L’amicizia ai tempi del Web 2.0
Sabato sono uscita a pranzo con alcune mie amiche. Ogni volta che ci vediamo, ci divertiamo tantissimo, anche se siamo un gruppetto decisamente eteorgeneo da ogni punto di vista possibile, o forse proprio per questo. Ci siamo conosciute tramite un forum su Internet, e quando abbiamo organizzato il primo incontro sapevamo già tutte, l’una dell’altra, molte più cose di quel che sanno amiche decennali, ex compagne di banco dalla prima elementare e ragazze che hanno fatto danza classica insieme dal plié alle scarpette da punta. Conoscevamo già le rispettive facce, perché naturalmente ci eravamo scambiate foto in .jpg dalla Prima Comunione all’Ultimo Fidanzato, passando per Nuovi Tagli di Capelli e Opzioni di Abbigliamento per il Sabato Sera. E ci scrivevamo (anzi, ci scriviamo) tutti i giorni catene di e-mail che intasano le caselle, perché non viviamo tutte nella stessa città ma le informazioni, frivole o serie che siano, devono passare in tempo reale.
Solo pochi anni fa, non avrei potuto conoscerle.
Solo pochi anni fa, sarei arrivata qua a Milano con una valigina e gli occhi a cuore (mi sono trasferita per amore, io, mica mi hanno invitato per darmi le chiavi della città) e non avrei saputo bene come fare a conoscere gente con i miei strambi interessi, che vanno dalla profumeria al cristianesimo esoterico. Mi sarei dovuta limitare a frequentare le amiche del mio fidanzato, ovvero le fidanzate dei suoi amici (alcune delle quali mi risultano gradevoli come i fagiolini con il filo, e io a loro pure), e qualche tipa conosciuta sul lavoro (peccato che il mio ambiente sia talvolta un vivaio di carogne inacidite dalle quali cerco di stare alla larga, non essendo né trendy né zonista né dedita alla meditazione trascendentale o alla biorivitalizzazione delle rughe). Forse mi sarei depressa, e siccome già di mio non sprizzo gioia da tutti i pori, sarebbe stato un bel guaio.
Quando ho cominciato a conoscere queste fanciulle, un po’ mi vergognavo. Mi sentivo incapace di conoscere gente "normalmente", ma d’altro canto la città in cui vivo è un posto un po’ complicato, e molte delle mie vecchie amiche non avevano visto di buon occhio il fatto che avessi lasciato il fidanzato storico per il tessssoro. Dopo un po’ ho smesso di darmi queste due giustificazioni stupide e immotivate, e ho cominciato a sentirmi molto in linea con i tempi. La vita mi ha dato Internet, e faccio benone a usare questa opportunità grandiosa. Perchè dietro allo schermo e ai nickname stupidi come il mio ci sono le persone, e dietro alle persone le storie, le manie, le affinità e anche le incomprensioni. Arrivo in ritardo, lo so: questa scoperta l’hanno già fatta in molti, le coppie si fidanzano in chat e chiacchierano su Messenger. Il fatto è che io non riesco a non ringraziare la Rete, per le tante persone adorabili che ho conosciuto senza muovermi dalla scrivania. E sabato pomeriggio, tornando a casa, pensavo proprio a quando e come avrei scritto questo post.
se esiste un confine, non lo distinguo più. amiche (e amici, e amori) sono di qua, di là, a cavallo e in transito. scrivo mail a mia figlia e inciampo su blimunda al lavoro.
Ecco, la mia mamma invece ha imparato da poco a leggere gli SMS. Ci stiamo attrezzando perché impari anche a scriverli, mio padre ce la fa ![]()
Si si vero. Ultimamente ho recuperato un’amicizia grazie (e davvero grazie!) a MSN…
L’altra sera, sempre tramite MSN, ho iniziato con un’amica un discorso davvero serio che poi è continuato nella vita reale.
E poi c’è il blog, il mio blog.
Lo hai “pensato” proprio bene, tesora! ![]()
Pensa che io ho conosciuto mio marito via blog…
Epperché, io il mio fidanzato no? ![]()
(Poi, no, tecnicamente ci siamo conosciuti a una festa. Ma ci commentavamo da prima.)
A me Skype, che uso principalmente per parlare alla mia amica e vicina di casa trasferitasi a Londra per ore, ispira ancora un approccio meravigliato stile primitivo che scopre il fuoco.
Per quel che riguarda i forum, quando ci siamo incontrati la prima volta era buffo vedere un gruppo di adulti che non si erano mai visti, ma sapevano già tante cose l’uno dell’altro, e soprattutto si appellavano con dei soprannomi intollerabil al di fuori di una pagina web.
Figuratevi che quando ho avuto una storia con uno conosciuto lì, ho scoperto che sul cellulare aveva memorizzato il mio nick (paura, eh?) e non il mio nome.
Da un po’ di anni le situazioni di gruppo non mi attirano più, però.
Il mio fidanzato era già “oltreeee” anni fa, infatti ben prima dell’avvento di internet è riuscito a provolare anche con la tipa del servizio clienti di non so quale catena…










2008