Umilmente eterosessuale
Io sono eterosessuale, così noiosamente eterosessuale da non aver mai provato neanche il desiderio di trascorrere una serata in un club privato. Eppure di club privati sono piene le nostre città così come le nostre edicole sono piene di giornaletti nei quali la signora Rosa in autoreggenti e mascherina sugli occhi, si candida per uno scambio di coppia o cerca giovane cerbiatta o “lui” passivo.
E internet è pieno di siti dove adulti consenzienti non solo si scambiano la moglie o il marito, ma si accordano per ritrovarsi in luoghi dove possono essere osservati mentre fanno sesso o si mettono d’accordo per farsi frustare, ammanettare e seviziare.
Tutti i gusti son gusti e in questo caso è proprio di gusti che si parla. Gusti particolari e stravaganti molto più diffusi di quanto si pensi.
Una genere di sessualità, spesso collocata in realtà domestiche e familiari insospettabili, che non ha più niente a che vedere con tutte le responsabilità di cui la nostra società così profondamente cattolica, l’ha caricata e che libera di rappresentare un mezzo per raggiungere il piacere, si manifesta nei modi più svariati.
Sull’argomento ovviamente si tace così come si tace sul desiderio di tanti uomini di frequentare regolarmente transessuali non operati perché è proprio quel sesso che ancora gli pende dalle gambe, che rende il transessuale così appetibile.
Uomini, uomini “veri” la cui virilità non è messa in discussione e anche donne, tante donne “vere” che trovano nella sessualità con altre donne solo un modo diverso per divertirsi.
Tutti malati o depravati? E lo sono anche gli uomini che pur avendo una compagna fissa vanno a puttane? Può essere, se la malattia è un’alterazione delle convenzioni sociali del contesto nel quale si vive, allora si altrimenti il sesso praticato in tutte queste forme è solo un modo per esprimere la propria personalità, la propria intimità.
E’ ovvio a questo punto che siano necessari dei distinguo perché vi è un confine tra il lecito, l’esecrabile e l’accettabile, il rispetto per la volontà dell’essere umano è ciò che rende illecita la pedofilia, esecrabile il ricorso alla prostituzione e accettabile qualsiasi altra situazione coinvolga esseri umani adulti e consenzienti ma se la sessualità non avesse per secoli rappresentato “il peccato” o la peggiore tentazione dell’uomo, se per secoli non la si fosse negata alle donne o se la fragilità, la spossatezza, la debolezza del sesso non fossero state considerate un pericolo per la razionalità del “maschio”, oggi non ci sarebbero donne costrette a girare con il velo, non esisterebbe la prostituzione e non saremo qui a strumentalizzare il sesso per parlare di famiglia.
La famiglia, e lo sappiamo benissimo tutti, non è la coppia di eterosessuali che si riproduce nella fedeltà coniugale per tutta la vita, la famiglia è nucleo di persone legato più che dai rapporti di sangue, dall’affetto, dal sostegno e dalla condivisione della propria vita con altri esseri umani a prescindere dall’orientamento sessuale, dai gusti sessuali, dalla prole o dalla consanguineità dei suoi appartenenti. E’ famiglia mio padre e mia sorella, lo è mia figlia e mio zio e lo resterebbe mio marito se decidessimo di dedicarci allo scambio di coppia nella stessa maniera in cui il senso della famiglia si dissolverebbe di fronte ad un tradimento che non è necessariamente quello della carne. Quante sono le famiglie tradizionali dilaniate da odi e rancori, quante quelle di facciata, quante le sofferenze che covano all’interno di queste benedette famiglie tradizionali? Tante, tantissime, troppe.
Eppure siamo ancora qui a raccontarci che l’amore tra due persone dello stesso sesso mina la famiglia tradizionale, siamo ancora qui a ritenere che una sana educazione possa sconfiggere l’omosessualità, stiamo ancora paragonando l’omosessualità al vizio e stiamo mettendo nello stesso calderone l’omosessualità e il sesso vissuto senza tabù con la sola differenza che l’omosessualità è condannabile mentre il sesso libero, persino quello delle orge, è assolutamente accettabile purchè non si consumi alla luce del sole.
