Sorelle d’Italia

Allez mesdames!

Qui, più o meno, si tifava per Ségolène. Ma è difficile non applaudire la composizione del governo Fillon, quello alle dirette dipendenze del neopresidente francese Sarkozy. Ben sette le signore all’esecutivo, giocoforza non relegate a cariche tradizionalmente "femminili". E se da un lato questo non garantisce che il governo sarà migliore, più efficiente e più brillante, dall’altro si tratta comunque di un segnale forte. Nei prossimi anni, i francesi (e le francesi) si abitueranno all’idea che un ministro possa essere indifferentemente uomo o donna. Mentre noi dobbiamo rassegnarci all’idea che un ministro possa essere Mastella.

La lista completa dei nomi:

- Jean-Louis Borloo, 56 anni, ministro dell’Economia
- Michèle Alliot-Marie, 60 anni, Interni
- Bernard Kouchner, 66 anni, Esteri
- Hervè Morin, 46 anni, Difesa
- Rachida Dati, 41 anni, Giustizia
- Brice Hortefeux, 48 anni, Immigrazione e Identità nazionale
- Xavier Bertrand, 42 anni, Lavoro e affari sociali
- Eric Woerth, 50 anni, Contabilità e finanze
- Xavier Darcos, 59 anni, Educatione nazionale
- Roselyne Bachelot, 60 anni, Sanità e Sport
- Christine Boutin, 63 anni, Coesione sociale
- Christine Albanel, 52 anni, Cultura
- Valérie Pecresse, 39 anni, Università e Ricerca
- Christine Lagarde, 51 anni, Agricoltura.

19 Maggio 2007
10:00, Sabato
Giulia
Filed under : Esteri, Politica

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10 commenti

(#) Quello che disse Des

Sabato 19 Maggio 2007 alle 10:30

1

Da notare anche che l’età media del governo è 52,3…un abisso rispetto all’Italia

(#) Quello che disse paola

Sabato 19 Maggio 2007 alle 12:07

2

Fillon, non Fillot. ;)

(#) Quello che disse Giulia

Sabato 19 Maggio 2007 alle 12:13

3

Ops! Corretto, grazie! :)

(#) Quello che disse restodelmondo

Sabato 19 Maggio 2007 alle 14:01

4

E che un ministro possa appartenere a una minoranza etnica.

E che il Presidente della Repubblica sia figlio di un immigrato. Roba che pare il finale di The West Wing.

(#) Quello che disse Michela

Sabato 19 Maggio 2007 alle 15:57

5

E pensare che Fini continua a dire che non è lui ad ispirarsi a Sarkozy, casomai è Sarko che si è ispirato a lui.

(#) Quello che disse Domiziano Galia

Domenica 20 Maggio 2007 alle 13:11

6

15 ministri, quasi metà donne, apertura al centro (centro centro, mica vaticano come qui). Non è che, magari, alla fine, è andata pure meglio dell’altra opzione? Staremo a vedere con interesse.

(#) Quello che disse Blimunda

Domenica 20 Maggio 2007 alle 14:42

7

E già, quasi il 50% di donne e “solo” 15 ministri per governare la Francia. Chapeau. E adesso, chi è il conservatore reazionario?

(#) Quello che disse Francesca di Mattia

Domenica 20 Maggio 2007 alle 19:54

8

Un momento, s’il vous plaît. Abito a Parigi da qualche anno, e posso dirvi che purtroppo non è tutto oro quel che luccica. In Italia si sta peggio, non c’è dubbio, ma non basta per alimentare false speranze: il governo francese, anche se ha al suo interno sette donne, è smaccatamente di destra, puramente funzionale alle legislative che avranno luogo tra poco (vale a dire che si occuperà di campagna elettorale e non di riforme effettive, per ora). Un governo che punta moltissimo sull’immagine, e sul fatto di aver “invitato” a farne parte socialisti che di fatto non lo sono più (Kouchner, tra l’altro, è stato immediatamente espulso dal PS), intento ad alimentare i conflitti nella sinistra che già barcolla di suo. Che vuole rafforzare i privilegi di chi è già ben inserito a livello sociale e professionale. Che farà di tutto per rendere difficile la vita agli immigrati (più di quanto non lo sia adesso), anche ai “cugini” italiani.
Non voglio fare la catastrofista, ma ci andrei cauta. Ho parlato con molti/e francesi, alla manifestazione del primo maggio e dopo le elezioni, e vi assicuro che anche tra quelli che hanno votato Sarkozy c’è molto scetticismo. Il clima generale è teso. “Sarko” è un altro Berlusconi, non illudiamoci. Non farà le corna in pubblico e avrà un pizzico di classe in più, ma la sostanza è la stessa. Non molto tempo fa ha definito gli abitanti della periferia parigina “feccia della società”. Al di là delle interpretazioni e delle giustificazioni, non è una buona premessa.

(#) Quello che disse Giulia

Lunedì 21 Maggio 2007 alle 10:18

9

Francesca: nel frattempo, però, non si può sottovalutare il valore iconico di un governo dalla composizione così massicciamente femminile. In Italia non succederebbe comunque, non è successo con Berlusconi, non è successo con Prodi, non succede e basta: le donne non vengono nemmeno prese in considerazione.

(#) Quello che disse paola

Lunedì 21 Maggio 2007 alle 10:39

10

Francesca, bisogna essere veramente in malafede per parlare ancora di questa storia della feccia senza parlare dell’episodio da cui è tratta, come se il video non circolasse ampiamente.
Una donna, banlieusarde lei stessa, domanda a Sarkozy quando la libererà dalla racaille che popola la banlieue con un kärcher (cioè una specie di pulitore ad acqua molto potente) e Sarkozy le risponde che ci penserà lui a eliminare questa feccia, ripetendo il termine usato dalla donna.
Poi naturalmente tu puoi farti dei problemi a chiamare feccia i caïds che avvelenano la vita delle banlieues, ma io un gatto lo chiamo gatto.

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