Sorelle d’Italia

Il sesso spiegato alle figlie

Siamo donne emancipate, che hanno imparato a conoscere il proprio corpo e ad usarlo. Ad un certo punto ci capita di riprodurci. I figli maschi non so. Quando parlo di madri di prole maschile perdo di obiettività. Mi capita spesso di pensare che non facciano un buon lavoro. Per chi poi con quei figli avrà a che fare dopo, intendo. Non posso fare a meno di immaginare che le madri abbiano una qualche influenza sui propri figli di sesso maschile.  Ovvio che i padri fanno danni gravissimi. Ovvio che i padri contano, eccome. Qui però scelgo di parlare di mamme. Lo so, siamo in epoca post gender, queer e bisogna crescere i figli tentando di seguire e incoraggiare le loro inclinazioni. Non so se ancora lo facciamo. Parlo delle femmine. Partorirle è una sfida lanciata a tutta l’umanità. Come dire: "ecco, ve ne faccio un’altra che lotterà o soccomberà…".

Una figlia la cresci con molti timori. Ti ritrovi ad essere gelosa, e mano a mano che cresce a soffocare sempre di più la tentazione di chiuderla dentro una campana di cristallo per proteggerla. Ti capita di fulminare e incenerire con lo sguardo chiunque le guardi le tette o la osservi in un certo modo. Se sei separata o divorziata ti succede anche che la vuoi proteggere dal nuovo partner che pure stai frequentando perchè non si sa mai. Quella figlia diventa il metro di giudizio, il punto di partenza dal quale stabilisci priorità per lei e quindi anche per te. Se uno può fare male a lei non te lo porti a casa. Così ti liberi da certo squallore e la tua vita ne esce sempre ripulita. Le priorità diventano altre, le aspettative enormi, l’intransigenza massima. Come una sorta di disinfettante che non ci consente ne’ giustifica le solitudini, le debolezze, le insicurezze e talvolta la mancanza di autostima.

Tutte quelle cose, insomma, che ci possono portare a scegliere persone sbagliate… Sbagliate per noi e per le nostre vite. Le figlie possono diventare un filtro di pulizia, che aiuta a svelare le mistificazioni, le contraddizioni al primo colpo. Che straordinario punto di vista, quanta ironia se ne acquista e quanta libertà nel poter fare piazza pulita di cose e persone che da subito appaiono per quello che sono: riempitivi, fasulli, anche insignificanti a volte. Invece le figlie danno la spinta a scegliere meglio, non sempre bene, ma meglio perchè con loro attorno ti senti intera e quel buco allo stomaco che ti fa oscillare e cadere nelle zone in cui ci si accontenta sparisce. Sono belle, le figlie. Sono la misura della nostra libertà. La misura qualitativa intendo. Perchè se ce la siamo guadagnata - la libertà - poi dipende anche quale uso ne facciamo. Se per stare bene davvero o per vagare disperate alla ricerca di un senso. Le figlie, però, purtroppo e per fortuna, ad un certo punto crescono e lì viene fuori il gran problema.

Spieghi come funziona il sesso, chiarisci a scanso di equivoci e in maniera chiara come rischiano di restare incinta, racconti quanti e quali sono i metodi anticoncezionali, illustri ogni notizia utile su malattie trasmissibili sessualmente e poi - o prima - le porti dalla ginecologa (io per la prima visita di una figlia preferisco una donna, per evitarle imbarazzi, perchè si senta a suo agio). Aspetti poi che ti dicano quando e come vorranno fare sesso e non ti resta che metterle a disposizione una alcova in un luogo sicuro, magari la tua casa perchè quell’ipocrisia del farglielo fare fuori è, secondo me, davvero una incoscienza. Almeno hanno un tetto sicuro sulla loro testa, la loro stanza, il loro ambiente, le loro cose. Cioè, se lo vogliono. O se hanno altre preferenze va benone basta che si faccia una lezione illustrativa del corretto srotolamento del preservativo, del senso in cui si mette, che non è mica detto che i ragazzi lo sappiano se sono adolescenti…

Oppure c’e’ la storia delle preferenze sessuali differenti e in quel caso si può solo dire che bisogna che seguano l’istinto, le sensazioni, i desideri. Bisogna spiegare, se occorre - perchè è difficile che lo facciano a scuola o nei consultori - che forma ha la sessualità tra due donne. Come funziona, in che modo può diventare una esperienza gratificante. Perchè altrimenti resta la frustrazione del non saper reinventare un copione recitato troppe volte al maschile. Se le mamme questo non lo sanno fare possono far ricorso alle associazioni lesbiche che meglio e bene possono accogliere e spiegare cose di cui può essere che si sa poco o niente. Si deve spiegare che se le ragazze fanno uso di dildi bisogna che usino comunque il preservativo che le "preserva" da irritazioni e infezioni. Bisogna usare norme igieniche che valgono in ogni caso. Fare attenzione allo scambio di oggetti del piacere  perchè anche quelli possono essere fonte di infezioni. O non bisogna dire e fare niente. Magari solo esserci e aspettare di poter essere utili. Esserci per aiutare quando e se serve.

