Maschi mancati
La sessualità femminile si sta maschilizzando, dicono. Le donne fanno sesso per fare sesso, senza legami, conquistano e lasciano in maniera aggressiva, fanno meno selezione all’ingresso, si vantano fra loro delle loro performance. In fondo a queste dichiarazioni, di solito, mi aspetto di sentirmi dire “… ci manca solo che si mettano a fare pipì in piedi”.
Siamo davanti al secondo scoglio della Rivoluzione Sessuale. Dopo il diritto a farlo con chi ci pareva anche fuori dal matrimonio, ci tocca conquistarci anche il diritto di farlo come ci pare e senza legami sentimentali.
“Per fare l’amore, una donna ha bisogno di un motivo. A un uomo basta avere un posto” era, citando a braccio, la battuta di Billy Crystal al riguardo. Quasi vero: ma se per caso questo motivo ci avessero insegnato che bisogna averlo, quando in realtà anche a noi basta un posto, ma non sta bene farlo capire?
Insomma, e se per caso questo naturale collegamento fra il sesso e i sentimenti fosse per noi solo un costrutto culturale, qualcosa che ci è stato tramandato, sicché finisce che ci innamoriamo di qualsiasi cretino ci capiti nel letto perché non ci sembra possibile fare sesso solo per fare sesso?
E se per caso tutte queste accuse di “voler fare come gli uomini” fossero l’ennesimo tentativo di riportarci all’ordine, incasellarci in una forma di ortodossia controllabile e governabile, farci sentire in colpa per i nostri legittimi desideri?
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Consiglio la lettura di un libro che secondo me tratta la questione nella maniera più laica possibile: “L’arte della gioia” romanzo anticlericale – edito da Stampa Alternativa – di Goliarda Sapienza.
Poi invece di piacere e dintorni abbiamo dibattuto (ricordi gattasorniona?
)) in tanti QUI
e QUI
La cosa triste è che mi sembra che la rivoluzione sessuale in realtà si stia riavvolgendo all’indietro all’anno zero. Se pensiamo alle donne che si fanno ricostruire chirurgicamente l’imene per rifarsi una verginità e alle continue imposizioni culturali su come e con chi e perchè una donna deve fare sesso non c’e’ da sperar bene.
Personalmente non posso parlare, faccio parte di quella schiera di femmine votate alla monogamia, che l’ha fatto solo con pochi uomini (non vi dico quanti senno’ mi tirate appresso le pietre) e solo all’interno di storie interminabili.
Charamente se una donna decide liberamente di fare sesso solo per il gusto di fare sesso, ci mancherebbe… io sono per l’assoluta liberta’ delle persone, siano essi maschi, femmine o quant’altro, anche perche’ la camera da letto dovrebbe rimanere cosa privata.
Tuttavia ’sta cosa della donna che fa sesso solo per fare sesso mi riporta alla mente la mia amichetta del cuore, che dopo una lunga storia con il suo ex, da alcuni anni zompetta allegramente di fiore in fiore (spesso anche contemporaneamente) senza trovare mai nessuno che le faccia battere il cuore (anche perche’ onestamente l’offerta di uomini che c’e’ in giro e’ abbastanza sconfortante, almeno dai suoi racconti, visto che sono fuori dal giro da un bel po’).
Tuttavia lei non e’ molto felice di tale condizione, anzi, magari li’ per li’ si diverte, ma poi molla tutto e tutti perche’ la cosa non le da’ nessuna emozione, anzi al contrario le sembra molto squallido.
Ecco, da un maschietto di analoghe abitudini questa reazione non l’ho mai vista… ma non saremo superiori pure in questo?
scusate la lunghezza del post!
sante parole. le ultime.
A me invece paiono comunque snbagliate proprio quelle parole. Attenzione, non sto dicendo che desiderare qualcosa di più di un tot di buon sesso sia sbagliato, sto dicendo una cosa diversa: che non tutte le donne sono alla ricerca comunque del grande amore. A me pare che la tua amica, Rob, abbia deciso di mettersi alla ricerca del grande amore passando dal letto anziché dalla gola. Sono scelte. Sono scelte che non condivido. Perché non sono alla ricerca del grande amore, preferisco limitarmi a cercare del buon sesso. Se poi capita che questo mi venga offerto da uomini che non sono tristemente decerebrati, meglio. Ma al limite diventano amici.
