Sorelle d’Italia

Hopelessly weighed down by your eyes of steel

Me ne esco per un momento dalla cantina per questo. A guardare più a monte l’articolo conterrebbe alcune inesattezze e lacune. Anzitutto parrebbe che la condanna non sia stata abbassata in un secondo momento, ma i quattro mesi siano dovuti al fatto che lo stupratore abbia già scontato del tempo in carcere. Che ci siano stati due attacchi. Che ci sia stato un complice. E che, perché Dio ci mette al mondo con amore, la ragazza sia orfana. E’ invece vero invece che la mite condanna sia stata motivata dal fatto che secondo il giudice Julian Hall la bambina vestisse in maniera provocatoria sembrando quindi una sedicenne, età in cui scatta la liceità di rapporti sessuali consenzienti. Faceva la troia, insomma.

Ora, a parte il particolare che la ragazza non era consenziente, ma se per un momento assumessimo che due anni e diciotto mesi di carcere siano la giusta pena per lo stupro di una bambina di dieci anni che veste provocatoriamente per cui sembrava sedicenne - ma perché non quindicenne o diciassettenne giudice? - mi chiedo quale dovrebbe essere secondo Hall la giusta pena per lo stupro di una trentenne affermata e indipendente, che certo non può ignorare che mettersi la minigonna significa che la offrirebbe volentieri anzi, che la sta offrendo, al primo che passa?  Una virile pacca sulla spalla e una birra offerta alla salute di Vladimir "Katsav sì che è uomo forte, ha stuprato dieci donne" Putin?

E’ che i radicali son romantici idealisti. Non l’hanno mica capito che a volte la pena di morte è la minima giustizia plausibile. La minima, che quella giusta avrebbe fatto la felicità di Joseph Mengele. E non tiratemi fuori che la Costituzione, che la rieducazione. La Costituzione sbaglia.

 

(Nota della Giulia: Domiziano aveva messo questo post in bozza ieri, domandandosi se fosse il caso di postarlo. A me sembrava il caso, senz’altro: quindi lo posto adesso, per fare compagnia a quello di Michela qui sotto.)

27 Giugno 2007
17:51, Mercoledì
Mr. Admin
Filed under : Cronaca, Esteri
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13 commenti

(#) Quello che disse Hagar

Mercoledì 27 Giugno 2007 alle 19:58

1

Io non sono per la pena di morte ma per la legge del taglione su questo tipo di reati, perché solo chi è stuprato può forse capire cosa vuol dire. Ti rubano un pezzo di anima, forse anche due e nessuno potrà mai più ridartela, questo è certo.
Per me lo stupro è da equiparare all’omicidio, perciò ergastolo o 30 anni, visto che va di modo fare i buonini con tutti, ma senza condizionale. Finché le pene si ridurranno sempre più nei fatti… sfido che il numero di violenze sessuali si triplicano di anno in anno. Di certo non c’è quello che si chiama “deterrente”.
La cosa che mi lascia inorridita, però, è a monte: Penso a quando i politici (perché i 2 anni e coccia non li ha stabiliti il giudice ma i politici…) si sono riuniti in Parlamento, qui o in Inghilterra poco importa, e a maggioranza hanno votato per quelle pene. Mi chiedo cosa avessero nel cervello quel giorno e perché non hanno pensato anche solo per un secondo che quelle donne e bambine potevano essere le loro figlie. Perché? Non lo so.

(#) Quello che disse Giulia

Mercoledì 27 Giugno 2007 alle 23:14

2

Ho la sensazione che il “deterrente”, allo stato attuale delle cose, serva a poco. Chi stupra non pensa di fare qualcosa di male. Chi stupra riafferma quello che crede essere un legittimo dominio: non si ferma sicuramente a pensare che sta compiendo un crimine contro una persona.
Sulla certezza della pena, tuttavia, sono piuttosto ferma. Se non altro per la pericolosità sociale di chi stupra. Che è piuttosto elevata.

