Voleva “solo” uccidere la fidanzata
E’ successo di nuovo. Ecco.
Chissà se ora qualcuno si porrà seriamente il problema che le passioni degli uomini verso le donne certe volte sono un tantino eccessive. Pur di trovarla e ammazzarla il giovane caliente ha fatto fuori 32 persone. Sulla questione delle libera vendita delle armi in America ha già detto tutto e bene Michael Moore nel suo Bowling a Columbine. Ma sul motivo passionale di questa vicenda chi dirà qualcosa? Rifletteranno sul fatto che la furia omicida degli uomini destinata alle donne è atroce? Talmente grave che trascina con sé chiunque si frapponga tra quel "lui" e quella "lei"?
In America hanno la possibilità di trovare armi da guerra in ogni bottega possibile. Qui invece è più complicato perchè ci vuole il porto d’armi. Per questo la maggior parte delle donne muore accoltellata, strozzata, massacrata a bastonate o con i pugni. E’ più difficile qui in effetti che si facciano stragi multiple. Le poche volte che un fidanzato con la sindrome dell’abbandono si ritrovava un arma in mano ha comunque ferito qualcun altro: un genitore, una sorella, un amico della donna, un figlio. Si trattava in genere di uomini appartenenti alle forze dell’ordine o di cacciatori autorizzati. Più grande e veloce è l’arma che si da in mano ad un uomo e più grave sarà il delitto che commetterà. Spero davvero che in Italia non si ridiscuta di vendita di armi al dettaglio per chiunque, mai e in nessun caso. No davvero, grazie tante. Ci fanno già malissimo così. Figuriamoci se gli date la possibilità di portare a casa un bel mitra. A noi piace morire di coltello. Amiamo le nostre vecchie abitudini. Ci piace essere picchiate a sangue o magari strangolate al mattino a colazione. Ma un mitra no, per favore. Toglie tutta la poesia. Poi volete mettere la bellezza è l’unicità di un funerale singolo in cui tutta l’attenzione è per una e una soltanto? No no, almeno da morte vorremmo essere protagoniste. Vorremmo non dividere con nessuna il palcoscenico. Scandite bene il nostro nome, per favore e raccontate meravigliosamente la nostra storia. Noi siamo morte una ad una. Cadute come birilli e tutte siamo state protagoniste. Prime donne per un giorno.
No. Non diamo mai armi agli uomini. Altrimenti davvero, senza perdere tempo, senza farci aspettare, senza condannarci a vivere in questa lenta e crudele agonia, fatelo subito: "Ammazzateci tutte!"
Commento del mio giornalaio: “Succede perché loro, in America, comprano le armi al supermercato. Qui in Italia, ora che trovo una pistola dalla malavita (!), limo il numero di matricola etc, passa un mese. Se le le armi sono a dispozione, è facile fare danni”. Certo, accidenti. Qui ci vuole un mese, tra malavita e limare. Neppure gli è passato per la testa che supermercato o attesa di un mese significano la stessa orrenda cosa: un arma in mano per “punire” la donna fedifraga che ha osato ribellarsi.
Si, infatti questa è la cosa che mi lascia assolutamente basita. L’unico deterrente che rallenta il femminicidio è quello della difficoltà di procurarsi un’arma. Mah!
Ma quando si interrogheranno sul fatto che le cause di questi atti criminali vanno affrontate seriamente? Che forse bisogna fare prevenzione? Nulla. Come parlare al vento. Che rabbia!
anziche fermarsi alle chiacchere da supermercato bisognerebbe riflettere sul fatto che alor quandogli uomini maschinin riescono a contruire una identita propria e una degna struttura psicologica reagiscono in maniera disorganizzata a sentimenti quali la delusione e la depressione e che gli uomini tendono a manifestare tramite la violenza il loro disagio psichico.
pm10, dici che è così schematico?
perchè io ho conosciuto uomini con una identità bella costruita che però manifestavano gli stessi sintomi. l’unico problema è che quell’identità l’avevano costruita su basi e valori patriarcali…
Questa cosa l’abbiamo ripetuta fino alla nausea, che bisogna creare la cultura, blah blah. Poi arriva la Lega Nord e fa una legge che consente a chiunque di sparare a una persona che stia sulla sua proprietà.
Capito: sparare a vista.
Ed è pure passata, la legge.
In queste condizioni, mi dite voi da dove si comincia a sradicare la cultura della violenza?
Gia’.
Qui dice:
“La nuova formulazione dell’articolo 52 del codice penale in materia di diritto all’autotutela in un privato domicilio, autorizza il ricorso ad un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:
a) la propria o altrui incolumità;
b) i beni propri o altrui, quando non vi é desistenza e vi é pericolo d’aggressione.
