Sorelle d'Italia

Morì immaturamente come visse.

Negli ultimi tempi, sento sempre più spesso il malcontento delle amiche dovuto al fatto che alcuni uomini si rifiutino di abbandonare il nido materno per creare qualcosa di nuovo e responsabile con la compagna di cui si è innamorati.

Leggo un libro. Protagonista maschile con inutile donna masochista al seguito, lavoro precario, insano vizio per la lettura e la scrittura. Con crescente meraviglia, sotto i miei occhi, la rivelazione. La mamma. Nel libro la mamma c’è dappertutto e, alla fine delle trecento pagine, comprendi che il protagonista si è messo a scrivere perchè la madre, quando lui era piccolo, leggeva e non guardava le prodezze sui prati del figlio. La madre ha incorniciato la lettera della festa della mamma dei suoi otto anni. Il protagonista capisce che, alla giovane età di quasi trent’anni, non bastano più le onomatopee infantili, ci vuole un libro dove la madre amata depositi la sua attenzione e il suo affetto. Passo il libro a mia madre che lo trova bello: questo protagonista m’intenerisce, fa, anch’io voglio avere un figlio tanto devoto. Scuoto la testa. Le madri sono tutte della stessa pasta.

"Morì immaturamente come visse", così recitava un necrologio scritto male nei vicoli di Napoli riguardo un ragazzo morto molto giovane. La dipendenza affettiva che l’italica madre crea, forse per un retaggio culturale, con il figlio maschio, porta a una generazione di adulti mancati e di donne stanche. Signore Madri, so che il vostro cuore piange solo all’idea, ma smettetela di fare crostate e mettete alla porta il trentenne pargolo. Potrebbe accorgersi che la vita lì fuori non è così dura. Potrebbe accorgersi che ci sono altri modi, da parte vostra, di volergli bene. Oppure, Signore Madri, sulla tomba del pargolo, che fortunatamente non vedrete, nell’età della vecchiaia, dovremmo scrivere il necrologio di cui sopra, dove sicuramente la sintassi lascerà a desiderare ma la valenza semantica sarà giusta.

23 maggio 2007
11:21, mercoledì
Roberta SG
Filed under : Cultura, Identità, Società
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Commenti : 3
 
3 commenti

(#) Quello che disse sariti

mercoledì 23 maggio 2007 alle 20:53

1

sembra incredibile come questo post mi faccia pensare al mio privato…per 10 lunghi anni sono stata fidanzata con il classico mammone italiano, che faceva tutto quel che mamma diceva e poi…e poi ho incontrato lui, cosi’ diverso dai ragazzi a cui ero abituata, indipendente, maturo nonostante la giovane eta’…ed ovviamente il suddetto NON era italiano, ma tedesco… e la mia mente ha realizzato quanto le mamme italiane spesso facciano del male ai propri pargoli, rendendoli dei perenni peter pan…

(#) Quello che disse Domiziano Galia

mercoledì 23 maggio 2007 alle 22:57

2

Certo che rispetto all’alternativa di NON avere un punto di riferimento, non so. :p

(#) Quello che disse Roberta

venerdì 1 giugno 2007 alle 18:15

3

dai che sono brava anch’io a far le crostate :)

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