Bon ton femminile da sinistro
Cammino lungo Viale Monte Rosa rimuginando sui fatti miei, medito sulla cena e guardo in basso, un piede avanti all’altro in rapida successione. Un colpo di clacson, freni che stridono e subito la botta: il più classico cliché da incidente milanese all’ora del rientro, auto contro motorino. Corriamo in cinque o sei verso la ragazza caduta che si sta rialzando da sola, piuttosto indispettita per le calze rotte ma incolume. Dalla macchina arriva la guidatrice, che ha palesemente ragione. Io mi aspetto il solito coro amebeo di insulti. E invece.
Invece è tutto un florilegio di "Mi scusi tanto, oddio che spavento, si è fatta male?" "No, si immagini, ma non mi ha visto?", "Ma stavo impegnando l’incrocio, avevo la freccia, comunque sta bene? Si sieda". Altro che constatazione amichevole, sembrano davvero quasi amiche.
Mai visti due uomini trattarsi così gentilmente dopo essersi scontrati.
Gli uomini, essendo molto più competitivi e inclini alla gerarchia, pongono tutto sul terreno dello scontro, del chi prevale su chi. Peraltro hanno un rapporto con l’automobile davvero perverso: non la vedono solo come un mezzo di locomozione per spostarsi dal punto a al punto b, ma come una cavalcatura, un simbolo di potenza. e guai a chi tocca i simboli di potenza.
un salutissimo
luana
esatto. Io parlo pure da senzapatente, ma per quasi tutte le mie amiche la macchina è, appunto, un mezzo di locomozione. Zozzo lurido acciaccato, basta che arrivi dove vede arrivare senza perdere troppi pezzi (passeggeriu inclusi, bontà loro). Per molti miei amici, e il mio collega è l’esempio più lampante, è un biglietto da visita, meglio se potente, seduttivo e immacolato. Infatti lui viaggia carico di sacchetti di plastica, non solo per malori improvvisi ma anche perché se sali con le scarpe sporche, lui ti fascia i piedi nei sacchetti onde evitare che lordi i tappetini…
Hai proprio ragione. Io sono stata tamponata due volte e in entrambi i casi gli uomini che mi sono venuti addosso hanno alzato la voce… io ero sinceramente in imbarazzo per la figura che stavano facendo.







2012