Sorelle d'Italia

Singletudine femminile

In tutti i libri che parlano di relazione fra gli esseri umani, da quelli più antichi a quelli più recenti, si dice che l’uomo sia un animale socievole e è portato a dividere la sua vita con qualcuno che si ama o con cui ci si vuol bene. Bisogna cercarlo e non è semplice. Nel cercarlo si è in una situazine di "singletudine". Per l’uomo è concessa, per la donna il luogo comune è più presente di quanto si pensi.

Passeggio con un ragazzo che sbraita nella sua lingua che io capisco ben poco. Capisco solo il legame tra avere una possibile ragazza e di quanto questa possa diventare una rompicoglioni. Premetto che lui è troppo un rompicoglioni per farci un qualsiasi pensiero serio. Alla fine del suo sbraitare, mi dice che ha un amico da farmi conoscere così mi metto con lui. Strabuzzo gli gli occhi e dondolo la testa incredula.  Cosa ti fa pensare che io voglia farlo, domando. Lui è fluido nel dire che le donne si sentono perse senza un uomo. Stupidaggine, mormoro. Lui non capisce e parte con una sequela di ho ragione io. Finisce la sequela domandandomi se davvero non mi sento persa. No, faccio: non mi metterò con un uomo per solitudine. Lui mi guarda stupito e conclude che lo dice sempre che io parlo strano e che non si capisce niente di quello che dico.

Mia nonna diceva che a lavare la testa al ciuco si perde anche il sapone. Il ragazzo di cui sopra è irrimediabilmente immodificabile, ma come lui il luogo comune che la donna single, e che magari abbia bisogno di un po’ di sana solitudine per capire dove sta andando la sua vita, ha in realtà chissà quale recondito e psichico problema degno di cura e assistenza. Magari nelle grandi città è diverso. Purtroppo il numero delle grandi città è inferiore a quello dei paesini popolosi.

15 maggio 2007
20:43, martedì
Roberta SG
Filed under : Personale, Società
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Commenti : 14
 
14 commenti

(#) Quello che disse aranel

mercoledì 16 maggio 2007 alle 10:59

1

Perfino i ciuchi cambieranno idea quando ci saranno sempre più donne che dimostreranno davvero di NON sentirsi perse senza un uomo. Tu continua a “parlare strano”, facciamolo tutte. Diventerà la norma.

(#) Quello che disse Blimunda

mercoledì 16 maggio 2007 alle 12:23

2

Roberta, purtroppo una grande città è fatta di piccole persone e piccoli gruppi: a parte rare eccezioni, la condanna sociale di chi è single e sta bene così è uguale. Si va dal “Nessuno la vuole” al “Si butterebbe sul primo arrivato”. E’ così. Per questo è necessario continuare a stupirli. P.S. Amo tua nonna.

(#) Quello che disse stefansia

mercoledì 16 maggio 2007 alle 13:27

3

Le donne sono altrettanto parte del problema – tutte le mie amiche hanno almeno un’amica che dai 15 anni non è mai stata single per più di 6 settimane, tutte storie di almeno 2 anni, e oggi ne ha 30 e ogni tanto si sente confusa ma diciamolo., alla fine è contenta così, perché non ha mai conosciuto una vita diversa.
Un’altra cosa che mi intristisce è il grande equivoco intorno a personaggi tipo Bridget Jones e Ally McBeal, che sono sì single, mediamente realizzate nel lavoro però *disperate* perché non hanno un uomo, e sempre caratterizzate da questa “dolce imbranataggine” in cui inciampano e fanno gaffe di ogni genere e non sono capaci di pagarsi le bollette o farsi fare lavori in casa (cfr il primo Bridget Jones) perché diciamolo, per risolvere problemi così ci vuole per forza un uomo, quindi meglio trovarne uno in fretta.
A quando un personaggio single che è davvero single e non solo è felice di esserlo, ma proprio non gliene frega niente di incontrare qualcuno?
Forse nessuno lo scriverà mai quel romanzo, perché non “farebbe sognare” e sarebbe un po’ noioso, però io lo comprerei.

(#) Quello che disse RossaNaturale

mercoledì 16 maggio 2007 alle 14:18

4

“A quando un personaggio single che è davvero single e non solo è felice di esserlo, ma proprio non gliene frega niente di incontrare qualcuno?”
Sarebbe un personaggio un po’ sociopatico, non credi? :-)
Io penso molto banalmente che la cosa migliore sia non cercare qualcuno a tutti i costi, saper stare bene da sole, ma anche saper stare bene in ‘due’, quando si trova una persona compatibile.
Ally e Bridget sono due simpatiche sfigate… :-D

(#) Quello che disse 24frames

mercoledì 16 maggio 2007 alle 14:41

5

io dico che ci si sente persi (più o meno) senza la possibilità di amare ed essere amati.