(#) Quello che disse Maria Sung

Giovedì 28 Giugno 2007 alle 10:52

3

Pena di morte come unica giustizia? Legge del taglione? Ma che tristezza, anzi che schifo: e io che pensavo si ragionasse attorno allo stupro, alla sessualizzazione precoce delle bambine, all’incapacità degli uomini di capire che una bambina che ammicca (e io ne ho viste/conosciute parecchie) è una bambina che ammicca (ammesso che sia questo il caso). Una bambina, appunto.

(#) Quello che disse Hagar

Giovedì 28 Giugno 2007 alle 12:50

4

La perbenista la so fare anch’io se voglio, solo che non mi va se posso evitarlo, e in un sito internet posso farne a meno per fortuna.
Non c’è nessuna “sessualizzazione precoce delle bambine” ma semmai, cara Maria Sung, dei BAMBINI, intendendo con “bambini” TUTTI, maschi e femmine.
Parlare al femminile di sesso precoce, come fosse un fenomeno da correggere e che riguarda specificatamente le “donne”, lo trovo di gran lunga più triste del proporre la legge del taglione per chi stupra e, ti posso assicurare, fiero ne va.
Detto questo e poi taccio su questo tema perché capisco che ci si possa sentire irritati dal mio pensiero pragmatico al riguardo, dico solo che se mia figlia di 10 anni fosse violentata e il giudice desse 4 mesi o anche 2 anni di carcere al suo stupratore… io non starei a ragionare sull’incapacità di quel criminale di capire che mia figlia era solo una bambina, e non starei nemmeno a ragionare sulla sessualizzazione precoce di mia figlia… farei ben altro.Cosa me lo tengo per me che è meglio.

(#) Quello che disse Maria Sung

Giovedì 28 Giugno 2007 alle 13:15

5

Hagar, risparmiati pure il cara se poi mi dai della perbenista.
Dato che si parla di stupro su una bambina e non di un caso in cui una donna adulta abbia stuprato un bambino e poi la pena sia stata ridotta perché lui dimostrava sei (6!) anni in più, ho intenzionalmente scelto di parlare solo delle femmine. Riflettere su un fenomeno non significa assegnare colpe o giudizi, e infatti me la prendo su chi non capisce che le sessualità infantile è, appunto, infantile.
Sull’essere fieri delle proprie fantasie di uccisione, tortura e contro-stupro, contenta te (e l’admin, al quale principalmente mi rivolgevo): mi chiedo però cosa possa aggiungere a una discussione.

(#) Quello che disse Hagar

Giovedì 28 Giugno 2007 alle 14:34

6

Se le donne stuprate in Italia ogni anno si contano a MILIONI, e sappiamo che molto meno della metà denuncia, perciò i numeri reali sono da capogiro, allora vuol dire che ogni dieci uomini ce n’è almeno uno che è uno stupratore. La matematica è matematica. Ma se è così vuol dire anche che non siamo affatto in un Paese civile, ma in uno Stato barbarico, dove la donna è meno della “monnezza”. Sono tornata all’Italia ovviamente.
Se siamo in uno stato barbarico… allora devo INIZIALMENTE bloccare il fenomeno con altrettanta barbarie, altrimenti le cose non potranno che peggiorare, perché il fenomeno è alla deriva e i fatti che accadono ce lo stanno mostrando in tutti i modi, direi. DOPO, solo dopo, comincio a riflettere su come cambiare la cultura del popolo, perché quella richiede generazioni di tempo. Nel frattempo ci vogliono leggi severissime, così come un’alluvione richiede prima interventi di emergenza e solo dopo la costruzione di una diga.
Ecco che se uno stupratore subisse ciò che spesso “ripetutamente e per anni” ha fatto subire ad una minorenne, con o senza perizoma, forse la prossima volta ci penserebbe due volte prima di rifarlo. Oppure 30 anni di carcere e poi esce. So che è una cosa “barbara” anche questa, ma quando i numeri diventano MILIONI… c’è poco da riflettere. Bisogna agire e subito, altrimenti è solo questione di tempo… ma prima o poi si stupreranno anche te e me. Lo dicono i numeri, non io. E io ai numeri ci credo. Dico un’ultima cosa, assolutamente atroce ma che penso sinceramente: Se in Italia le leggi si fanno solo quando toccano in prima persona i politici, allora vuol dire che figlie violentate non ne hanno i nostri illustri onorevoli e quindi che si stuprino pure quelle degli altri, dei normali cittadini.
Ebbene, se serve che venga stuprata una loro figlia per avere il giorno dopo un decreto che renda giustizia alle altre donne stuprate, che sono milioni e di giustizia non ne hanno mai avuta, allora ben venga anche quello. Sono pragmatica, tutto qui. Non prescindo mai dalla realtà delle cose e cerco la soluzione più rapida ed efficiente per risolvere i problemi.
Ora, ti prego, non coinvolgermi ancora, perché non riesco a non rispondere ma vorrei tanto lasciar spazio su questo tema alle altre Sorelle.