Io non ci credo a storie di superiorità come non credo a episodi privati generalizzabili. Ci sono uomini che vogliono storie compiute (con o senza amore ma comunque compiute) e donne che invece le amano sospese. Ci sono donne che amano altre donne e uomini che vogliono altri uomini. La sessualità è una roba così varia e soggettiva che non penso sia corretto pontificare sul presunto squallore di questa o quell’altra esperienza. Lo squallore si può trovare ovunque persino nel letto dove si dorme con lo stesso uomo per anni. Le zone di ricatto sono molto ampie rispetto alla sessualità e basta e avanza il cumulo di scempiaggini e sensi di colpa che ci lanciano addosso tutti quanti per ogni cosa che facciamo.
Io conosco donne che vanno con chi pare a loro e sono felici ![]()
e non mi sognerei mai di tentare di riconoscere in loro la malinconia nostalgica e il desiderio di avere l’omo tutto per se’ dall’alto della mia posizione di accoppiata stabile. La coppia stabile è una roba astratta di stampo cattolico e eterosessuale, è quello che ci fanno pensare utile per la nostra felicità . Ci marciano tutti: dalle pubblicità di gelati e cioccolattini a quelle per arricchire le casse delle banche con mutui da strozzinaggio usuraio.
Ciascuno, penso, cerca e trova i propri punti di riferimento. Esistono poi tant* che vagano alla ricerca di punti di riferimento falsi indicati dalla cultura dominante, sempre pieni di sensi di colpa e tristezza perchè non li trovano o pensano di non riconoscerli.
C’e’ di tutto, senza valori fissi. Senza pregiudizi. Senza stereotipi e luoghi comuni.
Però quando sento di quegli animali che formano coppie stabili per tutta la vita mi commuovo. E lì non è certo colpa della Chiesa.
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Domiziano almeno loro lo scelgono. Ma gli animali hanno anche relazioni multiple nel branco con chiunque, figli compresi. Quando tutti fanno riferimento al “diritto naturale” anche parlando di uomini e donne a me viene da ridere (se non ci fosse da piangere) perchè se davvero seguissimo quel copione allora le donne sarebbero di un capo branco e poi di tutto il branco se c’e’ chi ne fa richiesta, le figlie femmine sono a disposizione di padri, fratelli e passanti amichevoli e i figlioli maschi dovrebbero dar via qualcosa pure loro come quei bimbi che in montagna a far guardia alle capre in fase di relax danno sollievo ai loro padri e compagni di viaggio. Bella cosa la natura con la sua legge del più forte che si piglia quello che vuole e del più debole che in definitiva non sceglie mai…
si, mi commuovo tanto anch’io
Non è proprio proprio così. Nel senso che anche in natura ci sono differenze. Ecco, c’è che quelli che formano coppie stabili di norma non sono animali “da branco”. In effetti gran parte sono uccelli.
Poi ci son quelle femmine che si pappano i maschi: dalle celebri mantidi – che a volte gli staccano la testa prima del rapporto – ai ragni.
Per quanto riguarda invece gli animali “da branco”, ci sono branchi e branchi: ci son quelli dove non c’è un maschio dominante, ma di volta in volta i maschi devono pavoneggiarsi per essere scelti. Tipo i pavoni, appunto. ![]()
E nel caso in cui i maschi lottino per la dominanza, non è sempre detto che la femmina automaticamente gliela dia. C’è poi che magari anche a lei certo conviene pigliarsi il più forte e sano. Si è strict to basics lì.
Ma anche qui, seppure su molti livelli: bellezza a parte, con la quale ha a che fare la simmetria che pare trasmettere una sensazione di salute, c’è poi l’intelligenza, la cultura, il carattere, lo status sociale: non è forse una scelta di qualcosa di “meglio”?
Può essere ![]()
E’ vero. Non ci capisco moltissimo di animali. Ma l’animale uomo io non lo rivorrei allo stato brado…
Poi qui in realtà il “qualcosa di meglio” di cui parli è indotto, quasi sempre legato a pregiudizi e questioni di status…
la bellezza che va per la maggiore è di tipo anoressico e dimmi tu se trasmette salute ![]()
l’intelligenza che passa per fascinosa sarebbe quella dei simil bruno vespa ![]()
rispetto poi alla cultura, status sociale e carattere, beh ci sarebbe da rivisitare i modelli. dato che con l’odore di precarietà che c’e’ in giro si trova più gente colta, intelligente e di status sicuro tra gli artigiani, i magazzinieri e i meccanici che non tra gli impiegati co.co.co. o a progetto
Intendevo “di meglio” dal punto di vista di entrambi i sessi. Per quanto mi riguarda, poi, non ho mai inteso la bellezza come magrezza. Diciamo che sono l’esatto opposto dell’uomo che mette il sacchetto in testa: è il volto, sguardo e sorriso, che mi conquistano. Poi non sto tanto a girarci intorno: un bel corpo piace. Ma non navigo ad altezza tette o culo, per intenderci.
