Sorelle d’Italia

Fimmina o lesbica?

XXX parla al telefono con XXXY e dice: "Ma senti…ma XYX è fimmina o è lesbica?" riferendosi ad un’amica in comune dalla sessualità non ben definita.

Ascoltando questa conversazione mi è venuto da chiedere ad XXX che cosa intendesse e lei, è una lei, in dialetto siculo risponde "Fimmina può essiri sulu na cosa!"

"Cosa?" "C’a ci piaci u masculu!".

Esiste un luogo, o forse ne esistono più di quanti immaginiamo, in cui la distinzione fra l’essere donna e l’essere omosessuale è ben marcata e guai a confondere le due condizioni. Ancor peggio è quando non si può parlare di omosessualità ma nemmeno di eterosessualità (fenomeno che i più chiamano "bisessualità" ma che XXX chiama "non essere nè carne nè pesce"). XXX, oltre ad avere le idee molto confuse riguardo i diversi modi di essere e di amare, prova un senso di fastidio se a sfiorarla è la mano di un’amica lesbica, mentre è a proprio agio se a sfiorarla è la mano di un’amico etero. In questo caso, infatti, XXX non nota nessun atteggiamento promiscuo e nessun tentativo di rimorchio che vada oltre l’amicizia. Se a toccarla è una donna omosessuale, la prima cosa che pensa è che l’amica "voglia provarci". Sia chiaro: XXX è una donna molto libera e indipendente, mai schiava di pregiudizi sociali e mai vicina al pensiero delle masse. Ed è proprio in nome di questa indipendenza che XXX può dire che essere lesbica non è essere femmina.

Qualche giorno fa mi trovavo in Spagna che, come molte di voi sapranno, è l’oasi delle libertà sessuali, in cui una ben organizzata politica sociale è in grado di tutelare non solo i diritti ma anche le identità degli omosessuali. E’ stato molto facile vedere coppie omosessuali, di qualsiasi sesso, camminare mano nella mano e baciarsi in pubblico. Chi di voi, oggi in Italia, può dire di aver visto due omosessuali baciarsi sull’autobus? Chiaramente non fanno testo i locali dichiaratamenti gay o le discoteche. Quelli sono ghetti, certo fondamentali in un Paese in cui le libertà individuali non trovano accesso nei locali pubblici.

Non basta dire che viviamo in un Paese arretrato; non basta dire che il Vaticano ci mette non pochi bastoni fra le ruote; non basta neanche dire che finchè non sarà la società intera a cambiare non ci sarà spazio per altre forme di sessualità e di libertà. Viviamo in un Paese fortemente sessuofobico ed omofobico e questo non può dipendere solo dalla Chiesa e da chi ci governa. Pensiamo agli Stati Uniti, per esempio: è un paese molto religioso, in cui la religione è più fondamentalismo che fede. Esistono leggi, in alcuni stati federali, che vietano la fellatio e i rapporti anali. Eppure in città come New York o San Francisco nessuno si pone il problema se fa sesso dal lato A o dal lato B piuttosto che da quello C (a tal proposito consiglio di vedere l’emblematico "Shortbus"). Vivere a Roma o a Milano di certo comporta dei vantaggi che gli omosessuali di Potenza, per esempio, non hanno: esiste un considerevole numero di locali gay, micromondi dove per qualche ora si può essere se stessi. Ma in queste stesse metropoli non è così facile vedere due persone dello stesso sesso abbracciarsi sulle panchine di un parco, per cui la libertà è limitata e circoscritta all’interno dei "ghetti".

Quella che riporto qui è una domanda a voi tutte, visto che di risposte io non ne ho e non ne ho trovate (manco a dire che non ci ho riflettuto): cosa o chi in Italia censura le identità e limita le libertà? E’ davvero colpevole la Chiesa, il cattolicesimo? Oppure ci sono ragioni più profonde? La caccia è aperta.

27 Maggio 2007
12:42, Domenica
melissa panarello
Filed under : Gender, Identità, Società
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Blog reactions Commenti :
 
10 commenti

(#) Quello che disse sissunchi

Domenica 27 Maggio 2007 alle 14:35

1

La risposta primaria è: l’ignoranza. Intesa proprio come ignorare, non sapere, visualizzare la donna lesbica come persona sempre in cerca di sesso, visualizzarla come nei filmini porno, non come essere umano, persona che cerca chi ama, non la prima donna che gli capita a tiro. Modero da 7 anni una stanza in chat di donne lesbiche, e non ho mai trovato donne affamate che cercano di importunarti, ho trovato delle amiche, delle sorelle, delle donne con cui condividere pensieri, problemi, chi amano non mi interessa, come credo non interessa a loro chi amo io. Nei ghetti ce le spingiamo noi ogni giorno, puntando il dito, deridendo, parlando di donne lesbiche come donne di serie b, sottoponendole a martiri morali, prova una volta a venire nella mia stanza in chat, leggi cosa gli urlano gli uomini, cosa dicono le donne che vengono a vederle come se fossero allo zoo. Che rabbia che mi porto dentro, per non poter aprire quelle teste e fargli capire che la differenza la fanno loro.

(#) Quello che disse Giulia

Domenica 27 Maggio 2007 alle 19:06

2

Secondo me non è trascurabile nemmeno il fattore separatismo. Ogni volta che vedo un volantino che parla di “cortei di donne e lesbiche” (come, appunto, se le due cose non coincidessero). E se è vero che in Italia la gente ragiona per sistemi binari (maschio-femmina, omo-etero), è anche vero che dopo la manifestazione pro-Dico ho capito che una parte della popolazione omosessuale ama porsi in maniera antagonistica rispetto agli eterosessuali. Lo dico senza polemica e con molto affetto, ché lo so che quando sei accerchiato non puoi che combattere: ma come non penso che essere omosessuale ti renda diverso dagli altri. E’ un errore porsi costantemente come “diversi”.