(#) Quello che disse Giulia

Giovedì 28 Giugno 2007 alle 15:07

7

Io invece di sessualizzazione precoce delle bambine ne parlerei eccome. Perché se da un lato è vero che lo stupro è una piaga che degenera nel silenzio, è anche vero che a me pare proprio che lo stupratore, in questo caso, lo sia solo per la legge. Che insomma, la decenne col perizoma si sia finta una sedicenne, traendolo in inganno: che poi lui sia un mona non ci piove, ma il rapporto poteva benissimo essere consenziente. Che fai, in quel caso? Mandi in galera un mona solo perché non ha chiesto di vedere i documenti?
Non per fare la garantista a tutti i costi, ma la legge sull’età del consenso spesso porta a queste sentenze ambigue, che non condannano del tutto ma neanche assolvono.

(#) Quello che disse Domiziano Galia

Sabato 30 Giugno 2007 alle 00:23

8

Il problema è che è deplorevole che uno Stato detenga il diritto di morte? Come se non potesse farti morire in altri modi se solo voglia.

(#) Quello che disse Giulia

Sabato 30 Giugno 2007 alle 10:59

9

Beh, sì, lo è. Perché nel momento in cui si assegna allo Stato la facoltà di sopprimere gli “indesiderabili”, si apre anche alla possibilità di ampliare la definizione di “indesiderabile”.
Io sono e sempre sarò per la pena riabilitativa. Anche uno stupratore può essere recuperato alla società civile.

(#) Quello che disse Hagar

Sabato 30 Giugno 2007 alle 11:29

10

Una volta dissi: “Credo che nel caso dello stupro spetti alla vittima decidere il periodo di detenzione del suo (suoi) violentatori”, e mi si chiese subito: “Su che base? Come può sapere la vittima quando è il momento di liberare il suo/suoi carnefici?” (concordavamo già sul fatto che erano carnefici).
E io risposi: “Quando lei sarà rinata allora avrà anche la forza e la serenità di perdonarli e rendere loro la libertà, ma finché lei sarà morta dentro… loro devono restare in carcere”.
Vi dico francamente una cosa: Se io fossi violentata da un branco di maschi inferociti… credo che non reggerei. Credo che mi butterei dal balcone come ha fatto la ragazzina siciliana qualche mese fa e come forse tante fanno e non lo sappiamo. Sappiamo solo che sono in aumento i casi di suicidio dei minori ma scavare nella loro vita passata non è facile. Chi risponderà del “suicidio” della ragazzina siciliana? Nessuno. Eppure per me è omicidio bello e buono e l’accusa di violenza dei suoi stupratori andrebbe quantomeno convertita in omicidio, perché quella ragazzina non si sarebbe ammazzata se non l’avessero violentata. Di tutte quelle altre che non si ammazzano ma che per tornare a vivere passeranno le pene dell’inferno fra psicologi e lacrime di sangue… non sappiamo. Di quelle che condurranno apparentemente una vita tranquilla per poi riscoprirsi a 25 o 30 anni con seri problemi affettivi e/o sessuali (anche col marito)… non sappiamo. Certo è che il tempo della loro rinascita sarà infinitamente più lungo e doloroso dei 4 mesi o dei 2 anni (di NON carcere) dati a chi stupra. E’ delicato il tema della morte, ma se almeno i politici fossero in grado di riconoscere che di morte si parla (interiore, con possibilità di rinascita, certo, ma non per tutte le vittime) quando una bambina viene stuprata… di certo non saremmo a dover discutere di “mesi” di condanne ma di anni e anni.
Se si arriva agli estremi giudizi credo sia perché l’indignazione dinanzi ad episodi come quello descritto in questo post abbia superato il limite della sopportabilità umana.

