Sorelle d’Italia

E se a volte servisse l’uomo forte?

Serata di sostegno a un’amica che ha abortito.
C’erano gravi motivi, di salute o economici? No.
C’era un’immensa paura che la paralizzava, il terrore di non essere all’altezza, la sensazione di non farcela.
Emozioni comuni oggi, ce lo dicono i libri che escono sempre più numerosi, le interviste a psicologi e sociologi, ma anche le chiacchiere fra noi che ci dichiariamo childfree, per il momento, per scelta o per sempre.
E allora qual è il problema? Scelta consapevole, diritto della donna, legge. Scegli, decidi, non lo vuoi, agisci di conseguenza.
Il problema è il compagno dell’amica in questione. Che, alla notizia della gravidanza le ha detto le paroline magiche

"DECIDI TU".

Certo, decidi, tu, è una tua scelta, sei libera, ci mancherebbe, io non mi intrometto. Se lo vuoi, faremo i genitori, se non lo vuoi, siccome in quanto donna da 0 a 3 anni te lo smazzi prevalentemente tu, lascia pure perdere.
Democratico e rispettoso.
E allora di nuovo, qual è il problema?
Che l’amica, in lacrime, ammette: "Se solo magari mi avesse convinto. Se solo con la sua forza avesse scacciato le mie paure. Se solo mi avesse detto che, insieme, ce l’avremmo fatta, invece di lasciarmi decidere da sola. Se solo mi avesse detto, o urlato anche, sei pazza? Rinunciare a un figlio nostro? Se solo. Io l’avrei tenuto".

5 Luglio 2007
16:00, Giovedì
Blimunda
Filed under : Gender, Personale

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82 commenti

(#) Quello che disse aranel

Giovedì 5 Luglio 2007 alle 17:10

1

DECIDI TU vuol dire “qualsiasi cosa tu decida, io non c’entro, soprattutto non potrai rinfacciarmi nulla, in piu’ faccio la figura di chi ti stima talmente tanto da non volerti influenzare minimamente”. Forse il compagno pensa che sia rimasta incinta da sola…

(#) Quello che disse adriana

Giovedì 5 Luglio 2007 alle 17:24

2

sono d’accordo. significa “non potrai rinfacciarmi nulla”. già visto…

(#) Quello che disse mary

Giovedì 5 Luglio 2007 alle 17:32

3

Che storia commovente… Come si fa a ricucire un rapporto di coppia dopo una cosa del genere? Ma soprattutto, se l’amica avesse deciso di tenerlo, avrebbe reso padre un compagno per il quale l’aborto o il tenere un bambino era uguale? Anzi, non era uguale, era “speriamo che non lo tieni ma io non voglio responsabilità”, preferisco mille volte un uomo che mi dica “No!”. Si parla sempre di donne che vogliono o non vogliono figli, come se gli uomini non c’entrassero per nulla nella questione. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano loro.

(#) Quello che disse Domiziano Galia

Giovedì 5 Luglio 2007 alle 17:39

4

Ma perché a volte? L’uomo forte serve sempre. Che non vuol dire violento. E non vuol dire che non abbia le sue debolezze.

(#) Quello che disse seralf

Giovedì 5 Luglio 2007 alle 17:40

5

a me pare una frase potenzialmente pronunciata da un uomo forte. Può darsi che lui non abbia voglia di un bambino e se la cavi delegando le responsabilità, come supponete voi. Oppure semplicemente ha compiuto un sacrificio cercando di non forzarla in nessun modo, perchè giusto che sia lei ad avere l’ultima parola, serenamente: supportata se lo vuole e non colpevolizzata se non lo vuole. Voglio dire non conosco le persone, quindi resto sul generale. E sul generale se mi trovassi in una situazione del genere probabilmente vorri tenerlo, ma se lei non se la sente e medita l’aborto è giusto che sia lei a metterci l’ultima parola, perchè poi sarà lei a dover affrontare fisicamente la gravidanza, non mi pare ci sia molto altro da dire. E poi parliamo di una coppia, non di uno che ha incontrato per strada.
La frase “Se solo magari mi avesse convinto” mi fa venire il dubbio che sia lei quella “non forte” e che quindi indecisa ed impaurita avrebbe volentieri rimesso tutte le responsabilità di decisione sulle spalle di lui, cosa che non mi pare sensata: e se lui l’avesse convinta e lei si fosse ritrovata in mezzo ad una gravidanza che dopo magari un mese non sentiva di volere?

(#) Quello che disse Blimunda

Giovedì 5 Luglio 2007 alle 17:48

6

Domiziano: che serva “sempre” non sono d’accordo. Che in questo caso lui avrebbe potuto infonderle più sicurezza, sì. Perché sono d’accordo con adriana e aranel, a me è sembrato un “fai tu così non puoi rinfacciarmi niente”.
seralf: certamente c’è da prendere in considerazione il tuo punto di vista, ossia un sacrificio di lui per liberare lei da una gravidanza non voluta. Che lei fosse indecisa e impaurita non c’è dubbio; che però nell’alchimia di una coppia si dovrebbe conoscersi tanto da capire quando l’altro non vuole perché non vuole o quando non vuole perché ha bisogno di uno sprone, un incoraggiamento, ne sono altrettanto convinta. E, secondo me, era questo il caso, soprattutto ascoltando lei oggi.

(#) Quello che disse mary

Giovedì 5 Luglio 2007 alle 17:54

7

Seralf, sicuramente lei era quella “non forte” e per questo avrebbe avuto bisogno di un uomo forte. Dici che tu vorresti tenerlo in una situazione simile, e non esprimeresti la tua opinione? Certo, naturalmente lasciando l’ultima parola a lei e senza forzarla. Ti accontenteresti di un “decidi tu” quando in cuor tuo vorresti quel bambino?

(#) Quello che disse aranel

Giovedì 5 Luglio 2007 alle 18:09

8

Più che un uomo forte, servirebbe un uomo punto. E non perché sia l’uomo a doversi prendere tutto il peso al posto della donna, intendiamoci, ma perché una coppia è fatta da due persone, deboli o forti che siano. Un uomo e una donna che dovrebbero condividere decisioni e responsabilità che li riguardano. Un uomo e una donna, insieme.

(#) Quello che disse Tatalla

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 01:21

9

Secondo me (modesto parere di madre) i figli sono delle donne almeno fino all’adolescenza.Nel senso che sono le madri a portarli dentro, partorirli, crescerli (si è mai visto un padre che prende il congedo paternità? suvvia…)almeno fino a quando non sono abbastanza autonomi da mettersi ad inseguire il padre, la figlia per il complesso di edipo (è così, hagar, non negare!) il figlio per imitare il modello maschile…Quindi sono le donne che devono decidere. La frase di lui è doppiamente interpretabile: spero che rinunci e non voglio responsabilità/ammetto che la maggior parte del lavoro dovrai farla tu e mi rimetto alla tua decisione,ma alla fine è sempre un problema nostro. E non possiamo prendercela con gli uomini, stavolta, ma con la natura, al massimo…

(#) Quello che disse Maria Sung

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 08:44

10

A me sembra che il “decidi tu”, se sono davvero le prime e le ultime parole dette appena saputo della gravidanza, sono due parole che l’hanno lasciata molto sola. Più che rispettoso, direi menefreghista e, più che uomo forte, direi che qua serviva un uomo sensibile ai propri sentimenti e a quelli della compagna. Decidi tu, bel supporto.

