Sorelle d’Italia

Il trend della Mum-Lit

Fino a poco tempo fa esisteva la chick-lit, la letteratura per pollastrelle, fatta di single patetiche alle prese con la loro incapacità nel fidanzarsi con un uomo. Come abbiamo dichiarato nella fantastica intervista viareggina, anche noi di Sorelle non vediamo l’ora di metter su famiglia e amiamo i nostri fidanzati e tutti i principi di rito. Ebbene, le single non sono più glamour se non diventano mamme e la "chick lit" ha ceduto il posto alla "mum-lit", vale a dire le single che hanno trovato "Mister big", e si sono messe a figliare. Tutti i particolari in questo favoloso articolo!

Ebbene sorelle, figli chi può e senz’indugio!

22 Giugno 2007
17:14, Venerdì
Roberta SG
Filed under : Ambiente, Cronaca, Cultura, Identità, Proposte, Segnalazioni, Società
Tags: , , , , , , , , ,
Related: Blog reactions Commenti :
 
14 commenti

(#) Quello che disse Disorder

Venerdì 22 Giugno 2007 alle 19:26

1

Ma tra el cose per cui l’articolo è favoloso c’è anche il fatto che, nonostante vi si parli di “pollastrelle” (quindi il senso della sigla dovrebbe esser chiaro), la chick-lit viene sempre chiamata “cick-lit”? :D

(#) Quello che disse Roberta Sg

Venerdì 22 Giugno 2007 alle 19:52

2

E’ talmente diventato pressante passare alla mum lit che oramai non correggono nemmeno gli errori nel nome del trend precedente :)

(#) Quello che disse Hagar

Venerdì 22 Giugno 2007 alle 19:55

3

Ho la netta sensazione che i giornalisti abbiano preso l’abitudine di “appiccicare” all’intero universo femminile (quanti miliardi saremo nel mondo…) ciò che tre, quattro, dieci… ma anche venti attrici fanno nella loro vita.
E’ un gioco mezzo scemo e mezzo patetico, a mio avviso, perché anch’io posso prendere dieci donne famose, trovarci delle cose in comue (qualsiasi cosa) e poi andarne in giro a sbandierare ai quattro venti che “ora le donne fanno così e non colì”.
Non capisco perché quando si parla di maternità si tratti ancora l’argomento come fosse una questione prettamente femminile.
Ma sti benedetti figli si faranno o no in due? Sembra che la decisione di concepire un figlio sia ancora e sempre unicamente delle donne, ma io non credo che sia così e non credo nemmeno che lo sia mai stato in passato (mediamente).
Ora gli uomini decidono assieme alle loro donne se avere dei figli o no, mentre un tempo le donne restavano incinta e poi loro (i mariti) decidevano se abortire o no (le mogli).
Quando la legge bavaglio passerà anche al Senato… di cosa ci parleranno i giornalisti se già adesso occupano intere pagine di giornali con simili scemenze?

(#) Quello che disse Roberta Sg

Venerdì 22 Giugno 2007 alle 20:10

4

Ciao Hagar. Ho l’impressione che generalizzando il modo di vivere femminile in quello che fanno “dieci” attrici sia un buon metodo per evitare di guardare e rendersi conto di quello che fanno e che sono, realmente, i miliardi di donne restanti nel pianeta.

(#) Quello che disse isolapiccola

Venerdì 22 Giugno 2007 alle 20:32

5

Condivido l’idea di hagar.
Però, anche se l’articolo era abbastanza superficiale, mi è piaciuta la stoccata sul family day.

(#) Quello che disse Giulia

Venerdì 22 Giugno 2007 alle 21:07

6

A me già faceva cacare la chick lit, figurati la mum lit…

(#) Quello che disse Blimunda

Venerdì 22 Giugno 2007 alle 22:19

7

Avverto un urto di nausea, devono essere tutti questi incintamenti che mi hanno contagiato…

(#) Quello che disse Tatalla

Domenica 24 Giugno 2007 alle 01:53

8

Vabbè, lo dico piano…ma a me la chick-lit e la mum-lit piacciono…non sarà un po’ snob snobbare (appunto) questo genere di narrativa, solo per convincere gli altri (gli uomini…) che siamo esseri pensanti? Io credo che il problema sia proprio tutta ’sta necessità che sentiamo dentro di convincerli…Ma che ce ne importa? Posso adorare Sophie Kinsella ed essere comunque una donna che pensa, e pensa bene. O siamo noi stesse, come al solito, a vergognarci perchè non siamo come i maschi? E vivaddio, che non lo siamo!! Sai che noia, sennò?!

