Allez mesdames!

Qui, più o meno, si tifava per Ségolène. Ma è difficile non applaudire la composizione del governo Fillon, quello alle dirette dipendenze del neopresidente francese Sarkozy. Ben sette le signore all’esecutivo, giocoforza non relegate a cariche tradizionalmente "femminili". E se da un lato questo non garantisce che il governo sarà migliore, più efficiente e più brillante, dall’altro si tratta comunque di un segnale forte. Nei prossimi anni, i francesi (e le francesi) si abitueranno all’idea che un ministro possa essere indifferentemente uomo o donna. Mentre noi dobbiamo rassegnarci all’idea che un ministro possa essere Mastella.
La lista completa dei nomi:
- Jean-Louis Borloo, 56 anni, ministro dell’Economia
- Michèle Alliot-Marie, 60 anni, Interni
- Bernard Kouchner, 66 anni, Esteri
- Hervè Morin, 46 anni, Difesa
- Rachida Dati, 41 anni, Giustizia
- Brice Hortefeux, 48 anni, Immigrazione e Identità nazionale
- Xavier Bertrand, 42 anni, Lavoro e affari sociali
- Eric Woerth, 50 anni, Contabilità e finanze
- Xavier Darcos, 59 anni, Educatione nazionale
- Roselyne Bachelot, 60 anni, Sanità e Sport
- Christine Boutin, 63 anni, Coesione sociale
- Christine Albanel, 52 anni, Cultura
- Valérie Pecresse, 39 anni, Università e Ricerca
- Christine Lagarde, 51 anni, Agricoltura.
Da notare anche che l’età media del governo è 52,3…un abisso rispetto all’Italia
Fillon, non Fillot. ![]()
Ops! Corretto, grazie! ![]()
E che un ministro possa appartenere a una minoranza etnica.
E che il Presidente della Repubblica sia figlio di un immigrato. Roba che pare il finale di The West Wing.
E pensare che Fini continua a dire che non è lui ad ispirarsi a Sarkozy, casomai è Sarko che si è ispirato a lui.
15 ministri, quasi metà donne, apertura al centro (centro centro, mica vaticano come qui). Non è che, magari, alla fine, è andata pure meglio dell’altra opzione? Staremo a vedere con interesse.
E già, quasi il 50% di donne e “solo” 15 ministri per governare la Francia. Chapeau. E adesso, chi è il conservatore reazionario?
Un momento, s’il vous plaît. Abito a Parigi da qualche anno, e posso dirvi che purtroppo non è tutto oro quel che luccica. In Italia si sta peggio, non c’è dubbio, ma non basta per alimentare false speranze: il governo francese, anche se ha al suo interno sette donne, è smaccatamente di destra, puramente funzionale alle legislative che avranno luogo tra poco (vale a dire che si occuperà di campagna elettorale e non di riforme effettive, per ora). Un governo che punta moltissimo sull’immagine, e sul fatto di aver “invitato” a farne parte socialisti che di fatto non lo sono più (Kouchner, tra l’altro, è stato immediatamente espulso dal PS), intento ad alimentare i conflitti nella sinistra che già barcolla di suo. Che vuole rafforzare i privilegi di chi è già ben inserito a livello sociale e professionale. Che farà di tutto per rendere difficile la vita agli immigrati (più di quanto non lo sia adesso), anche ai “cugini” italiani.
Non voglio fare la catastrofista, ma ci andrei cauta. Ho parlato con molti/e francesi, alla manifestazione del primo maggio e dopo le elezioni, e vi assicuro che anche tra quelli che hanno votato Sarkozy c’è molto scetticismo. Il clima generale è teso. “Sarko” è un altro Berlusconi, non illudiamoci. Non farà le corna in pubblico e avrà un pizzico di classe in più, ma la sostanza è la stessa. Non molto tempo fa ha definito gli abitanti della periferia parigina “feccia della società”. Al di là delle interpretazioni e delle giustificazioni, non è una buona premessa.
Francesca: nel frattempo, però, non si può sottovalutare il valore iconico di un governo dalla composizione così massicciamente femminile. In Italia non succederebbe comunque, non è successo con Berlusconi, non è successo con Prodi, non succede e basta: le donne non vengono nemmeno prese in considerazione.
Francesca, bisogna essere veramente in malafede per parlare ancora di questa storia della feccia senza parlare dell’episodio da cui è tratta, come se il video non circolasse ampiamente.
Una donna, banlieusarde lei stessa, domanda a Sarkozy quando la libererà dalla racaille che popola la banlieue con un kärcher (cioè una specie di pulitore ad acqua molto potente) e Sarkozy le risponde che ci penserà lui a eliminare questa feccia, ripetendo il termine usato dalla donna.
Poi naturalmente tu puoi farti dei problemi a chiamare feccia i caïds che avvelenano la vita delle banlieues, ma io un gatto lo chiamo gatto.










2008