Lost in translation
Mai fidarsi delle traduzioni. A me, le dichiarazioni della laureata a Oxford in dirittura finale per il titolo di Miss GB puzzavano un po’ di adattamento, tipo il cibo cinese che ti servono nei ristoranti italiani (e che i cinesi veri non mangerebbero mai, altrimenti sarebbero tutti morti). Due robe buttate lì per fare contenti i supporter della donna donna donna donna donna con la gonna. Sono andata a cercarmi l’articolo da cui probabilmente è stato tratto quello del Corriere, e questo è quanto riportato:
I’m a real girls’ girl - I love dressing up but I don’t think there’s anything wrong with being pretty and a feminist. This competition is about celebrating all the best parts of women - their presence, personality and looks.
Ecco, così è più chiaro ed è anche peggio, volendo. Ovviamente non c’è niente di male nell’essere carine e anche femministe - Gloria Steinem, è, dopotutto, una gran bella donna; idem Erica Jong, e vogliamo parlare di Franca Rame? Dietro quegli occhialoni c’è il ricordo di una gioventù abbagliante - però che presenza e aspetto fisico siano necessariamente la parte migliore di una donna, che debba essere un concorso di bellezza a celebrare queste doti o che un concorso di bellezza sia effettivamente in grado di celebrare la personalità di una che ha vinto il concorso "Bedroom Babes" del giornale Nuts (che, per gli amanti del dettaglio, si traduce con "pazzi" oppure "palle"), è decisamente tutto da vedere.
La Sara Tommasi del loro altri, insomma?
ma anche due(mila) parole su come i giornalisti italiani credano di sapere l’inglese così bene da poter travisare il senso di una dichiarazione per “fare notizia” e poi invece dimostrino di essere ancora più ignoranti di quanto sembrasse all’inizio. “bikini brasiliano” e “ultimi riti” docet.










2008