Sorelle d’Italia

I segreti di una massaia incallita (ovvero: com’è facile farsi venire i calli alle mani)

Se anche voi siete maritate o accompagnate a uomini che:

  1. Prima di andare a dormire collocano una bottiglia d’acqua a lato del letto per inciamparvi, immancabilmente, tutte le mattine.
  2. Amano cucinare, sperimentano cucine esotiche e complicate, sporcano il piano d’acciaio del fornello, un servizio completo di posate giusto per mescolare, affettare e assaggiare, svariate pentole che, solo dopo, sono ritenute troppo piccole o troppo grandi per quello che vogliono fare. Affettano cipolle e aglio lasciando cadere la pellicina sul pavimento, lavano gli ortaggi e non asciugano lasciandoli gocciolare dappertutto, non gettano l’intero contenuto di un piatto dentro l’immondizia con il risultato di intasare il lavello. Quando gli dite "Ma hai sporcato tutto!" loro rispondono "Che vuoi che ti dica… sono un artista. Come i pittori sporcano per dipingere, io sporco per cucinare".
  3. Finiscono di fumare e poggiano il posacenere sul pavimento e quando decidono di alzarsi dal divano per qualsiasi loro motivo, schiacciano il posacenere talvolta mandandolo in frantumi.
  4. Si lavano i denti e le mani e spruzzano goccioline dappertutto e quando glielo fai presente loro rispondono "Ma è solo acqua!".
  5. Decidono, finalmente, di farsi la doccia e lasciano i vestiti sporchi per terra.
  6. Lasciano copie dei giornali sul divano, sul letto, sulla scrivania, su ogni piano di ogni libreria (una volta avete persino trovato un quotidiano del 1999!)
  7. Preferiscono il tabacco alle sigarette e spargono pagliuzze marroni su qualsiasi piano della casa.
  8. Escono da una stanza e lasciano la luce accesa.
  9. Si radono e intasano il lavandino.
  10. Si lamentano di non avere la camicia preferita lavata e stirata.

Massaia

Allora i vostri gesti quotidiani sono questi:

  1. Raccogliete con uno straccio l’acqua sul pavimento, preferibilmente prima che arrivino i gatti e inzuppino le zampe.
  2. Dato che lui, fra le altre cose, è ecologista (vedi punto 8) vi dice che non dovete usare la lavastoviglie perchè consuma troppo e quindi siete costrette a lavare a mano.
  3. Prendete scopa e paletta e spazzate.
  4. Asciugate con un panno umido perchè il lavandino non si riempia di calcare.
  5. Prendete anche le sue mutande e le mettete dentro il cesto dei vestiti sporchi.
  6. Li buttate e lui non vi parla per una settimana.
  7. Prendete ancora scopa e paletta.
  8. Spegnete la luce e gli fate presente che lui è un ecologista, ma fa finta di non sentire.
  9. Gettate i peli che si sono raccolti nello scarico e li gettate nel water (lui dopo li vede e dice "che schifo!")
  10. Non sanno che, oltre le loro camicie, una casa produce una quantità infinita di biancheria sporca che va lavata, asciugata e stirata.

Ogni giorno vi promettete che inizierete ad educare il vostro barbaro, ma quando gli chiedete di aiutarvi nei lavori di casa vi rendete conto che il suo concetto di pulito è molto limitato e soggettivo e che anche se volesse non riuscirebbe a a rendere la vostra casa vivibile come una qualsiasi casa del XXI secolo.

Il maggior responsabile della sua inciviltà è sua madre, e questa consapevolezza vi demoralizza ancora di più: si può rimediare ad un errore commesso molti anni fa?

Non vi resta dunque che farvi venire i calli alle mani , di farvi venire i dolori alla schiena e alle caviglie; quando sarete tutte un acciacco vi sentirete dire, con fastidio, che dovete smetterla di lamentarvi per i vostri dolori "Io non mi lamento mai!", dicono.

