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	<title>Commenti a: Inaccettabile</title>
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	<description>Girls on Politics</description>
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		<title>Di: Typesetter</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/03/29/inaccettabile/comment-page-1/#comment-292</link>
		<dc:creator>Typesetter</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Apr 2007 18:38:16 +0000</pubDate>
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		<description>Vero, non è un diritto sapercela fare. Però almeno è un diritto desiderarlo e provarci. In un certo senso è un po&#039; come fare il medico: devi prenere la laurea in medicina, fare anni di pratica, esami e trovare un ospedale che ti assuma. Magari non ce la fai, magari a metà scopri che non è così importante per te fare il medico, magari a metà ti muore il biscugino e devi prendere il suo posto nell&#039;azienda di famiglia. Però hai il diritto di provarci, anche se non ci riesci perché non ne sei capace.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vero, non è un diritto sapercela fare. Però almeno è un diritto desiderarlo e provarci. In un certo senso è un po&#8217; come fare il medico: devi prenere la laurea in medicina, fare anni di pratica, esami e trovare un ospedale che ti assuma. Magari non ce la fai, magari a metà scopri che non è così importante per te fare il medico, magari a metà ti muore il biscugino e devi prendere il suo posto nell&#8217;azienda di famiglia. Però hai il diritto di provarci, anche se non ci riesci perché non ne sei capace.</p>
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		<title>Di: restodelmondo</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/03/29/inaccettabile/comment-page-1/#comment-259</link>
		<dc:creator>restodelmondo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Apr 2007 00:21:25 +0000</pubDate>
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		<description>Posto che sulle ingerenze siamo tutte d&#039;accordo (anche se sulle reazioni alle ingerenze suddette non saprei), apro una parentesi &quot;tecnica&quot;.

Per diventare pastore valdese si devono fare esami, laurearsi in teologia (e già qui non è banale), fare pratica (stare un anno a fare il candidato pastore sotto la guida di un altro: che vuol dire dividerne tutti gli oneri), tenere un culto di prova davanti a una commissione di esame. E poi, trovare una comunità che ti &quot;assuma&quot; come pastore, con voto dell&#039;assemblea dei fedeli. In tutto questo, si deve continuare a tenere viva la propria vocazione - anche quando ti chiamano alle cinque di notte per andare in ospedale, o a mediare in una famiglia problematica.

Non so se sia un diritto, avere il dono di sapercela fare...

(Essendo protestante, non credo sia possibile farcela solo desiderandolo. Ma questo è un altro paio di maniche.)

