Io ho lottato per questo?
Sono STANCAAAAA!!!!! E questo urlo non vuole proprio uscire… nessun cedimento
siamo le donne del 2000, dei fiori di acciao, corriamo come pazze da una parte all’altra della città, del quartiere, dobbiamo fare tutto.e mai un lamento deve uscire dalla nostra bocca, si è lottato per questo… Oh mio Dio. IO HO LOTTATO PER QUESTO???
Per rientrare a casa la sera, chiamiamola casa… ormai posso raccogliere i funghi prataioli, con lo zaino della scuola, che pesa 100 kg, le buste della spesa… traballante sui tacchi, eh si… bisogna anche essere femminili, tenendo l’ombrello tra i denti, ho solo 2 mani purtroppo, chiudo la porta con i piedi, e mentre arranco verso la cucina penso che voglio buttarmi per terra… svenuta.
Eppure oggi ho solo fatto la taxista, figlio a miny volley, portato il cane a lavare, e poi felice sono corsa a casa… con il dubbio che forse ho lasciato il cane a miny volley e mio figlio dal tosa cani e mi perdono pensando, che al cane piace giocare con la palla e che mio figlio era ora si tagliasse i capelli, okquando li ricupero mi renderò conto… ho 20 minuti di tempo, si posso farcela mi butto nel supermercato, non so bene cosa compro, l’importante porto qualcosa a casa, nel frattempo, tento di ragionare su quali bollette sono in scadenza, su quale sorella fa il compleanno.
Ho lottato nella mia giovinezza, per svegliarmi la mattina e tentare di convincere mio figlio, che un calzino blu e uno verde fanno tendenza, perché io due calzini uguali non riesco proprio a trovarli, mentre mi trucco e preparo panini… e cerco di capire se è il pre-scuola che inizia alle 17 o è il post scuola che inizia alle 8 e se sono sveglia o sto sognando mentre corro giù per le scale, ma dove corro?
Verso un lavoro, che devo stringere con i denti non ci sta discriminazione, ma vogliono convincerti che sarebbe meglio partorissi sulla scrivania o sul rullo della fabbrica, se non lo capisci quando tornerai ti metteranno a far le fotocopie… a fare pacchi in magazzino, tornerai a essere la ragazzina di bottega dopo 10/20 anni ma hai voluto in figlio carriera caput e intanto in metro leggo quel libro, che mi porto dietro da 10 mesi una pagina al giorno, non ho tempo non posso fermarmi… non posso dimostrare che non ce la faccio, oddio sono solo le 9 ma io sono già stanca, shhhhhhh. Non farti sentire. Dillo piano.
Metto il timer… la pasta cuoce in 10 minuti posso riuscire a fare una doccia, ma vengo bloccata, "amore.mi serve la camicia… sai quella rosa, che mi ha regalato mia madre del 20 avanti cristo? Panico ci sono 20 camice nell’armadio vuole quella che non c’è… mentre cerco suona il timer corro in cucina, inciampo un macchinina lasciata per terra. e penso a quella ragazza con la gonna a fiori che urlava "io sono mia" ma dove sei?
E la sera mi spalmo sul letto… ma prima di addormentarmi organizzo il giorno dopo, dentista, pediatra, ma io volevo non dirlo non pensarlo, tieni duro ex-ragazza che voleva cambiare il mondo, e vorrei dare una carezza a quell’ex-ragazzo che dorme vicino a me… mi addormento prima si lo farò domani…
Volevo la mia libertà la mia autonomia difendevo i miei diritti. trasformatosi oggi in atroci doveri, e non riesco a concedermi di non farcela… e tutto intorno a me non mi permette di fermarmi, volevo un altro figlio, ma non ce l’ho fatta a sentire chiamare mamma mia madre, da mio figlio ancora una volta, non ce l’ho fatta a strapparmi altre braccine dal collo mentre corro via da un asilo nido, con mille sensi di colpa… è mio figlio lo devono crescere altri… allora anche questo sogno l’ho messo via…
Non regalatemi mimose l’8 marzo, non le voglio, non è la mia festa, non ci sta niente da festeggiare, siamo stritolate in un ingranaggio che non da tempo ai sogni, alle ambizioni, siamo vortici, tristi comete, spesso ammalate di depressione, sole dentro… immensamente sole, no non le voglio se volete farmi un regalo… cercate quella gonna a fiori… cercate quella ragazza che voleva una vita diversa… cercate tutti i miei sogni che non sono riuscita a realizzare… e datemi un po’ di tempo, per sentirmi ancora una donna… che io possa trovare la forza di urlare sono STANCA e sentirmi di nuovo tenera, fragile, anche un po’ indifesa, che io abbia il coraggio… di sedermi sulle ginocchia di chi amo e dire… pensa a me… aiutami. Io non volevo essere questa… non regalarmi mimose, ne cioccolatini… dammi, datemi la possibilità di essere una DONNA.