(#) Quello che disse aranel

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 08:52

11

Tatalla chiede “si è mai visto un padre che prende il congedo paternità?”. Sì, in moltissimi paesi europei. E non capisco perché dovremmo rassegnarci, come se fosse scritto del DNA italico che la mamma bene o male si smazza da sola i figli. Sono cambiate parecchie cose anche in Italia, diamoci da fare perché continuino a cambiare invece di dire “eh signora mia da che mondo è mondo”… Che ne pensate?

(#) Quello che disse mary

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 10:18

12

In Italia nessuno prende il congedo paternità, ma da qui a dire che i padri sono assenti mi pare esagerato. Anche se non parlo per esperienza diretta vedo i padri della nostra generazione essere collaborativi, molto più dei compagni delle nostre madri. Pur lasciandoci l’ultima parola, anche loro hanno il diritto (e il dovere) di dirci quanto e se desiderano un figlio appena concepito.

(#) Quello che disse Pietro

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 11:11

13

Ma era un “decidi tu, per me è lo stesso” o un “decidi tu, io ti starò accanto qualunque decisione tu prenda”? No, perché non è proprio la stessa cosa e non mi sembra molto corretto dare addosso a questa persona senza sapere qual è la sua posizione. Cioè, fa molto “solidarietà femminile”, ma insomma… Volendo poteva essere anche un “decidi tu, tanto io non ho alcun potere in questo, quindi non prendiamoci in giro” oppure “decidi tu, perché se malauguratamente non dovessi dirti ciò che vuoi sentirti dire…”.
Ecco, a me il problema non sembra ciò che quest’uomo ha detto o non ha detto, ma ciò che la donna voleva sentirsi dire. Magari bastava chiederlo… chessò: “ma secondo te insieme ce la possiamo fare?” oppure “pensi che dobbiamo rinunciare ad un figlio nostro?”, non è difficile. Io, delle persone che non si sentono capite, mi chiedo sempre “ma perché prima non provano a spiegarsi meglio?”. E’ facile dare sempre la colpa all’altra persona, soprattutto se è un uomo, e raccontare la storia in modo da ottenere solidarietà, ma ci vogliono due persone per tenere in piedi una relazione e ce ne vogliono due pure per buttarla giù.

(#) Quello che disse aranel

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 11:19

14

“ma perché prima non provano a spiegarsi meglio?” … quanto hai ragione, Pietro!!! Io penso che nei commenti a questa vicenda siamo andate al di la’ della realta’ (che conosciamo solo dalle poche parole di Blimunda) e abbiamo proiettato su questa storia altre vicende che abbiamo vissuto un po’ piu’ da vicino (amiche, noi stesse, madri, ecc). E purtroppo le mie erano tutte un “decidi tu UGUALE speriamo che tu decida di abortire” non un “decidi tu UGUALE io ti starò accanto”. Io almeno ho dato per scontato che si trattasse della versione piu’ deleteria del “decidi tu”. Ma sono d’accordo in pieno con te: chiarirsi le idee, parlando davvero sinceramente, resta davvero l’unica garanzia di tenuta per una coppia.

(#) Quello che disse adriana

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 11:35

15

sono d’accordo con aranel. pietro, non credi che potesse spiegarsi meglio anche lui? visto che pensi sia lui a non essere stato capito…

(#) Quello che disse panna

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 11:36

16

Se l’uomo avesse insistito per tenere il pupo nonostante le titubanze di lei, allora sarebbe stato oppressivo, non rispettoso delle paure di lei, insensibile.
Se l’uomo avesse insistito per l’aborto allora sarebbe stato immaturo, non pronto alla paternità, insensibile, egoista.
Se l’uomo, come poi ha fatto, avesse detto “l’ultima parola resta a te” allora è debole, senza polso, un pusillanime.

Sarà ma in qualsiasi versione noto sempre una certa mancanza di comunicazione dei propri sentimenti reali…

(#) Quello che disse mary

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 11:54

17

Sì, effettivamente qui il problema principale è la mancanza di comunicazione nella coppia, in questa come in molte altre. Al suo “decidi tu” perché lei non ha insistito per sapere la sua opinione invece di piangere dopo con le amiche? Io vorrei saperlo, nel bene e nel male non accetterei questa nonpresa di posizione.

(#) Quello che disse Angela

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 12:01

18

Sono sostanzialmente d’accordo con panna e con pietro e poi aggiungo un’altra considerazione che, lo ammetto, potrà sembrare un pò come “del senno di poi sono piene le fosse”, ma la scrivo lo stesso, perchè continuo a non capire certe dinamiche. Immagino che le persone in questione siano persone adulte e, in quanto tali, capaci entrambi di prendere le dovute precauzioni per evitare una gravidanza (specialmente quando non si hanno le idee chiare in merito), invece di ricorrere all’aborto. Io mi stupisco sempre quando sento dire che “è capitato”. Oggi? Può mai capitare di rimanere incinta oggi, all’interno di un rapporto di coppia (pare) consolidato, se non lo si vuole? L’aborto deve essere un’esperienza durissima e allora perchè arrivarci così incoscientemente? Non so, continuo a non spiegarmelo…

P.S. Il mio discorso non vale se, nel caso in questione, tutte le precauzioni sono state prese e qualcosa è andato storto senza volerlo.

(#) Quello che disse Selene

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 14:21

19

Io ho vissuto un’esperienza di maternità un po’ diversa, ovvero: è stato lui a insistere per averlo.
Io lo volevo, non è che fossi contraria. Ma avevo paura delle conseguenze sul già disastrato bilancio familiare (all’epoca non avevo un contratto in regola e, per inciso, sono stata “licenziata”) perchè un bimbo porta un sacco di spese, non c’è niente da fare.
Ebbene. L’uomo in questione ha mostrato gli attributi, quelli veri, e da uomo qual’è mi ha stretta forte e mi ha detto ‘non preoccuparti, ce la faremo’. Detto, fatto.
Ed è uno, badate bene, che si è preso i suoi bravi congedi parentali per aiutarmi all’inizio (non lavorando, non c’era bisogno che lui si astenesse dal lavoro), quando mi sentivo sola e incapace ed anche adesso, non potendo assentarmi io da lavoro, rimane a casa quando il piccolo non può andare al nido.
Ha ragione Pietro, quando dice che bisognerebbe andare in fondo alla frase incriminata per capire cosa volesse intendere il Lui in questione e ascoltare quello che ha detto Lei. Che voleva sentirsi dire ‘qualcosa in più’ ma magari in quel momento non è stata capace di farlo capire o non sapeva nemmeno di volerselo sentir dire.

(#) Quello che disse aranel

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 14:50

20

Che bella storia, Selene. Sei davvero fortunata e sono molto contenta per te (e per il tuo bimbo!). Complimenti all’uomo-papà ;-)

(#) Quello che disse Selene

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 14:55

21

Grazie grazie. Ha i suoi difetti, come tutti. Il problema è che non siamo più abituati a sentire i nostri difetti e ci lamentiamo sempre e solo di quelli degli altri.
Di tutti i suoi, però, ripaga abbondantemente prodigandosi per i figli in qualsiasi modo.

