Le donne preferiscono soffrire?
Perchè i partner inaffidabili ci affascinano di più? Che cosa scatta nelle nostre testoline e testolone quando respingiamo dei bravi ragazzi affettuosi e disponibili anche a costruire qualcosa con noi per andare a scegliere come oggetto della nostra fantasia amorosa chi non ci vuole, chi non ci desidera, chi non ci ama ?
Le storie difficili, impossibili, danno ampio spazio alla nostra fantasia, gli appuntamenti rimandati all’ultimo momento senza un spiegazione, le notti in bianco passate a decifrare una singola frase, la trepida attesa di una telefonata che non arriva mai, infonde in noi si lo strazio, ma è anche vero che senza l’ abisso di dolore non ci possono essere nemmeno le vette della gioia e questa altalena di emozioni contrastanti e intense ci fa sentire vive, il contrasto tra il nero e il bianco è sempre più evidente, il grigio non fa parte della nostra scala di colore.
Le relazioni impossibili sono affascinanti proprio perché si basano su una sfida inconscia, quello di riuscire a far innamorare, conquistare o salvare l’altro, si lo spirito da crocerossina represso possiamo applicarlo su uomini che riteniamo hanno difficoltà affettive solo ed esclusivamente perché non hanno incontrato noi, non sono stati amati nel giusto modo. Scambiamo personaggi taciturni e introversi, in persone con una quantità di cose che non riescono ad esternare, non considerando che in realtà potrebbero non avere proprio niente da dire, ma preferiamo immaginare e sognare che non è così.
Non a caso questo tipo di relazioni sono vissute come delle vere passioni, con istinti sessuali mai avuti prima, perché ogni volta potrebbe essere l’ultima, perché ogni incontro è rubato, perché i pochi gesti affettuosi che si ricevono vengono esaltati proprio per la loro rarità, idealizzati e ricordati come unici e indimenticabili quando vengono confrontati con quelli brutti, idealizzati…..come gli uomini che li compiono del resto.
Nel play boy vediamo un uomo che non ha ancora incontrato la persona giusta (noi), nell’irresponsabile qualcuno che non è stato incoraggiato, e solo grazie a noi potrà iniziare a credere in se stesso, nell’uomo sposato vediamo colui da salvare da una moglie cattiva che non lo capisce, queste vette da scalare e raggiungere infondono in noi suspence ed eccitazione, cosa che manca nelle relazioni tranquille, reali, possibili….perché lui ci ama, lui è con noi, perché nella vita di tutti i giorni alla fine risultiamo tutti banali…. “normali”
La tranquillità e la serenità di una persona che sappiamo “nostra” che telefona quando dice che avrebbe chiamato, che mantiene le sue promesse, abbiamo la certezza ci sarà nel momento del bisogno, la scambiamo spesso per noia, routine, non diamo la giusta importanza, in fondo nessuno apprezza di essere sano prima di essere stato ammalato.
Spesso si segue l’istinto, questa potente spinta fa si che siano così coinvolgenti e sconvolgenti, l’altra persona rappresenta per noi l’occasione per sanare alcune nostre ferite emotive, per avere un riscatto morale sul passato, ma spesso seguire queste emozioni a pelle può portarci a scelte distruttive, a perdersi con persone che si beeranno del nostro amore, ma non ci ameranno, ci porteranno a mendicare una carezza, una parola, un gesto di amore.
Rincorrere quello che non possiamo avere, si ci farà vivere momenti di brivido, emozioni fortissime, ma ci farà perdere di vista la “normalità” di un rapporto vero, profondo….basato sulla stima e sul rispetto reciproco, sulla sicurezza di un qualcosa che potrebbe essere per sempre.
Forse una passione così nella vita andrebbe vissuta, ma dobbiamo ricordare che non passerà indenne, che alla fine ci sarà un conto salato da pagare e forse dopo, sapremo apprezzare proprio lui “ il bravo ragazzo della porta accanto” che ci sembrava così scontato e patetico, che forse sarà ancora lì quando busseremo alla sua porta trascinandoci dietro quel che resta di noi.
… non è che per caso hai letto anche tu ?
… comunque non sono d’accordo con le conclusioni del ricercatore…
sulle tue … mah …
restano le “vie di mezzo” .. o no?
Conosco bene il dolore dell’amore non ricambiato. E non c’è alcun paragone con la gioia dell’amore quotidiano. Essere amati tutti i giorni, mattina e sera, in salute e in malattia, con i capelli spettinati e il pigiama con i buchi, è per me altamente preferibile all’attesa vicino a un telefono. Proprio perché conosco entrambe le cose.
Giulia: ben detto. Quello che mentre vivevo le storie strappacuore e impossibili mi sembrava noia e conformismo, si è rivelato amore profondo. Proprio perché si conoscono entrambe le cose.
anch’io conosco entrambi i tipi d’amore e ovviamente non c’è alcun paragone possibile fra i due…spiegatemi, c’è forse qualcosa di più bello ed appagante che essere profondamente innamorate ed allo stesso tempo contraccambiate? ancora mi chiedo come ho potuto per tanto tempo rincorrere un qualcosa che probabilmente esisteva solo nella mia testolina…e ricordatevi, le persone non cambiano, m-a-i…
Pare che non sia possibile apprezzare fino in fondo l’amore contraccambiato se prima non si è vissuto quello tormentato come se il cammino verso la felicità dovesse forzatamente passare da l dolore.
