Quello scandalo dell’aborto terapeutico
Negli Usa non si può più fare. Superati i tre mesi di gestazione (tra i 3 e i 6 mesi come prima era permesso) non è più possibile praticare l’aborto per motivi terapeutici. Lo ha deciso la Corte suprema per cinque voti a quattro. Una posizione di questo genere non prevaleva dal 1973, data in cui l’aborto fu legalizzato.
Sulla questione dell’aborto terapeutico c’è un regresso di posizioni anche in Italia (ma in generale in Europa non si respira aria di autodeterminazione a iosa). Sono recenti due fatti che hanno particolarmente acceso la discussione tra antiabortisti e difensori dei diritti civili in fatto di interruzione di gravidanza. Il primo è avvenuto a Firenze. Per una diagnosi sbagliata i medici sono intervenuti per interrompere una gravidanza a scopo terapeutico. Quando si sono accorti che il feto non presentava le anomalie diagnosticate e che dava segni di vita hanno tentato di salvarlo senza riuscirci.
Il secondo è avvenuto a Bari (contemporaneamente ad una terribile campagna contro la pillola del giorno dopo) con simile tentativo di recupero e uguale pretestuoso avanzare di opinioni di integralisti cattolici. Nel capoluogo pugliese hanno poi realizzato un provvedimento che di fatto diminuisce le settimane disponibili entro le quali si può effettuare l’aborto terapeutico.
Il fine è chiaro: dopo la Legge 40 sulla Procreazione medicalmente assistita (in cui l’embrione viene dichiarato una vita), dopo l’obbligo di sepoltura del feto abortito decisa dalla regione lombardia, vogliono modificare o peggio cancellare la legge 194. Ci preoccupiamo?
Ci preoccupiamo.
Io mi preoccupo molto di più del processo in corso all’assassino di Jennifer, la ventenne veneta uccisa all’ottavo memmse di gravidanza. La madre sta cercando di far processare l’assassino non solo per l’omicidio della ragazza, ma anche per quello del nipote non nato.
Se ci riuscisse, creerebbe un precedente pericolosissimo.
Giulia: Mah, un omicidio che coinvolge una donna e un feto all’ottavo mese mi sembra effettivamente quasi un doppio omicidio. In primo luogo, un feto all’ottavo mese è sicuramente capace di sopravvivere in caso di parto prematuro (con le dovute cure: ma questo varrebbe anche per un neonato a termine); e poi, si tratta di un omicidio - atto violento, non deciso dalla donna sul suo corpo…
(Certo che poi sarebbe un precedente, eccetera. Ma il processo legislativo degli USA è molto flessibile.
Poi mi rendo conto che è una questione di sensibilità molto personale.)
Certo che ci preoccupiamo: aspettatevi pure un’ondata di sdegno contro le donne quando verrà introdotta in Italia l’epidurale gratuita. Egoiste, piagnone, avete sempre partorito senza storie e con dolore, cosa sono questi capricci?
I nove giudici della Corte Suprema hanno confermato la validità di una legge approvata dal Congresso nel 2003 che proibisce una “specifica forma di aborto tardivo”, che viene praticato solo a gravidanza avanzata con un metodo definito di “nascita parziale”, questa specifica forma di aborto tardivo è basata sulla parziale estrazione del feto e la perforazione del cranio, (perchè il feto deve uscire morto).
Negli Stati Uniti vengono effettuati ogni anno oltre un milione di aborti. Circa il 90% avvengono entro le prime 12 settimane di gravidanza. Anche la percentuale restante presenta in realtà poco più di duemila interventi effettuati con la procedura della “nascita parziale” ora messa fuorilegge.
Il “Partial Birth Abortion Ban Act”, la legge del 2003, prevede eccezioni nel caso sia in pericolo la vita della donna.
Un medico, può considerare sufficienti per ricorrere a questa eccezione “stati di ansietà” della donna incinta e “problemi finanziari”. In pratica, la decisione della Corte rimanda il dibattito sull’aborto ai singoli stati.
