 2007 alle 21:33

10

FAVOLOSO!

(#) Quello che disse viscontessa

martedì 17 luglio 2007 alle 23:41

11

A volte bisogna mettere ordine nei cassetti o nella propria vita e c’è bisogno di mettere nero su bianco ciò che siamo o ciò che non siamo mai diventate.
Grazie e sappiate che comunque vadano le cose, mi sono divertita:-)

(#) Quello che disse Anna Spina

mercoledì 18 luglio 2007 alle 09:11

12

Il pezzo di Viscontessa è molto bello, concordo con Giulia circa il cretino.
saluti a tutte
anna

(#) Quello che disse Margot

mercoledì 18 luglio 2007 alle 12:25

13

Sola, in compagnia, parlare tutta la sera, o stare in silenzio e giocare col polsino della camicia.
Fare le cose che ci vanno, comunque , è la vita. Bello sentirla raccontare come fai tu.
Margot

(#) Quello che disse Laura C

mercoledì 18 luglio 2007 alle 12:52

14

la Bignardi ha fatto la stessa domanda anche a me “ma sei sola?”
sto ancora cercando una risposta io.

(#) Quello che disse Alessyo

mercoledì 18 luglio 2007 alle 13:02

15

Si, ecco, bellissimo, bel post, nessun commento.
Siamo un paese emancipato…solo per metà.

(#) Quello che disse Blimunda

mercoledì 18 luglio 2007 alle 13:03

16

Ma che cavolo di domande è “Ma sei da sola”? Cos’è, dobbiamo ancora viaggiare con la dama di compagnia? Le vacanze più belle le ho fatte da sola. E mi sembra che anche Viss si sia divertita mica male. E poi vuoi metter al soddisfazione di essere oggetto di conversazione…

(#) Quello che disse viscontessa

mercoledì 18 luglio 2007 alle 18:45

17

Blimunda non confondere la ormai accettata immagine di due amiche che viaggiano da sole con quella di una sola che viaggia senza compagnia.
La differenza, agli occhi della gente, anche quella più emancipata e progressista, è enorme.

(#) Quello che disse Giulia

mercoledì 18 luglio 2007 alle 19:01

18

A me è sempre piaciuto spostarmi da sola. Dipende dal fatto che sono stata single per moltissimo tempo, e anche quando sono fidanzata cerco di prendermi un po’ di spazio. Sarà che mi muovo in un ambiente dove tutti sono indipendenti, ma non ho molto risentito della curiosità di cui parla Vis.
Che però non è per niente inedita, purtroppo.

(#) Quello che disse viscontessa

mercoledì 18 luglio 2007 alle 19:12

19

Hai centrato il punto Giulia, io sono sposata e soprattutto ho una bambina.
Fino a qualche anno fa non succedeva neanche a me ma evidentemente si è portati inconsapevolmente a pensare che lasciare a casa i figli piccoli senza un motivo valido (che potrebbe anche essere solo quello di ritrovare i propri spazi di single in compagnia di un’amica che condivida con te lo stress del “lavoro” di madre)sia un atteggiamento quanto meno curioso.

(#) Quello che disse Giulia

mercoledì 18 luglio 2007 alle 19:47

20

Sì, si tende sempre a pensare che ci siano “problemi”, “nevrosi”, che non si sia “appagate”, che si abbia voglia di “scappare”.
Come se una donna, solo perché ha marito e figli, non abbia più il desiderio di ritagliarsi degli spazi in cui essere soltanto se stessa. Non la mamma e non la moglie, non la figlia e non la padrona degli animali, non la vicina di casa e non la collega. Solo una persona in mezzo ad altre persone, che a loro volta hanno lasciato a casa i ruoli sociali che normalmente ricoprono. Senza che questo sia segnale di stanchezza o infelicità.

E’ che a volte questi problemi ce li facciamo prima di tutto noi.

Qualche giorno fa ne parlavo con il mio fidanzato. Gli dicevo proprio che mi faccio scrupolo a chiedergli di potermi assentare, andar via da sola, ogni tanto, perché mi sembra di rubargli tempo. E che mi rendevo conto che era un pensiero stupido, ma era lì.