Bah, è complicato stare al mondo, gente :)

(#) Quello che disse pm10

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 15:10

22

io avrei mollato lui e tenuto il figlio.

(#) Quello che disse Andrea Opletal

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 16:02

23

noi maschietti siamo così … un po’ stronzi !

sì sta cosa mi fa incazzare non sai quanto, mi reputo una persona responsabile, ho 2 bimbi (uno di 2 mesi) e certo a tirarli su non è una passeggiata …. e fare un figlio è una decisione da prendere in due, se poi il figlio viene per caso o per un segno del destino ancor di più la decisione è da valutare; non è certo facile decidere e lasciare una donna decidere da sola sul futuro del bimbo che porta in grembo mi sembra un atteggiamento molto meschino!

ma sto tipo lo frequenta ancora la tua amica … non perchè può darsi sia bellissimo ma di materia grigia non mi sembra ne abbia molta….

ciao

(#) Quello che disse AlPe

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 16:35

24

il mio è il punto di vista di chi, in un caso gemello, alla domanda “che facciamo” si è sentito rispondere “non scherziamo, si abortisce subito”. non sempre si è in due a decidere, a volte c’è il soggetto debole e quello molto più forte e la decisione viene condizionata. in questo caso vedo due persone adulte che non sanno comunicare fra loro: che vuol dire “se solo mi avesse imposto di tenerlo?”..conosco molto bene lo smarrimento da gravidanza indesiderata: qualcosa ti vive dentro e a qualsiasi età, condizione sociale e di coppia tu appartenga è sconvolgente e soprattutto inspiegabile, ma da qui a non voler esternare anche la minima volontà, il minimo dubbio di stare sbagliando decisione ce n’è..
una donna che rimane incinta e chiede supporto al proprio uomo si aspetta si comprensione ma anche maturità, dire “decidi tu” secondo me non significa fregarsene, significa riconoscere che il peso più grande spetterebbe a lei, in molti sensi, anche se non credo che lui sia andato a festeggiare al bar, dopo.
lei, nella sua grande e comprensibilissima confusione, avrebbe dovuto urlare il suo dubbio, e molto forte.
avercelo avuto qualcuno che diceva “decidi tu”… l’avrei fatto lo stesso e mi sarei tenuta i sensi di colpa che ci sono ancora dopo 8 anni, ma mi sarei sentita meno sola.

(#) Quello che disse Roberta Sg

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 18:04

25

Che storia triste :(

(#) Quello che disse viscontessa

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 18:44

26

Umanamente capisco che in alcune circostanze delegare agli altri le proprie responsabilità possa aiutare a superare un dolore di cui, almeno in parte, si è responsabili noi stessi per primi, però c’è poco da fare, la maternità è una gioia, tanto quanto un dolore, che coinvolge molto più le donne degli uomini ed inutile dire che i figli si fanno in due, i figli li fanno le donne e a loro tocca l’onere maggiore di questa scelta.
E’ anche vero che a volte l’uomo forte serve, ma serve anche la donna forte, il genitore forte, l’essere umano forte in grado di starci vicino e di aiutarci nelle scelte di vita anche quelle più difficili ed è difficile valutare cosa sia passato per la testa di lui quando ha saputo della gravidanza.
A volte Blimunda, anche un’amica forte può là dove non ha potuto un uomo forte:-)

(#) Quello che disse Blimunda

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 19:08

27

Viss: d’accordissimo sul potere salvifico dell’amicizia in generale e femminile in particolare. In questo caso, però, continuo a vedere la necessità del compagno forte. I figli (e aggiungo, a volte, purtroppo) non li fai con un’amica.

(#) Quello che disse Michela

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 19:20

28

Fatemi capire: in questa storia un bambino è morto perchè una donna non ha sentito dal suo uomo le parole “giuste”?
E poi uno dice: perchè rivedresti la 194.
Sarà che se devo scegliere tra una rassicurazione e una vita umana, non mi serve la presunta forza di un altro per stabilire cosa è prioritario.

(#) Quello che disse Blimunda

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 19:30

29

Michela, sicuramente a te non serve perché evidentemente hai altre sicurezze, ma come vedi non siamo tutte uguali.

(#) Quello che disse Sol

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 20:25

30

ringrazio la Dea che io non abbia mai avuto un “incidente” e che entrambi siamo sempre stati d’accordo che in caso di incidente avrei sicuramente abortito, visto che nessuno di noi due desidera fareil genitore. E’ una cosa che può mandare in crisi un rapporto in maniera irreversibile….

(#) Quello che disse viscontessa

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 21:22

31

Sol non basta essere d’accordo prima sul da farsi, quando ti ci trovi cambia tutto e come vedi le variabili e le sfumature sono quello che fanno la differenza.

Blimunda, però neanche gli uomini sono tutti uguali e non si può fare una colpa a lui di non essere stato più “forte” se non si incolpa almeno in parte almeno lei per non aver avuto la medesima “forza”. Qui non si tratta di uomini o donne, ma delle caratteristiche individuali di ciascuno.

(#) Quello che disse Michela

Venerdì 6 Luglio 2007 alle 23:44

32

Vis ha espresso molto meglio di me quello che volevo dire.
Non si può sottintendere che lei abbia abortito perchè lui non si è mostrato abbastanza “forte”. Caschiamo nuovamente nella trappola dei ruoli, dove la donna “smarrita” cerca il maschio “forte” per trovare il coraggio di fare scelte che - paradossalmente - per anni ha rivendicato come sua esclusiva prerogativa. Se certe decisioni spettano a me, spettano a me SEMPRE, non le posso prendere in funzione della forza di un altro. Se il figlio lo voglio, non c’è maschio che mi convinca a non tenermelo. Se non lo voglio, non c’è rassicurazione che basti.

(#) Quello che disse Giulia

Sabato 7 Luglio 2007 alle 19:13

33

Michi, capisco la tua posizione, che comunque parte da un assunto etico (cioè che il concepito abbia la precedenza sempre e comunque), che però non so più se sia condiviso a livello universale.
Che quello che è successo sia grave non ci piove. Più che altro perché io sono d’accordo con chi dice che lui, di fatto, se n’è lavato le mani. Perché se lui avesse detto “Decidi tu, ma se decidi di tenerlo io sono qua e ti sostengo, possiamo farcela”, ecco, lei mahari sì che l’avrebbe tenuto. Invece lei si è trovata davanti alla possibilità molto molto MOLTO concreta di affrontare gravidanza e maternità da sola. Ignorata, o semplicemente tollerata, ma non amata, dalla persona che quella gravidanza aveva contribuito ad avviarla.
Abbiamo un bel dire che i bambini si fanno in due, se poi uno dei due se ne fotte del risultato. Un bambino deve essere accolto, da tutti i genitori che gli toccano in sorte. Non si può chiedere a una donna di aggrapparsi al valore assoluto della vita, quando la persona che con lei potenzialmente l’ha creata non se ne interessa.