9 Aprile 2007
10:37, Lunedì
melissa panarello
Filed under : Satira
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12 commenti

(#) Quello che disse Giulia

Lunedì 9 Aprile 2007 alle 11:56

1

E’ vagamente familiare ;)

Solo che a casa mia cucino io e lui lava, e se prova a lamentarsi che gli mancano le magliette lo azzanno come un caimano :D :D :D

A parte questo, i post di Viscontessa e il tuo puntano il dito, in maniera scherzosa ma non troppo, sulle abitudini dei nostri compagni (che la mamma faceva tutto, e quindi adesso tocca a noi) e su come finiamo per accettare un carico di lavori domestici superiore al loro, solo per fare in modo che la casa sia vivibile.
Io sto imparando a rilassarmi: pulisco quando mi va. Se la casa è un casino, pazienza. E ogni tanto, anche lui prende lo straccio (anche se poi mi chiama “Trapattoni” perché dice che gli rompo le scatole quando pulisce :D)

(#) Quello che disse viscontessa

Lunedì 9 Aprile 2007 alle 22:39

2

Inutile tentare di educarli, è come cercare di insegnare a correre ad un bradipo, il loro sistema neurologico non è sviluppato per “vedere cosa c’è da fare in casa” come il nostro non lo è fatto per sapere che strada devo fare per arrivare in quel posto: personalmente mi perdo persino con un navigatore satellitare che mi segnala ogni svolta con un i fuochi d’artificio.
La colpa non è delle loro madri, povere donne che a loro volta si sono arrese di fronte a questa deficienza maschile che impedisce persino agli uomini più pignoli e scrupolosi, di comprendere che le “tendine” alle finestre non sono un vezzo femminile ma una necessità per evitare di essere in “vetrina” anche dentro al bagno della propria casa..
Più efficace forse, svolgere personalmente le mansioni domestiche senza chiedere la sua collaborazione ma richiamando continuamente la sua attenzione sul fatto che gli state facendo un “favore”, un favore che non è un obbligo, non è un dovere, non deve essere un’abitudine e non è neanche detto che sarà così per sempre.
Il bagno da pulire resterà sempre a noi ma almeno lui ce ne sarà grato.

(#) Quello che disse FikaSicula

Martedì 10 Aprile 2007 alle 02:36

3

A me è capitato di vivere con donne disordinatissime che non sapevano neppure tirare giù l’acqua dopo essersi fatte il bidet. Ho trovato poi uomini talmente ordinati e maniacali da farmi urlare di disperazione :)
anche quelli di discendenza diretta dalle manie materne :|
Ho trovato quello che voi dite qui in alcune coppie, è vero. Ma per mio conto non ne faccio una questione di sessi, quanto piuttosto di rispetto per le persone con le quali si vive.

(#) Quello che disse Maria Sung

Martedì 10 Aprile 2007 alle 10:01

4

Prendersi cura della casa non è un’impresa impossibile, solo pallosa, a meno di non essere persone maniacali o che si rilassano lavando i piatti: quelli che non sanno prendere in mano una spugna ci marciano eccome. Il mio consiglio in questi casi, anche se è un po’ standard è: non educare il proprio fidanzato, ma cambiarlo. :)
Viss, che mi dici mai? L’essere orfano di madre, da questa prospettiva, diventa una condizione necessaria, ma non sufficiente. E io che mi pensavo.

(#) Quello che disse Marco Pasquali

Martedì 10 Aprile 2007 alle 11:54

5

Beh, come uomo non posso dire molto. Dei dieci commi elencati, almeno un paio mi sono familiari. Anche se non cucino strano, l’igiene personale è una storia quotidiana. Sulle tendine poi non riesco mai a dire che casa diventa troppo buia e che non me ne frega niente di quello che vede il vicino. Mai vivere da soli per troppo tempo! Eppure anche un uomo può essere educato, a patto che lo sforzo sia sistematico e condiviso. Detto così sembra facile, vero? Il problema è che la mia casa ideale è la cabina di una nave.

(#) Quello che disse restodelmondo

Martedì 10 Aprile 2007 alle 12:45

6

La mia (nostra) casa può essere disordinatissima.

Peraltro, siamo in due a tenerla a posto, con mio marito che fa i “mestieri di casa” meglio di me*. Ma siamo due scapoli, da questo punto di vista: ci sono cose che ci interessano di più, e se appena è possibile diamo loro la precedenza.

L’unica differenza è che il marito riesce a non avere sensi di colpa, e io sto ancora lavorando al non averne più. Nemmeno quando so che la suocera verrà in visita.

[* Tranne la lavatrice. Quella lo terrorizza, dice che non si raccapezza tra i programmi. Detto da uno che rivolta i computer da quando aveva 14 anni.

Per lo stirare, ha guardato sua madre per qualche pomeriggio - e sua madre non gli avrebbe mai lasciato toccare il ferro: poi è arrivato a casa mia e - "mi fai provare?" - ha stirato una camicia meglio di quanto sapessi fare io dopo dieci anni di pratica, e da lì ha deciso che quello toccava a lui. Quindi non sono solo le madri, sono anche i figli...]