(#) Quello che disse Hagar

Domenica 24 Giugno 2007 alle 12:27

9

Tatalla, tu sei una psicologa, giusto?
E allora sai meglio di me che la vergogna è un sentimento che si prova esclusivamente quando non ci si sente amati.
Ci si vergogna del non amore ricevuto da una persona cara, ma poiché razionalmente non siamo in grado di riconoscerlo subito… associamo la vergogna ad un’infinità di ragioni diverse e che però non sono mai quelle vere.
Gli algerini di Francia si battono per i loro diritti violati. Così gli omosessuali, in tutto il mondo. Così le persone che perdono il lavoro e vengono marchiate a vita. Così i precari, gli onesti che chiedono giustizia. E poi ci sono i miliardari che si battono per non pagare la tassa di lusso dei loro panfili quando vanno in Sardegna e i commerciati che si lamentano 24 ore al giorno di pagare troppe tasse ma dichirano tutti una miseria. Mi chiedo perché le donne debbano tacere. E mi chiedo se hai mai compreso che è stato proprio il tacere, in Italia, che ci ha fatto perdere terreno su tutti i fronti rispetto alle donne del resto del mondo. Rigetto la cultura del SILENZIO, perché è proprio nella cultura del silenzio che possono vivere e proliferare le discriminazioni sociali e gli abusi più turpi.
Perciò NO. Dico No al silenzio e dico No ad una donna che aspetta che i suoi diritti le vengano “concessi” se e quando l’uomo vorrà.

(#) Quello che disse Tatalla

Domenica 24 Giugno 2007 alle 13:19

10

Scusa Hagar,
ma stavolta proprio non capisco: che c’entrano la chick-lit e la mum-lit con i diritti violati e il silenzio? Boh, magari sono una donna fortunata, ma tutto quel discorso sulla vergogna non lo capisco…Delle due l’una: o sono un po’ stupida, o troppo fortunata!

(#) Quello che disse Hagar

Domenica 24 Giugno 2007 alle 13:35

11

E quello che mi chiedo anch’io! Sei tu che parli di vergogna delle donne ad essere diverse dagli uomini, mica io :-)
E infatti io mi piaccio per come sono, ma voglio pari diritti e pari opportunità altrimenti mi sento menomata come essere umano. A correre le gare di corsa sempre con le caviglie legate finisce che una un po’ s’incazza, no!?
E poi sei tu che pensi che il problema sia che le donne cercano di convincere gli uomini sulle loro capacità mentali piuttosto che fregarsene e andare avanti. Ecco, ti ho portato tanti esempi molto diversi fra loro per farti capire che è impensabile concepire un cambio di cultura (non delle leggi ma proprio della realtà delle cose, perché la legge dice che siamo uguali ma non è così) stando zitte e lasciando dire e fare sempre agli altri.
Nel sito GayDay di cui parla Giulia nel suo ultimo post sul suo blog si dice proprio questo: Che è ora di parlare, contarci per contare. Che internet li ha aiutanti a venir fuori molto di più di quanto non abbia fatto la società in cento anni. Ecco, io mi ritrovo moltissimo in quel concetto che, secondo me, vale anche per le donne in Italia.

(#) Quello che disse RossaNaturale

Martedì 26 Giugno 2007 alle 16:55

12

Ma se sono più patetiche le single a caccia o le donne che figliano per essere trendy?

(#) Quello che disse Roberta Sg

Mercoledì 27 Giugno 2007 alle 16:40

13

ci vedo del patetico in entrambe le cose ma il mercato non la pensa come me. Rappresento una minoranza.

(#) Quello che disse Elena

Martedì 11 Dicembre 2007 alle 19:15

14

Sono una patita di chick lit, mi diverte (sono single, ma non in cerca, anche perché sono gay).
Non mi attira la mum lit, sarà che non amo i bambini e non sento alcun desiderio di diventate mamma. E poi meglio single e felici che accoppiate e stressate.
Però adoro Desperate Housewives, per come mette alla berlina il valore della famiglia.
Ma questa è un’altra storia.

Lascia un commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

*
To prove you're a person (not a spam script), type the security word shown in the picture. Click on the picture to hear an audio file of the word.
Click to hear an audio file of the anti-spam word

About:

Dietro ad ogni grande blog c'è una grande donna.