Sorelle d'Italia

Anno 2007: quando l’umanità stava per estinguersi

Giovanardi, quell’onorevole che a dirla con un eufemismo non sta al passo coi tempi, ha detto che se tutt* scegliessero di diventare omosessuali allora nessuno più assolverebbe al compito di continuare la specie e l’uomo rischierebbe l’estinzione.

Io voglio sperare che il tono apocalittico di Giovanardi e di tanta invadente chiesa sia quantomeno giustificato dall’ignoranza sulle cifre che popolano il pianeta. Glielo dico io: siamo quasi in settemiliardisette. Onorevole che dice, corriamo davvero il rischio? Perché un po’ bisogna anche che ci si capisca fra noi, che alle volte c’è qualche contraddizione, anche bella grossa.

Da un lato si dice che l’Italia si sta sovrappopolando di immigrati e si fanno leggi per trattenerli scalpitanti alla frontiera di questo bel regno del benessere (puach!) e dall’altro si dice che gli omosessuali bisogna che si rendano conto che hanno una responsabilità rispetto alla specie umana e che devono procreare. Scopassero con chi gli pare basta che si sposino e mettano al mondo figli. Anzi di più. A momenti pare anche che riservino segrete alcove apposta per far trombare gli omosessuali fra di loro basta che poi tornino a fare il loro dovere.

E il richiamo non è solo rivolto agli uomini (il cui seme deve andare in un unica direzione – a costo di spremerlo e infilarcelo a forza, che diamine) ma anche a quelle birbone delle femmine che se sono lesbiche non è detto che vogliono figliare e se lo vogliono lo devono fare riportando all’ovile almeno uno spermatozoo sottoforma di marito.

Insomma, sono tutti molto ma molto preoccupati. E la cosa che probabilmente preoccupa non è tanto il fatto che l’umanità vada in estinzione – pericolo assai remoto o quantomeno non plausibile tranne per motivi insiti nella natura distruttiva dell’uomo verso se stesso e verso il pianeta – ma che l’umanità cambi colore. Ecco, sì. Forse si tratta di questo. Perché a ben vedere di gente che fa figli ce n’è parecchia. Basta rilasciare i permessi di soggiorno. Basta che non si mantengano in clandestinità. Basta conteggiare anche i gialli, i rossi, i neri, i blu, i bordeaux e i lilla. Perché quella che si sta facendo non è una campagna in favore della salvezza dell’uomo ma piuttosto una politica nazista del mantenimento della purezza della razza.

In ogni caso in tutto ciò gli omosessuali sono considerati alla stessa stregua di tanti uomini oggetto che si sottraggono ad un dovere militare. Sono disertori dello spermatozoo nel pieno di una guerra che li vuole tutti sull’attenti a trapanare buchi per seminare figli.

Malati, deviati, perversi, sporcaccioni. Di tutto. L’omofobia dilaga e lo si vede dalle scritte naziste spuntate all’esterno della Libreria Babele di Milano, dagli stupri alle lesbiche, dalle aggressioni naziste alle varie anime del mondo queer…

Ad ogni dito puntato corrisponde un invito a mettere al rogo qualcuno. Così per le donne che si sottraggono al ruolo di madri o a quelle che vogliono esserlo a modo loro e con chi pare a loro.

In questi giorni si parla tanto di famiglia in opposizione alle unioni civili per i gay. Mi chiedo: Perché in ogni intervista si vedono solo gay e uomini come Capezzone? Gay che alla meglio desiderano omologarsi alla grande schiera delle famiglie borghesi italiane e alla peggio continuano a dire che rispettano tanto la famigghia per come le coppie etero la vivono e che vorrebbero lo stesso rispetto per sé.

E le donne? Io non ne ho viste. In questo dibattito le donne sembrano quasi assenti – parlo dei grossi media naturalmente – e quando si parla di famiglia e maternità il ragionamento viene riportato al diritto delle coppie gay. Nulla viene rimesso in discussione. Nessuno fa parlare una donna su una cosa della quale sparlano da millenni: la maternità e la famiglia.

Noi: donne, femmine, femministe, lesbiche, quello che vi pare… perchè non siamo chiamate a parlare di una cosa che ci riguarda? Perché la discussione è monopolizzata dagli uomini? Qualcuno vuole sapere da una donna anche etero qual’è il "suo" modello di famiglia e cosa pensa circa questo compito supremo che le viene destinato? Può dire questa donna che della responsabilità di tenere a posto la razza e di (addirittura) sventare l’estinzione dell’umanità se ne fotte?

Si può dire? Non è sicuro. Intanto l’ho detto e si attendono altre innumerevoli adesioni al Movimento per la Chiusura delle Tube di Falloppio.