Michela: il diritto canonico mi affascina. Se non ti secca troppo, racconta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Posto che sulle ingerenze siamo tutte d&#8217;accordo (anche se sulle reazioni alle ingerenze suddette non saprei), apro una parentesi &#8220;tecnica&#8221;.</p>
<p>Per diventare pastore valdese si devono fare esami, laurearsi in teologia (e già qui non è banale), fare pratica (stare un anno a fare il candidato pastore sotto la guida di un altro: che vuol dire dividerne tutti gli oneri), tenere un culto di prova davanti a una commissione di esame. E poi, trovare una comunità che ti &#8220;assuma&#8221; come pastore, con voto dell&#8217;assemblea dei fedeli. In tutto questo, si deve continuare a tenere viva la propria vocazione &#8211; anche quando ti chiamano alle cinque di notte per andare in ospedale, o a mediare in una famiglia problematica.</p>
<p>Non so se sia un diritto, avere il dono di sapercela fare&#8230;</p>
<p>(Essendo protestante, non credo sia possibile farcela solo desiderandolo. Ma questo è un altro paio di maniche.)</p>
<p>Michela: il diritto canonico mi affascina. Se non ti secca troppo, racconta.</p>
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		<title>Di: Maria Sung</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/03/29/inaccettabile/comment-page-1/#comment-234</link>
		<dc:creator>Maria Sung</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 06:35:10 +0000</pubDate>
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		<description>Non era un discorso sui criteri di idoneità per l&#039;accesso al sacerdozio, ma sull&#039;ingerenza: figurarsi se posso aver qualcosa a che spartire con l&#039;obbligo del celibato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non era un discorso sui criteri di idoneità per l&#8217;accesso al sacerdozio, ma sull&#8217;ingerenza: figurarsi se posso aver qualcosa a che spartire con l&#8217;obbligo del celibato.</p>
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		<title>Di: Michela</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/03/29/inaccettabile/comment-page-1/#comment-226</link>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 18:34:03 +0000</pubDate>
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		<description>l&#039;accesso al sacerdozio è talmente arbitrario che non è automaticamente consentito nemmeno ai maschi. Chi decide se la tua vocazione è autentica sono i superiori del seminario e, in ultima istanza, l&#039;Ordinario, cioè il vescovo che ti impone le mani. Fino all&#039;ultimo giorno ti può essere detto che la chiesa non ti ritiene un candidato idoneo. Se vi dicessi quali possono essere i motivi di esclusione, temo che non mi credereste.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;accesso al sacerdozio è talmente arbitrario che non è automaticamente consentito nemmeno ai maschi. Chi decide se la tua vocazione è autentica sono i superiori del seminario e, in ultima istanza, l&#8217;Ordinario, cioè il vescovo che ti impone le mani. Fino all&#8217;ultimo giorno ti può essere detto che la chiesa non ti ritiene un candidato idoneo. Se vi dicessi quali possono essere i motivi di esclusione, temo che non mi credereste.</p>
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		<title>Di: Disorder</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/03/29/inaccettabile/comment-page-1/#comment-203</link>
		<dc:creator>Disorder</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 12:29:34 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo con Michela. Al di là dello scopo provocatorio del post, che capisco, la risposta è appunto rivolgersi ad un&#039;altra chiesa che ammette pastori donna.
Il problema della Chiesa Cattolica in Italia è proprio il suo essere &quot;istituzione&quot;, non nel senso di associazione con un&#039;autorità morale più forte della media, ma proprio &quot;istituzione dello Stato&quot;. Lo vedi? viene anche a me naturale di usare il maiuscolo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con Michela. Al di là dello scopo provocatorio del post, che capisco, la risposta è appunto rivolgersi ad un&#8217;altra chiesa che ammette pastori donna.<br />
Il problema della Chiesa Cattolica in Italia è proprio il suo essere &#8220;istituzione&#8221;, non nel senso di associazione con un&#8217;autorità morale più forte della media, ma proprio &#8220;istituzione dello Stato&#8221;. Lo vedi? viene anche a me naturale di usare il maiuscolo.</p>
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		<title>Di: adriana</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/03/29/inaccettabile/comment-page-1/#comment-202</link>
		<dc:creator>adriana</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 12:20:08 +0000</pubDate>
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		<description>ammesso di volerla vedere come una carriera sui generis, è un altro caso di soffitto di vetro, no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ammesso di volerla vedere come una carriera sui generis, è un altro caso di soffitto di vetro, no?</p>
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		<title>Di: Giulia</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/03/29/inaccettabile/comment-page-1/#comment-201</link>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 11:49:35 +0000</pubDate>
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		<description>Più che altro, diventare sacerdoti non credo sia un impiego. Non è che fai il colloquio e poi ti scartano perché sei donna in favore di un altro. E&#039; una carriera religiosa.
I protestanti questo problema non ce l&#039;hanno: sono equal opportunities anche nel ministero del culto, e la Moderatora della Tavola Valdese è una donna, Maria Bonafede.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Più che altro, diventare sacerdoti non credo sia un impiego. Non è che fai il colloquio e poi ti scartano perché sei donna in favore di un altro. E&#8217; una carriera religiosa.<br />
I protestanti questo problema non ce l&#8217;hanno: sono equal opportunities anche nel ministero del culto, e la Moderatora della Tavola Valdese è una donna, Maria Bonafede.</p>
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	</item>
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		<title>Di: Michela</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/03/29/inaccettabile/comment-page-1/#comment-199</link>
		<dc:creator>Michela</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 11:08:02 +0000</pubDate>
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		<description>Per quanto condivida la critica al maschilismo ecclesiastico, è infondato pensare che sia possibile intentare causa per discriminazione. Diventare sacerdoti non è un diritto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per quanto condivida la critica al maschilismo ecclesiastico, è infondato pensare che sia possibile intentare causa per discriminazione. Diventare sacerdoti non è un diritto.</p>
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		<title>Di: adriana</title>
		<link>http://www.sorelleditalia.net/2007/03/29/inaccettabile/comment-page-1/#comment-196</link>
		<dc:creator>adriana</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Mar 2007 09:33:43 +0000</pubDate>
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		<description>mal comune mezzo gaudio? io non ci credo.
da www.internazionale.it
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Le celebrazioni della settimana santa sono alle porte e in Spagna è già polemica. Una confraternita di Cordoba ha proibito a due donne di partecipare alla processione della via Crucis come costaleras, le persone incaricate di portare sulle spalle le rappresentazioni della passione di Cristo. Il motivo? &quot;Evitare che uomini e donne dividano lo stesso spazio, rischiando di assumere atteggiamenti e posture poco convenienti&quot;, spiega El Pais.