Il sesso spiegato alle figlie può essere difficile da dire se le mamme non hanno una buona vita sessuale o un buon rapporto con i propri desideri. Forse per questo prima di essere genitori sarebbe bello essere persone compiute. Di quanti difetti di "vita privata e relazionale" delle figlie sono responsabili le madri? Quanti sono i pregiudizi che trasmettono? Quanti timori mai riusciti a vincere per se’ infine trasferiscono in maniera opprimente sulle proprie figlie?

Gli errori non sono un reato e neppure cose sulle quali appiattirsi, gravate dal senso di colpa o peggio dalla convinzione di agire in nome di un bene universale che è solo un punto di vista soggettivo… e neppure tanto consapevole. Gli errori sono solo errori. Le mamme sono caricate di obblighi e giudizi. Per parlare di sesso alle proprie figlie e farlo in maniera decente bisogna soprattutto che diventino donne felici. Questo è il compito che nessuno mai ci ha assegnato: essere soddisfatte per potere meglio fare le madri, qualora scegliamo di riprodurci. Imparare a riconoscere i nostri desideri, soddisfarli, non reprimerli. Smettere di tenere tutte le emozioni sotto controllo. Questo, secondo me, può aiutare a capire le figlie e ad aiutarle. Usiamo uno slogan? Più sesso e piacere per tutt*! Questo ci fa madri serene, allegre, soddisfatte, persino migliori…
Faccio una proposta: inventiamo una associazione per le mamme che vogliono stare meglio. Il gruppo "mamme felici", con party e raduni annuali. Che dite, la Bindi apprezzerebbe una proposta del genere per far più bella la famiglia? :)

23 Aprile 2007
09:11, Lunedì
FikaSicula
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23 commenti

(#) Quello che disse Giulia

Lunedì 23 Aprile 2007 alle 09:59

1

Mica vero che tutti i padri fanno errori gravissimi. Ci sono moltissimi padri in gamba, che si occupano della prole anche dal punto di vista psicologico.

A me i miei hanno spiegato l’indispensabile quando ero piccolissima, essenzialmente perché a tre anni sapevo leggere e quindi avevo letto “Come nascono i bambini”. Poi mi hanno abbandonata a me stessa. Meno male che vivevo in un paese piccolo, ero brutta e le occasioni sono mancate :D

(#) Quello che disse FikaSicula

Lunedì 23 Aprile 2007 alle 10:12

2

certo che no, lo dicevo mentre assegnavo alle madri responsabilità sull’educazione dei figli maschi…
va inserito nel contesto. neppure le madri sono tutte tremende con i figli maschi, anzi ne conosco di bravissime :)
da piccole spieghi l’essenziale ma quando poi le figlie ti interrogano sulla seduzione, la sensualità, ciò che provano e che le manda in confusione. quando ti chiedono di aiutarle a distinguere su ciò che piace agli o alle altre e ciò che piace a loro e una cosa difficile…
poi: in un paese secondo me le occasioni mancano a prescindere :p
sei sempre figlia di qualcuno che si conosce o c’e’ una dimensione del “bello” che è quasi “esterofila” all’inseguimento del mito o a chi ci si avvicina di più…
Una città in questo forse aiuta di più. ti regala quel minimo di anonimato che fa sentire gli incontri “nuovi”…

(#) Quello che disse Roberta SG

Lunedì 23 Aprile 2007 alle 14:34

3

Mia madre pernsò bene di spiegarmi il sesso regalandoni un libro di anatomia con annessa fisiologia degli apparati riproduttivi. Il resto era un problema mio. Con questa premessa, questo pezzo mi ha intenerito molto. Ciao, r.

(#) Quello che disse nenenina

Lunedì 23 Aprile 2007 alle 16:39

4

Riassumendo….una mamma è più mamma se partorisce una figlia femmina e se spiega alla suddetta che, per capire il proprio orientamento sessuale, deve prima avere esperienze sia omo che eterosessuali.
Scusa Fika, io non risco mai a capirti…..forse sono io, o forse siamo semplicemente distanti anni luce.