8 aprile 2007
03:58, domenica
FikaSicula
Filed under : Gender, Politica, Satira, Società
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Commenti : 7
 
7 commenti

(#) Quello che disse Giulia

domenica 8 aprile 2007 alle 13:41

1

Applaudo tutto, tranne il finale, che è un po’ tagliarsi le balle per far dispetto alla moglie. I reiterati attacchi (alquanto balordi nella forma e nella sostanza) alle persone omosessuali non chiamano necessariamente la rinuncia alla genitorialità o alla maternità. Anzi, la sovversione più grande è proprio provare che anche gli omosessuali possono crescere figli normali – i.e. né più né meno incasinati di quelli di genitori eterosessuali – affrontando la maternità e la paternità a loro modo.

(#) Quello che disse FikaSicula

domenica 8 aprile 2007 alle 13:53

2

Infatti no Giulia è solo satira. :)
Ma di maternità fino ad ora sento solo parlare uomini e gay. Lesbiche e donne che ne pensano? Lo so perchè le frequento, ci milito insieme, faccio battaglie assieme a loro altrimenti forse mi convincerei davvero di avere quasi un dovere morale nel far figli per la continuità della specie. E la soluzione certo non è quella di rinunciare ai propri desideri quanto quello di compierli quando e come si vuol. Mi riferisco alla legge 40 sulla procreazione assistita che obbliga la procreazione solo dentro le coppie etero e a mille altri piccoli e grandi provvedimenti che decidono per noi come e quando il nostro desiderio di maternità deve essere compiuto.
Percio’ provocatoriamente se mi si dice che devo partorire a forza con un esercito di preti attorno che urlano in coro “dai forza, di più, respira e tira fuori un degno successore” io allora rispondo che piuttosto chiudo le tube del falloppio. Un attodi disobbedienza virtuale che mi fa sentire persone in grado di desiderare e fare per propria scelta e non perchè altri, uomini, me lo ordinano secondo un principio morale inventato da loro per loro usi e consumi.
Tutto qui!

(#) Quello che disse Giulia

domenica 8 aprile 2007 alle 16:06

3

Sai che mi preoccupa un po’ questa distinzione fra “donne” e “lesbiche”? Ho sempre creduto che le due cose coincidessero :)

Sul resto, siamo d’accordo. Soprattutto sulla legge 40, uno scempio.

(#) Quello che disse FikaSicula

domenica 8 aprile 2007 alle 16:14

4

Ragione hai :) ))
Pure ommini e gay sono uguali. Ma nei talk show invitano un gay dichiarato e capezzone. Così per parlare di unioni civili e maternità dentro le famiglie etero si distingue in lesbiche e donne.
la tua osservazione è giustissima. non c’e’ differenza infatti. la prossima volta ne scriverò senza usare le imposizioni linguistiche dei media mainstream…
buona domenica!!!

(#) Quello che disse viscontessa

domenica 8 aprile 2007 alle 18:06

5

Io a volte ho la sensazione che nel nostro paese esistano due tipi di esseri umani ben differenti tra loro, e non mi riferisco alla differenza tra uomini e donne, ma a quella tra coloro che pubblicamente forniscono un’immagine del nostro paese e coloro (ovvero la maggior parte) che vivono la propria esistenza in maniera del tutto discordante dall’immagine che ne viene fornita.
Benedetta sia la famiglia tradizionale ma poi le coppie regolarmente e felicemente sposate sono poche mentre sono sempre in aumento le coppie che scoppiano e si riaccoppiano e che di tradizionale hanno solo il pranzo di Natale tutti insieme.
E benedette siano le donne che si assumono l’onere della maternità, ma per ogni riproduzione resti ferma una giro mentre gli altri concorrenti tirano i loro dadi e vanno avanti sul cartellone della vita.
E bendetti siano gli eterosessuali che tanto se poi la sera vanno con le baby prostitute o con i travestiti, basta che li spostiamo un po’ più in là dove le brave, sane e borghesi famiglie tradizionali, non siano costrette a vedere il proprio vicino che si scopa una quindicenne terrorizzata.

(#) Quello che disse FikaSicula

domenica 8 aprile 2007 alle 21:52

6

Verissimo viscontessa
e la cosa che io mi chiedo sempre è: a chi giova?
Perchè una immagine costruita ad arte, come in ogni campagna di guerra che si rispetti, dovrà pur servire a qualcosa. Alla chiesa, allostato, al mercato, alle multinazionali. A chi?
Se invece siamo noi che continuiamo a fare un passaparola infinito di illusioni e bugie è proprio una gran sciocchezza. La società tira da un lato e altri la rappresentano con quintali di moderazione… Come se ci fosse un cocchiere a guidarci e fermarci se corriamo troppo. Andiamo avanti a frustate per correre di più o per farlo meno. Ma se staccassimo i cavalli? :)

(#) Quello che disse viscontessa

domenica 8 aprile 2007 alle 23:51

7

Giova a chi questa immagine la crea che di solito gode di molti più privilegi di chi la subisce.

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