Personalmente ho sempre pensato che le donne siano molto più autolesioniste degli uomini e che quell’istinto materno che più o meno sviluppato abbiamo tutte ci costringa comunque a raggiungere la felicità solo attraverso il dolore.
Basta pensare che la maggior parte delle donne preferisce ancora il parto naturale senza alcun aiuto che possa lenire la loro sofferenza e che le donne fin da ragazzine, fin quasi da bambine, sono costrette ogni mese a convivere con i dolori e i disagi del ciclo mestruale.
Purtroppo a quanto pare ognuna di noi ha fatto questa esperienza, forse è proprio vero che lo spirito di crocerossina e martire sia dentro di noi. Ho ripensato a notti in cui ho fissato il cellulare per ore, e nell’attesa guardavo fuori dalla finestra i palazzi davanti, cercando un conforto in qualche flebile luce di qualche finestra, iniziando un muto dialogo con un “qualcuno” che era senza pace come me. A volte arrivava la pace che derivava da un semplice bip ( messaggio ricevuto) altre volte vedevo sorgere l’alba, le luci alle finestre si spegnevano e iniziavo un nuovo giorno di attesa e di dolore.
Sì, però scusate, la lettura mi sembra un po’ banaluccia (oltre che sentita e risentita)
Credo che le onne stiamo sempre più uscendo da queste ‘autotrappole’.
Anche gli uomini si attaccano e disperano per donne che non li degnano di uno sguardo…
Ma di chi è ’sto articolo? di Alberoni?
Il concetto di banale è sempre molto soggettivo
RossaNaturale, ma gli uomini soffrono in silenzio invece le donne condividono:-)
Io sono andata oltre: dopo quasi 4 anni di estasi (poche ma intense)e dolori (tanti ma “educativi”) e dopo un’ennesima ed estenuante litigata con me stessa mi sono liberata da un’ossessione ma non sono tornata dall’accomodante eppur noioso amore. So già che alla fine mi logorerebbe per poi portarmi di nuovo verso avventurosi ma strazianti amori. La mia piccola, semplice ma emozionante rivoluzione è iniziata da qui, da questa accettazione del mio essere pieno di incongruenze. Ora la sera mi siedo a guardare il tramonto, così solo per mio piacere. Senza aspettare nessuno.
“Le donne preferiscono soffrire?” secondo me si, mi sono rassegnato!
[In genere non a caso le tizie che descrivi diventano dipendenti di tizi fatti con lo stampino, da cui farsi "insegnare" come sentirsi allegre, moltiplicano risate degne di Galvani e perdono completamente di vista la propria equilibrata individualità, nel tentativo di non affrontare il problema di coltivarla.
Personalmente trovarmi dall'altro lato della porta mi ha fatto venire a noia un sacco di roba, ivi compresi certi discorsi autocritici che vedo funzionare bene in linea teorica, ma fallire sistematicamente anche (e ahimè soprattutto, è qui il punto) riguardo a persone affatto stupide o sprovviste di sensibilità]
Secondo me non è un problema delle sole donne: quella dello “straziami ma di baci saziami” è una fase che colpisce anche gli uomini, almeno, io ne ho conosciuti. Secondo me si tratta di una sorta di bovarismo-wertherismo che ti trova con i nervi tesissimi e l’immaginazione incendiabile.
Poi per fortuna si cresce (e secondo me la Bovary ha rovinato più donne di quanto abbia fatto Werther con i maaschietti).
Ciao
Chiara
Ma va’ siam tutti uguali. Dipende solo dalla circostanza. Il vecchio Petrarca che cos’era se non vittima di una gattamorta di proporzioni leggendarie ; )
Io sono d’accordo con Giulia (il pigiama coi buchi
), anche se aggiungerei che (almeno nel mio caso) è anche una questione di età.
Più diventi vecchia e meno consenti alla gente di calpestarti.
Perché chi non ti ama non merita le tue lacrime; e chi ti ama non te le fa versare.
secondo me non c’è cosa piu’ tremenda che ivere un amore non ricambiato… è quello che sto vivendo io da anni.. lo so molte di voi vi diranno esci da questa situazione infernale .. ma io lo amo nonostante tutto… lui pensava io fossi benestante ed è per questo che sta con me… sto male ragazze aiutatemi .. io non posso far a meno di lui. come posso farlo innamorare di me?
@cinzia: lascia perdere.
“fare innamorare” è impossibile, poichè l’innamoramento nasce sempre da qualcosa di reciproco.
Nella situazione che descrivi credo che ci siamo ritrovati un po’ tutti, uomini e donne, e credo pure che dipenda solo dal fatto che per una serie di circostanze (o di progressiva perdita di lucidità talvolta) capita che uno\a dei due si leghi molto più dell’altro, fino a che la cosa diventa palese ad entrambi creando frustrazioni e conflitto, proprio perchè si è varcata un po’ troppo la soglia della reciprocità.
O trovi il modo di parlare con lui, confrontarti e fargli presente queste tue sensazioni per cercare di capire se hai capito, accettando l’eventualità di aver letto bene la situazion e le conseguenze della cosa, oppure metti un punto a questa storia, anche se sarà difficile.
tanti auguri







2012