Personalmente avrei fatto come suggerisce pm10, avrei tenuto il bambino e mollato il bambinone. Ma non siamo tutte uguali.

(#) Quello che disse viscontessa

Sabato 7 Luglio 2007 alle 19:47

34

Giulia scusami, ma non mi pare che da ciò che racconta Blimunda, si possa evincere con sicurezza che lui non avrebbe amato quella gravidanza o che lei si sarebbe trovata nella condizione di vivere la gravidanza e la maternità senza l’appoggio del proprio compagno.

(#) Quello che disse Blimunda

Domenica 8 Luglio 2007 alle 12:49

35

No, non le ha detto “me ne vado e te lo tieni da sola” ma non è stato nemmeno come l’uomo di Selene che le ha detto “teniamolo, ce la faremo”. Il problema è proprio questo: non ha detto niente…

(#) Quello che disse Giulia

Domenica 8 Luglio 2007 alle 14:23

36

Il problema è proprio il niente. “Decidi tu” si traduce come “arrangiati”, non come “ti appoggerò qualsiasi decisione tu prenda”. Lei ha preso quella sbagliata - si capisce da quanto ci soffre: ha deciso guidata dalla paura e dall’insicurezza, non dalla convinzione di fare la cosa giusta - ma lui non ha deciso un tubo. Non ha manifestato una volontà. “Decidi tu” non è “Io vorrei tenerlo”, non è “Non se ne parla proprio”, non è “Sei libera di scegliere ma qualsiasi cosa tu faccia io sono qui, siamo insieme”. “Decidi tu”, senza il corollario di cui sopra, è “Me ne fotto”.

(#) Quello che disse MARMIST

Domenica 8 Luglio 2007 alle 17:39

37

Divertente quello che dice quella deficiente di Pm10 :

“io avrei mollato lui e tenuto il figlio.”

E io ti avrei accoltellato !

Come, come deve sentirsi un uomo che, Cazzo !, sa di rischiare di perdere casa, lavoro, soldi e figlio se la moglie non è d’accordo con quello che dice ?!?

Una donna NON PUO’ avere questo potere ! NON PUO’! Significa sconvolgere l’equilibrio ! La prima troia moglie di mio zio Enzo l’ha mollato per un chirurgo portandosi via mio cugino (ora 21 enne) e non gli ha chiesto niente solo perchè aveva fretta di farsi inchiappettare dal medico e non voleva perdere tempo in cause legali .
La prima moglie del mio altro zio Silvino, invece, VIA CASA, VIA FIGLI E VIA ASSEGNO DI MANTENIMENTO, con lui che ora vive in un appartamento e fa vedere le sue belle foto di famiglia con sua moglie strappata !

L’ultima volta che l’ho vista, voleva pestarla a sangue (tanto sarebbe stata solo aggressione, non è vero, zitelle ?), invece ho solo potuto mandarla a fanculo assieme al suo bell’uomo…

E la cosa interessante è che su questo cacchio di sito (che sono sicuro censurerà per libertà di ragione il mio messaggio), fate tutte levittime ipocrite !

Altro che stupro ci vorrebbe…

(#) Quello che disse Michela

Domenica 8 Luglio 2007 alle 18:45

38

Giù, onestamente…
ma se scopri di essere incinta e vorresti per caso tenertelo, ti accontenteresti di una parolina freddina sul divano dopo cena?
Non si sta parlando di decidere dove andare in ferie e tu vuoi andare in Grecia e lui dice “decidi tu”. E’ un bambino.

Se mi trovassi in una situazione simile, quantomeno vorrei una posizione chiara dal mio partner. Anche se può significare portarlo a dire che il figlio non lo vuole. Ma abortire senza nemmeno essere sicura che lui veramente non lo volesse, è il massimo del non dialogo e anche - se sembra un giudizio mi perdonerete - della superficialità.

Il fatto che io pensi che il nascituro ha la stessa dignità del nato non incide minimamente in questo ragionamento, voglio sperare.

(#) Quello che disse MARMIST

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 00:31

39

Che l’amica, in lacrime, ammette: “Se solo magari mi avesse convinto. Se solo con la sua forza avesse scacciato le mie paure. Se solo mi avesse detto che, insieme, ce l’avremmo fatta, invece di lasciarmi decidere da sola. Se solo mi avesse detto, o urlato anche, sei pazza? Rinunciare a un figlio nostro? Se solo. Io l’avrei tenuto”.

Se solo non gli avessi fatto un culo così ogni volta che mi contraddiceva, se solo non gli avessi imposto ogni decisione fatta finora, se solo non lo avessi minacciato di lasciarlo se non mi accontentava (tra parentesi leggo che voi suffragette siete ancora zite..ops…”childfree”, nevvero ? Chiedetevi perchè…), se solo. Io l’avrei lasciato.

Spero le pianga forti quelle lacrime…e che soffra davvero tanto…

(#) Quello che disse viscontessa

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 10:30

40

Giulia onestamente il tuo mi pare un processo alle intenzioni, non sappiamo cosa avrebbe fatto lui, ti lascio comunque nelle amorevoli mani di Michela che è molto più brava di me ad esprimere i miei (?) pensieri e io mi occupo di questo Marmist che tanto ho già capito che in questa casetta virtuale i lavori sporchi toccano tutti a me. Sappiate comunque che questa casa non è un albergo e che io non sono la vostra serva! :-))

Marmist, caro, vieni, vieni con me, seguimi che adesso ti preparo una bella limonata e poi facciamo i biscotti insieme…

(#) Quello che disse Selene

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 10:38

41

Marmist. Non ti mando ‘là’ perchè non serve. Non capiresti il motivo.
Non ti dico nemmeno quanta paura mi fai perchè temo di solleticare il tuo ego malato. Spero solo che la vita ti aiuti facendoti incontrare uno specialista di quelli bravi, perchè non stai bene.. credimi: non stai bene.

(#) Quello che disse Giulia

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 11:22

42

Mi era sfuggita la perla di marmist. E’ sempre bello constatare che la scemenza umana vive e lotta insieme a noi.

Amore bello, guarda che il suffragio universale ce l’hanno dato nel ‘46, e fra le suffragette di cui parli ci sono parecchie madri. Ma suppongo che i ditini avessero bisogno di farsi una passeggiatina sulla tastierina, poverini, a cervello spento qualcosa dovranno pur fare anche loro.

(#) Quello che disse adriana

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 13:08

43

un umile suggerimento: ignorate mr. simpatia. quelli come lui sono come i bambini dispettosi, che ottengono il loro scopo quando la mamma gli dà retta. se vedono che funziona, non smettono più.

(#) Quello che disse Blimunda

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 14:16

44

Io sono con adriana. Il commento anzi i due commenti sono lì, non c’è segno della paventata censura, direi che basta e avanza.

(#) Quello che disse MARMIST

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 15:15

45

Marmist, caro, vieni, vieni con me, seguimi che adesso ti preparo una bella limonata e poi facciamo i biscotti insieme…
Marmist. Non ti mando ‘là’ perchè non serve. Non capiresti il motivo.
Mi era sfuggita la perla di marmist. E’ sempre bello constatare che la scemenza umana vive e lotta insieme a noi.
un umile suggerimento: ignorate mr. simpatia.