Per quanto riguarda intelligenza, cultura, status. Quanto dici circa la precarietà è vero. Per cui non ho una lista che esclude a priori certe categorie professionali. Certo che, a naso, è più facile che mi affascini un’antropologa che una centralinista. Poi, appunto, c’è che conosco proprio un’antropologa che le tocca di fare la centralinista, per cui è da prendere tutto a spanne.
Ma si, siamo al curtigghio spinto (gossip in siculo).
Il mio ideale è chi sa di cultura e politica, di letteratura e arte, possibilmente ateo e che comunque sappia mettere una mensola ![]()
Con l’intellettuale fino privo di manualità proprio non mi ci trovo…
Tu quoque! mi finisci con cose-da-uomini, tipo montare le mensole. Sai che ti dico? A me che ci siano cose-da-uomini e cose-da-donne piace. Montare una mensola per la tua donna ti fa sentire un re. Ed è un valido modo per sganciarsi da un dibattito dal quale usciresti disastrosamente ignorante:
Amore, hai sentito di quel saggio sul decostruttivismo moldavo?
Cara, non credi anche tu che quella mensola penda? Aspetta che la sistemo.
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No no, dicevo che dovrebbe sapere fare queste cose altrimenti finisce che devo farlo sempre io e non è carino…
io aderisco alla corrente di pensiero del “penso e sfacchino”, tutto in uno. ![]()
altrimenti si fanno le divisioni tra i pensatori della coppia e quelli che si improvvisano idraulici per aggiustare lo scarico…
e quel compito capita spesso che spetti alle femminucce perchè l’ommini (generalizzo per scherzo… facciamo finta!) hanno perso il contatto con la natura, come dire, hanno studiato, non vanno più a garzone e per attaccare una mensola li vedo leggere fino a consumarli i libricini delle istruzioni: inserire buco A in posizione B e poi avvitare…
e con le sopracciglia aggrottate, tesi a fare uno sforzo sovrumano, goccia di sudore a rigare il volto, eccoli con l’avvitatore a pile (sai che fatica!) che piantano fino in fondo. poi mollano e la mensola inesorabilmente viene giù. sai perchè? perchè il buco A era troppo largo e pure la vite che gira a vuoto alla lunga non s’avvita più…
Non sono mica cose da maschio, no…
Solo da chi c’ha un minimo di manualità e di senso pratico
Si vede che da piccolo non hanno guardato abbastanza MacGyver.
“A me che ci siano cose-da-uomini e cose-da-donne piace.” Io quoto Domiziano. Anche a me. Il “siamo tutti uguali a tutti i costi” mi ricorda quelle madri che hanno due figli e, per non fare torti, comprano lo stesso paio di calzini blu a entrambi anche se uno ha bisogno di una maglietta, invece che dei calzini.
Io non ho più ben chiaro cosa sia da donne e cosa sia da uomini, visto che mi sono accoppiata con qualcuno che la manualità non sa cosa sia
@Blimunda: pensa se poi i figli sono un maschio e una femmina: “Matteo, non fare storie, infilati questa gonna.”
“Gioria, eccoti l’album delle figurine del Wrestling che desideravate tanto.”
Domiziano: ma sì, un gioioso caos creativo! Per me l’importante è sfuggire dal calzino blu sempre e comunque o dal suo equivalente omologato. Io giocavo a calcio, mi arrampicavo sugli alberi e staccavo la testa alle Barbie (!) Ora mi piace cucinare e fare shopping, ma anche andare in vacanza con lo zaino. (No, le mensole non le monto). Nel senso…quante palle inutili ci facciamo sui generi. Sui bambini poi, che per loro natura sono portati a sperimentare tutto, provare tutto, senza steccati.
mi sono accorta di essermi espressa male. Non volevo metterla sulla superiorita’ o meno dei due generi in senso stretto, ma facevo una riflessione sul come a una donna possa capitare di fermarsi a pensare sulla sua vita, mentre non mi e’ mai capitato di sentire analoghe considerazioni da parte di un uomo.
La mia amica vive la sua condizione di single in piena liberta’, non cerca il grande amore, si diverte, nessuno la giudica e non fa soffrire nessuno… cio’ non toglie che qualche volte si domandi se questa vita la soddisfa davvero.
Di solito in un uomo raramente ho visto una simile introspezione (o quasi mai)… di solito si vanta con gli amici delle sue conquiste, grida ai quattro venti che meglio di lui non c’e’ nessuno e spesso e volentieri continua a intrallazzare a destra e a manca anche quando sta con una partner fissa.
