Sorelle d’Italia

Bel Paese un corno!

C’è voluto un po’, ma alla fine ce l’ho fatta a contribuire al progetto Sorelle D’Italia. Ok, per ora è solo un post, ma spero avrete modo di conoscermi con il tempo, sempre che abbiate la pazienza di farlo. In caso contrario potete farvi una cultura a proposito della sottoscritta sul mio blog personale. Ma non ve lo consiglio, anzi direi che, nel secondo caso, avreste già smesso di leggere, quindi mi riconduco direttamente a chi rientra nella prima ipotesi.

Dopo la delirante, ma necessaria premessa, arriviamo finalmente all’argomento del post: l’emigrazione. Lo so, è di moda parlare degli immigrati che invadono il nostro paese e dei relativi vantaggi o svantaggi economici e sociali. Ma ne ho sentito parlare anche troppo e raramente si affronta invece la questione della fuga degli italiani all’estero che non è tuttavia di proporzioni numeriche minori e che si è sviluppata notevolmente negli ultimi anni. Sono sempre di più gli italiani che vedono il loro futuro altrove. Perchè?

Un recente articolo sul Corriere riporta uno studio della Cambridge University, dove il popolo italiano è il più infelice tra i 15 Stati che nel 2004 facevano parte dell’Unione Europea. Siamo invece quartultimi in classifica per livello di soddisfazione. Poca fiducia nel proprio paese e in chi lo governa, ma anche difficoltà di realizzarsi con casa, lavoro e famiglia. Poca attenzione alle problematiche sociali e fallimentari tentativi di realizzazione delle politiche economiche, sono alcuni dei motivi che hanno portato ad un progressivo  e diffuso malcontento nel nostro paese. Dettato anche dalle prospettive inesistenti, dai costi proibitivi e dalla poca competitività imprenditoriale. Insomma quando uno non ha lavoro, viene derubato dalle tasse lavorando in proprio, non ha in prospettiva un’assistenza pensionistica, non viene tutelato adeguatamente nella sua quotidianità, non arriva a fine mese per via del caro affitti e si indebita con un mutuo per quasi tutto il resto della sua vita, ad emigrare ci pensa eccome.

Ve lo dice una che ci ha pensato, più volte. Una che scambierebbe volentieri il clima mite dell’Italia con i freddi e bui inverni della Svezia, solo per avere un po’ più di civiltà e meno traffico. Una che rinuncerebbe volentieri a spaghetti e pizza pur di riuscire a pagare affitto e macchina conservando un minimo di stipendio, anche se questo si realizzasse solo in Germania. Una che potrebbe attraversare tutta Madrid in metro in poco tempo senza invecchiare in tangenziale in mezzo a fumi cancerogeni. Una che vorrebbe vivere in un paese meritocratico in cui investendo sul proprio impegno, si può scegliere liberamente dove e come vivere, senza ringraziare di avere un lavoro, qualunque esso sia.

In fondo le possibilità ci sono. Le persone cominciano ad accorgersi di non essere solo cittadini italiani, ma anche cittadini europei. Viaggiano e si rendono conto del distacco italiano su tante piccole e grandi cose da altri paesi: il wi-fi ad ogni angolo, la pulizia delle strade, gli immigrati bene integrati, l’autonomia energetica, l’alto livello delle strutture pubbliche, l’ampio finanziamento investito nello sviluppo e nella ricerca, anche universitaria. I dottorati ormai si fanno all’estero, si compra fuori, si investe finanziariamente fuori dal nostro paese. E’ vero, abbiamo anche delle cose bellissime in Italia come le città, il mare, la cultura, il cibo, il clima, ma davvero ci basta? E’ vero, siamo anche uno dei paesi con il più imponente flusso di immigrazione, ma davvero è  più bello vivere qui? Non illudetevi, è complicità geografica e legislativa: in Italia è facile arrivare (è il paese geograficamente più vicino ad Albania, Romania, Ungheria, ecc..)  e starci senza troppi problemi, almeno per un immigrato, anche se clandestino.

Ma credetemi non è difficile nemmeno andarsene e sta diventando un’abitudine  o, se non altro, un desiderio comune. Basta fare un giro per i blog per scoprire quanti siano i motivi per scappare:

Insomma sembra che gli italiani sentano il bisogno di una vacanza da tutto questo. Basta che sia altrove. E voi?

20 aprile 2007
08:45, venerdì
Stregatta
Filed under : Interni, Società

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  • nessuno.
Blog reactions Commenti :
 
10 commenti

(#) Quello che disse pm10

lunedì 16 aprile 2007 alle 15:31

1

immagino che sia un nuovo tipo di post…..

(#) Quello che disse Blimunda

venerdì 20 aprile 2007 alle 09:21

2

Stregatta, sfondi una porta aperta. Ho vissuto in Irlandas e a Londra, sono tornata in Italia per amore e a parte l’amore sono 5 anni che mi pento tutte le mattine.