Umile. Ecco un aggettivo giusto.

Che ca$$o di risposte sono ? Non siete mia nonna che parla di nostro signore !
Motivate quello che avete da dire !
Motivate perchè volete libertà-di-scelta-di-fare-ciò-che-più-mi-pare, “e se un giorno mi sposerò manterrò il mio cognome”….no, un momento….forse dovrei dire “se decidessi un giorno di sposarmi” (di LisaSimpsoniana memoria)…ma se il vostro uomo tira fuori i coglioni…zac, è violento !

Tesoro, vorrei che non mi rompessi mai gli amenicoli e ti facessi virilmente sentire solo quando mi sentirò piccola e debole, come per natura sono e dovrei essere ! Troppo facile, piccole mie !

Rispondetemi, “childfree-più-per forza-che-per-scelta-e-comunque-sicuramente-per sempre-ma-spero-nell’adozione”, se avete da rispondere… ditemi come lo vorreste il vostro uomo…

Non potete, ipocrite, mettere su millemila blog in cui diffamate la virilità di un uomo spacciandola per violenza adducendo casi di stupro o pestaggi, facendo passare le donne per vittime comunque e dovunque. Come si dovrebbe definire, allora, la situazione di un uomo che si vede portare via tutto perchè la moglie vuole farsi prendere dal suo bel nuovo riccone, fottendosene di tutte le belle parole dette sull’altare ? Come si deve sentire un uomo in quella situazione ?

Non sono un pazzo e non voglio biscotti. Sono un ragazzo vecchia maniera che impazzisce a vedere come sta andando il mondo e si incazza in maniera ragguardevole (siamo acculturati, no ?) a leggere tutte le monate che stregacce e contessine varie vanno immettendo in rete, magari credendosi nel giusto, come ripeteranno ad uno specchio a novant’anni…

Sentiamo se mi manderete là dove osano le aquile o se avrete le ovaie di rispondere.

(#) Quello che disse Giulia

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 16:01

46

Potrei rispondere con molte parole, ma le uniche che mi sembrano appropriate sono “ma sticazzi”.

Per il tuo problema di divorzio ci sono i divorzisti, per i tuoi problemi psicologici ci sono gli analisti. Per il resto, non ti possiamo aiutare. Vai con Dio.

“Sono un ragazzo vecchia maniera che impazzisce a vedere come sta andando il mondo”

Eh, signora mia, nel ‘43 sì che si stava bene.

Poverino.

(#) Quello che disse MARMIST

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 17:06

47

Ancora non mi hai risposto !?!?!?!?
Maledizione ! Basta parlare a vanvera ! Ecco una cosa che mi fa andare in bestia ! Rispondi alle mie domande !
A quale avresti risposto con “sticazzi” !?!?!? Cita(…)mela !

Basta “ti lascio perchè ti amo troppo, cazzo !”

Dite cose sensate e motivatele !

(#) Quello che disse Selene

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 17:11

48

A’ Marmi’.. ma c’hai magnato? Criceti?

(#) Quello che disse Gianluca Neri

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 17:23

49

Al di là di tutto, soprattutto del monumentale fesso che ha infestato i commenti qui sopra, ma anche dell’approccio saggio di Viscontessa, perché nessuno ha detto che se questa donna aveva bisogno di essere convinta dal compagno ad avere un figlio, forse era meglio che il figlio non lo avesse?

(#) Quello che disse Selene

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 17:27

50

Chi ti parla, razza di un pusillanime vigliacco, è una Donna che ha avuto il coraggio di lasciare un nido economicamente conveniente per sfangarsi il mondo da sola.
Mi sono separata da un marito monotesticolare senza richiedere una lira in cambio.
Mi sono stufata della persona che avevo accanto ed ho preferito fare SACRIFICI invece di continuare a boccheggiare in una situazione che mi toglieva vitalità.
Prima di trovare l’uomo di cui ho scritto, mi sono separata da mio marito senza pretendere NIENTE. Hai letto bene? Niente.
Non so di cosa parli la tua storia, del rancore che ti ha lasciato. Non mi interessa, perchè il tuo approccio è sbagliato a prescindere.
L’aggressività non è sintomo di virilità, ma di ignoranza e piccolezza di cervello.
Cosa sbandieri a destra e sinistra minacce di stupri e pestaggi? Ma di cosa sei fatto, piccolo frutto della tua follia vendicativa?
Ma cosa ne pensi se qualcuno minaccia di stuprare te?
Vibra la tua ‘virilità’, eh?
Ma perditi, vah.

(#) Quello che disse Selene

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 17:32

51

Gianluca: se io non fossi stata confortata dall’appoggio del mio compagno non avrei meritato di avere accanto la meraviglia di bambino che ho?

Non puoi pensare che una donna non meriti di avere un figlio solo perchè inizialmente ne è spaventata.
Fare un figlio non è un gioco, e ti cambia la vita: radicalmente, totalmente, per sempre e senza soluzione.
Occorre una profonda analisi di sé stessi, delle proprie capacità e dell’impegno necessario. I bambini non si ‘fanno’ solo. Si crescono, si educano, si rassicurano.
Non lo sapremo mai se questa ragazza sarebbe stata una buona madre. Forse l’insicurezza iniziale se fosse stata confortata dall’attenzione del compagno si sarebbe trasformata nella grande meraviglia che è il mettere al mondo (ma soprattutto accompagnare nel mondo) un bambino.
Ecco: io ancora oggi, dopo 21 mesi + 9 di gravidanza, ringrazio il mio compagno per il bellissimo bambino che abbiamo.
E bada bene: non ero incinta ancora, quando mi ha detto ’stai tranquilla, ce la faremo’.

(#) Quello che disse Selene

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 17:33

52

Ovviamente il pusillanime vigliacco era riferito a ‘MARMISTA’.

(#) Quello che disse Selene

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 17:36

53

“Se solo mi avesse detto, o urlato anche, sei pazza? Rinunciare a un figlio nostro? Se solo. Io l’avrei tenuto”

E’ da questa frase che si capisce che il marito l’ha lasciata sola a decidere. Che se ne è ‘fottuto’ per così dire.
Non l’ha semplicemente lasciata da sola a decidere se rinunciare o meno al figlio. Le ha proprio chiuso la possibilità di avere qualcosa di preziosamente ‘loro’.

(#) Quello che disse viscontessa

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 17:47

54

Marmist, ti rispondo io in tutta calma per quanto mantenere la calma di fronte a tanta aggressività, richiede uno sforzo veramente enorme. Ed è questo il problema, il tuo approccio a questo post è aggressivo, maleducato, offensivo e pieno di insinuazioni tanto da non lasciare alcuno spazio al dialogo. Le tue parole trasudano bile, odio e frustrazione e nessuno, credimi, uomo o donna che sia, ha voglia di confrontarsi con chi si pone nei confronti degli altri in questa maniera.
Nessuno ti deve niente, tanto meno risposte: urlare, sbraitare, battere i piedi per terra, sono atteggiamenti che non invogliano nessuno (e qui la insinuazione la faccio io: neanche quella che ti ha sedotto e abbandonato) a prenderti in considerazione se non come un caso umano bisognoso di aiuto. Le relazioni “umane” sono basate su codici comportamentali che a te sfuggono completamente e che prima di pretendere qualcosa dagli altri dovresti imparare.
E ora, caro, non rompere più i coglioni.
Viscontessa: sposata con prole.

