Sociologia da supermercato
Quando esco dall’ufficio, in genere mi tocca passare per le forche caudine del supermercato a fare rifornimenti. E’ risaputo infatti che io coabito con una specie di idrovora, la quale oltreutto rientra tardissimo e non è in condizione (né dal punto di vista logistico né da quello psicologico) di provvedere da sè alle proprie necessità alimentari di base. Di solito arrivo all’Esselunga verso le sei e mezza, orario che spacca Milano come le acque del Mar Rosso: tutti al bar per l’happy hour quelli trendy, tutti al supermercato gli altri. A quell’ora, l’Esselunga diventa un osservatorio sociale privilegiato, basta sbirciare le facce e i rispettivi carrelli.
- Tipologia A (io): donna intorno ai 30 anni, in tenuta da ufficio, carica come un mulo. Riempie il carrello di verdura, yogurt e offerte speciali. La presenza di merendine o porcheriuole segnala in modo inequivocabile uno status sociale di coniugata o convivente eterossesuale (solo in casi estremi trattasi di single di ritorno in crisi esistenziale, ma in questo caso di solito l’espressione della suddetta lo dimostra).
- Tipologia B: donna con bambino/i, abiti comodi, borsona piena di giocattoli, biberon, fazzoletti di carta, salviettine e caramelle appiccicose parzialmente sbavate. Compera biscotti per la crescita, latte per la crescita, omogeneizzati per la crescita. Non vede l’ora che il pargolo cresca e si tolga dai piedi, e lo agevola di conseguenza. Finge di non sapere che ci vorranno almeno trent’anni.
- Tipologia C: donna anziana con badante e deambulatore (opzionale). Prende un gambo di sedano, mezzo litro di latte, una fettina di carne trasparente che sembra una vetrofania e calze a compressione graduata. Si suppone che la badante, colpevole di succhiarle il resto della pensione, non venga nutrita.
- Tipologia D: donna ricca, elegante, annoiata e visibilmente spaesata. Mette nel carrello, alla rinfusa, verdura biologica, specialità regionali, Chablis e dischetti di cotone. Appare evidente che la colf ha preso un giorno di permesso a dispensa quasi vuota, lasciandola nel marasma più nero. Sotto sotto si diverte.
- Tipologia E1: uomo, dai 25 ai 65 anni circa. Tre opzioni di spesa, sempre e comunque nel cestino (l’uomo al supermercato non prende il carrello, piuttosto che sembrare una massaia si carica il cestino sulla schiena a mo’ di sherpa, infilandosi le bottiglie di vino sotto le ascelle e reggendo il quartino di panna sulla punta del naso come la Foca Marilù): vino bianco secco, preparato per sugo di mare, spaghetti n.5 e preservativi (single che spera in una serata importante); songino, pomodorini Camone, latte scremato (la moglie l’ha spedito al supermercato minacciandolo di portarlo a pranzo dai suoceri la domenica seguente, quando c’è la partita); cassa di birra, snack salati in offerta scelti tra i più pulciosi, wurstel e rhum (serata rutto libero con gli amici del liceo).
1La mia analisi sociologica verte proprio sul fatto che, a fronte di quattro categorie femminili e di un rapporto numerico di 10 a 1, ci sia una sola categoria maschile (per quanto divisa in tre sottocategorie carrellistiche), numericamente irrilevante se non per la lentezza nel mettere la roba sul nastro e nell’organizzare uno straccio di sacchetto con la spesa. Io non ho mai sostenuto che le donne siano meglio degli uomini, però al supermercato mi sorgono ragionevoli dubbi - che mi dichiaro pronta a ritenere infondati in altre occasioni.
Fra, a me sembra tutto a posto! ![]()
Sto migliorando giorno dopo giorno!
tipologia a/bis: donna sui 45, reduce dal lavoro, fa il pieno di cereali, frutta, cibo per gatti, cancelleria sparsa e cosmetici (che peraltro lei evidentemente non usa). la presenza di merendine segnala la convivenza con un/una minore di anni 15. perché i cosmetici sono per l’altra convivente, sopra i 15 e sotto i 18, che “ha tanto da studiare e non può perdere tempo al super”, oltre a essere perennemente a dieta. poi, però, se il mascara ha il pettinino e non la spazzoletta, l’anatema fulmina la colpevole. sigh.
(però intanto la tardoadolescente prepara la cena, eh. lo schiavismo l’abbiamo abolito da mo’)
Tipologia F: studentessa con carrellino mezzo rotto, che confronta i prezzi 10 volte per prendere la cosa che costa meno
Bel sito, scoperto oggi, buon lavoro!
Adriana, sono solidale: mia sorella pur avendo 23 anni snerva mia madre esattamente allo stesso modo :-).
giulia, io non confronto i prezzi solo perché ormai so già che cosa costa meno. E naturalmente lo prendo ![]()
molto molto carino.
A proposito di tipologie, ho ripensato a quella volta che il supermercato del mio paesello natio aveva nonsoquale promozione con tre sconti del 30% da applicare, tramite apposito adesivo, su tre prodotti a scelta. Io mi presento alla cassa in tenuta da ufficio con i tre vistosi adesivi gialli applicati, nell’ordine, a: una bottiglia di china martini; una bottiglia di greco di tufo; un sontuoso pezzo di parmigiano reggiano (fantastico con l’aperitivo). Una mia coetanea in tuta e con bambina urlante in braccio mi ha guardato con disprezzo: i suoi tre adesivi erano stati applicati su pannolini e omogeneizzati. Un po’ mi sono vergognata.
Spikette, non c’è come alcune giàmadri per far sentire in colpa noi nonmadri… basta fregarsene ![]()
Non era disprezzo, Spikette. Mi sembra più probabile che fosse invidia.










2008