Sorelle d'Italia

L’importanza di chiamarsi Jessica

Tempi difficili per i genitori, la scelta del nome per i propri figli si fa sempre più complicata. Soprattutto alla luce degli ultimi studi pubblicati dal prof. David Figlio (un cognome di ironica coincidenza) che sostiene che un nome sbagliato o poco "femminile" possa determinare la carriera scolastica e lavorativa della propria figlia, se non addirittura essere motivo di discriminazione. Aiuto.

Infatti lo studio sembra essere incentrato in realtà sulla discriminazione femminile, con tanto di classifica, che indica il nome di Isabella come quello con il maggior indice di femminilità. Insomma se sei uomo e ti chiami Asdrubale o Marco, presumibilmente fai carriera lo stesso. Ma se ti chiami Grace e non Jessica probabilmente non hai le stesse probabilità di successo. Se poi ti chiami Anna, visto che è un nome con un alto indice di femminilità, quasi sicuramente non ami le materie scientifiche. Scordati quindi la carriera di ingegnere aerospaziale, mia cara, nome sbagliato. I pregiudizi ti spingerebbero verso economia domestica, invece che verso fisica nucleare.

Figlio pointed to the controversy that arose over the first talking Barbie’s phrase, "math is hard." "It is a stereotype, and girls with particularly feminine names may feel more pressure to avoid technical subjects," he said.

Mi chiedo se tali discriminazioni nel mondo del lavoro e dello studio esistano anche per la categoria maschile. Nessun articolo ne parla, nè tanto meno pare la ricerca dell’illustre David.

Forse qualcuno dovrebbe spiegargli che non è questione di indice di femminilità del nome, ma che essere donne e avere un utero è una discriminante più che sufficiente in sede di colloquio. Che le donne amano la scienza al pari degli uomini, ma non vengono altrettanto incoraggiate. Probabilmente un nome più femminile incentiva inconsciamente questo processo discriminatorio. Mi pare che il problema qui non sia il nome, ma il pregiudizio.

Mi viene da sorridere pensando ad una coppia di miei amici che medita di chiamare i propri figli Conan e Metallica. Alla faccia dei pregiudizi e del prof. David Figlio.

2 maggio 2007
15:00, mercoledì
Stregatta
Filed under : Gender, Mass Media

Related:

  • nessuno.
Commenti : 5
 
5 commenti

(#) Quello che disse RossaNaturale

giovedì 3 maggio 2007 alle 14:57

1

Isabella sarà anche il nome più femminile, ma l’unica Isabella che ho conosciuto in vita mia è una cugina di rara bruttezza e con qualche problema endocrinologico (con tutto quanto ne consegue in termini di peluria superflua). Credo che a questi ’studi scientifici’ ci si dovrebbe approcciare con lo stesso spirito con cui ci si approccia all’oroscopo :-)

(#) Quello che disse Stregatta

giovedì 3 maggio 2007 alle 15:02

2

ahahahah…Non so.
Quello che è certo è che sono ampiamente sopravvalutati. ;-)

(#) Quello che disse Stè

venerdì 4 maggio 2007 alle 16:30

3

Ma…scusate…forse sono io…ma per quale strano motivo al nome dovrebbe cambiarmi la vita?!?cioè…se io al posto di chiamarmi stefania,mi chiamassi isabella avrei avuto una vita diversa solo perchè è più femminile?ma perchè?proprio non lo capisco…

(#) Quello che disse Coco

lunedì 1 giugno 2009 alle 14:51

4

Mi stupisco di come questa notizia venga liquidata in maniera tanto sbrigativa e superficiale, mentre al tempo stesso viene riportata una citazione che ne dà una chiave di lettura completamente diversa: Figlio ha mirato alla controversia nata dalla frase della prima Barbie parlante, ‘la matematica è difficile’. ‘è uno stereotipo, e le ragazze con nomi particolarmente femminili potrebbero subire maggiori pressioni ad evitare materie tecniche’, ha detto.

Un nome è una caratteristica individuale di primaria importanza a livello psicologico e sociale, e questo lo capisce chiunque se per un attimo immagina di avere un nome diverso o addirittura di non averne uno.

Un nome è un segno, e ognuno di essi veicola significati sedimentati nella memoria collettiva, siano essi significati storici o sociali.

Io non ho letto la ricerca di cui si parla, ma la citazione mi pare un buono spunto di riflessione: punta il dito sulla relazione tra la percezione del grado di femminilità e il pregiudizio ad essa legata (”potrebbero subire maggiori pressioni”).

Mi “perplime”, inoltre, il contrasto forzato (per quanto ironico) tra bruttezza e femminilità del primo commento…

Insomma, non me lo aspetto da questo blog :-)

(#) Quello che disse Coco

lunedì 1 giugno 2009 alle 14:53

5

Mi rendo conto ora che il post è di due anni fa :-)
Colpa/merito del “random post”!

Lascia un commento

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

About:

Dietro ad ogni grande blog c'è una grande donna.