(#) Quello che disse Fabbio

venerdì 20 aprile 2007 alle 09:44

3

Bè, si dice che il giardino del vicino è sempre più verde, in questo caso lo è?Io credo propio di sì :S

(#) Quello che disse ced

venerdì 20 aprile 2007 alle 10:03

4

grazie del link,
appena possibile ricambierò :)

(#) Quello che disse sariti

venerdì 20 aprile 2007 alle 11:01

5

grazie del post, l’ho sentito per così dire “mio”. Anche se per il momento la mia è una vita da pendolare, tra breve mi trasferirò in via definitiva a vivere a vienna. Le motivazioni che mi spingono a farlo sono molteplici, ma ciò non toglie che la mia partenza abbia un retrogusto amaro…e grazie per tutti i links che hai segnalato.

(#) Quello che disse Stregatta

venerdì 20 aprile 2007 alle 12:07

6

@Blimunda: ti capisco mia cara. In effetti il 90% delle donne emigra proprio per questo motivo: matrimonio o relazione con un uomo. L’amore ci guida oltre i confini. Per gli uomini sicuramente la percentuale è molto più bassa da questo punto di vista…

@sariti: ti va di raccontarci i motivi che ti spingono ad espatriare, perchè hai scelto Vienna, dove vivi in Italia, insomma di raccontarci un po’ di te? Scusami, forse sono invadente, ma sono curiosa di sentire la tua esperienza. ;-P

(#) Quello che disse Gab

venerdì 20 aprile 2007 alle 16:20

7

Già solo leggendo le Yahoo Answers linkate nel post ho tratto l’ennesima conferma sul qualunquismo e il pressappochismo che contribuiscono alla sempre più insopportabile deriva dell’Italietta.
A me non interessa se c’è il sole, se c’è il mare, se “si fanno gli spaghetti più buoni del mondo” o “tanto la corruzione c’è dappertutto” e altri luoghi comuni come se piovesse. Io meditavo da tempo di andarmene, ci sono riuscito e ogni giorno sono sempre più convinto di avere fatto la scelta giusta. E non sopporto quando la gente mi chiede “ma non ti manca l’Italia?” No. No. Non mi manca (a volte mi lascio perplesso da solo per questa sensazione di totale indifferenza).
E se c’è il sole allora ci tornerò in altre vesti, con tutti i vantaggi del turista e senza le beghe del cittadino.

(#) Quello che disse restodelmondo

venerdì 20 aprile 2007 alle 17:25

8

Io ho lasciato un moroso anche perché non avrebbe mai lasciato l’Italia. E una delle prime domande che ho fatto a quello che sarebbe poi diventato mio marito è stata: “che ne pensi di andarcene dall’Italia?”

Perché sono anche convinta che l’amore non basti - ci siano anche altre cose da considerare nel mettere su casa.

Tra cinque giorni con il marito festeggeremo il nostro primo anno da londinesi. E non un giorno di rimpianto.

Perfino la mia salute è migliorata - ed è tutto dire.

(#) Quello che disse FikaSicula

venerdì 20 aprile 2007 alle 18:21

9

Com’e’ vero quello che dici. Io dalla mia terra (la sicilia) ne ho vista partire di gente. io non so per chi sta più a nord dell’italia ma in sicilia le partenze sono spesso sofferte. i ritorni quasi una necessità. c’e’ un legame con quella terra che travalica ogni bisogno di soldi, lavoro, salute, qualità della vita. come se la terra fosse linfa per se stessa. come se quesgli umori che ti fanno persona e quel calore che realizza la tua storia si disperdessero al vento e al freddo di qualunque altro posto.
io sono pendolare, trasferita, tra sud e nord, in europa e in italia, ho girato e tutt’ora prendo freddo e umido in posto senza mare e senza sole (anche se il tempo è decisamente cambiato e questo non è un bene). il motivo di queste trasferte, trasferimenti, pendolarismi, nomadismi (questo è il termine che più mi si addice) è sempre stato legato alla mia curiosità. Al bisogno di vedere che oltre quell’isola (ed è diverso credo stare in un isola con i contorni precisi e il mare attorno che ti invita a navigare per vedere altre terre) c’era anche altro e dopo quell’altro ancora di più. So che mi piacerebbe muovermi ancora, traslocare, anche avvertendone la pesantezza, imparare nuove lingue e vedere altre culture. Però i trasferimenti poi restano un po’ parziali, londra invece che l’irlanda, napoli invece che roma. firenze invece che bologna, la svizzera invece che la cina e malta invece che il sudafrica, la francia invece che l’algeria, la spagna invece che l’america latina, etc etc…
ci si ferma dove c’e’ lavoro e dove c’e’ anche l’amore… perchè quelli, a meno che non sei una star non te li puoi portare sempre dietro :)

(#) Quello che disse Emiliano

sabato 21 aprile 2007 alle 19:08

10

Fondamentalmente sono d’accordo con il post che hai linkato sui buoni motivi per vivere in Svezia. E con tutto quello che consegue a quei 7 punti.

Bellissimo post anche il tuo!

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