Sorelle d'Italia

Parrucchiere per signora

Un sabato ogni tanto, diciamo quando mi accorgo di avere in testa un salice piangente, mi reco dal parrucchiere. Recarsi dal parrucchiere per noi donne è un appuntamento fisso cui attendere con devozione quasi religiosa. Perché sappiamo che uscite dal parrucchiere staremo meglio con noi stesse. Perché ci sentiremo estremamente più fighe. E di fatto, lo saremo.

Ma quanto è difficile per noi donne trovare il parrucchiere giusto? Il parrucchiere giusto è una summa di qualità che difficilmente sono presenti in un’unica persona. Innanzitutto è colui che ci sa capire. Deve essere in grado di dar forma e colore ai nostri più reconditi desideri, per quanto insensati. Non deve perciò tentare di dissuaderci se gli chiediamo tagli o acconciature in palese contrasto coi tratti del nostro viso (ad. esempio allisciate di capello su visi alla Modigliani, oppure mechès biondissime su carnagione lattiginosa ad inevitabile effetto Ilona Staller, o ancora richieste di frangettone pesantissime su volto e su naso da attrice almodovariana). Insomma non deve protestare. Deve farlo. E deve farlo bene. E se noi gli ordiniamo "una spuntatina" deve tagliare poco, anzi pochisssimissimo, al limite facendo solo finta e tirando qualche sforbiciata a vuoto, perchè si sa che noi poi andiamo a controllare ciò che rimane sul pavimento per vedere se è stato di parola.
E poi il parrucchiere giusto deve esercitare in un negozio allegro ma non frivolo, familiare ma allo stesso tempo giovanile, frizzante e colorato ma comunque sereno e riposante, in un contesto che sia dinamico ma non frenetico… insomma, casa nostra.
E poi deve essere all’avanguardia. Deve fare tagli giovani. Ma non troppo. Deve essere un misto tra il "parrucchiere per signora" che concia tutte con la cofana da matrimonio d’ordinanza, e il parruchiere modaiolo e gayissimo che costa un occhio della testa.

E un deciso no, no, e ancora no, alle catene in franchising. Quei posti spersonalizzanti, dove si lavora come in catena di montaggio, dove decine di ragazzetti appena usciti dalla scuola si permettono di metterti le mani in testa masticando ciunghe al sapore di uva. Orrore!!!
Noi donne fantastiche insomma abbiamo bisogno di spendere poco e sentirci a casa. Ma senza restare a casa, se possibile.

Ebbene. Crepate di invidia. Io un parrucchiere così l’ho trovato.
Oddio, non è esattamente così. Ma per molte ragioni non riesco a fare a meno di lui. E’ lui, il mio uomo, il mio parrucchiere. Uno che ha capito che noi donne non bisogna assecondarci, col rischio di beccarsi delle parole perché quello che ha fatto non è quello che volevano (e di fatto non lo sarà mai), ma bacchettarci senza pietà. Insultarci, farci sentire un po’ cretine anche. E noi lo adoreremo. E infatti io lo adoro.

Quando entro nel negozio sento il suo sguardo severo su di me. So che mi sta guardando per capire se l’ho tradito ("chi ti ha fatto questo taglio orribile? zoccola.") Maschio, sui 40 anni, magnetici occhi azzuri. Affascinante. Sposato. Sospetto gay. Ama l’opera ed impugna le forbici con grazia a dir poco sospetta, ma parla sempre delle donne che si è portato a letto. E’ leggiadro ma pelosissimo, è dolce ma maschio, ha una voce vellutata ma con virile accento del sud. E’ l’uomo perfetto.