E non parlatemi dei figli e dell’impossibilità di procreare di una coppia omosessuale perché non esiste famiglia tradizionale nella quale la procreazione non sia limitata dalle esigenze dei coniugi. Ogni donna potrebbe avere un numero di figli molto superiore a quanti ne ha ma il concetto dei figli che Dio vorrà darci, per motivi di comodo lo abbiamo superato già da molto tempo.
E non parlatemi neanche dell’orientamento sessuale degli eventuali figli adottati da una coppia gay, non si diventa omosessuali (ma neanche eterosessuali) per emulazione semmai si impara a riconoscere senza timore il proprio orientamento sessuale e a vivere una sessualità più libera e appagante.
Come dicevo all’inizio del mio post io sono eterosessuale, così noiosamente eterosessuale da non aver mai neanche provato il desiderio di approcci diversi dal sesso tradizionale ma mi capita spesso di chiedermi se la mia monogama eterosessualità sia davvero una scelta consapevole e ponderata o se magari, in un contesto sociale e familiare diverso, non avrei sviluppato il desiderio di vivere il sesso anche in maniera diversa.
Tanto che l’enorme offerta pornografica a cui siamo quotidianamente sottoposti anche nostro malgrado possa minare la famiglia tradizionale, non lo dice nessuno, l’importante è salvaguardare le apparenze.
Bellissimo post, Vis.
L’analisi che fai della sessualità la condivido quasi in pieno (al 99,9%), cosa che non è di tutti i giorni visto anche l’argomento. La condivido dal concetto di orientamento sessuale a quello di famiglia, da quello di rete di tabù che attanaglia il sesso ai retaggi culturali che non ci siamo ancora scrollati di dosso. Da quello dei rapporti omosessuali alla possibilità di scoprire il proprio orientamento sessuale e viverlo in armonia, con se stessi e con gli altri. Mi trovo in una sorta di sintonia perfetta (fin anche nei termini che usi) con il tuo pensiero. Indi per cui mi concentro su quello 0,1% di pensiero che non mi trova d’accordo con te. E’ la prima frase, quando dici che sei talmente eterosessuale da non aver mai pensato di partecipare a dei club privè. Ecco, volevo dirti che i club privè non sono frequentati tanto da omosessuali quanto piuttosto da eterosessuali, al solito. Trattandosi di orge, poi, non so se il concetto di eterosessuale regge ancora… ma comunque. Gli “iscritti” sono soprattutto gli insospettabili, dalle vite normali, normalissime, persino un po’ noiose. E’ un po’ come i pedofili, che in Italia sono per lo più grossi professionisti (spesso sposati e con figli) e che nel fine settimana volano a Cuba per scoparsi a 10 € una bambina con meno della metà degli anni delle loro figlie. Nei club privè è lo stesso. Ci trovi non gli omosessuali, non gli eterosessuali, ma gli Annoiati della vita. Alcuni fanno le corse clandestine, altri si drogano, si ubriacano, si stordiscono in discoteca e si schiantano contro un palo. Altri ancora vanno nei club privè. Per una sera staccano l’interruttore della vita: io li vedo così.
Fa bene leggere post come questi.
Anche io non riesco a capire la differenza tra me (omosessuale) ed il mio eterissimo collega, sposato e puttaniere.
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Mi piace il tuo punto di vista ed il modo in cui hai parlato di sesso e famiglia. Davvero complimenti.
Pienamente d’accordo con tutto!Anch’io mi sono a volte chiesta se la mia eterosessualita’ deriva da un mio vero io o dai condizionamenti famigliari/sociali….forse non lo scopriro’ mai, l’importante, credo, sia di cercare di non tradire mai se stessi,di cercare quello che al momento ti possa rendere felice e appagato ma sempre nel massimo rispetto delle scelte altrui….