(#) Quello che disse Giulia

Sabato 30 Giugno 2007 alle 14:44

11

La giustizia non si fa con lo stomaco della vittima. La legge esiste per evitare che ognuno si faccia giustizia da sé, measure for measure. La legge esiste perché ad ogni crimine sia abbinata una pena in proporzione alla gravità. Per alcuni crimini non esiste compensazione: nemmeno il carcere, per gli stupratori, è una compensazione per le vittime. La pena, in Italia, non è compensativa. E’ riabilitativa. Altrimenti avremmo la pena di morte.

Ora, se noi in Italia non abbiamo leggi adeguate contro la violenza sulle donne e lo stupro è anche dovuto al fatto che non abbiamo abbastanza donne in Parlamento. Un uomo, purtroppo, percepisce meno il problema, e comunque non lo percepisce come proprio. Alle figlie si limita a dire di non uscire di casa da sole la sera: ragiona in maniera limitante. Una donna, viceversa, vive sulla sua pelle il pericolo. Un disegno di legge sulla violenza sessuale può venire solo dalle donne, che sono le vittime principali di questo genere di abuso.

(#) Quello che disse Giulia

Sabato 30 Giugno 2007 alle 14:47

12

Aggiungo che non c’è modo di sapere se la ragazzina si sarebbe o meno uccisa in assenza di stupro. Sicuramente lo stupro è stata la causa scatenante, ma il suicidio è per definizione un atto personale. Non si può essere giudicati colpevoli di un suicidio. Non sarebbe giustizia, sarebbe melodramma.

(#) Quello che disse Hagar

Sabato 30 Giugno 2007 alle 16:27

13

Se non c’è modo di sapere se la ragazzina si sarebbe o meno uccisa in assenza di stupro allora non c’è modo di sapere se la decenne col perizoma, come dicevi qualche commento fa, si è finta sedicenne ed era consenziente.
Se vogliamo attenerci scrupolosamente alla Legge, allora la bambina decenne col perizoma non andava toccata: punto. Se un prete americano violenta 130 bambini in 20 anni (poi fa 7 anni di carcere, cioè 19,6 giorni per ogni bambino violentato) è evidente che il reato di stupro non è considerato grave in nessuno dei paesi cosiddetti “civilizzati” (dumentario Sex Crimes and the Vatican). E’ evidente anche che i bambini non sono violentati con la forza (altrimenti i pedofili non riuscirebbero a violentarne a decine e centinaia prima di essere presi), ma seguendo altre tattiche, affettive… chiamale come vuoi. Insomma, li hai visti anche tu i documentari al riguardo.
Perciò non c’è giustificazione che tenga per un crimine del genere, nemmeno il fatto che la vittima sia consenziente. Quando una bambina è violentata per anni dal padre o da un parente stretto, accade addirittura che lei è la prima a difenderlo, dicendo che voleva stare con lui. Di fatto non solo è stata violentata ma anche gravissimamente “compromessa” in tutta la sfera psico-affettiva, non essendo più in grado di distinguere il sano dal malato nelle relazioni. Pochissimo tempo fa una ragazzina è stata violentata da 8 suoi compagni di scuola. La difesa sta sostenendo la tesi dell’ “era consenziente”. Allora potremmo anche dire che essendo la parola di una contro otto… la legge ha più motivo di credere agli otto stupratori che non alla ragazzina, non trovi?
Aggiungo un’ultima cosa: SI, MANDO IN GALERA IL MONA PERCHE’ NON LE HA CHIESTO I DOCUMENTI, e non me ne frega un cazzo di quanto la bambina avesse larghe (o strette) le mutande.

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