"Donne come l’acqua di mare, chi si bagna vuole anche sole. Donne piccole come stelle, e qualcuno le vuole belle, donna solo per qualche giorno, poi ti trattano come un porno. Donna, quello non ha più tempo e se ne andato soffiando il vento. Donna come un mazzo di fiori. Se sei sola ti fanno fuori… donna che non sente dolore… quando il freddo ti spacca il cuore… Donna, fatti legare al palo, e le tue mani ti fanno male… Donna… cosa succederà quando a casa non tornerai?"… (Mia Martini).
“siamo stritolate in un ingranaggio che non da tempo ai sogni, alle ambizioni, siamo vortici, tristi comete, spesso ammalate di depressione, sole dentro…”
Quanto è vero! Dobbiamo avere successo, riuscire in tutto, ma il tempo è sempre quello. E noi abbiamo varie carriere da perseguire, vari ambiti in cui ci vogliono realizzate: madre, moglie, donna, lavoratrice. Ma ogni giorno è così complicato che non riusciamo a prendere fiato e finiamo per affogare.
Per quanto mi riguarda, riflessioni molte, soluzioni, almeno per ora, nessuna…
Forse il problema è che vogliamo tutto. Ma ce l’hanno insegnato fin da piccole, avere tutto non si può. Scegliere?
Qui non si tratta di scelte. Si tratta di rinunciare a essere madre per fare carriera e viceversa. Si tratta di rinunciare a uscire con le amiche o di andare dall’estetista per stirare e fare lavatrici. Si tratta di rinunciare alla palestra per permettere a tuo figlio di frequentare nuoto.
Questo non vuol dire scegliere, vuol dire rinunciare. Vuol dire arrendersi. E allora ci ammazziamo per far tutto.
Certo, si potrebbe eliminare qualcosa. Ma io non voglio rinunciare ad essere una donna lavoratrice per essere una madre. E viceversa non voglio rinunciare alle gioie dell’esserlo perchè passo 12 ore in ufficio. Non voglio rinunciare alle amiche per stirare le camice a mio marito.
Ci serve aiuto, questo sì: dai datori di lavoro, dai mariti, dalla famiglia, dalle istituzioni e dalle banche. Ma non chiedermi di rinunciare a qualcosa, perchè non lo farò. Sarà che non mi accontento…
Non si può avere tutto perché ci hanno insegnato che non si può, e che dobbiamo caricarci la maggior parte del lavoro.
Provate a dire a un uomo che non può avere contemporaneamente carriera e famiglia. Non capirà che cosa state dicendo: lui le ha.
ma se cominciassimo a sostenere le altre donne, almeno! ma se cominciassimo a votare le donne (una mia amica in francia ha dei dubbi su Segolène…macché dubbi! almeno vota una donna, no? vuoi che sia meglio Bayrou?) almeno gli orari cominciassero ad agevolarci (noi e gli uomini, che facessero le lavatrici anche loro, no?). Quante cose ci sarebbero da fare. Piccole e grandi cose, che noi sappiamo quanto sono importanti. Ma noi no, alla fine non vogliamo le quote (perché non è dignitoso, perché non bisogna giudicare in base al sesso…) ma gli uomini ci discriminano proprio perché donne, vogliamo mettercelo in testa o no? vabbè, adesso potrei dire che ho esagerato… ma ce ne sarebbero di cose da dire.