(#) Quello che disse aranel

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 17:48

55

Gianluca: non credo che nessuno nasca con il corredo della “buona madre” o del “buon padre”. La leggenda metropolitana che vuol vedere in ogni donna una madre “naturalmente” pronta e buona si sbriciola di fronte ai fatti. Per questo è importante fare, crescere, accompagnare un figlio in due. Io penso che l’ideale sia nascere appunto in una coppia “vera”, desiderato da due persone che si confortano e spronano a vicenda.

(#) Quello che disse Gianluca Neri

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 17:49

56

Selene, “stai tranquilla, ce la faremo” lo davo per scontato, anche se così non è e sei stata fortunata a torvare un compagno che te lo abbia detto.
E va bene anche essere spaventati, spaventatissimi. Solo che è un figlio, non un abito, e non si può - o non si dovrebbe, potendo - vincolare il farlo o non farlo ad un parere altrui.

(#) Quello che disse Selene

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 17:51

57

Aranel:
con l’intelligenza che leggo nelle tue risposte voglio allontanare il dubbio che si insinua nel leggere ‘coppia vera’. E voglio leggere in questa affermazione “due persone che decidono di vivere stabilmente insieme prendendosi oneri ed onori di questo”.
Si? :)

(#) Quello che disse Selene

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 17:55

58

Gianluca: lo so.
Ma è altrettanto vero, e non scontato, che non si è pronti mai a fare i genitori.
Sono convinta che la forza che unisce il legame di un uomo e una donna che decidono di avere dei figli sia l’unico movente che sprona questa scelta.
Basta poco, veramente poco, a fare di una ‘indecisione’ una forte consapevolezza nell’affrontare queste difficoltà.

(#) Quello che disse viscontessa

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 17:57

59

Io però a questo punto vi domando: ma la colpa è al 100% di lui o anche lei, scondo voi, è in parte colpevole di questa scelta? e in che percentuale ne è colpevole?

(#) Quello che disse Blimunda

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 18:00

60

Gianluca: io credo che davanti a una cosa così grande come mettere al mondo un figlio la rassicurazione, forte e presente, del compagno serva eccome. Certo, non basta se una di figli non ne vuole ed è certa di non volerne mai; ma se si tratta di lecita paura, di “oddio non sono in grado”, una presa di responsabilità forte da parte del partner può sciogliere molti dubbi. Che, come nota giustamente Selene, è quello che non ha fatto il compagno dell’amica in questione.

(#) Quello che disse Selene

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 18:01

61

Viscontessa: secondo me nella percentuale in cui non ha comunicato correttamente le proprie sensazioni (paure/esigenze/desideri/speranze) al compagno. E del resto siamp sempre lì: gran parte delle derive dei rapporti sono date dalla poca comunicazione.

(#) Quello che disse adriana

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 18:05

62

se non era convinta, se davvero bastava una parola a farle cambiare idea, secondo me ha fatto male ad abortire. ma se quella parola per lei significava che il bambino avrebbe avuto una coppia di genitori e non solo una mamma, e lei non si sentiva di fare la mamma sola, allora penso che non abbia fatto male. propendo per la seconda ipotesi, anche se non mi piace pensare che il desiderio di maternità di questa donna fosse subordinato al supporto di un tipo del genere.

(#) Quello che disse aranel

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 18:40

63

“due persone che decidono di vivere stabilmente insieme prendendosi oneri ed onori di questo” … confermo e tranquillizzo Selene :-)

(#) Quello che disse paperaa

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 19:55

64

E no !!!io son una donna e voglio bene alle donne ma non possiamo pensare dei volere diritti , qlo di scelta , e poi non esser in grado di scegliere !! proprio xchè ho tanta stima delle donne qsti di discorsi non mi piacciono!!E poi al limite la scelta la doveva fare prima , cioè scegliere meglio con chi condividere i propri ovuli , troppo facile lamentatsi dopo !
Ma xchè alora andate a letto con qsti uomini che trovate cosi immaturi ,deboli e quant’altro ?? Scusatemi ma il vittimismo non lo sopporto …

(#) Quello che disse MARMIST

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 20:41

65

“E no !!!io son una donna e voglio bene alle donne ma non possiamo pensare dei volere diritti , qlo di scelta , e poi non esser in grado di scegliere !! proprio xchè ho tanta stima delle donne qsti di discorsi non mi piacciono!!E poi al limite la scelta la doveva fare prima , cioè scegliere meglio con chi condividere i propri ovuli , troppo facile lamentatsi dopo !
Ma xchè alora andate a letto con qsti uomini che trovate cosi immaturi ,deboli e quant’altro ?? Scusatemi ma il vittimismo non lo sopporto …”

Brava ! Brava !
Almeno una ! Ebbene sì ! Quando ti scontri con un muro e ne vedi una breccia sei contento ! Sì ! Anche se la cosa non ha importanza ai fini di una discussione
IN CUI NESSUNA DI VOI MI HA ANCORA RISPOSTO !

Una discussione in cui la Selene (bel nome) di turno mi ha risposto : “A’ Marmi’.. ma c’hai magnato? Criceti?” e “pusillanime vigliacco”

In cui la nobildonna ha aggiunto : “Nessuno ti deve niente, tanto meno risposte” e “E ora, caro, non rompere più i coglioni.”

Ecco il tuo approccio al maschio, donna delle mie calzette “NON ROMPERE I COGLIONI”

NESSUNA DI VOI HA AVUTO LE PALLE DI RISPONDERMI !
NESSUNA DI VOI HA NEMMENO TENTATO DI CONFUTARE LE MIE PAROLE !

Piccole bambine viziate che non siete altro !

(#) Quello che disse viscontessa

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 21:02

66

Selene lei è colpevole soltanto nella misura in cui non è stata in grado di comunicare correttamente le sue sensazioni al compagno e invece il compagno è colpevole della scelta di abortire di lei.
E se invece fosse stato lui a non riuscire a comunicare correttamente le sue sensazioni?
Ma come si può puntare il dito con tanta facilità verso un uomo che non conosciamo e delle cui sensazioni non sappiamo niente se non le poche parole riportate in terza persona dall’autrice di questo post?

(#) Quello che disse AdRiX

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 21:40

67

@Viss: “Io però a questo punto vi domando: ma la colpa è al 100% di lui o anche lei, scondo voi, è in parte colpevole di questa scelta? e in che percentuale ne è colpevole?”
La mia risposta è °non lo so”. Direi che entrambi siano responsabili, e abbiano agito con la principale spinta della paura. Però non parlerei di “colpa”. Sono fardelli già così pesanti da non voler affibbiare a nessuno il mio dito puntato.

Quanto all’artigiano lapideo, mi limiterei a citare il detto “non dare cibo al troll”.