(#) Quello che disse megumi

Lunedì 28 Maggio 2007 alle 06:21

3

Ciao! Mi chiamo Megumi. Sono giapponnese. Abito in Giapponese. Ho 27 anni. Mi interesso della Italia. Studio l’italSono in cerca di una ragazza europea con cui trascorrere dei momenti romantici, andando ai concerti, al cinema, e con cui viaggiare insieme. Credo che una relazione a lungo termine tra persone di culture diverse possa funzionare se esiste un buon feeling. Quando verrai in Giappone, potrai stare nel mio appartamento per quanto tempo vorrai. Di solito mi reco in Europa due volte all’anno, quindi, anche li, potremo passare del iano da soloa. Mi piacerebbe andare in Italia un giorno.

(#) Quello che disse MademoiselleAnne

Lunedì 28 Maggio 2007 alle 09:45

4

Spesso, nella maggior parte dei casi, è l’autoghettizzazione e l’autoesclusione che generano, o quantomeno amplificano, il problema. La necessità di dividere la propria categoria dalle altre crea ghettizzazione e la ghettizzazione acuisce discriminazione.

(#) Quello che disse Michela

Lunedì 28 Maggio 2007 alle 18:21

5

Melissa, ritengo che il cattolicesimo non c’entri nulla con il discorso sul lesbismo, perchè è maschilista anche in quello: l’unica omosessualità che ci si è curati di regolamentare nei secoli è stata quella maschile.

Persino relativamente alla masturbazione, quella femminile non è considerata un “male intrinseco”, perchè non da luogo alla dispersione di elementi necessari alla fecondazione, come accade invece al maschio. Le donne in questo senso sono state sempre lasciate molto in pace, e questo è sicuramente alla base della maggiore libertà di contatto fisico consentito socialmente alle donne, cosa che i maschi si sognano, se non vogliono passare per froci.

Il tipo di resistenza che racconti è puramente culturale, nasce dal nostro aver aderito inconsciamente allo stereotipo del ruolo, quello che sin da piccole ci propinano regalando bambole a noi e camioncini ai nostri fratelli, e guai a scambiarsi il dono. Lo penso ogni volta che mi trovo davanti a un gay che esprime la sua diversità imitando la femminilità o a una lesbica che si concia come ci si aspetta che si conci una donna attratta da altre donne: da maschio.

Tanto per capire cosa intendo, stamattina ho beccato questo link e non mi sono potuta trattenere dal fare un commento acido. Però ti da l’idea di come si ragiona quando si parla di lesbiche.
http://marcoesposito.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1500236

(#) Quello che disse Giulia

Lunedì 28 Maggio 2007 alle 21:08

6

Mi sono unita al sarcasmo, ovviamente. Come potevo resistere?

(#) Quello che disse Roberta Sg

Lunedì 28 Maggio 2007 alle 22:53

7

Potrei sbagliarmi ma penso che in Italia funzioni in termini di etichettatura che rende difficile lo scambio e il dialogo. Il diverso potrebbe far vedere le cose da un punto di vista diverso, potrebbe portare a una crisi e a una messa in discussione rispetto a alcuni argomenti e penso che nell’indole dell’italiano sia insita una certa reticenza a voler cambiare ordini e tradizioni che, per questi tempi, non ci stanno più.

(#) Quello che disse Anna Spina

Martedì 29 Maggio 2007 alle 10:49

8

Salve a tutte voi,
essendo decisamente omosessuale (lesbica, anzi, frocia) mi permetto di intervenire;
è giusto porsi la domanda: perchè c’è questo atteggiamento ostico nei confronti dell’omosessualità e, più in generale della sessualità, è dovuto alla Chiesa solamente?
La domanda è intelligente e la risposta non può che essere complessa, per parte mia credo che il Cattolicesimo abbia molte colpe.
Se un giorno si e l’altro pure vari Prelati, Vescovi, Cardinali, Carmelitane Scalze, Onorevoli Deputate cilicio dipendenti, ripetono, via TIVVI’, che i froci sono una calamità, che è meglio per i bambini schiattare di fame in Africa piuttosto che avere madri lesbiche o padri gay, bhe, questo non può non influenzare, almeno un poco, l’opinione delle persone. In quanto alla sindrome da ghetto, è vero, alcuni omosessuali ne sono afflitti, ma è sempre più del passato, anche perchè le coppie dei gay o delle lesbiche stanno sempre più “normalizzandosi”, districandosi, come tutte, tra incombenze domestiche, lavoro, amore e figli da crescere bene e con amore. Per ciò che mi riguarda comunque credo nelle persone, la nostra società pian piano cambia proprio perchè cambiano le persone, omosessuali ed etero e spesso cambiano in meglio ed insieme.
Cordiali saluti a tutti
anna spina

(#) Quello che disse tonia

Lunedì 4 Febbraio 2008 alle 17:09

9

vorrei sapere io ke mi strofino sul letto e godo di ke sesso sono! nn so + cosa fareee!ki sono? il mio modoo mi masturbarbi è strofinarmi sul letto e pensare a persone o scene ke mi hanno toccato kin sono?? aiutoooooooooo

(#) Quello che disse Giulia

Lunedì 4 Febbraio 2008 alle 17:29

10

Una che mi sa che ha sbagliato blog…

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