(#) Quello che disse Alice Twain

Martedì 10 Aprile 2007 alle 14:28

7

Vero, vero. Sono anche i figli. Sono, per esempio, quelli che fanno manifestazione di volenterosità “Lavo io” e poi il loro concetto di lavare è alquanto vago e quando glie lo si fa notare s’inalberano “Non ti va mai bene come faccio le cose”, ma vigliacco se ti stanno ad ascoltare che nella fottuta tazzina del caffè usata ci devi mettere dentro le dita per fregare via i resti di zucchero e poi la devi mettere a scolare a testa in giù. E se non ascolti, allora è meglio che non fai nemmeno il figo “faccio io faccio io”. Almeno lo so e mi regolo (mollandoti).

(#) Quello che disse viscontessa

Martedì 10 Aprile 2007 alle 15:07

8

Maria posso parlare solo per il primo marito che il secondo, quando l’ho conosciuto, era già stato sposato altre due volte e tuttora la prima moglie, quando ci vediamo per cena, serve prima lui perchè è l’uomo (non ti dico tutto quello che io e le loro figlie gli diciamo:-).
Il primo invece era uno scapolone incallito che se la cavava egregiamente da solo ma per i gelsomini del giardino, devo dire, non mi è rimasto che ricorrere all’eutanasia.
Curiostià, lui la sera arrivava a casa, si prendeva un vassoio per la cena e si piazzava davanti alla televisione, non abbiamo mai centato seduti a tavola insieme e io adoravo questa simpatica abitudine che evitava le rotture della sparecchiatura:-)

(#) Quello che disse Joe Tempesta

Giovedì 12 Aprile 2007 alle 12:56

9

Vivo solo: lavo (adoro la lavatrice, mi è sempre piaciuta da quando sono bambino), pulisco, stendo i panni e li ripiego. La pulizia del bagno non la cederei a nessuno nemmeno sotto tortura. Non ho il ferro da stiro, non stiro mai, non me ne frega nulla se una magliettina è un po’ spiegazzata. Per le camicie ho trovato un sistema che mi consente di ottenere il massimo risultato (in termini di poco spiegazzate) con il minimo sforzo, alla peggio c’è sempre la lavanderia.
Il problema non è la mamma, e nemmeno il figlio (in quanto maschio). Il problema è che uno ragazzo (o una ragazza) sta in casa fino a trent’anni, quando dovrebbe imparare che per non vivere in un porcile bisogna pulire? Quando dovrebbe imparare uno a usare la lavatrice se tutto il know-how necessario per avere vestiti puliti si limita al conoscere la posizione del cesto dei panni sporchi (da lì, magicamente, ricompaiono puliti-profumati-stirati nei cassetti)?

(#) Quello che disse robertina

Giovedì 12 Aprile 2007 alle 16:02

10

E’ incredibile, a volte pensi che e’ toccata solo a te una simile disgrazia, e poi ti ritrovi in questa allegra compagnia di povere massaie!
Il mio poi e’ un vero disastro: suocera di un paesino del sud, lui unico figlio maschio… e’ un continuo discutere e quando riesco a fargli fare qualcosa a casa, gli devo pure dire grazie perche’ ti ha fatto un favore!!

cmq la colpa e’ delle mamme, non c’e’ storia: l’ho visto con la mia, io femmina educata a suon di urla a tenere tutto in ordine, e i miei fratelli, che ancora oggi fanno accapponare la pelle alle mie cognate, lasciati sempre stare con la scusa che son maschi.

Dico solo che quando la mia suocera viene a casa nostra e vede il suo piccolino che prende la frutta dal frigo dopo mangiato (premetto che e’ l’unica cosa che fa in tutto il pasto) mi lancia delle occhiatacce tremende come a dire “ma come ti permetti a farlo alzare”?!

In compenso da bravo ometto delle caverne, mi sa aggiustare tutto in casa, dal ferro da stiro, al frigorifero, ai mobili.. almeno quello!

(#) Quello che disse mutandeecalzearighe

Sabato 14 Aprile 2007 alle 16:50

11

……..sarà per questo che sono tornata dai miei??

(#) Quello che disse Margot

Sabato 12 Maggio 2007 alle 15:34

12

I lavori domestici sono orribili. Non c’è altro da dire. Si salvi chi può.

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