Io non oso mai proporgli qualcosa per i miei capelli. Lascio sempre fare a lui. E così quando gli dico "taglia" e lui taglia sul serio, tantissimissimo, soffro felice e non mi lamento. Puro masochismo. Abbasso la testa, guardo i tranci di capelli per terra, alzo lo sguardo implorante e lo vedo lì, che mi sovrasta col suo sguardo magnetico e beffardo, con in mano un paio di affilatissime forbici con la punta svettante verso il cielo. Non posso fare a meno di dire: "Si, hai fatto bene. Sono bellissima. e sono tua. Per sempre. Ma dimmi almeno una parola gentile. Fammi sentire unica."
Lui non dice mai nulla. E proprio quando mi stanco di aspettare e comincio a pensare "io non ci torno qui, questo stronzetto di tosatore per cani non è abbastanza deferente, non mi solletica l’amor proprio: mi fa sentire una delle tante", ecco che lui se ne esce con la parola giusta. Niente di banale, che noi donne siamo mica sceme. La parola che ti fa sentire una sua creatura. Che ti fa sentire bellissima. E’ un rapporto fatto così. Non finirà mai. Perchè senza di lui ormai non posso più vivere.

… perché quando un uomo ci prende di testa, è finita.
Come per gli uomini, così per i parrucchieri: corriamo dietro ai più bastardi.

11 luglio 2007
11:27, mercoledì
tengi
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Commenti : 19
 
19 commenti

(#) Quello che disse Paola

mercoledì 11 luglio 2007 alle 12:53

1

Tengi, sei veramente fantastica! Leggo il tuo blog con una certa regolarità e da pochi giorni frequento anche “Sorelle d’Italia”.
Il tuo stile è inconfondibile, trovi sempre immagini in cui riconoscerci!!

(#) Quello che disse Blimunda

mercoledì 11 luglio 2007 alle 13:09

2

Tengi, chapeau. Dalla testa modello salice piangente allo sguardo mesto rivolto alle ciocche sul pavimento: avrei voluto scriverlo io. Non fosse che per un piccolo particolare: io il parrucchiere giusto ancora non l’ho trovato. Oscillo tra quello di rione (a Genova) che è troppo remissivo e privo di idee a sporadici tradimenti con hair stylist milanesi gay, carissimi e fighissimi che mi conciano in modo sublime per due ore, ma al primo shampoo casalingo sembro un fungo atomico.

(#) Quello che disse adriana

mercoledì 11 luglio 2007 alle 14:38

3

mi associo ai complimenti per il post, anche se mi sento totalmente esclusa. da quando mi sono rassegnata ai capelli grigi (anzi, come dicono gli addetti, sale e pepe), lo porto cortissimi. perlomeno ci ho guadagnato lo sconto per il taglio da uomo e mi risparmio le chiacchiere con chi manovra le forbici, dato che ci mette due minuti. ma forse ha ragione mia figlia e sono proprio un’asociale.

(#) Quello che disse Velenero

mercoledì 11 luglio 2007 alle 15:30

4

Ma tu sei una di quelle che poi arriva a casa, si guarda allo specchio e piange?

(tra l’altro, Tengi, detto tra noi: ho come la sensazione, nonostante ci si conosca da poco, di adorarti alla follia… devo preoccuparmene?)

(#) Quello che disse tengi

mercoledì 11 luglio 2007 alle 19:48

5

no, macchè… ;-)

(#) Quello che disse Roberta Sg

mercoledì 11 luglio 2007 alle 20:24

6

Ciao Tengi! E’ proprio così. Il mio parrucchiere si chiama Claudio e non lo lascerò mai: nei primi dieci minuti discutiamo animatamente sul taglio dei miei capelli e poi lui mi fa un lavoro assolutamente fantastico. Non posso farci niente: quando incontro un uomo con cui ci litigo bene non posso farne a meno!(questo forse è il nocciolo di tutti i miei casini con l’altra metà del cielo).

(#) Quello che disse Sol

giovedì 12 luglio 2007 alle 09:44

7

adesso sai perchè ho
a) un metro di capelli e guai a chi li tocca
b) la frangia un po’… non euclidea perchè me la taglio da sola 3) una tinta nero blu perfetta che il parrucchiere se la sogna.

perchè è da luglio del 2001 che non vado da un parucchiere e quello che devo fare, faccio da me. Non mi beccano più. e a parte il risparmio di tempo e di soldi, mi sento una gran strafiga quando mi dicono…. “ma che bei capeeeeeeeeeeeeellli, da chi vaiiiiii?” e io so che è la tinta dell’esselunga heheheheheheheheh

(#) Quello che disse restodelmondo

giovedì 12 luglio 2007 alle 11:10

8

Io avevo mezza nuca spelacchiata da una radioterapia, i capelli sottilissimi e di un castano non brutto ma che rendeva la mia pelle color mozzarella. E i parrucchieri mi ricordavano di come ero carina quando la mia nuca non era spelacchiata, eccetera (la solita capacità delle donne di sentirsi brutte per ogni scusa da nulla), e poi vuoi mettere spendere soldi, no, non val la pena.