(#) Quello che disse viscontessa

Lunedì 9 Luglio 2007 alle 23:06

68

Adrix, non mi riferivo certo alla colpa di aver interrotto una gravidanza ma a quella oggetto del post ovvero la colpa di non aver preso una decisione di cui si era convinti.

(#) Quello che disse mary

Martedì 10 Luglio 2007 alle 12:16

69

Secondo me la colpa di entrambi è di non aver parlato, non aver espresso veramente le proprie emozioni e sensazioni. Altrimenti lei non avrebbe avuto questi rimorsi, ho la sensazione che il tutto sia stato fatto frettolosamente, senza ponderare la decisione.

(#) Quello che disse Chiara

Martedì 10 Luglio 2007 alle 15:14

70

Concordo con quanto dice Mary.
Fondamentalmente, entrambi hanno delegato la decisione all’altro, pertanto, nessuno dei due l’ha presa fino in fondo. Mi spiace moltissimo per questa coppia.

Volevo poi rispondere al primo intervento di Marmist, perché è un argomento che mi tocca assai.
Premetto subito che né io né il mio compagno vogliamo sposarci, perché riteniamo che il matrimonio sia un’istituzione che con l’amore abbia poco a che spartire.
Detto ciò, penso che se due persone diventano una cosa sola è evidente che abbiamo due mezze persone: buttare sulle spalle dell’altro le proprie aspettative di felicità è quantomeno scorretto (oltre che dannoso), perché vuol dire dare (tacitamente, oltretutto) al compagno o alla compagna una responsabilità che magari quello non vuole prendersi.

Come, come deve sentirsi un uomo che, Cazzo !, sa di rischiare di perdere casa, lavoro, soldi e figlio se la moglie non è d’accordo con quello che dice ?!?

Se il fatto che io, compagna, non possa essere daccordo con una tua decisione basta a destabilizzarti, evidentemente c’è qualcosa che non va in te; se io, compagna, mi trovo a ricorrere a questi mezzucci e ricatti per stabilire la mia identità vuol dire che c’è qualcosa che non va in me. E dato che gli individui non vanno, la coppia zoppica. In soldoni, non si può cercare la propria stabilità nella remissività altrui.
Per ciò che riguarda gli esempi che hai fatto, personalmente credo che nella fine di una storia (ma anche all’inizio e durante) le responsabilità vadano sempre spartite in due.

Spero di averti dato almeno un indizio di risposta :)

Un bacio
Chiara

(#) Quello che disse MARMIST

Martedì 10 Luglio 2007 alle 18:51

71

Il troll ringrazia, Chiara !

Finalmente una persona ragionevole che motiva e risponde sensatamente.

C’è molto di giusto in ciò che dici, nonostante io continui a credere (e voi donne non dovreste contrastarmi, ma dirmi che ho ragione e lodarmi) che in passato le coppie centenarie duravano solo grazie al “basa, tasa e la staga en casa” che permaneva grazie proprio alla remissività di quello che considero il vero collante dell’epoca.
Uomini che stremati tornavano a casa e volevano solo qualcuno da comandare, qualcuno che desse loro l’idea di avere potere, qualcuno che desse loro l’idea di non avere sotto solo la polvere…
Nello stesso momento in cui ciò è crollato, di sicuro molto è cambiato (e non in bene) per il mio genere.

Comunque grazie ancora per la risposta…

(#) Quello che disse seralf

Martedì 10 Luglio 2007 alle 22:22

72

io scusatemi ma continuo a non capire (almeno stando a quanto scritto nel post: se poi ci sono altre informazioni di cui non sono a conoscenza può ovviamente essere un altro paio di maniche) perchè lui sia quello debole che delega le responsabilità e lei quella spaventata che ha bisogno di sostegno.
Concordo con chi ribadisce che le decisioni si prendono in due, anche se mi pare lo dica surrealisticamente addossandola poi comunque addosso a lui.
Sul fatto che un non essere d’accordo possa destabilizzare mi pare che sia un falso problema: se non si è d’accordo in una coppia sana se ne parla e si trova una qualche forma di accordo (almeno su questioni del genere, ben diverse dalla marca del detersivo), se l’accordo non si trova o peggio ancora non si riesce a trovare il modo di confrontarsi per trovarlo, una persona sana ha a mio avviso l’obbligo invece di chiedersi se c’è qualcosa che non va non tanto in sè ma nella coppia :-)

(#) Quello che disse Chiara

Mercoledì 11 Luglio 2007 alle 13:59

73

@ Seralf : sono sostanzialmente d’accordo con te, anche se continuo a pensare che un uomo che si mette paura e va in crisi solamente perché la compagna obietta a una sua decisione ha qualcosa che non va in sé, a prescindere dalla coppia, perché chiaramente non è una persona tanto sicura di se stessa, proprio indipendentemente dalla relazione.

@ Marmist : Capisco abbastanza il tuo punto di vista, e mi chiedo seriamente come si faccia a instaurare una relazione basandosi su un concetto quasi sovrapponibile alla sopraffazione senza impazzire, sia tu che lei. Non sarebbe meglio avere una persona che ti sta accanto, capace di aiutarti seriamente quando sei in difficoltà, piuttosto che una femmina che ti sta sotto, giusto per darti una parvanza di sicurezza del tutto illusoria?
(Perché io credo che il femminismo e la decadenza di certi ruoli facciano bene anche agli uomini oltre che alle donne - che, a mio parere, ora come ora, del femminismo farebbero molto volentieri a meno, specialmente dalla mia generazione in giù, e la cosa mi turba)

Ciao
Chiara

(#) Quello che disse MARMIST

Mercoledì 11 Luglio 2007 alle 20:35

74

A Chiara :
E proprio questo che non riesco a capire.
Perchè ci sono tante coppie che vanno in crisi quando mancano i soldi ? Perchè tante donne laciano i loro mariti per motivi men che futili (vedi il commento di tempo fa in cui “lascio lui e tengo il bambino”) ?
Perchè quando la situazione è grigia non è mai (secondo me) il marito che molla la coppia, ma sempre la donna, in quanto il marito disperato non può che vedere SOLO nella donna che gli sta accanto l’unica certezza di sicurezza…
Mentre la donna, (qual piuma al vento) se ancora giovane, non fatica alcunchè ad accasarsi in migliore situazione, in quanto, sempre secondo me, le donne di oggi hanno perso moltissima della capacità di lavorare e di sacrificio che avevano le nostre nonne.

Mentre l’uomo, per natura fisicamente forte, se adeguatamente supportato, può passare per qualunque situazione.
Anche a costo di mettere da parte l’indipendenza (che è una bella parola ma nella vita non significa niente) e vendere l’appartamento e tornare insieme, finchè il vento non soffia nella direzione giusta, nella casa paterna.
L’ultima parte solo per evidenziare che trovo assurdo che molte coppiette vadano ad attraversare periodi infami in monolocali con mutui-mazzate per dimostrare…cosa ?!?

(#) Quello che disse MARMIST

Mercoledì 11 Luglio 2007 alle 20:39

75

D’altro canto, avete mai sentito un uomo dire :

“Cara, mi prendo una pausa di rilessione…vado per un pò a stare con mio padre…i figli vengono con me…Ciao…”

Non vi farebbe un pò incazzare ?