Il vescovo di Cordoba ha assecondato la decisione della confraternita: &quot;Non è opportuno che durante le processioni si creino situazioni ambigue&quot;. Elisa Márquez e María Jesús Castón, così si chiamano le due donne, avevano lavorato duro per organizzare la processione. Per questo la risoluzione ha provocato la reazione indignata delle loro amiche: &quot;Sono state costaleras per sei anni consecutivi, dimostrando sempre un impegno e una forza di volontà encomiabili&quot;. 

Come sottolinea El Mundo, neanche il governo ha apprezzato la decisione della confraternita: &quot;La ministra per le pari opportunità, Maribel Montaño, ha dichiarato che escludere le due donne dalla processione è una discriminazione di genere e non rispetta la legge sull&#039;uguaglianza approvata dal parlamento spagnolo una settimana fa&quot;. 

E, commentando le parole del vescovo di Cordoba, Montaño ha aggiunto: &quot;Non è il caso di pensare a questioni che non passano per la mente di nessun cittadino o cittadina. Queste persone vogliono esercitare i loro diritti senza essere discriminate&quot;.-Camilla Desideri</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mal comune mezzo gaudio? io non ci credo.<br />
da <a href="http://www.internazionale.it" rel="nofollow">http://www.internazionale.it</a><br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<br />
Le celebrazioni della settimana santa sono alle porte e in Spagna è già polemica. Una confraternita di Cordoba ha proibito a due donne di partecipare alla processione della via Crucis come costaleras, le persone incaricate di portare sulle spalle le rappresentazioni della passione di Cristo. Il motivo? &#8220;Evitare che uomini e donne dividano lo stesso spazio, rischiando di assumere atteggiamenti e posture poco convenienti&#8221;, spiega El Pais.</p>
<p>Il vescovo di Cordoba ha assecondato la decisione della confraternita: &#8220;Non è opportuno che durante le processioni si creino situazioni ambigue&#8221;. Elisa Márquez e María Jesús Castón, così si chiamano le due donne, avevano lavorato duro per organizzare la processione. Per questo la risoluzione ha provocato la reazione indignata delle loro amiche: &#8220;Sono state costaleras per sei anni consecutivi, dimostrando sempre un impegno e una forza di volontà encomiabili&#8221;. </p>
<p>Come sottolinea El Mundo, neanche il governo ha apprezzato la decisione della confraternita: &#8220;La ministra per le pari opportunità, Maribel Montaño, ha dichiarato che escludere le due donne dalla processione è una discriminazione di genere e non rispetta la legge sull&#8217;uguaglianza approvata dal parlamento spagnolo una settimana fa&#8221;. </p>
<p>E, commentando le parole del vescovo di Cordoba, Montaño ha aggiunto: &#8220;Non è il caso di pensare a questioni che non passano per la mente di nessun cittadino o cittadina. Queste persone vogliono esercitare i loro diritti senza essere discriminate&#8221;.-Camilla Desideri</p>
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