Dopo la batosta elettorale subita dalla sinistra meno di una settimana fa, Rifondazione Comunista decide di ripartire dalle piazze…
Ci hanno già provato una volta per la verità. Hanno indetto una protesta di piazza contro la politica guerrafondaia di Bush e la manifestazione è andata deserta che più non poteva. Ora tentano con la piazza del Gay Pride, manco a dirlo, e giurano e spergiurano di non volerci mettere il cappello sopra e di non volerla cannibalizzare…
Hanno perso una valanga di voti i comunisti. Hanno perso anche il mio, che pure li voto da sempre.
E’ che a me non piacciono le corna, tutto qui. Mi sono sentita tradita dal mio partito e ho deciso di non votarli. Me ne sono stata a casa a stirare la sfoglia per le lasagne e non mi sono affatto pentita, perché se i partiti non sentono il tonfo… mica capiscono che devono cambiare rotta!
Compagno Giordano,
il punto non è se potete o non potete mettere il cappello sul Gay Pride. Il punto è se, dopo aver messo il cappello, ci volete mettere anche la faccia e il resto del corpo sotto a quel cappello, oppure no. Se è solo il cappello che vi interessa… la gente si sente presa per il c…, no? A me, per esempio, è successo questo, e temo che alle prossime elezioni prenderete ancora meno voti di settimana scorsa, forse addirittura meno di Mastella, che è già tutto dire.
Il cappello ve l’abbiamo fatto mettere una volta, prima delle elezioni che vi hanno fatto fare il pieno di voti e salire al Governo. L’abbiamo fatto perché eravate i soli a promettere la legge sulle unioni di fatto, la lotta contro il precariato e il lavoro in nero, il ritiro delle truppe in Iraq… E invece che avete fatto? NIENTE.
Gli "uniti di fatto" hanno solo visto che Bertinotti ha occupato la poltrona di Presidente della Camera e lei quella di Segretario di Partito. Sì, e poi? E poi basta, non è successo nient’altro. La piazza aspetta ancora le leggi che avete promesso e questa è la triste realtà ad oltre un anno dalle elezioni.
Se il vostro cappello continua a stare fra le persone che attendono il riconoscimento dei loro diritti sacrosanti sanciti dalla Costituzione e però non si vede nessuna azione concreta da parte vostra perché quei diritti siano davvero ratificati… allora, compagno Giordano, il rischio è che su quel cappello ci passiamo sopra con tutto il nostro peso, capisci? Il PESO dei nostri voti che non prenderete più. E già c’è odor di elezioni…
I manifestanti di domani sono persone che hanno saputo di un PRC che ha accettato che le priorità del nostro Paese sono:
1) Il raddoppio della base militare americana di Vicenza (alla faccia della lotta alla guerra…)
2) L’aumento delle tasse (a partire, anche voi, dalle fasce più deboli…)
3) La costruzione di rigassificatori (alla faccia dell’ambiente…)
4) Il rifinanziamento delle missioni militari all’estero (e in Libano siamo addirittura gli Organizzatori d’Evento)
5) La legge elettorale
6) L’indulto (alla faccia della giustizia…)
7) Lo scalone pensionistico (quello di Maroni per intenderci…)
E insomma… avete posto la Fiducia sul Governo per tutte le questioni (ma proprio TUTTE) per le quali vi siete sempre battuti. Battuti contro.
E i DICO, invece, son rimasti fuori. Avete lasciato fuori una delle richieste più pressanti del vostro elettorato, ma anche quelle dei pacifisti e degli ambientalisti, e per finire con quelle dei milioni e milioni di italiani che aspettano ancora una legge seria sul conflitto d’interessi. Compagno Giordano… ci sentiamo traditi, tutti e non solo io, capisci perché alla manifestazione contro Bush non ha partecipato nessuno? E capisci perché domani il tuo cappello in piazza proprio non lo vogliamo.
Andate nelle aule di Montecitorio e Palazzo Madama, non in piazza, e varate le leggi che avete promesso ai vostri elettori. Tentate di riconquistare credibilità e rispetto… finché siete in tempo. Ora non siete più all’opposizione, se non ve ne foste ancora accorti. Ora siete al GOVERNO, e non è più tempo di protestare.
E’ tempo di LEGIFERARE.
Cordialmente,
Hagar