(#) Quello che disse seralf

Mercoledì 11 Luglio 2007 alle 22:39

76

@chiara: rispondevo contestualmente al tipo di decisione di cui parlavi che comportava perdite importanti e che a mio avviso spaventerebbero chiunque. In tal senso mi pare che aspettarsi che un uomo non si spaventi di fronte alla perdita della compagna, di un figlio o del lavoro mi pare che coincida con il cercare una persona anaffettiva e alquanto robotica, più che forte o debole. Occhio a non alimentarli voi ’sti stereotipi maschilisti per cui l’omo deve esse una specie di gorilla privo delle più elementari preoccupazioni e del minimo sindacale di richieste in termini di empatia.
io credo che si parla in due: se uno dei due resta poco convinto, che chiedesse chiarimenti, conforto o quello che gli manca. Se l’altro gli vuole bene glieli darà, specie in simili frangenti, sennò mi pare che la faccenda perde di significato.

(#) Quello che disse Davide

Giovedì 12 Luglio 2007 alle 17:57

77

Forse se alcune (tante? poche? la maggior parte? ….ditemi voi…) donne evitassero di andare in giro a sostenere che il figlio è praticamente e SEMPRE E SOLO DELLA DONNA, perchè E’ LEI E SOLO LEI che si sbatte 9 mesi di fastidi, E’ LEI E SOLO LEI a cui vengono le smagliature, E’ LEI E SOLO LEI che si occupa dell’allattamento, eccetera eccetera eccetera, certe cose non accadrebbero. Certe risposte non verrebbero date.

E’ vostro? Vi sbattete solo voi? Decidete voi allora se lo volete o meno! Tanto fino a ieri ci avete trattati come “comparse”, giusto giusto serve il nostro seme, anzi al giorno d’oggi basta una provetta.

Il problema è sempre quello. Parità. Parità = uno uguale all’altro. Questa avete voluto. Per questo mia madre è andata a prendersi le manganellate in piazza duomo nel ‘68. Ed è questa che è giusto che ci sia. Non altro.

Leggo frasi del tipo “forse siamo superiori degli uomini anche in questo?” che mi fanno rabbrividire, oltre che ribrezzo. Sono le frasi piu’ pericolose che si possano dire. Così come le barzellette che girano, i mille motivi per cui la donna è superiore all’uomo, i mille motivi per cui la donna è piu’ intelligente dell’uomo, eccetera. Secondo me molte donne si riempiono la bocca con la parola PARITA’ ma poi in realtà pensano di essere SUPERIORI. Non serve correggersi. E’ inutile.

E purtroppo ad ogni azione corrisponde una reazione. Troppe donne sono andate “oltre”, e sta capitando che ci stanno andando di mezzo anche quelle che si sono fermate alla parità, o persino meno.

Certo è che “DECIDI TU” è troppo stringata come risposta, avrebbe potuto voler dire qualsiasi cosa. Non possiamo saperlo.

Ha sbagliato, non ha comunicato a sufficienza, e ha perso un figlio, così come l’ha perso lei.

Ma da qui posso dire che forse è meglio così.

Quel bimbo sarebbe nato in una coppia dove evidentemente c’è carenza di comunicazione, e per esperienza posso dire che per il resto della sua vita avrebbe fatto fatica a comunicare.

Spero di non essere intervenuto in maniera troppo aggressiva, è che leggere questo BLOG ha fatto affiorare in me pensieri che ho in testa da tanto.

Saluti & Baci

(#) Quello che disse MARMIST

Giovedì 12 Luglio 2007 alle 21:06

78

Per niente aggressivo…comparato coi miei primi messaggi…

Ha detto tutto il giusto e di più. Volete la parità ? Bene.

Però se rubate non vi fate la metà degli anni che danno ad un uomo, se volete gli alimenti dimostrate che avete contribuito decentemente all’economia domestica negli anni (e non fate le Anne Falchi della situazione), Se volete un uomo che vi lasci la vostra libertà e non vi stressi non domandategli poi di esser forte o debole a piacimento perchè non siamo robot…

Voi ci stirate le camicie e fate da mangiare e badate ai bimbi e noi vi manteniamo.
Punto.
Ecco l’uomo medio :
Io non ho debolezze, se non il cibo.
Io non sono violento (se non a richiesta).
Io sono forte (se necessario).
Ma decidetevi.

(#) Quello che disse Elena

Venerdì 17 Agosto 2007 alle 18:29

79

Sono una zitella felice, lesbica e non voglio assolutamente avere bambini. Perché non li amo.
Sono da sempre a favore dell’aborto, ritengo che la legge 194 sia una delle poche leggi civili del nostro Paese. E ritengo che comunque il compagno di questa tizia che ha abortito si sia comportato in maniera corretta. La scelta è e deve essere solo nostra. Perché il bambino rovina e cambia la vita essenzialmente solo a noi donne, cominciando dal fatto di avere sta cosa che cresce nella pancia, portando smagliature, problemi allo scheletro, varici, gestosi, diabete ed altre amenità del genere. Per non parlare del parto, esiste ancora la morte per parto, anche nelle nostre evolute società.
Senza contare che poi è la donna a veder peggiorare la propria vita lavorativa dopo la nascita di un figlio, arrivando anche a dover rinunciare al lavoro per diventare l’ennesima casalinga frustrata.
Il fatto che questa donna si senta in colpa e disperata: beh impari a razionalizzare il problema, cento ad uno non aveva tutta sta voglia di figliare, suvvia, la signora peruviana che guardava mia nonna come badante è rimasta incinta del solito uomo stronzo che l’ha mollata ma ha deciso lo stesso di tenere il bambino.
Per fortuna non ho mai abortito, difficile che me ne capiti l’occasione (per fortuna) visto che gli uomini mi fanno abbastanza schifo (viva le donne, soprattutto quando non hanno istinti materni, rovinano anche le coppie lesbiche…) anni fa durante l’unica, disastrosa relazione etero che ebbi il tizio mi parlò di quanto erano belli i bambini (come un calcio nei denti…) e io gli risposi: Prova a mettermi incinta ed io abortisco! Era ateo e comunista, ma reagì come l’ultimo idiota del movimento per la vita… che tristezza!

(#) Quello che disse Maria Sung

Venerdì 17 Agosto 2007 alle 21:35

80

Elena, da come scrivi si direbbe che la gravidanza, il parto e la maternità siano degli eventi funesti. Per fortuna non è (quasi mai) così, soprattutto tra chi i figli li fa per scelta matura e consapevole. Sono la prima a difendere la libertà di non fare figli senza per questo venire considerate minorate, svantaggiate o sfortunate, ma non cadiamo nella sponda opposta.

(#) Quello che disse Davide

Martedì 28 Agosto 2007 alle 12:04

81

Elena meno male che il mondo è vario, perchè la pensassero tutti come te ci estingueremmo tra ottant’anni

(#) Quello che disse Valentina

Lunedì 14 Gennaio 2008 alle 23:48

82

MARMISTA non ti seccare ma ,letto a distanza di tempo e a sangue freddo ,hai proprio fatto la figura dello sfigato .

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