Non si è assolutamente vietato l’aborto come dici, la corte ha ritenuto di proibire un particolare tipo di aborto, non previsto in nessun caso per es. dalla 194…
maria sung purtroppo per come vanno le cose temo che l’epidurale gratuita non arriverà da nessuna parte.
darmix: la specifica forma di aborto tardivo come lo hai definito tu è l’aborto terapeutico di cui dicevo sopra. non lo dico io ma uno speciale di rainews24 andato in onda qualche mattina fa. il succo della questione è proprio quello e al di là dei particolari raccapriccianti che tu dai non so se per suscitare commozione o sdegno o che resta il fatto che una donna non può più scegliere senza sentirsi chiamare assassina di abortire per motivi terapeutici. il precedente grave è proprio il fatto che si stabilisce un limite rispetto ad un metodo (disumano a loro parere e ricordo che gore vidal nel libro “la fine della libertà” dice che 4 di quei membri della corte sono dell’opus dei) e quindi anche rispetto al merito. “lasciare che il dibattito si sposti agli stati” è un fatto gravissimo perchè questa modifica apre le porte a tutta un’altra serie di restrizioni che ogni stato ad esempio può adottare. immagina cosa succederà in texas…
i riferimenti da “movimento per la vita” (non per te ma perchè sono loro che specificano con solerzia queste accezioni) che poi fai circa i motivi di tale scelta (”persino” stati di ansietà e motivi finanziari - come se già questi non costituissero motivi validi e non portassero a suicidi, omicidi e morti sociali e povertà assoluta) devono comunque rientrare nella sfera della autodeterminazione. quindi non sono per me motivi assolutamente validi per spingere quelli che hanno deciso di avvolgere la legislazione di Stati occidentali di quel pessimo e misticheggiante (fanatico direi) alone morale che giudica prima di lasciare vivere e condanna prima ancora che lasciare che si eserciti autodeterminazione.
in italia il problema c’e’ eccome. lo si sta facendo entrare dalla finestra poco a poco. si parla di aborto terapeutico (cosa ammessa già al tempo di seveso - la ricordi la diossina che ha infettato i feti che i cattolici volevano per forza fossero partoriti?) e di aborto in generale. sull’aborto terapeutico c’e’ già un provvedimento pugliese che diminuisce di qualche settimana il periodi entro il quale praticare l’aborto terapeutico e a firenze si è detto di tutto e di più.
si è riconosciuto l’embrione “vita”.
la 194 è perennemente in discussione e sempre rischia di essere cancellata. infilando i fanatici del movimento per la vita nei consultori piuttosto che stabilendo che chi deve abortire ha l’obbligo di seppellire il feto possibilmente con funerale e santa messa.
quindi no darmix. ti sbagli. la legge 194 è a rischio e tutta la fuffa scientifica che hai tirato in ballo non so se perchè sei contro l’aborto o perchè sottovaluti la questione bisogna che sia integrata da un minimo sforzo interpretativo di quello che rappresenta in termini giuridici per gli usa e per tutto l’occidente questo provvedimento. scusa tanto per il tono irruento ma la questione mi tocca molto e mi spiace che - come spesso usa in questi tempi - si facciano passare per giuste o “normali” cose che invece ci stanno tagliando le gambe da tutte le parti.
Ci preoccupiamo.
Non solo per questo, ma ci preoccupiamo.
Ricordo il cardinal Trujillo che scomunicò famiglia e dottori per aver aiutato una bambina di qualcosa come 9 nove ad abortire a seguito di uno stupro.
Già Domiziano,
lo hanno fatto anche con le ragazzine stuprate nei balcani e continuano a farlo ancora. in ogni caso, che noi lo vogliamo o no, i peti si sono assicurate le anime pure degli embrioni. via il limbo e le loro liste si adepti aumentano così i soldi che gli stati mollano (lo sapete che tanti battesimi corrispondono a tanti soldi? che i battesimi sono in diminuzione e quindi hanno eliminato il limbo?
che roba…










2008