(#) Quello che disse FikaSicula

Lunedì 23 Aprile 2007 alle 17:07

5

nenenina, ho detto questo?
certo che quando si cerca un pretesto :)
secondo me è che non sprechi molto tempo a leggere con attenzione. :P
te lo spiego come si spiega ad un bimbo (così sei più content* eh?) di 6 anni:
mettiamo che una mamma ha una figlia femmina, magari è più carino se invece che dirle cosa dovrà essere da grande lasci libera una figlia di esprimersi come vuole e sia pronta a supportarla in ogni caso.
non è bello così? o se da madre ti nasce una figlia con orientamento sessuale non eterosessuale tu, con determinato piglio omofobo o lesbofobo, la mandi dalle suore, come usava un tempo?
ciao :)

(#) Quello che disse FikaSicula

Lunedì 23 Aprile 2007 alle 17:16

6

Ti ringrazio molto Roberta per il tuo commento. … :*

(#) Quello che disse nenenina

Lunedì 23 Aprile 2007 alle 17:48

7

Non so….ti è mai venuto il sospetto che magari sei tu che ti esprimi male?
Parti sempre dal presupposto che sia chi legge a non capire, potrebbe invece essere che tu non ti sai spiegare.
Ah, un’altra cosa …..probabilmente anche io non mi so spiegare, o anche tu non sprechi molto tempo a leggere con attenzione.
Dove ho scritto quello che tu sostieni?

(#) Quello che disse nenenina

Lunedì 23 Aprile 2007 alle 17:55

8

Per inciso, credo che le suore siano le persone meno adatte ad educare i bimb*.
Opinione personale, ovviamente

(#) Quello che disse FikaSicula

Lunedì 23 Aprile 2007 alle 18:06

9

certo nenenina (noto con piacere che mi segui come una fan accanita :) lo noto da quel “sempre”, giusto per “spiegarmi bene”) che può essere che scrivo male ma ti giuro che leggo con moltissima attenzione e capisco anche quello che c’e’ tra le righe…
allora facciamo così: siccome io ho solo espresso il mio punto di vista sarebbe bello che tu oltre a criticarlo (con un cicinino di ostilità ammetterai) fornissi una tua opinione sulla questione. nessuno ha la verità in tasca, neppure io. si può pensarla in modo diverso e questo comunque non significa che l’altro è da criticare in maniera sarcastica… Sono esperienze soggettive. Una verità, in termini laici, non può annullare l’altra. se è vero che siamo distanti anni luce che male c’e'? sono io sbagliata e tu giusta?
aspetto quindi la tua opinione che sia a partire da te e non da quello a cui ti opponi… altrimenti è da palla a rimbalzo, no? :)
se hai dei figli e una esperienza di maternità da raccontare sarò felice di leggerla.

(#) Quello che disse MademoiselleAnne

Lunedì 23 Aprile 2007 alle 18:15

10

Sesso spiegato alle figlie? Hmmm, perchè ce n’è bisogno?:) E soprattutto mica è detto che debbano essere le madri a spiegarlo sto sesso a noi femmine… o no? ci sono padri che sono proprio in gamba in questo, perchè togliere loro lo sfizio?

(#) Quello che disse FikaSicula

Lunedì 23 Aprile 2007 alle 18:20

11

Beh MademoiselleAnne, era una riflessione condivisa da madre e non un vademecum :)

(#) Quello che disse MademoiselleAnne

Lunedì 23 Aprile 2007 alle 18:32

12

Ovvio si FikaSicula, è che nel sentire comune è la madre che spiega alla figlia femmina il sesso annessi e connessi… ma non è sempre così, non dovrebbe quantomeno essere sempre così. E sarebbe bello se passasse l’idea che il padre non è un mentecatto incapace di assolvere questo compito… o no? magari sono cresciuta male io con un padre che ha fatto un po’ le veci di tutte e due le figure…

(#) Quello che disse FikaSicula

Lunedì 23 Aprile 2007 alle 18:36

13

Certo che sarebbe bello e se un padre ha questa sensibilità e supporta la figlia senza quella gelosia tipica da “innamorato” con il conseguente senso di possesso o altro è una grande cosa…

(#) Quello che disse Giulia

Lunedì 23 Aprile 2007 alle 20:05

14

MademoiselleAnne: non direi che sei cresciuta male. Avere un padre così empatico e “vicino” da spiegarti le cose della vita è una benedizione.