Poi sono capitata in un posto, quasi per sbaglio. Una donzella fa i miei capelli rossi “bellezza nordica”. Una ragazza mi porta una tazza di té. Mi accompagnano su una poltrona che vibra da cui posso anche navigare in internet. Poi mi lavano i capelli, e prende il controllo un giovanotto che per mezz’ora fa tutto a forbici. Tutto. Io mi fido ciecamente, finora ho fatto bene. Esco mollando alla cassa un malloppo di sterline, una cosa che mai avrei pensato di fare. Considero come mi stia trasformando in mia madre e mia nonna e tutte le mie ascendenti dal lato materno, compresa quella comunista di ferro (e pochissimo gauche caviar, fidatevi) che però aveva il parrucchiere e la manicure ogni giovedì cascasse il mondo. Mi guardo allo specchio, sto bene: e starò bene per i successivi tre mesi.

(#) Quello che disse Sara

giovedì 12 luglio 2007 alle 18:02

9

Il mio parrucchiere è il massimo che si può desiderare: educato, gentile e professionalissimo… tempo fa però ho vissuto un’esperienza un po’ estrema..
lui mi chiede: che facciamo sara?
e io: beh dovrei dare un po’ di vita al sostegno (leggi: anticrespo)…
e lui osserva la situazione (grave) e dice: mm beh sì ci sarebbe bisogno…
e con molta dolcezza aggiunge: facciamo restare in posa per 30 minuti…
e dopo 30 interminabili minuti di esalazioni ultratossiche strettamente imparantate alle armi chimiche mi ritrovo con tanti di quei ricciolini delicati che sembrano dirmi sempre molto dolcemente: eh ma come la fai lunga con questi occhi rossi e la gola secca… non vedi che vita nuova su questa testa?…
temo però qualche ritorsione genetica in futuro, tipo qualche corposa ciocca bionda e liscia in mezzo ai miei ricci scuri…
:-D

(#) Quello che disse Gres

venerdì 13 luglio 2007 alle 07:24

10

I miei sono due fratelli.
Quello che mi fa impazzire è quando uno dice all’altro:”Mettile i becchi rossi che a lei piacciono tanto”. E l’altro, come se non fosse già troppa la grazia, risponde:”Guarda che lo so anche io, cosa credi?”.

(#) Quello che disse tengi

venerdì 13 luglio 2007 alle 12:18

11

doppio parrucchiere, doppia cura.
ma che invidia.

(#) Quello che disse sara

venerdì 13 luglio 2007 alle 13:29

12

proprio bello questo post in cui l’ennesima accozzaglia di luoghi comuni (il parrrucchiere gay? noo, davvero?!) mi ricorda che faccio bene ad essere più misogina del maschio medio padano-siculo-pakistano. A quando un post di elogio delle virtù della scrittura in corsivo tonda? L’incapacità a fare i parcheggi è la diretta conseguenza dell’incapacità di rimanere entro le righe di un quaderno di quarta elementare? girl power!

http://www.7yearwinter.com/2005/06/le-donne-su-splinder-stanno-esagerando/
http://www.7yearwinter.com/2006/09/national-geographics-donna-moderna/

(#) Quello che disse tengi

venerdì 13 luglio 2007 alle 18:33

13

Sara,
attendevo con ansia qualcuno che prendesse seriamente questo post.

Siamo entrambe abbastanza intelligenti da non pretendere troppo da noi stesse, ovvero pretendere di scrivere qualcosa di nuovo sul tema delle donne oggi, del femminismo vero e presunto e del rapporto tra i sessi.
Sulla base di questo presupposto, conscia di darti una delusione, sono costretta a rimarcare il fatto (ma non credevo che ce ne fosse bisogno) che io e te abbiamo cercato di esprimere gli stessi concetti. Con la differenza che io non credo che sia necessario apporre in cima ai miei post un cartellone con scritta al neon lampeggiante che recita: “attenzione: questo è un post ad elevato contenuto di ironia!!!”.