(#) Quello che disse stefansia

mercoledì 16 maggio 2007 alle 17:59

6

Ma la possibilità di amare non è messa in discussione, quello che non sopporto è l’idea che senza un uomo sei finita anche nel lato pratico della vita, perché non ti sei mai ritrovata a badare a te stessa. E mentre posso capire (in parte) quelle che si ritrovano vedove a 60 anni e non hanno mai scritto un assegno in vita loro, mi fa impressione quando incontro giovani donne della mia età nella stessa situazione.
Bah, sarà un caso di Volpe & Uva… :-)

(#) Quello che disse 24frames

mercoledì 16 maggio 2007 alle 22:00

7

Certo, sono più che d’accordo che questa idea generale che senza un uomo sembra la donna si senta persa è insopportabile…

(#) Quello che disse Roberta

mercoledì 16 maggio 2007 alle 22:19

8

Ringrazio tutte degli interventi e rispondo a Rossanaturale. La single felice non è “sociopatica”, è una che vede le cose da una prospettiva diversa da quella standard di cui il ragazzo, con cui passeggio, va fiero. Bridget e Ally non mi piacciono granchè: finchè sarà così caro il prototipo di donna single imbranatella e priva di senso pratico, avremo uomini incapaci di capire che i tempi sono cambiati e che il potenziale femminile, in realtà, ha veramente ben poco bisogno dell’uomo a tutti i costi. Ovvio che amare e essere amate da un uomo è bellissimo ma se questa diventa una prigione, per paura della solitudine, meglio star relativamente da sole perchè si è circondate da amici e amiche che ti vogliono bene. Saluti a tutte,
Roberta.

(#) Quello che disse viscontessa

mercoledì 16 maggio 2007 alle 22:28

9

Io ho la sensazione che a non sapersela cavare da soli siano molto più gli uomini delle donne. Le vedove che a 60 anni non hanno mai compilato un assegno, esistono ma di solito imparano molto velocemente a farlo e verso i 65 te le ritrovi a consultare i listini di borsa con la stessa disinvoltura con cui fino ai sessanta avevano verificato il grado di maturità dei meloni al mercato.
Gli uomini invece sono spesso privi di quella elasticità mentale che gli consenta di imparare anche solo a lavarsi un paio di calzini se non lo hanno mai fatto in vita loro.

(#) Quello che disse aranel

giovedì 17 maggio 2007 alle 12:20

10

D’accordissimo con Viscontessa, la maggiorparte dei vedovi è in totale panne, le vedove se la cavano decisamente meglio. Questa storia del “senso pratico” mi pare davvero ridicola, le donne sono abituate a cavarsela da sole, oltretutto un assegno si compila raramente, la lavatrice va fatta quasi tutti i giorni… :-)

(#) Quello che disse Piero Andretti

venerdì 18 maggio 2007 alle 01:25

11

L’elasticità degli uomini è tale, che portano i calzini in lavanderia risolvendo il problema in 2 secondi.
Difficilmente un uomo si perde in un bicchier d’acqua.

(#) Quello che disse Giulia

venerdì 18 maggio 2007 alle 14:38

12

“Difficilmente un uomo si perde in un bicchier d’acqua.”

Dillo a quelli che ti telefonano perché non sanno come fare il bollito (il mio ex). Non sono davvero pochi gli uomini che si perdono in un bicchier d’acqua davanti a cose banali come fare la spesa (gelato, Nutella, biscottini check; sale, detersivo per piatti, pane “Mi sono dimenticato!”), fare le pulizie, cucinare, stirare, perfino (in casi estremi) lavarsi. Certo, magari sono in grado di dirigere un’impresa, e per le cose di casa ci pensano la moglie o la domestica. Ma in caso di disastro nucleare, sarebbero morti di fame nel giro di due settimane. Non me ne vanterei, se fossi in voi.

(#) Quello che disse Federica

sabato 19 maggio 2007 alle 18:45

13

Quanti anni hai Roberta?
Te lo chiedo perché, sai, fino a due anni fa tutte le mie amiche (ho sempre avuto bande di amiche, io) dicevano come te. Poi a un certo punto, nell’anno dei 35, si sono tutte stabilizzate con l’uomo che il destino aveva riservato loro per quella stagione della loro vita. E mi dicono: “Dagli uomini non bisogna aspettarsi granché. Bisogna abbassare le aspettative e fare tesoro della propria esperienza da autonome.”
Io non so se per gli uomini la singletudine sia più facile: le cose che capitano agli altri sono vissute necessariamente in modo meno intenso di quelle che capitano a te stesso.
Però il luogo comune di donna single è odioso ed è vero, resiste a ogni modernità. Cioè a livello privato magari è la stessa cosa per uomini e donne, ma a livello pubblico è vero che la donna sola è più martoriata. Ma non è per il motivo a cui fai riferimento tu, ma è perché si ritiene che nessuno l’abbia voluta. Cioè, in quanto oggetto, che nessuno l’abbia “acquistata”.

(#) Quello che disse Roberta

lunedì 21 maggio 2007 alle 21:27

14

Ciao Fede. Ho trent’anni e forse nel mezzo del cammin di vita mia, con la via smarrita e nemmeno un Virgilio che m’accompagni per i tre regni ultraterreni, arriverò a trentacinque ad accontentarmi dell’uomo del destino. Adesso non posso saperlo e mi piace pensare che non mi farò “comprare” :) facilmente :) baci a tutte le intervenute.
Roberta.

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