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Personalmente ritengo che lavorare 40 ore alla settimana sia inumano, sia per gli uomini che per le donne. Certo, chi ha la fortuna di avere il lavoro dei propri sogni magari è messo meglio: personalmente la carriera in quanto tale non mi interessa e oggi come oggi vivo il lavoro come quella cosa che mi succhia la vita (e uno dei due mi piace pure) e mi impone ritmi che non mi appartengono.
Oggi però mi sento un po’ terzista: è vero che alle donne si chiede di conciliare l’inconciliabile, ma è anche vero che a volte il vogliamo tutto è un’altra forma di quel perfezionismo dal quale in teoria staremmo prendendo le distanze.
Stregatta, scusami ma non sono d’accordo. Scegliere non vuol dire rinunciare, significa darsi delle priorità, decidere cosa per noi è davvero importante. Dobbiamo scegliere tutti, uomini e donne, e in ogni campo della nostra vita. Per farti un esempio banale, io qualche mese fa ho lasciato un lavoro molto ben pagato per venire a Roma e iscrivermi a un master. Se fossi rimasta a Bologna avrei avuto una vita economicamente molto più facile. Avrei avuto la casa e la sicurezza e un contratto a tempo indeterminato. Ho scelto altre cose perché per me erano più importanti e me ne assumo il rischio, la responsabilità. In modo eguale e contrario, molte mie colleghe (ma anche colleghi) hanno deciso di tenersi quel lavoro, un lavoro detestato, perché al primo posto per loro c’erano la famiglia, i bambini e il mutuo. Hanno scelto. Posso non condividere, ma senz’altro rispetto.
E poi, pensare che gli uomini non debbano o non sappiano scegliere è una posizione un po’ guerrigliera e vecchio stampo. Trent’anni fa il mio papà ha scelto di non fare carriera perché questo avrebbe significato sballottare due bambine piccole in giro per l’Italia. Ha scelto la famiglia (lui, un uomo, e neanche così progressista). Felice lui, bene così. Forse il punto è proprio questo, capire cosa ci rende davvero felici e essere disposti/e a pagarne il prezzo. Funziona così per ogni cosa, credo.
Se poi il discorso si sposta sulla divisione dei compiti in casa e sull’aiuto del marito/fidanzato/convivente, beh, magari sono straordinariamente fortunata io, ma mi sembra fin troppo banale di questi tempi. Davvero il vostro lui resta stravaccato sul divano mentre voi stirate le camicie? Essù, che anche i ragazzi sono cambiati.
Sei proprio sicura che si può sempre scegliere? Ogni vita è una storia a parte, ci sono uomini che fatto dei lavori che non gli permettono di contribuire attivamente ne in casa, ne nel disbrigo della miriade di cose che bisogna fare. Il lavoro sei proprio sicura che si possa scegliere? Magari ti licenziano a 40 anni, e a 40 anni non ti vuole più nessuno e allora si prende quello che capita, magari lontanissimo da casa, magari non soddisfacente, magari una mondezza proprio. E spesso lavorare non è nemmeno una scelta ma una necessità, per la serie bisogna mangiare per vivere o per la serie i figli rompono gli occhiali tutti i mesi. Non è sempre oro quello che riluce e vivere non è una passeggiata di salute dove passi le giornate a passeggiare in un parco a scegliere. Certo si cerca di ricavarsi i proprio spazi, di coltivare i propri interessi, nel limite delle proprie possibilità umane ma è una grande fatica.
Beh, per quanto mediamente fortunata, nemmeno la mia vita è una passeggiata nel parco, non credere. Per molte persone, però, è più difficile e allora sì, quelle persone hanno diritto ad ogni aiuto. Quello che volevo dire è che, all’interno delle proprie possibilità, una scelta è sempre necessaria. Se il mio desiderio più grande è avere dei bambini, probabilmente non potrò avere un lavoro che mi tiene lontana da casa 24 ore al giorno. Bisognerà scendere a un compromesso, quanto meno. Analogamente, se il mio desiderio più grande è dedicarmi completamente alla carriera, dovrei pensarci prima di avere un bambino. Altrimenti è solo un atto di enorme egoismo. L’erba voglio.
Se può consolarti: io sono uomo, ma non per questo le cose mi vanno da Dio. Anzi.







2012