La pubblicità vista dall’Irlanda
Un paio di settimane fa, chiacchieravo con Peter, il fidanzato irlandese del mio gay friend trapiantato a Londra. Siccome eravamo a un battesimo, si è trattato per un bel po’ di una conversazione garrula e ridanciana, improntata su bonarie frecciatine al gay friend, probabilità che io riesca a fare un voletto fino alla Perfida Albione e ritorno senza portarmi a casa neanche un acquistino idiota e cenni di magia celtica. Poi, non so come, lui ha tirato fuori il discorso della pubblicità. Mi ha detto, più o meno, che non aveva mai visto una tale profusione di belle donne mezze nude e ammiccanti, anche a sproposito, come quella che gli è venuta addosso dai cartelloni, dalla stampa e dalla TV italiani. Io ho annuito con aria di commiserazione rassegnata, tentando di buttarla sul simpatico con una frasetta scema tipo "Capito perché mi sento sempre un cesso?". Ma lui era serio. "Da noi – mi ha detto – una cosa così sarebbe inaccettabile". In effetti, quando incappo nelle pubblicità inglesi più basiche, ossia non nelle campagne internazionali dell’alta moda e dell’alta cosmesi, vedo ragazze (normali) solo dove servono. E sfoglio servizi di moda per donne normali con modelle normali (ovvero, se il servizio è "i vestiti che ti stanno bene se hai un culone che fa provincia", la modella non è esente da chiappe, come succede da noi). Peter mi ha anche detto, a quel punto un po’ dispiaciuto per la vita che mi tocca fare, che questa esplosione di modelle ultraterrene anche per venderti una chiave a brugola gli sembra sminuire il valore delle donne italiane, come se dovessimo tutte essere belle per forza. Non so, io ci rifletto sopra, da un po’.
Forse perché ero convinta, da bambina, che da grande sarei stata bellissima. E non è successo.
Nei paesi anglosassoni e nell’Europa settentrionale questi spot tipicamente italiani sono poco accettati non tanto per la maturità dei maschietti locali, quanto perchè le donne hanno preso coscienza della loro forza, acquisendo potere (i vari primi ministri, presidenti e governatori donne in Nuova Zelanda, Inghilterra, Canada, Finlandia, Germania ecc… lo dimostrano). Anche in un paese cattolico e per certi versi tradizionalista come la Spagna, dove ad es i cd Legionari di Cristo hanno ancora molto peso, le donne sono riusciti a fare lobby, e fare pressione sul pm Zapatero, che a varato diverse leggi interessanti. In Italia purtroppo non abbiamo ancora capito.







2010