(#) Quello che disse nenenina

Martedì 24 Aprile 2007 alle 12:02

15

Vero Fika, ti leggo sempre. Trovo i tuoi post sempre molto interessanti anche se a volte non abbiamo le stesse opinioni (per la verità quasi mai….ma lì stà il bello no?…altrimenti sai che noia!):-)
Mi spiace per l’ostilità…giuro non era mia intenzione e sinceramente non mi sembrava ci fosse!
Comunque si ….sono mamma, ma il mio bimbo è ancora troppo piccolo per affrontare l’argomento sessualita’, anche se a volte ho l’impressione che probabilmente non è così presto come credo…..’sti bimbetti di oggi sono di un precoce incredibile!
Per ora la mia opinione è questa:
daro’ a mio figlio le nozioni basilari per affrontare le sue prime esperienze sessuali e quello che sicuramente cercherò di trasmettergli è che il mio amore per lui sarà sempre smisurato qualsiasi scelta farà in campo amoroso, politico , religioso ….insomma in qualsiasi ambito.
Ed ovviamente (e anche banalmente!) spero che ogni scelta fatta gli porti più gioie che dolori.

(#) Quello che disse FikaSicula

Martedì 24 Aprile 2007 alle 17:18

16

Grazie nenenina,
sono molto contenta di leggerti. l’opinione che hai rispetto a tuo figlio “banalmente” è pure la mia. ma io ho avuto e ho a che fare con bimbe grandi e dunque il punto di vista si amplia e per forza di cose si arricchisce di una complessità che volente o nolente dovevo considerare. di sicuro non è semplice e di sicuro ti auguro per tuo figlio tutto il bene possibile. quando e se ne hai voglia mi piacerebbe sapere come vivi la maternità in tutti i sensi. mi interessa molto. :)
ciao

(#) Quello che disse nenenina

Martedì 24 Aprile 2007 alle 17:58

17

Una cosa su tutte…..non vivo la maternita’ quanto vorrei!
Nel senso che essendo una mamma che lavora (purtroppo non part.time!), non riesco a dedicare a mio figlio tutto il tempo possibile e questo mi crea non pochi sensi di colpa.
So che è una situazione comune a molte (sono ormai poche le donne che possono permettersi di non lavorare e fare solo le mamme)ma credo che nei primi anni di vita di un bimb* sia molto importante la vicinanza della madre e del padre.

(#) Quello che disse FikaSicula

Martedì 24 Aprile 2007 alle 18:47

18

In assenza di una politica per lo stato sociale che punti sull’autosufficienza delle persone (siano esse madri, padri,figli, anziani, disabili, persone, individui) l’unica cosa che sanno fare è puntare il dito contro le madri instillando sensi di colpa…
il problema è che nessuno ci risponde mai quando chiediamo come campare, come mantenerci e mantenere i nostri figli. l’unica cosa che ci sanno proporre è una politica per la famiglia (quella che intendono loro) che è un ammortizzatore sociale più che una scelta.
ti chiedono solo di abitare tutti assieme e continuare a dare figli alla patria perchè se aumenta l’offerta di posti di lavoro gli stipendi calano e i diritti pure.
non devi essere tu ad avere sensi di colpa. sono altri che devono assumersi responsabilità che invece non si assumono. i figli sono e diventeranno persone intelligenti e se non ti lasci ricattare e spiegherai quello che hai fatto nono possono dirti che hai fatto un cattivo lavoro.
c’e’ un limite ai doveri e c’e’ anche una giusta percentuale di diritti che vanno pretesi. se nessuno ce li garantisce certamente non può pagarne le conseguenze un figlio ma neppure puoi tu massacrarti di sensi di colpa.
se vivi però la tua vita e la maternità con forza e gioia sarànno quelle le due cose che trasmetterai e, comunque… si, è vero,… è così difficile :|
queste cose comunque vanno dette. e già siamo oltre il senso di colpa :)