Chiaramente tutto cio’ sulla base delle mie conoscenze, per carita’, senza voler generalizzare.
Per quanto riguarda la ripartizione dei ruoli, io vivo con un piccolo mcgyver del bricolage: sui lavoretti che mi fa dentro casa davvero non posso dire nulla, e spesso cio’ mi viene rinfacciato (io sono una pasticciona di prima categoria pure nel cambiare una lampadina) quando mi lamento del suo disordine e del suo mancato aiuto nelle faccende domestiche.
in compenso pero’ io faccio schifo a cucinare… credo dipenda dal fatto che non si puo’avere tutto….
Ok Robertina, capito tutto!
sul problema secolare che stiamo affrontando, vale a dire la mancanza di senso pratico in generale io mi trovo nella stessa posizione di giulia… becco quasi sempre gente che non sa appiccicare una mensola. poi però magari sanno cucinare benissimo ![]()
che bello che in alcune generazioni e persone non ci sia più – ma ancora ce n’e’ di strada da fare – una divisione di ruoli e che gli uomini non abbiano problemi nel riconoscere la propria “virilità” con la capacità di piazzare un chiodo in una parete
))
sulla storia della gonna poi boh… ![]()
che magari è utile seguire le inclinazioni dei bimbi. loro mica sanno di che sesso sono e perchè diamine devono infilarsi una gonna piuttosto che un pantalone. ricorriamo a delle tuniche unisex per non prevaricare il loro naturale percorso di crescita?
Perché nelle tuniche si inciampa. Io sono per i pantaloni unisex: i bambini e le bambine devono avere le stesse possibilità di movimento, rotolamento, caduta e ripresa. L’adolescenza provvede poi a fare sì che il gusto si formi, e con il gusto anche il desiderio di indossare le gonne oppure i pantaloni quando gira.
LOL! Alcune popolazioni innuit usavano vestire le creature a sessi invertiti fino alla pubertà. Non è una brutta idea.
io voto decisamente a favore di persone (maschi e femmine) che abbiano sempre e comunque bisogno più che di un posto di un motivo, piccolo che possa essere.
Ognuno fa come vuole, ma trovo deprimenti i rapporti dove non si ha almeno la convinzione iniziale di voler investire del tempo nello scoprire le persone. Ammissibile poi ripensarci insomma: però anche qui io non ne faccio questione di uomo-donna, o al massimo potrei sottolineare come ennesimamente quello che era un pregio femminile viene combattuto come un segnale di emarginazione, e invece di emarginare comportamenti siffatti nei maschi (che sono segno tangibile di anaffettività e disattenzione elementare del prossimo), si cerca di “liberare” le donne da questi “blocchi”. Ma quali blocchi! sono segnali di umanità, per la miseria
E la Terza Rivoluzione sessuale sarà lottare per il diritto di non scopare, mi sa.
No, questo è un pensiero che mi è passato per la testa davanti a una bambina con la maglietta col logo di Playboy. Però sto andando fuori tema.
Clara Sereni alle Invasioni Barbariche diceva che era spaventata dall’idea del sesso separato non dal sentimento ma dalle emozioni: ecco, mi sono sentita in sintonia con quella frase.
Ricoprire tutto con una patina di romanticismo è una forma di mistificazione, ma vanterie sessuali, dimenticarsi nome e faccia di qualcuno con il quale si è fatto sesso, etc. sono cose che non mi appartengono e che non mi interessano. Un po’ come l’esercito, mi sta bene che le donne possano farne parte, ma non mi sembra una grande conquista sociale, se non quella delle pari opportunità.
Ah, e alla selezione all’ingresso ci tengo molto.
Maria Sung: la “selezione all’ingresso”? ![]()
in ogni caso mi piace molto la distinzione del “sesso separato non dal sentimento ma dalle emozioni”: era esattamente ciò che intendevo dire anche io e la sottoscrivo spassionatamente.
Anche io ci tengo mlto alla selezione all’ingresso. Solo che ho evidentemente dei parametri diversi dai tuoi (e da quelli di Sereni).
“se fosse soltanto un costrutto culturale”.
citerei Eyes wide shut
Alice: Milioni di anni di evoluzione, vero? Vero? E secondo te mentre un uomo è impegnato a ficcarlo in tutti i buchi, una donna dovrebbe pensare solo alla fedeltà coniugale, alla casa e ad altre cazzate del genere?
Bill: Un concetto molto semplificato, Alice, ma più o meno è così!
Alice: Se voi uomini solo sapeste…







2012