Larvotto, la differenza tra te e il collega etero puttaniere e’ enorme, ma nel senso buono,tu quando guardi il tuo ragazzo negli occhi e gli dici quanto gli vuoi bene lo fai con piu’ serieta’ e rispetto,senza inganni o bugie, e saro’ all’antica, ma questo per me e’ ancora un valore ![]()
Bellissimo post e altrettanto l’analisi della società, della famiglia e della sessualità che hai fatto. Io credo che tutti abbiano il diritto di esistere, l’unico limite tra il lecito e l’illecito è “non fare danno”. Semplice a dirsi…Io sono etero e ‘classica’(o almeno così mi definiscono)perchè non mi interessano Kamasutra e sofisticazioni varie importate dall’Oriente. Mi basterebbe trovare un uomo che sappia apprezzare la SENSUALITA’(che non è la sessualità), senza complessi(hai voglia quanti uomini complessati ci sono ancora in giro!!!), senza manie ed ossessioni(tipo “se non ti metti la gonna e le autoreggenti non ci vediamo” e seguirebbero maree di esempi), senza patemi (”ma, sai, fare il sesso orale ad una donna significa che spiritualmente poi-ETC…) Vorrei un uomo con il gusto del fare l’amore e del gioco; vorrei un uomo che davvero nel sesso mi facesse sentire intimamente una donna, che lo facesse con gioia ed entusiasmo, con partecipazione,con il corpo e l’anima…Insomma sono etero e mi basterebbe trovare un uomo vero e sessualmente sano! Sono stufa di uomini pieni di cultura, mentali, sensibili (che vuol dire poi? Piagnoni?Emotivi?Effemminati?Dipendenti?…)e saturi di mille interessi che hanno perso il senso del fisico. Per forza impera il sesso via Internet, è asettico e non ci si mette in gioco, non si sentono i corpi e la pelle nè tantomeno le emozioni. Personalmente credo che i club possano divertire, ma quando diventa una mania o quando la frequenza è assidua (mai notato che ormai per quasi tutti viene chiesto di fare la tessera socio?)allora penso che purtroppo qualcosa non va. Con l’ultimo uomo che ho mollato ho portato una santa pazienza; ho cercato di andargli incontro ma quando per l’ennesima volta lui ha goduto -io sono passionale per natura, dò perchè mi viene- lasciandomi poi a bocca asciutta con la scusa “Ma come, è stata una serata bellissima, abbiamo fatto l’amore (secondo lui!), il jazz, le stelle, il vino…!E tu ti lamenti perchè non sei venuta!”,l’ho mandato a quel paese e mi ha tempestata di telefonate disperate, dicendomi che sono cattiva e che gli ho fatto tanto tanto male e che se lo avessi rivisto mi avrebbe ripagata (????).Non sto nè scherzando nè esagerando. Sono etero e classica forse anche perchè non ho ancora trovato un uomo vero.
Ciao viscontessa, è la prima volta che leggo il tuo blog, su suggerimento di quello di Larvotto, e volevo ringraziarti per questo tuo intervento, pulito, intelligente, chiaro, solare e intelligente. Almeno così lo vedo io…
Hagar, sapevo già mentre scrivevo il post che stavo commettendo un errore non specificando che il mio dichiararmi eterosessuale non era in contrasto con la frequentazione di certi club privati. Forse l’ho specificato meglio dopo ma probabilmente non mi sono spiegata poi così bene:-)
Federica la tessera per frequentare certi locali è obbligatoria per giustificare la loro attività senza andare contro alle legge. Se non fossero club privati con soci tesserati, sarebbero case di appuntamento:-)
Grazie agli altri:-)
Non ha importanza Vis che io abbia puntualizzato quell’aspetto e che tu l’abbia o meno specificato meglio nel seguito del post. Quel che conta è che il tuo pezzo è stupendo perché esprime concetti delicati con parole che spesso si fa fatica a trovare ed usare con la limpidezza e la naturalezza che son venute spontanee a te. Sai che c’è? Che lo 0,1% di disaccordo di cui parlavo cade miseramente dinanzi a questo tuo commento e… mi tolgo il cappello.
Un abbraccio
Hagar
Ti ringrazio ancora Hangar è che avevo percepito la debolezza del mio concetto espresso all’inizio fin da subito e mi fa piacere che tu lo abbia notato:-)
Ho l’impressione che stiamo vivendo una fase di spaesamento globale: dobbiamo ridisegnare le carte geografiche, ripensare i cardini della società civile. Cos’è famiglia? Dov’è casa? Ci sono parole che non riesco a intrappolare in una definizione.










2008