(#) Quello che disse seralf

Mercoledì 25 Aprile 2007 alle 21:31

19

premesso che è bene spiegare le cose chiaramente e senza tabù, poi però sai cosa? se una coppia non ha un rapporto maturo e felice con il sesso, come può “spiegarlo” (passami il termine) ai figli riguardo al “senso”? io trovo che sia deprimente come oggi la gente fa sesso senza senso… voglio dire che molte coppie oggi arrivano a trovare una intesa come risultato di una serie di tentativi di incastro, quanta gente c’è oggi che realmente cerca di coltivare una armonia con il partner? è da lì che si comincia, secondo me: se un padre o una madre hanno cercato dei partner basandosi su ricerche al limite del compulsivo trovo difficile credere che possano preparare figli e figlie se non c’è di mezzo un atteggiamento più maturo e sano… non bastano librerie intere di anatomia se non si sa trasmettere l’idea della ricerca del piacere, del divertimento, della complicità: il resto è pura meccanica, e va bene spiegarla ma ci si arriva pure, dopotutto, se si è preparati (al solito) a livello emotivo, ed è forse persino più divertente non sapere proprio tutto in un caso limite del genere no? :-).
Se un genitore trasmette tra le righe al figlio l’idea che sia un gioco delle parti quello di vietare da un lato e sperimentare dall’altro, la spiegazione in sè è inutile, poichè la tecnica migliora, ma si perde il significato: risolviamo qualche problema di malattie e ben venga, ma creiamo una umanità fatta di gente incasinata e infelice, a lungo andare, perchè non sa rendersi conto di cosa vuole veramente.
P.S. e comunque grazie di relegare sistematicamente il ruolo maschile a ruolo secondario e spesso vagamente ottuso :-)

(#) Quello che disse FikaSicula

Mercoledì 25 Aprile 2007 alle 23:37

20

infatti si seralf,
per questo dicevo che le mamme dovrebbero essere felici :)
e non è vero che relego gli uomini nel ruolo degli ottusi (mo’ ‘un fare la vittima :P)
sono femminuccia, come faccio a parlare di paternità?
se ne parlo lo farei da figlia o comunque sempre da mamma. tanto vale che parlo di quello che mi toca più da vicino :)
ciao

(#) Quello che disse Luna

Lunedì 4 Febbraio 2008 alle 18:17

21

un quesito al quale non riesco a rispondere e che non trovo riscontro mai in nessun commento…..aiutatemi a spiegare ad una figlia adolescente che il proprio corpo è qualche cosa di bello e che il seno non fa schifo così come il “ciclo mensile” è una cosa normalissima……e che la mamma (separata) è anche una donna e se fa l’amore (non sesso!!!!!) è una cosa normale e bella………
grazie a tutti coloro che vorranno lasciarmi un commento o meglio…. un aiuto

(#) Quello che disse Kiki la strega

Lunedì 4 Febbraio 2008 alle 18:31

22

Cara Luna, un commento te lo lascio volentieri, un aiuto però non sono in grado di dartelo.

Ti invito solo ad interrogarti un po’. Sembra che tua figlia abbia un po’ di problemi con la propria e con la tua sessualità. E’ sempre stato così? Come ti sembra che sia iniziato? Tu hai vissuto la tua sessualità in maniera serena? Le mamme che non hanno trovato un buon equilibrio con la propria femminilità (in qualsiasi accezione della parola) a volte trasmettono insicurezze alle figlie.
Non credo che tu possa spiegare molto a tua figlia se prima non capisci l’origine di questi suoi rifiuti.

Infine, e spero che non c’entri niente. Tua figlia ha disturbi dell’alimentazione? A volte i due problemi sono accoppiati. Se fosse così il tutto va affrontato insieme, e serve un bravo terapeuta. E ovviamente tanto amore e tanta capacità di mettersi in gioco tutti, come famiglia.

Kiki

(#) Quello che disse FikaSicula

Lunedì 4 Febbraio 2008 alle 18:56

23

cara luna io posso solo dirti quello che è successo a me con mia figlia. ogni adolescente credo ha dei complessi e non è semplice dire loro che devono accettarsi così come sono, specie se noi mamme continuiamo a vivere a nostra volta con dei complessi.

però io ho fatto una cosa…
mia figlia si sentiva molto insicura e vedeva in me che allora ero una ragazzetta un obiettivo da raggiungere. le sembravo carina e i suoi compagni mi guardavano come fossi chissacche’. minavo la sua sicurezza senza saperlo. quando l’ho capito ho cominciato a chiederle consigli. ho mostrato le mie fragilità e mi sono fatta pettinare, truccare e vestire da lei. renderla complice è servito a farla sentire orgogliosa di quello che riteneva frutto della sua collaborazione. così ha iniziato a familiarizzare con il suo corpo, attraverso il mio. ha cominciato ad indossare i miei vestiti e si è sentita tranquilla del fatto che se ci travestivamo entrambe eravamo complici.

rispetto alla mia vita sessuale è stato lo stesso. non le ho mai nascosto nulla. l’unica cosa: sapendo di essere un gran punto di riferimento per mia figlia doveva sempre essere chiaro che lei veniva e viene prima di tutto. così a lei non è stato difficile accettare se stessa e la mia sessualità.

sono cose soggettive. non so se questo può esserti d’aiuto… intanto parlale.

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