Sorelle d'Italia

Gli uomini e il branco

Esco, passo distrattamente davanti a un’edicola, incrocio la locandina di un giornale locale. Un titolo cubitale mi colpisce:

Ragazza rapita e stuprata per ore dal branco

Lo so che l’ho letto mille volte, purtroppo. Niente di nuovo: una violenza, una donna ferita, il branco. Il branco.
Ma il branco non esiste.
Il branco è fatto da uomini, persone con nome e cognome, due gambe per rincorrerti e due braccia per tenerti ferma, uomini di carne e sangue e istinti e pulsioni e rabbia, com’è fin troppo ovvio in questo caso. Il branco è sfuggente, indefinito, bozzolo che nasconde, occulta, un soggetto collettivo per crimini individuali.
E le parole sono importanti. E’ come quando si parla di fiume killer, montagna assassina, mare traditore.
La natura ha colpa, nessuno ha colpa.
Il branco ha colpa, nessuno ha colpa.
Non servirà a niente ma se imparassimo a chiamare le cose con il loro nome?

Ragazza rapita e stuprata per ore da sette uomini

Fa o no più effetto di branco? Visualizzate meglio o no che si tratta di un’aggressione di sette esseri umani a un altro essere umano? Inquadrate meglio da dove arriva il pericolo, la minaccia? Vedete i contorni più nettamente? Chiamiamo le cose con il loro nome senza avere paura delle parole. Diamo le colpe a chi le ha, e non scomodiamo i lupi.
Ché loro, non stuprano.

17 aprile 2007
10:28, martedì
Blimunda
Filed under : Mass Media, Società
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Commenti : 8
 
8 commenti

(#) Quello che disse FikaSicula

martedì 17 aprile 2007 alle 11:27

1

E’ scandalosa la faccenda di Taranto di quella ragazzina che ha denunciato uno stupro e non è stata creduta. di più: l’hanno sedata con quintali di psicofarmaci e poi si sorprendono perchè si sia buttata dal settimo piano. Che schifezza!

(#) Quello che disse Viscontessa

martedì 17 aprile 2007 alle 20:16

2

FikaSicula, ma tu sei sicura di come sono andate le cose? perchè io di fronte alle colpe lampanti mi sento sempre un po’ a disagio.

(#) Quello che disse FikaSicula

martedì 17 aprile 2007 alle 20:51

3

viscontessa, io mi baso su notizie che stanno circolando in rete di gruppi di compagne di quella città. è il padre che dice queste cose, non io. quello che dicono è di una denuncia cui ha fatto seguito solo un trattamento sanitario obbligatorio.
giro un comunicato:

“Maria, 13 anni, aveva denunciato di essere stata violentata, ma nessuno le aveva creduto. Ma le istituzioni hanno fatto di peggio, hanno considerato lei “soggetto disturbato, con capacità compromesse” e quindi poco credibile, invece di perseguire chi l’aveva violentata hanno di fatto “perseguito” Maria rinchiudendola in un Istituto e, come ha denunciato il padre, usando il metodo facile di “calmarla” con psicofarmaci. I Magistrati ora osano affermare che sono addirittura “sorpresi” quando più volte Maria aveva manifestato in vario modo la sua disperazione, ma per tutta risposta era stata “classificata” come “soggetto con problematiche psichiatriche”. Mandata in vari Istituti in cui lei non voleva stare. E così tutti si erano messi l’animo in pace!

Oggi non saranno certo queste stesse Istituzioni, o chi oggi piange “lacrime da coccodrillo” a fare giustizia per la morte di Maria. Come l’hanno infangata prima, vogliono continuare ad infangarla ora, cercando nella sua psiche o nella situazione economica difficile familiare la “colpa”.

[...]
Lavoratrici slai cobas TARANTO”

(#) Quello che disse viscontessa

martedì 17 aprile 2007 alle 21:52

4

Ti ringrazio Fikasicula delle informazioni, questa situazione mi incuriosice più di altre, capisco che l’argomento sia scottante e che la morte di una ragazzina non sia giustificabile in alcun caso, ma per amor di verità non posso fare a chiedermi come mai la ragazzina oltre non essere stata creduta, fosse stata addirittura rinchiusa in un istituto.
Sappiamo bene che le difficoltà più grosse, per chi denuncia una violenza sessuale, sono sempre quelle di confrontarsi con istituzioni che tendono a ridimensionare l’accadudo a incolpare almeno in parte la donna e a sdrammatizzare situazioni drammatiche, ma rinchiudere una ragazzina in un istituto è qualcosa che va ben oltre e che non coinvolge soltanto le forze dell’ordine e la magistratura, ma anche assistenti sociali e medici. Tutti incompetenti?

(#) Quello che disse FikaSicula

martedì 17 aprile 2007 alle 22:24

5

No, certo che no. Per quello che so io in Puglia al momento la situazione è abbastanza grave. Forse ricorderai del caso della morte della bambina per complicazioni polmonari con l’arresto della madre giudicata instabile dagli psichiatri. Poi si scoprì che il problema era la povertà e che la madre non c’entrava niente, non era stata lei ad aver ucciso la piccola ma quella situazione da baraccati bruttissima.
In questo momento poi c’e’ una grande baruffa che riguarda l’aborto terapeutico, la pillola del giorno dopo con le forze di destra in opposizione a qualunque cosa. tutto in un contesto retrogrado dove ancora i servizi sociali sono la soluzione palliativa a disagi di ogni tipo e dove la psichiatria con uno psicofarmaco tampona laddove si dovrebbe risolvere in altro modo.
le compagne pugliesi non hanno dubbi che quanto scritto sopra si sia potuto verificare perchè conoscono il contesto sanitario e quello giuridico. forse non è incompetenza ma semplicemente approccio diverso alle cose dovuto alla mentalità. Io sono siciliana e ti assicuro che andare a denunciare uno stupro in una caserma di un centro siculo o farlo in una città toscana o emiliana non è assolutamente la stessa cosa. non per incompetenza o perchè non siano brave persone ma perchè il sistema funziona in altro modo, la mentalità è più paternalistica e patriarcale e spesso tutto si sottovaluta.
tieni conto che le liti in famiglia in quelle città, lo so di certo, si risolvono con una pacca sulla spalla del marito e con la raccomandazione pacata di “non farlo più” anche se trovano la moglie piena di lividi. incompetenza? mah…

(#) Quello che disse Giulia

martedì 17 aprile 2007 alle 22:36

6

Alle compagne pugliesi non si potrebbe chiedere di raccontarci questa situazione, qui, per Sorelle d’Italia?
Dico sul serio.

(#) Quello che disse Viscontessa

martedì 17 aprile 2007 alle 23:22

7

FikaSicula, ti assicuro che la pacca sulla spalla è in uso anche qui nella civilissima Firenze e la soluzione degli psicofarmaci per “traunquillizzarsi” e riacquistare “la dovuta serenità” per affrontare situazioni critiche, non la si nega a nessuno.
Per questo mi unisco a Giulia nel chiederti se sia possibile invitare le compagne pugliesi a raccontarci questa storia, perchè vorrei capire davvero come stanno le cose.

(#) Quello che disse FikaSicula

mercoledì 18 aprile 2007 alle 01:10

8

Mi pare una buona idea. Ho scritto loro mail. Appena rispondono vi dico. In ogni caso appena mandano qualcos’altro anche sottoforma di comunicato io lo giro anche qui.
poi su repubblica c’era questa notizia in cui più o meno si dice la stessa cosa con qualche particolare in più.

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