Sorelle d’Italia

Perché manca il coraggio della denuncia

La dottoressa esagera.

La dottoressa degli animali ogni volta che è testimone o vittima di qualche ingiustizia si rivolge ai carabinieri del suo paese.

Una volta fu per colpa di un cavallo maltrattato. I carabinieri non le vollero prendere la denuncia e lei si rivolse alla Procura della Repubblica. Due ore dopo il giudice le telefonò a casa e in serata sulla testa del proprietario del cavallo pendeva già una denuncia per maltrattamenti sugli animali.

Tempo fa poi volle denunciare una telefonata anonima. Un tizio la videochiamò mentre si masturbava, i carabinieri cercarono di dissuaderla lasciando intendere che certi “panni sporchi” è meglio lavarli in famiglia. A volte un amante deluso reagisce male e a metterci di mezzo le forze dell’ordine, si rischia di coinvolgere nelle proprie scappatelle anche le persone innocenti come il povero marito cornuto.

Ma la dottoressa degli animali si presentò il giorno successivo accompagnata dal marito e sporse denuncia.

Il colpevole fu rintracciato e condannato.

La dottoressa degli animali non è molto ben voluta in paese e adesso è in lite con il vicino di casa.

Il vicino di casa è una conoscenza nota alle forze dell’ordine ma anche i facinorosi, come i violenti, i molestatori e lo scemo del paese, nelle piccole realtà, sono prima di tutto personaggi da tutelare dalle male lingue del paese vicino.

Esistono delle realtà, e non parlo di luoghi remoti o paesi sperduti, dove alcuni reati, per l’appunto quelli che dovrebbero testimoniare il grado di civiltà di un paese, non sono percepiti come tali neanche dalla stesse forze dell’ordine.

Comunque il vicino un giorno la minacciò con un fucile ma i carabinieri non vollero saperne di prendere la denuncia perché era la parola della dottoressa contro quella del vicino violento. Le consigliarono, per le occasioni future, di procurarsi delle prove.

Poi una volta il vicino seminò la strada di chiodi e l’altro giorno le ha tagliato i freni della macchina.

Impossibile, anche da parte dei carabinieri, negare la manomissione dei freni ma la denuncia è stata fatta contro ignoti. Meglio di niente, verrebbe quasi da dire, se non fosse che lei è stata nuovamente convocata in caserma per sentirsi chiedere come vanno le cose tra lei e il marito. La spiegazione dei carabinieri, molto semplicemente, è stata che se le fosse successo davvero qualcosa, qualcuno avrebbe chiesto a loro dei suoi rapporti con il marito perché in certi casi il marito è sempre il maggiore sospettato.

Soprattutto, aggiungo io, se come lei non è del luogo, se non cerca di dissuadere la moglie dallo sporgere tutte queste denunce e se non si occupa in prima persona di risolvere certe beghe di paese.

Parlo di un paese ad una manciata di chilometri da Firenze e di quel velo di omertà che costringe ancora al silenzio tante, tantissime donne. E parlo della Benemerita.

21 maggio 2007
19:26, lunedì
Viscontessa
Filed under : Società
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2 commenti

(#) Quello che disse L’atrocità dell’uomo | Sorelle d'Italia

giovedì 31 gennaio 2008 alle 22:44

1

[...] qualcuno ricorderà un mio vecchio post .O forse no, non sono mai stata brava nel descrivere le cose che mi toccano troppo da vicino. E [...]

(#) Quello che disse e poi ecco la morte che non aspettavi-- …e Viss.e felice e Scontenta

giovedì 31 gennaio 2008 alle 23:35

2

[...] qualcuno ricorderà un mio vecchio post .O forse no, non sono mai stata brava nel descrivere le cose che mi toccano troppo da vicino. E [...]

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