Luoghi comuni: l’ufficio
Lei arriva in ufficio, accende il computer, sistema la scrivania, appende il cappotto, si informa sullo stato di salute del bambino della sua collega, chiama la mamma, legge l’agenda, va a fare pipì, controlla la posta di lavoro, si specchia sulla scrivania e si sistema un sopracciglio, cerca in borsa i fazzolettini di carta e ci trova un lecca lecca ciucciato di Giacomino, telefona al marito per avvisarlo, va in bagno a pulire la borsa, si lamenta dei bambini con un altra collega da cui riceve tutta la solidarietà, torna alla scrivania, fa una telefonata di lavoro senza esito così scambia due chiacchiere con la centralinista, si specchia nuovamente alla scrivania per controllare l’altro sopracciglio, aggiorna la lista della spesa, risponde ad una mail di lavoro, va a fare colazione con un paio di colleghe e si lamenta di quanto sia faticosa la vita.
Lui arriva in ufficio e controlla la posta ancora prima di levarsi il cappotto, risponde ad una mail e ad un paio di telefonate ancora in piedi con le chiavi della macchina in mano.
Si toglie il cappotto e lo butta sulla prima poltrona libera insieme alle chiavi. Controlla l’agenda con gli appuntamenti della giornata mentre fa altre due telefonate, scrive un paio di lettere, saluta appena il collega mentre butta nel cestino una penna che non funziona, poi ci ripensa e butta via tutto il portapenne sporco. Va alla macchinetta del caffè con una lettera in mano, beve il caffè impostando mentalmente la risposta, passa dalla scrivania di un altro collega e gli frega la penna, poi ci ripensa e gli frega tutto il portapenne, torna in ufficio, controlla ancora la posta e poi si collega con il sito degli ultà della sua squadra del cuore.
Lei torna in ufficio e va in bagno a fare pipì e a sistemarsi il rossetto, torna alla sua scrivania e si specchia le sopracciglia insieme per vedere che effetto che fanno. Prende una penna dal portapenne per aggiornare nuovamente la lista della spesa ma la penna è rotta allora vuota tutto il portapenne e lo lava, poi lava anche la penna che non funziona, pulisce la punta con lo sgrassatore per pavimenti, la fa rollare nelle mani per riscaldare l’inchiostro, la batte sul foglio, la agita, la tira per aria e infine riesce a farla funzionare esattamente nel momento in cui il capo mette piede in ufficio.
In cinque minuti lo aggiorna su tutto quello che è successo fino a quel momento perchè mentre telefonava alla mamma (particolare che lei omette) con un occhio scorreva le quotazioni di borsa, con l’altro leggeva un estratto conto e con l’altro orecchio captava la telefonata del vicino di scrivania a cui un cliente rimandava l’appuntamento. Infine relazione il capo sul risparmio per la società ottenuto grazie alla rianimazione da lei operata sulla penna.
Poi va in bagno a fare pipì.
Lui segue la chat degli ultrà della sua squadra del cuore, guarda un paio di siti porno, partecipa attivamente ad un forum motociclistico, scorre rapidamente le notizie del giorno sul quotidiano on line, risponde ad un paio di mail di amici che gli propongono un fine settimana di soli uomini in montagna (ma nell’appartamento vicino ci sono quattro russe da sole!) si informa sulla play station 3 e controlla su un sito di vendite on-line in che posizione è la sua offerta per un i-pood nano nel momento esatto in cui il capo mette piede in ufficio.
In cinque minuti lo aggiorna sui risultati calcistici del San Bartolo di Valle Chiara (squadra del cuore del capo) e loda sperticatamente le doti del portiere che poi sarebbe anche il figlio del capo che non sa che lui sa che è suo figlio.
Poi va a fare colazione.
Esatto
.
La mia collega va a fare pipì per prima cosa, senza neanche levarsi il giaccone. Il mio collega invece appena mette un piede dentro l’ufficio chiede se qualcuno ha voglia di andare a bere un caffè. Il capo dice di sì, si alza e spariscono per un quarto d’ora. Un’oretta dopo arriva l’altro collega, e con mezza faccia al di qua del portone si informa se qualcuno voglia andare a bere un caffè. I due uomini all’unisono rispondono che sì, ne hanno proprio bisogno, e tutti e tre spariscono per una ventina di minuti. Appena rientrano dal pranzo, uno dei tre, a scelta, dice che ha assoluta necessità di un caffè, e si eclissa insieme agli altri due per un’altro quarto d’ora. La stessa cosa succede tra le quattro e le cinque del pomeriggio. Io più che altro mi chiedo se non siano diventati tachicardici, alla lunga.
molto bello (ma che mi volete rubare il lavoro?
)
Occhio però che le donne in ufficio si stanno organizzando. Non la vano più nulla e si buttano a leggere i primi aggiornamenti ai blog ancor prima di essersi tolte il cappotto. A seguire, caffè alla macchinetta, ancora col cappotto addosso.
Non tutti gli uomini, ovviamente. Mio padre arriva in ufficio, si lamenta che nessuno vuole più lavorare (tranne lui), sgrida un dipendente che ciancia con un altro collega, accende al computer, dà una rapidissima occhiata al Sole24ore approfittando del lentissimo avviamento della vetusta macchina (che per lui funziona benissimo, ha solo 9 anni !), risponde alle mail in non più di tre righe ciascuna (compreso il saluto: cordialità), ordina un caffè alla segretaria, fa delle telefonate, risponde ad altre telefonate, si lamenta che nessuno vuole più lavorare (tranne lui), scrarabocchia alcuni appunti, nn con una penna ma cn una matita Ikea (ne ha due dozzine), chiama vari dipendenti e impartisce vari ordini, va al bagno, sgrida i malcapitati che incontra nel corridoio (a lavoro, a lavoro), ritorna in ufficio, si accorge che addosso ha ancora la giacca, se la toglie accuratamente e la appoggia su un altra sedia, si lamenta e così fino alla pausa pranzo.
un salutissimo
luana
magnifico !
ma mi aspettavo di più da Giacomino…
Qualcuno ha qualcosa per il mal di testa? e tutte che si fiondano nelle loro borse in cerca di un analgesico. Perchè volendo sul mondo femminile, c’è da scriverci per tutta una vita:-)
… e siamo qua per questo!







2010