Ti citerò a questo proposito un esempio che tra l’altro mi consente di ribattere in anticipo ad eventuali accuse di revisionismo critico sul post odierno.

Il concetto che –ahimè- al mondo esistano donne vacue e cretinissime che, pur fingendosi emancipate, hanno in realtà come unico scopo nella vita quello di scoparsi uomini ricchi, è un luogo comune che ci riempie entrambe di sdegno, e tu lo esprimi a chiare lettere citando un post a tinte forti che parla di donne zoccole emule di Samantha Johnes.
Io espressi il medesimo concetto in data 28 marzo con una favoletta che parlava di galline in un pollaio.
Eppure – o gioia, o gaudio! – nessuna delle mie lettrici pensò che io parlassi davvero di galline! Forse hanno solo finto di capire, queste stolide. Me l’hanno fatta sotto il naso, accipicchia.

Sono pertanto convinta che nonostante la tua misoginia, se ci conoscessimo nella vita reale, potremmo anche diventare amiche e andare a farci la messainpiega insieme.

Sara: scherzavo.

Tengi

Se ti va, ecco il mio pollaio:
http://pezzidufficio.blogspot.com/2007/03/il-pollaio.html

(#) Quello che disse Avv. Mutombo

venerdì 13 luglio 2007 alle 20:18

14

Il mio assistito ha voluto che inoltrassi questa mail per lui:

“non so chi sia quella Sara, ma quei post li ho scritti io.

Come puoi immaginare che siano scritti da una donna?

Ti spiego come fare a riconoscere la differenza, così la prossima volta non ti capiterà il medesimo errore: Non contiene dello scontato e superato vittimismo? Non arla di cazzate frivole che interessano solo alle 3 superficiali persone con cui si accompagna? Il post è interessante per quello che dice e non perchè ammicca al lettore tramite mirabolanti pratiche sessuali suggerite in modo squallido ? Ha dei lettori?

Allora è scritto da un uomo, probabilmente da me.”

(#) Quello che disse Domiziano Galia

venerdì 13 luglio 2007 alle 23:20

15

Chicchirichì!

(#) Quello che disse Giulia

domenica 15 luglio 2007 alle 15:11

16

“Siamo entrambe abbastanza intelligenti da non pretendere troppo da noi stesse, ovvero pretendere di scrivere qualcosa di nuovo sul tema delle donne oggi, del femminismo vero e presunto e del rapporto tra i sessi.”

E allora continuiamo a parlare di parrucchiere, via, ché quello è alla portata di tutte.
Ho la sensazione che in poche abbiano afferrato l’ironia dietro al post, la qui presente inclusa.
A me pareva proprio un post che parla di parrucchiere.

(#) Quello che disse restodelmondo

lunedì 16 luglio 2007 alle 01:11

17

Ok, ragazze. Ricreazione finita, si torna a lottare.

(#) Quello che disse sara

lunedì 16 luglio 2007 alle 13:41

18

Una così accurata profondità di analisi, non solo tua ma anche dei commenti relativi all’argomento messainpiega, è quanto mai sospetta. Non serve a nulla scrivere frasi retroattive e prevedibili tipo mi dispiace che tu non abbia capito la fine ironia che sta dietro il mio post e per excusatio non petita fai riferimento ad un salcazzo di vecchio post con una favoletta metaforica che dovrebbe renderti saggia e distaccata come un novello Esopo. Sogno un mondo in cui le persone prima di pubblicare un post controllano una check list inconscia come quella suggerita da Mutombo. Così, forse, una frase come “Siamo entrambe abbastanza intelligenti da non pretendere troppo da noi stesse, ovvero pretendere di scrivere qualcosa di nuovo sul tema delle donne oggi, del femminismo vero e presunto e del rapporto tra i sessi” potrebbe finalmente scomparire dalla faccia della terra.

(#) Quello che disse Domiziano Galia

lunedì 16 luglio 2007 alle 14:32

19

Suvvia, ma è proprio il caso di scatenare una guerra di principi su un post che era volutamente lieve?

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