Non è un caso che quando ho messo i tag al tuo post ci abbia inserito “scampoli d’assenza”, che però non è venuto fuori tanto bene, maledetto wordpress :D

(#) Quello che disse viscontessa

mercoledì 18 luglio 2007 alle 21:58

21

Giulia, quando tempo fa parlavo delle piccole cose, m riferivo proprio a queste inezie che sfuggono ancora alle riflessioni più serie che accompagnano la questione femminile. L’emancipazione femminile è ancora molto lontana e non solo perché di fatto uomini e donne non godono degli stessi diritti, ma proprio perché siamo ancora legati a degli automatismi mentali originati sia da un istinto che non possiamo negare, sia da secoli di un’educazione che non possono essere cancellati a colpi di quote rosa.

(#) Quello che disse Blimunda

giovedì 19 luglio 2007 alle 01:30

22

Viss: no ma io non confondevo, stavo parlando di una donna che viaggia sola-sola. E sono perfettamente d’accordo che ancora generi come minimo curiosità, immagino acuita dal fatto di avere un figlio e non portarlo con te. Anche se mi aspettavo fosse un atteggiamento tipico di generazioni precedenti e non di più o meno coetanei più o meno intellettuali.

(#) Quello che disse IO

giovedì 19 luglio 2007 alle 12:56

23

… c’era che qualche anno fa quando qualcuno Ti disse di aprire un blog perchè sarebbe stato lo specchio di Te stessa e che era adatto a Te e che Tu neppure sapevi cos’era un blog mi rispondesti … “o bellino, icchè ‘un c’ho un hazzo dda fare!”.

Ecco, oggi mi ritrovo a volerTi linkare (non so come si fa, però) l’articolo di Corriere.it che dice che il popolo dei bloggher e le opinioni espresse hanno assunto oramai una rilevanza quasi “politica” e che per alcuni di essi c’è addirittura la corsa alla sponsorizzazione e mi citano nomi che ben conosco.

Ti leggo qui e Ti leggo là in questo mini ritaglio di tempo e sorrido.

Avevo ragione. Io.

(#) Quello che disse Thumper

giovedì 19 luglio 2007 alle 16:55

24

… e se invece fosse che non ci piace andare in giro da sole? ;)

(#) Quello che disse Isadora

sabato 21 luglio 2007 alle 19:04

25

Viss, tu lo sai, io sono spesso in giro sola: per lavoro, spesso quando faccio una scappata dai miei (con o senza stazioni intermedie). Può anche darsi che qualcuno abbia fatto o faccia dei commenti, ma io non ho né tempo né voglia di soffermarmi a pensarci. Sono fermamente convinta che la (certa?) gente si senta autorizzata a commentare/criticare, finché c’è qualcuno disposto a prestarle attenzione. Quindi: continua a fare quello che ti pare nel modo che più ti aggrada e vedrai che alla lunga saranno quelle persone a stancarsi. E, ancora una cosa: se la signora Bignardi crede di doverti fare i complimenti perché viaggi da sola, quella che ha un problema è lei, non tu. Bacio.

(#) Quello che disse viscontessa

domenica 22 luglio 2007 alle 18:17

26

IO, mi fa piacere trovarti qui ma che accidenti c’entra il mio post con il solito articolo preconfezionato sui blog, con me?

Blimunda, Thumper, Isa, ho viaggiato per lavoro da sola per tanto tempo anche io e non è mai stato un problema anche se la sera preferivo farmi portare la cena in camera piuttosto che uscire per andare a cercare un ristorante. E’ vero, non mi piace sedermi al tavolo di un ristorante da sola ma per il resto, anzi, ho sempre amato i miei viaggi in perfetta solitudine e non mi sono mai sentita a disagio. Perchè non è il disagio ciò di cui sto parlando ma della curiosità che ancora oggi destano le donne che si muovono da sole soprattutto se non hanno la scusa del lavoro o della famiglia da andare a trovare e non escludo di essere io la prima a complimentarmi con una donna che lascia a casa la propria famiglia per un viaggio di piacere in solitudine. Perchè nonostante tutto non è così frequente, perchè nonostante tutto ci si aspetta ancora che una donna con dei figli piccoli sia prima di tutto una madre e poi tutto il resto.

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