Tale disposizione si applica anche all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale [2]. ”
Che comunque almeno per ora non vuol dire che le armi si vendono al supermercato. Certo le industrie belliche anche qui fanno pressione in questo senso e se la spuntano allora apriti cielo.
Ed è vero: come si fa a sradicare cultura di violenza in un momento in cui si ripette in piedi quella nostra inimitabile cultura fascista?
sulla vendita delle armi non aggiungo niente, che il tema mi pare fin troppo ovvio.
“le passioni degli uomini verso le donne certe volte sono un tantino eccessive”, è invece una frase che non solo non condivido affatto, ma mi pare tragga conclusioni estremamente erronee: che la cronaca riporti quasi esclusivamente fenomeni di violenza maschile è ovvio e ancora una volta legato al tema delle differenze nella gestione dell’emotività (e della frustrazione) tra i due sessi.
D’altro canto dirò una cosa impopolare ma ognuno di questi scellerati è quasi sempre niente altro che un uomo normale che ha passato una soglia, e non una specie di bestia diabolica. La soglia la passa per effetto della solita società che trascura di insegnargli a verbalizzare, e siamo d’accordo, ma anche per effetto dei suoi affetti che forse trascurano colpevolmente alcune responsabilità “emotive” nei suoi confronti: quello che voglio dire è per favore non buttiamola sul “mostro” come fu per Erica ed Omar, che il mostro è sempre l’anello debole di una catena fatta di uomini e donne colpevoli di indignarsi soltanto quando poi l’anello si spezza. IMHO
seralf, sono consapevole del fatto che l’aggressività sta anche nelle donne e neppure a me, credimi, piace additare il mostro. Trovo però assai singolare che nessuno faccia riferimento alla causa di questa storia. Un disagio personale e sociale che fa tante, troppe vittime. E’ vero che le donne aggrediscono e che gli uomini sono solo uomini. Anzi giudico le donne corresponsabili, in maniera patologica e per questioni di dipendenza reciproca e masochista, di molte delle aggressioni che subiscono dall’ex o dal presente compagno. Fino ad ora però io non ho sentito di donne che ammazzano 32 persone per arrivare al fidanzato. E il problema è di togliere le armi e come diceva prima Giulia di investire nella cultura proprio per non dare addosso all’ultimo anello della catena di cui parli tu…
Sottoscrivo che togliere le armi pur essendo auspicabile non sia risolutivo: anche qui la citazione a Michael Moore e alle sue interviste in Canada sono d’obbligo.
“Fino ad ora però io non ho sentito di donne che ammazzano 32 persone per arrivare al fidanzato”: hai ragione, ed è chiaro che qui si manifesti un tipo di debolezza che è maschile, per genere e probabilmente molto anche per un differente stile educativo che non abitua alla condivisione dei propri stati emotivi. Si è sempre cavalieri erranti insomma, e guardacaso ognuno di questi casi porta di solito traccia di fortissime impronte “etiche” e moralizzanti.
D’altro canto è la dinamica stessa dei rapporti che fa si che una donna che superi la linea di demarcazione che dicevamo lo faccia in maniera diversa: probabilmente lo farà su un piano più “introverso” o più emotivo che fattuale (ricordiamoci la definizione originalmente sessista della sindrome di isteria data all’inizio del secolo scorso e come poi il profilo e la casistica dell’isteria abbiano subito radicali cambiamenti nel giro di mezzo secolo)… io credo che ciascuno di noi partecipi di un equilibrio generale che si manifesta in maniere più o meno evidenti e diverse in individui particolarmente deboli: questo tipo di episodi credo appartengano soprattutto al novecento, e credo che già questo la dica lunga sul fatto che essi siano veri e propri sintomi che ci inducono a guardare all’insieme, a come ristabilire l’equilibrio di tutto l’insieme, e che un buon metodo di accentuarne gli effetti sia quello di esasperare i conflitti o anche l’eccessiva categorizzazione. Invece dovremmo sforzarci di seguire queste rotte contorte per capire che domande di attenzione esse contengano, e per poterle anticipare senza percorrerle fino in fondo la prossima volta.
Da quando si è data alle donne la possibilità di divorziare e mangiare la casa al marito si è sconvolto un modo di vivere millenario che vedeva la donna sottomessa a quest’ultimo.
Per un uomo è impensabile fisicamente una cosa del genere.
Una donna che gli fa le corna e vince la causa accusando l’uomo di averla trascurata o di non riuscire a soddisfarla sessualmente ?
Pure io la squarterei per un mese una del genere…










2008